Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? L'idiosincrasia della oligarchia con la democrazia

di Carlo Formenti
Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? L'idiosincrasia della oligarchia con la democrazia
Fonte: Carlo Formenti
Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? Così si interroga Paolo Mieli in un articolo di fondo sul Corriere di oggi (29 agosto). I barbari, ovviamente, sono i populisti che siedono oggi nella stanza dei bottoni senza averne ottenuto il permesso dalle vecchie élite. La metafora è un vezzo da aspirante storico? (povero Montanelli: guarda chi occupa oggi il ruolo che tu ti eri meritato al di là delle tue idee politiche…). No, questa volta Mieli ruba l’idea a due politologi – Giovanni Orsina e Angelo Panebianco – che vi hanno fatto ricorso per discutere se convenga “civilizzare” i barbari, come avevano tentato di fare i romani con Odoacre (versione Orsina) oppure scacciarli (versione Panebianco). Metafora inquietante, commenta Mieli, per il solo fatto che la durezza dell’oggi evoca la tenebrosa epoca della caduta dell’Impero. Ma inquietante per chi? Direi soprattutto per noi cittadini, visto che siamo di fronte all’ennesima conferma (l’ultima ce la diede Mattarella con il veto anticostituzionale su Savona) che le vecchie caste non possono accettare certi spiacevoli effetti collaterali della democrazia: quando il “popolo bue” vota su questioni per cui non ha la competenza, bisogna correggerne l’errore con le buone (Orsina) o con le cattive (Panebianco). Le cattive auspicate da Panebianco chiamano in causa l’Europa e le cure alla Greca che si è dimostrata capace di applicare in caso di “errore grave” dell’elettorato. Del resto il nostro è un fedele allievo del neoliberalismo alla Hayek (oggi canonizzato dagli ordoliberisti che governano l’Europa) il quale aveva esplicitamente dichiarato che un regime totalitario ma liberista (alla Pinochet per intenderci) era preferibile a un regime ultrademocratico ma “statalista”. E le sinistre “radicali” (del PD non vale più la pena parlare)?. Purtroppo, invece di incalzare il governo sui temi su cui ha fatto qualche timido passo positivo (nazionalizzazioni contro eventi in stile Genova, politiche ridistributive, riforma Fornero, grandi opere, tensioni con la Ue), senza ovviamente rinunciare ad attaccarlo duramente sulle paranoie securitarie alla Salvini, sembrano sempre più disponibili a svolgere il ruolo di utile idiota, a fare cioè da ruota di scorta di un fronte antipopulista che, se riuscisse a rovesciare il governo, imporrebbe il ritorno a una “normalità” fatta di sacrifici ancora più feroci per le classi subalterne, in modo che capiscano che quando si sbaglia voto la si paga cara… Continua a leggere

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Se aboliamo il Sacro, non vale la pena vivere

Segnalazione di Redazione BastaBugie
Sto per fondare la brigata ”due più due fa quattro”, dove combatteremo fino alla morte per difendere l’ovvio (VIDEO: due più due fa quattro)

di Silvana De Mari

(LETTURA AUTOMATICA)
Tra i doni chiesti otto mesi fa a Natale a Gesù Bambino: la pace per i cristiani perseguitati, una casa per i terremotati nel gelo, nel gelo più totale, più assoluto, nel gelo di governo che di certo non li ha amati, e per noi il coraggio, un coraggio infinito, perché è quello che adesso ci vuole per non essere travolti.
Molti pastori hanno abbandonato, hanno tradito, si sono venduti, le pecore sono sole davanti ai lupi.
Chiediamo il coraggio a Cristo di diventare i cani da pastore, quelli che difendono il gregge dalle menzogne più totali, la prima delle quali è la perdita del sacro, la perdita dello sguardo di Dio, la riduzione del messaggio di Cristo a un molto selettivo pauperismo.
Perso il senso del sacro si spampana la distinzione tra bene e male, giusto e sbagliato, vero e falso. La perdita del sacro è la perdita della via che Cristo è venuto ad aprire.
Il senso del sacro vuol dire svegliarsi e sapere che Dio sa che ci sei, camminare, scrivere, mettere in ordine la cucina e sapere che sei nello sguardo di Dio. Continua a leggere

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In Israele: rifugiati africani vittime di razzismo, internamento, deportazione

