Aborto negli USA: nuovo colpo all’Obamacare, torna l’obiezione di coscienza
Donald Trump regala una nuova soddisfazione ai pro life americani. La Casa Bianca ha infatti avanzato una proposta di modifica dell’Affordable Care Act (più noto come Obamacare), in modo da tutelare finalmente l’obiezione di coscienza sull’aborto.
Il nodo critico è nella normativa emessa nel 2016, ultimo anno dell’amministrazione Obama, dal Dipartimento di salute e servizi umani, che bollava come “discriminazione sessuale” nei confronti della donna, il rifiuto di praticare l’interruzione di gravidanza da parte del personale medico-sanitario.
Un anno dopo l’emanazione di quella norma, un tribunale del Texas sollevò il dubbio sulla sua illiceità. A ricorrere erano stati un ospedale cattolico e un’associazione di medici cristiani, sostenendo che il provvedimento andava contro le loro convinzioni religiose. L’intervento dell’amministrazione Trump andrebbe così a prevenire una controversia giudiziaria, ristabilendo in modo definitivo e chiaro la libertà di coscienza.
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Il governatore repubblicano Brian Kemp ha firmato una legge che vieta l’aborto: se il cuore batte c’è vita, basta con le uccisioni di innocenti.
Recentemente, il medico abortista di Planned Parenthood* Leah Torres, che precedentemente aveva orgogliosamente twittato di recidere le corde vocali dei feti per non farli urlare durante l’aborto, ha scritto un altro tweet.
Vancouver l’attivista Mary Wagner, si è recata in una clinica abortista per distribuire rose e invitare a non abortire. Arrestata.
Arriverà al cinema un film che vale la pena di vedere: si chiama Unplanned e parla di una donna che cambia idea sull’aborto.