Prevenire l'aborto: in Kentucky i medici mostrano l'ecografia prima di eseguirlo

Per mostrare l’orrore dell’aborto e consapevolizzare le donne in Kentucky si mostra l’ecografia fetale prima di procedere.

La Corte D’Appello Federale del Kentucky ha approvato ufficialmente la legge che impone ai medici di mostrare e descrivere un’ecografia fetale ai pazienti prima di eseguire un aborto.
Un tribunale di grado inferiore aveva emesso un’ingiunzione che bloccava la legge, sostenendo che mostrare l’ecografia avrebbe potuto causare danni alle pazienti. Di tutta risposta, è stato detto di pensare a chi subirebbe il torto più grande: il bambino.
La Corte d’appello ha così stabilito che la legge non viola i diritti del Primo Emendamento dei Medici e che è fondamentale per prevenire l’incremento di aborti legalizzati, veri e propri omicidi sempre più diffusi.
L’ecografia fornisce alla paziente informazioni veritiere, non fuorvianti e pertinenti, volte a informare la paziente sulla sua decisione di mettere fine a una vita non ancora nata con l’aborto.
La legge per altro non interferisce con la relazione medico-paziente e nulla impedisce al medico di informare il paziente che le rivelazioni sono imposte dallo Stato del Kentucky e non da una scelta personale.
Secondo la Kaiser Family Foundation, è stato dimostrato che davanti all’ecografia fetale molte donne arrestano il processo. Una possibilità in extremis, che rende il Kentucky un baluardo per la salvaguardia della vita.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/prevenire-laborto-in-kentucky-i-medici-mostrano-lecografia-prima-di-eseguirlo/

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Teologia morale sull’aborto e risposte alle principali obiezioni

L’aborto è diretto, quando l’espulsione del feto è voluta come mezzo per qualsiasi scopo (come, ad es., per salvare la vita della madre che sta in pericolo a causa della gravidanza) o quando è inteso come fine. Perciò c’è sempre aborto diretto, quando si espelle il feto o si interrompe la gravidanza. (…) L’aborto diretto è un peccato grave e un atto intrinsecamente cattivo. Prove: a) È un caso speciale di omicidio: dunque proibito dal quinto precetto; b) La tradizione e la dottrina della Chiesa lo condannano; c) Il feto è un uomo, creatura intellettuale, distinto dalla madre. È dunque soggetto di diritti naturali e perciò ha il diritto alla vita. Chi espelle il feto dall’utero, lo priva della condizione necessaria per la vita, come chi chiude la gola a un uomo, mettendolo in condizione di non poter respirare. È una violazione del diritto alla vita. Ne segue quindi che ogni aborto diretto non può mai essere giustificato.
Si obietta: a) L’estrema necessità rende lecite molte cose. Rispondiamo:  Molte, ma non tutte. Se, ad es., una cosa è proibita da una legge, circostanze straordinarie possono far cessare il diritto come l’estrema necessità fa cessare il diritto di proprietà privata, in quanto esso impedisce a un altro di salvarsi dalla necessità. Ma ci sono dei diritti inalienabili. Tale è il diritto alla vita (dell’innocente) che non può mai perdersi. Le vite umane non sono cose utili a tutti, come i beni materiali, ma ognuna ha la vita come parte costituente della propria persona;
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Fonte: https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2131-teologia-morale-sull-aborto-e-risposte-alle-principali-obiezioni.html

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Aborto, ora spunta quello "postnatale" per le malattie genetiche

Aborto per le persone già venute al mondo: questa è una delle ultime frontiere degli intellettuali scientisti. Ecco le patologie a rischio

La guerra ideologica che si combatte attorno ai temi bioetici non conosce pause. L’aborto è uno dei fronti più caldi. In Italia, dopo anni, è stato riaperto il dibattito sulla reale applicazione e/o sulla messa in discussione della legge 194, ma sono le idee diffuse in certi ambienti frequentati da intellettuali a spaventare chi ritiene che la vita sia sacra e inattaccabile sin dal suo concepimento fino alla morte naturale. A denunciare la pericolosità di chi propone una forma di pratica abortiva successiva, in linea temporale, alla venuta al mondo di un essere umano, è stata la dottoressa Silvana De Mari, in un pezzo pubblicato sull’edizione odierna de La Verità. Continua a leggere

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Ginecologi francesi minacciano lo sciopero all'aborto

Il governo Macron condanna la protesta e chiede agli specialisti di non prendere in ‘ostaggio’ le donne e i loro diritti.

