Quei 150mila euro di contributi al film sul leader gay. La Lega: "Se incita alla pedofilia, via i fondi"

La Rai coproduce un film su Mario Mieli. I contributi stanziati dal precedente governo. Ma la leghista Borgonzoni blocca tutto. Nel mirino i contenuti pro pedofilia
di Giovanni Neve
“Vigilerò affinché vengano effettuate tutte le opportune verifiche”. Il sottosegretario alla Cultura, la leghista Lucia Borgonzoni, non è disposta a scucire un solo euro che possa finanziare un fil che incita alla pedofilia.
Per questo, come scrive il Corriere della Sera, è pronta a stralciare il contributo di 150mila euro che il ministero dovrebbe versare a Gli anni amari, il film di Andrea Adriatico che ripercorre la vita di Mario Mieli, attivista che negli anni Settanta teorizzò gli studi di genere e fu tra i leader del movimento omosessuale italiano. “Nel caso il film dovesse ospitare contenuti che promuovano o incitino alla pedofilia – ha messo in chiaro la Borgonzoni – sarà revocato il finanziamento”. Continua a leggere

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"Il decadentismo fa decadere il cattolicesimo"

Segnalazione del Centro Studi Federici

Segnalazione: “Il decadentismo fa decadere il cattolicesimo”
 
Recensione dello scrittore e giornalista Rino Cammilleri al libro di don Francesco Ricossa “La vergogna della tradizione” pubblicata su il Giornale del 23 settembre 2018.
 

http://www.centrostudifederici.org/segnalazione-decadentismo-decadere-cattolicesimo/ Continua a leggere

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Contraria all’aborto, ora vive sotto scorta

di Teresa Moro
La notizia che riportiamo è solo uno tra i tanti episodi di violenza e limitazione della libertà di espressione contro coloro che si dicono contrari all’aborto.
La protagonista è la giornalista di Fox News Channel Denise McAllister, rea di essersi esposta in maniera chiara contro l’aborto e oggi costretta a vivere nascosta, a causa delle minacce che ha ricevuto.
La MCAllister viene da una storia di vita impegnativa: è stata infatti vittima di violenza. Questo fatto le ha tuttavia permesso di conoscere tante donne stuprate come lei che, rimaste incinte, hanno avuto il coraggio di scegliere per la vita e di arrivare così a maturare una solida convinzione pro-life. Tanto da scrivere su Twitter parole molto nette: «Alla base dell’isteria dell’aborto c’è il desiderio sconvolto delle donne per il sesso irresponsabile. Il sesso è il loro dio. L’aborto è il loro sacramento. È aberrante quando le donne decidono di gettarsi dalle vette della forza civilizzatrice del mondo nella melma e nel fango della depravazione disumanizzante». 
Aborto_McAllister
 
In seguito, interrogata dalla stampa, la giornalista ha precisato il suo pensiero: «Non puoi semplicemente mettere fine ad una vita umana solo perché non hai voluto essere responsabile delle tue azioni, solo perché hai dato un valore più alto al fare sesso che alla vita umana».  Continua a leggere

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Steve Bannon: "Popoli, sollevatevi contro le élite"

steve bannon atrejuOratore che incanta ed esalta, parla pochissimo l’italiano, ma il nostro amico romano che parla inglese a menadito l’ha incontrato ed ha aperto un dialogo con lui. Che non ci ha lasciati privi di interrogativi per il lungo termine. Nel breve termine, come dargli torto? (n.d.r.)
Accoglienza da star per l’ex capo stratega di Trump alla festa di Fratelli d’Italia, in procinto ad aderire alla sua rete sovranista ‘The Movement’
di Paolo Molinari
I patrioti, il partito di Davos, le radici giudaico-cristiane da difendere, la tradizione di Atene e Roma contro le élite che producono zombie: è un repertorio noto ma pur sempre efficace quello che l’ex stratega di Donald Trump porta ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia.

Ad accoglierlo, sotto un tendone intitolato a Carlo Magno (a cui segue quello che porta il nome del re di Sparta, Leonida) circa trecento militanti estasiati, che saltano in piedi ad applaudire ogni qual volta il ‘guru’ pronuncia la parola ‘patriots’.

Termine vasto che comprende lo stesso Bannon (“ho servito il mio Paese nel Golfo e nell’Oceano Indiano”) ma anche Putin, Farage, Salvini e Meloni, tutti coloro che si oppongono al partito di Davos, quello delle élite economiche che mirano a creare in occidente una “nazione di zombie, come in Cina”. Continua a leggere