In Israele: I rifugiati africani vittime di razzismo, internamento, deportazione

(MB. Immaginate la mia sorpresa: nell’unica demokrazia razzista del MO) 6.8.2018 di Mesloub Khider.    Su:  http://www.les7duquebec.com/7-au-front/en-israel-les-refugies-africains-victimes-de-racisme-dinternement-de-deportation/ Avvertenza: questo testo l’ho scritto prima dell’adozione della Legge fondamentale sullo stato nazione ebraico che definisce il carattere ebraico dello stato sionista. Si tratta della questione della politica xenofoba dello stato sionista contro gli africani. Il parlamento israeliano ha approvato il 19 luglio 2018 una legge …
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Soros si arrende a Orbán La fondazione e la ong abbandonano Budapest

Il motivo è una legge ad hoc che vuole tassare chi si occupa dei migranti nel Paese magiaro
di Manuela Gatti
«Capirete che non mi metto a piangere», ha commentato Viktor Orbán. Come se ci fossero dubbi a riguardo.
Probabilmente il primo ministro ungherese, rieletto lo scorso 8 aprile per il quarto mandato, avrà festeggiato alla notizia che la fondazione del miliardario e filantropo George Soros chiuderà i suoi uffici di Budapest per trasferirsi a Berlino nel corso dell’estate. Dalla Ong non confermano, ma parlano della necessità di tutelare «la sicurezza dello staff e l’integrità del lavoro». Il presidente Patrick Gaspard sarebbe però già volato di persona nella capitale ungherese per informare i circa 100 dipendenti della decisione.
La battaglia a distanza tra Orbán e Soros va avanti da tempo. Il casus belli che ora ha fatto precipitare la situazione ha un soprannome piuttosto esplicito: «Stop Soros». Si tratta della legge che sarà discussa dal parlamento ungherese la prossima settimana e che il governo si è impegnato a far passare che imporrebbe una tassa del 25% su tutte le donazioni straniere a organizzazioni non governative che supportano i migranti nel Paese. Proprio come la «Open Society Foundations» del filantropo ebreo statunitense di origini ungheresi, la terza organizzazione umanitaria al mondo per patrimonio (18 miliardi di dollari). Una scorciatoia particolarmente comoda per il leader della destra populista e conservatrice di Budapest, che in questo modo riuscirebbe a eliminare una buona parte dell’attività del nemico all’interno dei suoi confini nazionali. Continua a leggere

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Corteo contro Salvini e Orban: "Siamo 15mila". Ma la polizia smentisce i buonisti

Secondo gli organizzatori oltre 15mila persone in piazza. Ma per la polizia sono cinque volte di meno, non più di 3mila
di Claudio Cartaldo
Quelli in piazza san Babila a manifestare contro l’incontro tra Salvini e Orban si dicono certi di aver raggiunto cifre astronomiche sulla partecipazione al corteo “antirazzista” e anti sovranista.
Come spesso accade differiscono di molto le cifre sulle presenze in piazze diffuse dagli organizzatori e quelle certificate dalla questura. Al presidio “Europa senza Muri” le varie organizzazioni che, tra le altre cose, hanno portato in piazza pure l’odio contro Salvini, dicono di essere arrivati a toccare quota 15mila. Esatto: 15mila. Quanti erano invece secondo la polizia. Cinque volte di meno, non più di 3 mila. Una bella differenza.
Dopo il presidio, la piazza si è svuotata ma un migliaio di persone si è staccato per marciare in corteo lungo corso Venezia. Intonando cori del tipo: “Salvini e Orban assassini”
Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/28/corteo-contro-salvini-e-orban-siamo-15mila-ma-la-polizia-smentisce-i-b/1569095/ Continua a leggere

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Orban: "Salvini è il mio eroe, il mio compagno di destino"

Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini (S) ed il il primo ministro ungherese Viktor Orban © ANSAIl vicepremier e ministro dell’Interno: la sinistra esiste solo per insultarmi, per difendere Ue dei banchieri e immigrazione senza limiti

Con il ministro dell’Interno Matteo Salvini “vorrei fare una conoscenza personale. Lui è il mio eroe”. Lo ha detto il primo ministro ungherese, Viktor Orbàn, uscendo dal ristorante in cui ha pranzato a Milano. “È un mio compagno di destino – ha aggiunto – sono molto curioso di conoscere la sua personalità. Sono un grande estimatore e ho alcune esperienze che forse potrei condividere con lui. Ho questa sensazione”, ha concluso Orbàn.
“Ormai – scrive il vicepremier e ministro dell’Interno – la sinistra esiste solo per insultarmi, per difendere Ue dei banchieri e immigrazione senza limiti. P.S. In Ungheria disoccupazione è sotto il 5%, Flat Tax per le imprese è al 9% e per le persone al 15%, immigrazione è sotto controllo e economia cresce del 4%”. Lo scrive il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in vista del suo incontro nel pomeriggio con il presidente ungherese Viktor Orban.
E’ un “incontro importante” quello di oggi a Milano fra il vicepremier Matteo Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orban. L’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni lo ha scritto su Twitter spiegando che “può essere davvero l’inizio della svolta verso un’Europa che si fa finalmente carico del problema immigrazione”. La conclusione dello storico esponente leghista è un augurio di “buon lavoro”.
CONTINUA SU: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/08/28/migranti-oggi-a-milano-incontro-salvini-orban_e64f1a6e-1aac-48ec-8d8d-f8a3a6431c35.html Continua a leggere