Niente più aborti in Francia? Potrebbe capitare. Nel paese oltralpe sembra stia per scoppiare a breve una protesta del sindacato dei ginecologi, contro le politiche del governo guidato da Emmanuel Macron.
Gli specialisti sono sul piede di guerra e hanno minacciato le istituzioni di bloccare le sospensioni volontarie di gravidanza, se non riceveranno ascolto dalle istituzioni parigine. Al centro delle richieste dei ginecologi c’è necessità di ridiscutere la legge sui massimali assicurativi.
Il governo Macron ha infatti posto un tetto a quanto possa essere pagato dalle compagnie assicurative, in caso di condanna per errore del medico. Per gli specialisti, il rischio è di dovere sborsare di tasca propria milioni di euro per eventuali risarcimenti. Continua a leggere

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Gianna Jessen: la sopravvissuta all'aborto arriva in Italia per raccontarsi

Gianna Jessen è l’attivista antiabortista statunitense più qualificata a parlare del tema: è sopravvissuta all’aborto e invita a riflettere.
Gianna Jessen arriva in Italia, a Cesena. Si tratta di un intervento molto atteso: la Jessen, sopravvissuta a un aborto, è una delle più importanti attiviste antiabortiste statunitensi.
La Jessen, che ha 42 anni, è da sempre impegnata a sostenere i movimenti che si oppongono all’aborto e ha raccontato la sua storia al Congresso degli Stati Uniti d’America e alla Camera dei Comuni del Regno Unito.
L’attivista antiabortista racconta la sua storia: è nata alla trentesima settimana di gravidanza di sua madre, una diciassettenne del Tennessee, a seguito di un tentativo di aborto fallito. I suoi genitori non la volevano.
Il feto però sopravvisse all’iniezione di una soluzione salina nell’utero. «Un aborto salino consiste nell’iniezione di una soluzione di sale nell’utero della madre – dice la Jensen nelle sue testimonianze – il bambino inghiotte la soluzione, che lo brucia dentro e fuori, e poi la madre partorisce un bambino morto entro 24 ore». Continua a leggere

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Regione Lombardia: cani seppelliti con gli uomini e bambini non nati nei rifiuti speciali

Segnalazione di Redazione BastaBugie
E poi: Ru486 anche in day hospital, profilattici gratis agli studenti… la Lombardia rinnega il suo passato prolife
di Luca e Paolo Tanduo

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la Legge di riforma dei servizi cimiteriali e funerari. E’ stato approvato all’unanimità anche un emendamento del Partito democratico, che modifica parzialmente le disposizioni in materia di sepoltura dei bambini non nati, chiamati nell’emendamento «prodotti del concepimento», a seguito di interruzione (volontaria e non) di gravidanza. L’emendamento introduce che ciò dovrà avvenire «esclusivamente su esplicita richiesta della donna o di chi è titolato alla decisione», nel caso ad esempio di minorenni o di persone incapaci di intendere e di volere. La precedente norma imponeva che venisse loro data comunque sepoltura, restituendo ai bambini non nati la dignità di persone invece di essere trattati come rifiuti speciali. Continua a leggere

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Lorella Cuccarini: "Abortire è un'esperienza traumatica"

La conduttrice svela un aneddoto risalente a più di vent’anni fa, quando lavorava a Mediaset. Ora è mamma di quattro ragazzi.
Lorella Cuccarini a cuore aperto, racconta il suo passato, in occasione del venticinquesimo anniversario di “Trenta ore per la vita”. Per l’occasione, la famosa conduttrice si è fatta intervistare dal  settimanale “Nuovo”,  a cui ha descrittodiversi aneddoti della sua vita professionale e personale.
Fra le tante storie narrate al settimanale, anche quella relativa alla perdita di un figlio: “Lavoravo a Buona Domenica e rimasti incinta, ma ho avuto un aborto spontaneo”. La Cuccarini la racconta come un’esperienza traumatica, aggravata dal fatto che quella sarebbe dovuta essere la sua prima maternità: “È un dolore che si metabolizza, però rimane la malinconia”. Continua a leggere