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USA: il neoliberismo fa crescere l’élite

di Ilaria Bifarini (Bocconiana redenta)
Ci sono grafici che valgono più di mille spiegazioni. Ecco cosa accade alla redistribuzione della ricchezza con la fine del Keynesismo (1973) e la definitiva affermazione delle politiche neoliberiste negli Usa, inaugurate a tutti gli effetti dell’amministrazione Reagan, icona del neoliberismo insieme alla “sorella” britannica Margaret Thatcher.
Il grafico mostra come, con l’applicazione del nuovo modello economico, che sostituisce completamente il precedente,  il tasso di crescita della ricchezza del 90% del Paese vada via via diminuendo in maniera sempre più significativa, a fronte di uno speculare  arricchimento da parte  di un ristretto 0,1% della popolazione americana.
Dopo la Reaganomix, le amministrazione Bush, junior e senior, Clinton e Obama (che pure non si distaccherà dal modello elitarista del neoliberismo) non faranno altro che accentuare tale tendenza.
Il modello economico attuato negli Usa, che con la presidenza Trump sta subendo un forte contraccolpo, è lo stesso applicato in Europa e imposto su scala pressochè universale. Non è possibile occuparsi della redistribuzione del reddito e della disuguaglianza socio-economica degli Stati senza rimettere in discussione i dogmi del neoliberismo.
Fonte: http://ilariabifarini.com/usa-il-neoliberismo-fa-crescere-lelite/ Continua a leggere

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La strategia di Bannon e dei sovranisti per riprendersi l'Europa

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L’apocalisse economica è alle porte: ecco la strategia di Bannon e dei sovranisti per prendersi l’Europa

Steve Bannon, guru dei sovranisti planetari, arriva a Roma e parla di un’apocalittica crisi economica alle porte. La nuova arma del populismo, dopo la “sostituzione etnica”, per spaventare l’opinione pubblica, è servita. Il nuovo nemico? Il partito di Davos. (di Flavia Perina, LEGGI)

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Left: "A Verona, nel laboratorio dell’intolleranza dove si è formato il ministro Fontana"


Dopo l’inchiesta de L’Espresso dal titolo “Governo Crociato” (dove si è formato il Ministro Fontana),
CONTINUANO LE “TRAME NERE” su “LEFT”
di Checchino Antonini

All’estrema destra del padre. A Verona è così: cerchi i fascisti e trovi i cristiani tradizionalisti. Il veronese ministro della famiglia Lorenzo Fontana, classe 1980, a volte si sente perseguitato «perché – dice – sono cristiano». Quel tipo di cristianità che si impasta con l’aria della Curva Sud del Bentegodi (quelli della “squadra a forma di svastica”, dei manichini impiccati contro i calciatori neri) dove nemmeno un esorcista saprebbe dire dove finisce l’”ira di dio” e dove inizia lo squadrismo. Antirisorgimentali, anticonciliari, sentinelle in piedi o naziskin, gente che crede che i giganti siano esistiti davvero, che i terremoti siano castighi di dio, che non esiste il buco nell’ozono, che rivorrebbe l’imperatore così che non si votasse più ma intanto vota Lega. Ma, più di tutto, gente che crede che «gli dei pagani sono demoni». Basta pescare nei loro siti, Traditio, Agerecontro o Christus Rex, per leggere i consigli di Franco Freda: «È clamorosamente il momento delle destre (…) stringere la cinghia, e i denti, e marciare. Uniti, spavaldi, decisi!». I locali di Traditio sono stati benedetti dal benedettino Romualdo Maria Lafitte per il quale la messa in italiano «non ha validità sacramentale».

Matteo Castagna, ex tosiano, è l’articolista di punta: ci spiega che l’immigrazionismo non è cristiano, che il buonismo fa male, che da quando la Chiesa ha sposato la dottrina dei diritti umani (Pacem in Terris di Giovanni XXIII, 1963) «il risultato è il caos». Bergoglio «il luterano che protestantizza la Chiesa», la Caritas e le Ong sono tra i suoi bersagli: «Può Dio volere che l’Europa di Lepanto possa soccombere davanti al Saraceno, sempre più spesso braccio armato e violento di quel sistema mondialista e globalizzato che ha la sua regia nell’alta finanza internazionale in mano a dei poteri sovranazionali? Possiamo dirci dei buoni samaritani se accogliamo chi minaccia di distruggerci e non vogliamo difendere la nostra tradizione in nome di un cosmopolitismo suicida?». Continua a leggere

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Roma: Bannon e Salvini ad Atreju

 Fine settimana intenso per alcuni di noi di Christus Rex-Traditio.

Chi a Poggibonsi (SI) per un importante giornata al castello de La Magione, chi a Roma per un colloquio personale con Steve Bannon. Tanta carne al fuoco…

Steve Bannon apre di nuovo un solco nel centrodestra, all’indomani del vertice a palazzo Grazioli Salvini-Berlusconi-Meloni che sembrava aver ricucito il fronte diviso dalla nascita del Governo Conte, con allarme e sirene spiegate per la maggioranza giallo-verde di cui la Lega fa parte, Fi è opposizione, Fdi si è messa nella zona franca dell’astensione.
Bannon è a Roma su invito di Giorgia Meloni che domani lo vedrà all’isola Tiberina protagonista con Matteo Salvini (che lo ha incontrato solo due settimane fa, il 7 settembre) di Atreju, la festa annuale dei giovani della destra italiana organizzata da Fratelli di Italia. “La presenza di Steve Bannon proietta certamente questa manifestazione – ha detto Giorgia Meloni aprendo Atreju- sul palcoscenico internazionale. Sicuramente – prosegue – la sua presenza e quindi il tema dell’adesione di Fratelli d’Italia a “The Movement” e a questa rete internazionale di movimenti identitari e sovranisti è un tema che io considero particolarmente centrale in questa edizione”.

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