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Lo so come andrà a finire

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
Lo so come andrà a finire. Lo so perché conosco la storia, conosco la gente, conosco i potentati, conosco gli immigrati. Li conosco come li conoscete voi, per esperienza, precedenti, realismo e uso di mondo. Fino a ieri la scena era la seguente: non ho sentito un italiano che non fosse d’accordo con Salvini, che non giudicasse assurdo incriminare un ministro dell’interno che fa il suo dovere, oltre che il suo mandato elettorale, di salvaguardare i confini della nazione, come è previsto dalla Costituzione, e tutelare gli italiani, respingere gli arrivi clandestini e ribadire che i migranti non sbarcano in Italia ma in Europa. È assurdo che dobbiamo ricordarci dell’Europa quando si tratta di pagare i debiti o di non sfondare i bilanci. E invece dobbiamo scordarci dell’Europa quando arrivano i migranti perché allora, d’un tratto, diventiamo nazione e ce la dobbiamo sbattere noi. La nostra sovranità consiste nell’obbligo di accoglierli, anche se tutti gli altri non li vogliono. Fino a ieri non c’era una persona con cui ho parlato che in un modo o nell’altro non fosse di questa idea.
Viceversa non ho sentito un tg, un programma, un commentatore, un uomo di potere o un giornale che non fosse schierato contro l’Italia, contro gli italiani, contro Salvini e dalla parte dell’Europa che se ne frega dei migranti, dalla parte dei giudici che incriminano i ministri nel nome della legge, dalla parte dei migranti che sbarcano illegalmente. Una partita secca, il popolo compatto da una parte, il potere compatto dall’altra. In compagnia di Salvini quasi nessuno, la Lega c’è ma non si vede, c’è solo lui, c’è la Meloni e poi giù il deserto. I grillini, quando non sono appesi al Fico, e dunque pendono a sinistra, fanno i furbetti come di Maio che pur di galleggiare e di restare dove sta, e giocare a fare il superministro, è pronto a rimangiarsi tutto e a scaricare l’Alleato su cui sono puntati i cannoni mediatico-giudiziari del Palazzo, dai catto-bergogliosi alla sinistra sparsa. Continua a leggere

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Befera? Da Equitalia a United Colors, anche lui

Ricordate Attilio Befera? Da Equitalia a United Colors, anche lui.

Attilio Befera, per un decennio e fino al 2014 capo dell’Agenzia delle Entrate ed Equitalia. E che poi, abbandonate le tasse, è diventato uno dei dirigenti più alti in grado di Atlantia, holding del gruppo Benetton da cui dipende Autostrade per l’Italia. Il fatto in questione è del 2012, riguarda proprio faccende tributarie ed è stato rivelato dall’Espresso: Benetton pagò 12 milioni di euro al fisco e rimpatriò Sintonia, …
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Matteo Salvini, Libero raccoglie le firme a sostegno del ministro indagato

Risultati immagini per nessuno tocchi salviniParte da oggi su Libero la raccolta delle firme a sostegno del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il Capo del Viminale è indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona, dopo aver difeso l’Italia dall’invasione migratoria, vietando lo sbarco dalla nave Diciotti prima di raggiungere un accordo di redistribuzione dei migranti.
Tutti i lettori di Libero che vorranno esprimere solidarietà al ministro dell’Interno potranno quindi acquistare una copia in edicola e firmare il tagliando in prima pagina da spedire a “Libero, viale Luigi Majno, 42 – 20129 Milano”. Oppure basterà fotografare il tagliando firmato e spedirlo a nessunotocchisalvini@liberoquotidiano.it. Dopo poche ore, in redazione sono già arrivate migliaia di adesioni. Tutti i tagliandi ricevuti saranno spediti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
https://www.liberoquotidiano.it/news/libero-pensiero/13371909/matteo-salvini-nessunotocchisalvini-libero-raccoglie-firme-ministro-interno.html Continua a leggere

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