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Culle vuote? Se i centri per abortire superano quelli per nascere…

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La scorsa settimana è stata trasmessa al Parlamento l’annuale relazione sullo stato di attuazione della legge per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza. Se da un lato prosegue la diminuzione dell’interruzione volontaria della gravidanza dall’altro emerge che per la prima volta in Italia il numero dei “contraccettivi d’emergenza” ha superato il numero delle nascite. E inoltre dai dati delle regioni risulta una struttura sanitaria in cui il numero dei punti Ivg (interruzione volontaria della gravidanza) supera quello dei punti nascita anche in Regioni che fino a poco tempo fa erano orientate al sostegno della natalità e della famiglia. Il rapporto segue l’allarme lanciato alla fine del 2018 dall’ISTAT: il minimo storico delle nascite – mai così basso dall’Unità d’Italia – è stato nuovamente superato al ribasso. Nel 2017 i nuovi nati sono risultati 15mila in meno rispetto all’anno precedente, e per il terzo anno consecutivo sotto il mezzo milione.
Lo scenario descritto dall’Istituto di statistica è inquietante. Sono quasi 120.000 (praticamente la popolazione di un Comune di medie dimensioni) le nascite in meno rispetto all’inizio della crisi economica. La fase di calo della natalità innescata dalla crisi economica avviatasi nel 2008 sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali. La riduzione delle nascite è un fenomeno che riguarda tutti i Paesi industrializzati. Continua a leggere
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New York: legale aborto fino al nono mese

New York, 24 gen – Martedì sera il governatore di New York Andrew Cuomo ha firmato una legge che rende legale l’aborto fino a un giorno prima della data del parto. Non è un film dell’orrore, sta succedendo davvero. Il decreto, chiamato The Reproductive Health Act, è passato con 38 voti a favore e 28 contrari. Cuomo ha dichiarato: “Oggi compiamo un passo da gigante nella battaglia per il diritto di ogni donna di compiere autonomamente le proprie scelte in materia di salute personale: compreso l’avere liberamente accesso alle pratiche di aborto”. In questa selva di diritti conquistati, quindi, gli unici ad esserne privi sono proprio i bambini, cioè coloro che andrebbero maggiormente tutelati. La salute di questi ultimi evidentemente non conta, perché di fatto la legge consente l’uccisione di un feto di nove mesi, completamente sviluppato e senziente, tramite iniezione di potassio nel cuore, e l’”estrazione” tramite parto indotto.

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Aborto: il risveglio delle coscienze di fronte alla cultura della morte

 

Spett. Le direttore, ieri 20 gennaio 2019, l’ansa riporta la notizia che a Parigi migliaia di persone hanno manifestato il loro dissenso contro l’incivile e crudele anti scientifica pratica dell’aborto, ovvero la contrarietà alla cultura della morte, contro la volontà di sposare la selvaggia idea che i cuccioli di uomo possono essere eliminati già dal grembo materno come fossero degli oggetti. In tal senso pare che vi sia un risveglio delle coscienze – per anni obnubilate dalla falsa propaganda che l’eliminazione di un bambino è un atto di civiltà -, tant’è che anche in trentino a tal proposito la neo assessore provinciali alle pari opportunità ha manifestato delle perplessità. Le forze che si scagliano contro coloro che non condividono la pratica dell’aborto è violentissima e non vi è angolo della terra dove le angeliche creature non siano esposte a politiche erodiane. In New Jersey, all’esterno di una clinica della Planned Parenthood, 4 frati dell’ordine religioso dei francescani del rinnovamento, con il fine di sensibilizzare sugli aspetti abortivi, limitandosi nell’omaggiare rose rosse alle donne incinte che si approssimavano a sottoporsi a pratica abortiva, sono stati arrestati.
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