Giuseppe Federici Study Center – For a new onset
Press release no. 41/19 of the 24 maggio 2019, Mary Help of Christians
Mary Help of Christians: from Lepanto to Don Bosco
History of the Basilica of Mary Help of Christians
The façade recalls that of the church of S. Giorgio Maggiore in Venice, of Palladio.
On the bell tower on the right the archangel Gabriel is depicted offering a crown to Mary; on the bell tower on the left the archangel Michael waves a flag with the writing "Lepanto".
On the eardrum, the marble statues are of the Solutor martyrs, Customer, Octavius, killed on this earth (Valdocco = Valley of the Slain). On the attic, you can see the clocks above, on the right the statue of San Massimo, first bishop of Turin, on the left the statue of Saint Francis de Sales, patron of the Salesian Family.
In the central niche, under the rose window, you can see the marble group of Jesus among the children. In the side niches are the statues of St. Joseph and S. Luigi Gonzaga.
Of the two bands of high reliefs between the columns, one represents S. Pius V announcing the Victory of Lepanto (1571), the other represents Pius VII crowning Maria SS. in the Sanctuary of Savona after his liberation from Napoleonic imprisonment (1814).
The Sanctuary of Mary Help of Christians was born from the heart, by the courage of Don Bosco and his great devotion to the Madonna.
It was an undertaking marked by extraordinary events and enormous difficulties: Don Bosco never tired of repeating that it was Our Lady who wanted the church and herself, after having even indicated to him the place where it was to be built, he would also have made him find the necessary means. But we hear from Don Bosco himself the story of a "dream" he had in 1844, when he was still looking for a stable location for his oratory.
The Lady who appeared to him told him: “Observe. – And I looked and saw a small and low church, a bit of courtyard and young people in large numbers. I resumed my work.
But since this church has become narrow, I turned to you again, and She showed me another much larger church with a house nearby. Then, leading me a little closer, in a stretch of cultivated land, almost in front of the façade of the second church, he added:
“In this place where the glorious Martyrs of Turin come, Solutor and Ottavio offered their martyrdom, I want God to be honored in a very special way.".
Così dicendo, avanzavo un piede posandolo sul luogo dove avvenne il martirio e me lo indicò con precisione… Intanto io mi vidi circondato da un numero immenso e sempre crescente di giovani; ma guardando la Signora, crescevano anche i mezzi ed il locale, e vidi poi una grandissima chiesa, precisamente sul luogo dove mi aveva fatto vedere che avvenne il martirio dei santi della Legione Tebea, con molti edifici tutto all’intorno e con un bel monumento nel mezzo”. (Il monumento davanti al Santuario c’è ed è proprio per… lui!).
Le tappe erano dunque tutte previste: prima “la chiesa piccola e bassa”ossia la cappella Pinardi nel 1846; poi “l’altra chiesa assai più grande…” ossia la Chiesa di S. Francesco di Sales nel 1852 e infine la chiesa di Maria Ausiliatrice con “all’interno una fascia bianca, con la scritta a caratteri cubitali: “Hic domus mea, inde gloria mea. Qui è la mia Casa, di qui la mia gloria”.
Il desiderio di ubbidire alla voce della Madonna e di testimoniare venerazione e riconoscenza a Lei che aveva dato tante prove di benevolenza alla nascente Congregazione, ed anche ragioni di ordine pastorale e pratico, spinsero Don Bosco ad affrettare i tempi della costruzione.
Meanwhile, per l’acquisto del campo e del legname per la recinzione si erano spese 4.000 lire; l’economo Don Savio, rimasto senza soldi, consigliava di aspettare, ma Don Bosco gli replicò:
“Comincia a fare gli scavi; quando mai abbiamo cominciato un’opera avendo già i denari pronti? Bisogna bene lasciar fare qualcosa alla Divina Provvidenza”. I lavori, affidati all’impresa del capomastro Carlo Buzzetti, iniziarono nell’autunno del 1863. Terminati gli scavi, in April of 1864, Don Bosco disse al Buzzetti:“Ti voglio dare subito un acconto per i grandi lavori“. Così dicendo tirò fuori il borsellino, l’apri e versò nelle mani di Buzzetti quanto conteneva: otto soldi, nemmeno mezza lira. “Sta’ tranquillo la Madonna penserà a provvedere il denaro necessario per la Sua chiesa”.
Finally the 9 June 1868, aveva luogo la solenne consacrazione. Furono momenti di commozione intensa per tutti. Il sogno era diventato realtà. La “stupenda ed alta chiesa” era sotto gli occhi di tutti, cresciuta come per miracolo
From your side, Don Bosco non si attribuiva alcun merito: “Io non sono – diceva – l’autore delle grandi cose che voi vedete: è il Signore, è Maria SS. che degnarono di servirsi di un povero prete per compiere tali opere. Di mio non ci ho messo nulla. Aedificavit sibi domum Maria. E’ Maria che si è costruita la sua casa. Ogni pietra, ogni ornamento segnala una grazia”.
Costruito il santuario, Don Bosco intensificò la sua azione per diffondere nel mondo la devozione alla Madonna Ausiliatrice, Aiuto dei Cristiani.
source – http://it.donbosco-torino.org/basilica/storia/

