3 Maggio 2019
Il Viminale taglia i fondi e la Caritas non partecipa più ai bandi per l’accoglienza dei migranti. Salvini: “Lo fate solo per soldi”
Le prime a disertare i bandi sono state lecooperative. Già il mese scorso si contavano decine di appalti andati a vuoto. Uno dopo l’altro hanno smascheratono la finta carità di certi enti che con gli immigrati puntava soltanto a far soldi. Nessuno si è infatti fatto problemi a dire che il passo indietro è una ritorsione alla sforbiciata ai costi per l’accoglienza voluta da Salvini per stroncare il business dell’immigrazione. Il taglio è stato netto: si è passati dai 35 ai 21-26 euro. E così a Genova, Savona, Lecce, Treviso, Ferrara, Reggio Emilia e Viterbo le cooperative che fino a ieri svolgevano le attività di accoglienza e integrazione hanno appunto smesso di presentarsi alle gare che, una dopo l’altra, finiscono per andare deserte. Un caso eclatante è stato quello di Reggio Emilia dove a inizio aprile Reti temporanee di imprese, che avevano in mano la gestione straordinaria di quasi tremila richiedenti asilo, si sono tirate indietro.
Dopo le cooperative è stata la volta della Caritas. Stesso discorso. “Le risorse non sono sufficienti”, hanno lamentato nei giorni scorsi a Treviso e a Vittorio Veneto. La decisione di chiamarsi fuori non è locale ma avvallata da presidente dell’istituto. “La scelta che coinvolge le Caritas di tutta Italia – ha spiegato al Corriere Veneto monsignor Pizziolo – è indotta dalla nuova normativa, che ha avuto due effetti: ha ridotto all’osso le risorse per l’accoglienza e ne ha ristretto le maglie, imponendo criteri più stringenti”. Nel frattempo, per prendere tempo, le Prefetture stanno rinviando i bandi e prorogando i termini di presentazione alle gare, come successo a Siena e Bologna. In altri casi, invece, è stato deciso di riportare i migranti nelle caserme. Le ragioni della scelta della Caritas, come anche delle cooperative rosse, non sono affatto economiche ma prettamente politiche. Ed è lo stesso monsignor Pizziolo ad ammetterlo: “Alcune Caritas non si sentono più di partecipare ai bandi, non solo per il taglio dei finanziamenti ma anche perché non vogliono avallare scelte che non condividono”.
Da Roma non è partita alcuna direttiva ufficiale. Tanto che ci sono ancora molte diocesi, come quelle di Trento e di Bolzano, che vanno avanti a partecipare ai bandi. Ma i casi di chi si tira indietro sono destinati ad aumentare. Nei mesi scorsi lo stesso Salvini profetizzava: “La mangiatoia è finita. Chi speculava con margini altissimi per fare ‘integrazione‘, spesso con scarsi risultati, dovrà cambiare mestiere”. E così è stato. Il velo dell’ipocrisia è stato abbassato una volta per tutte.
Fonte – http://m.ilgiornale.it/news/2019/05/03/salvini-smaschera-la-caritas-accogliete-solo-per-fare-quattrini/1688255/

