Des milliers de rosaires pour stopper l'invasion migratoire

In particolare per i nostri lettori di lingua francese
Segnalazione Médias Press Info

L’info libre et sans concession / Antichristianisme / Islamisation / Mondialisme / Lobbies
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• Cours de catéchisme : péché véniel, péché mortel
• Rappelle-toi, Jeanne
• Charles Maurras, poète de l’Ordre et de l’espoir (Gérard Bedel)
• Charles Maurras et la Révolution française (Marion Sigaut)
• Alain Escada rend hommage à Charles Maurras et brocarde ceux qui trahissent Dieu et la Patrie
Notre sélection d’articles :
Politique :
• Le FN a perdu 17% de ses élus régionaux et devra faire face à une nouvelle tempête juridico-médiatique
• Macron : la forme, pas le fond
• Macron tourne sa veste après avoir rencontré Trump. Vidéos avant et après
• Emmanuel Macron, le président des très riches
• Le rêve américain de Macron : devenir conseiller de Trump (Eric Zemmour)
• A Washington Macron s’est couché devant Trump – Vidéo
• Temple maçonnique Beltrame et personnalités politico-maçonniques présentes à la mascarade
International :
• Livraisons de S300 russes à Damas ou la subtile diplomatie de Poutine
• Nouvelles vagues d’immigrés à la frontière mexicaine des Etats-Unis
• L’État islamique veut infiltrer l’Europe
• Le Premier ministre belge à la synagogue pour les 70 ans d’Israël : un discours façon Manuel Valls
• Démographie : au tour de l’Inde de décrocher
• Donald Trump et son alter-ego Kim Jong-un
• La Bavière remet les crucifix dans les espaces publics
• La balance migratoire inter-étatique de la Californie est fortement négative
• Belgique : le parti Islam en pleine croissance veut introduire la charia
Société :
• Quand les “droits de l’homme” servent à empêcher d’expulser des terroristes
• Des immigrés organisent en toute impunité un rodéo devant la mairie de Saint-Denis
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• Affaire Tariq Ramadan : un nouveau témoignage accablant diffusé par la télévision belge
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• Amazon recherche une ville gay-friendly pour son nouveau siège
• Jawad Bendaoud le fanfaron et ses revenus publicitaires astronomiques
• Carte interactive des rosaires aux frontières en France ce 28 avril 2018
• La France, pays des naissances illégitimes
Bioéthique et Santé :
• Ectogenèse : un conte de fée à l’usage des transhumanistes
• Le petit Alfie Evans est mort, assassiné par la culture de mort
• Intelligence artificielle et drones tueurs
• L’enfant Alfie débranché respire tout seul
Religion :
Vous pouvez également retrouver l’ensemble de l’actualité religieuse sur medias-catholique.info
• Jocaste et la trahison de certains clercs
• Comment la presse a vu le Rosaire aux frontières
• Des milliers de catholiques ont participé au Rosaire aux Frontières à travers toute la France
• C’est dans une centaine de lieux que se tient le Rosaire aux Frontières ce samedi 28 avril
• Mystères médités pour le Rosaire aux Frontières
• Le Vatican encourage « la culture de la rencontre » avec les migrants
• Les petites Soeurs de Marie Mère du Rédempteur à St Aignan (53) confrontées à de graves difficultés
• Eucharistie “inter-religieuse”, les cardinaux Marx et Woelki à Rome pour en discuter
• Samedi, c’est Rosaire aux Frontières dans toute la France !
• L’auteur du livre “Le pape dictateur”, expulsé de l’ordre de Malte
Economie :
• La résurrection du disque en vinyle
People :
• BHL, gaffeur ou traitre ?
• L’actrice Allison Mack accusée dans un scandale d’esclavage sexuel, le nouveau scandale à Hollywood
• Le communiste Caubère accusé de viol
Culture :
• Ce 30 avril, c’est Camerone
• Face au tout anglais, l’ambassadeur de France pour l’UE claque la porte
• Histoire de la monarchie de Juillet (1830-1848), par Sébastien Charléty
• Puy du Fou, un rêve d’enfance (Philippe de Villiers)

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Macron: Migrant Violence, Terror Is Europe's Fault, 'Not Linked' to Mass Immigration

Segnalazione Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2018/04/FRANCE-POLITICS-FOOD-LOCAL.png

Violent crime, terror attacks and epidemic levels of sexual assault in Europe are “not linked” to mass migration, Macron has said.

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http://www.breitbart.com/london/2018/05/01/macron-migrant-violence-terror-europe-fault-not-linked-mass-immigration/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180501 Continua a leggere

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Gli spin doctor, ecco chi pilota l'informazione

Un esperto di comunicazione come Marcello Foa spiega chi davvero comanda e detiene le redini dei giochi

di Marcello Foa

https://www.vvox.it/wp-content/uploads/2018/04/marcello-foa.jpg

L’ultimo libro di Foa: l’informazione è manipolata al 70%, ma la gente se n’è accorta. E si sta stufando

CONTINUA SU:
https://www.vvox.it/2018/05/01/le-stregonerie-degli-spin-doctor-ecco-chi-pilota-le-notizie/ Continua a leggere

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Perchè il Regno Unito, L’Unione Europea e gli Stati Uniti si coalizzano contro la Russia?

di James Petras
Perchè il Regno Unito, L’Unione Europea e gli Stati Uniti si coalizzano contro la Russia?
Fonte: SakerItalia
Introduzione
Per gran parte dell’ultimo decennio gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Europea hanno condotto una campagna per minare e rovesciare il governo russo e, in particolare, per estromettere il presidente Putin. Sono in gioco questioni fondamentali, compresa la possibilità reale di una guerra nucleare.
La più recente campagna di propaganda occidentale, e una delle più virulente, è quella partita con l’accusa lanciata dal regime britannico del Primo Ministro Theresa May. Gli inglesi hanno affermato che agenti segreti russi hanno cospirato per avvelenare un ex agente russo doppiogiochista e sua figlia in Inghilterra, minacciando la sovranità e la sicurezza del popolo britannico. Nessuna prova è mai stata presentata. Ma il Regno Unito ha espulso dei diplomatici russi e ha chiesto sanzioni più severe, per aumentare le tensioni. Il Regno Unito, i suoi sostenitori statunitensi ed europei si stanno muovendo verso una rottura delle relazioni e una crescente proliferazione militare.
Un certo numero di domande fondamentali sorgono riguardo alle origini e all’intensità crescente di questo animo anti-russo. Continua a leggere

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Viviamo in un totalitarismo glamour

di Diego Fusaro
Viviamo in un totalitarismo glamour
Fonte: Il Giornale
Diego Fusaro, 35 anni, docente all’Istituto Alti Studi Strategici e Politici (IASSP), è un filosofo che ha fatto del pensare altrimenti e ostinatamente contro il fondamento della sua riflessione, riuscendo però a scardinare il muro di gomma del pensiero unico imperante e del politicamente corretto.
La ragione c’è, ci spiega. Il sistema mediatico si configura come totalitarismo glamour, tratto tipico della società dei consumi, e deve dunque presentarsi ospitale per essere più convincente e, di conseguenza, tende ad accogliere tutti. Ha sempre funzionato così.
All’inizio della sua carriera, o anche di recente, lei ha vissuto dei momenti Off?
Le idee non dominanti, quelle per intenderci della classe non dominante sono da sempre non dico ostracizzate, ma quanto meno diffamate o considerate false in quanto tali. Quindi vivo e ho vissuto continuamente momenti Off.
Canone, forma e “mestiere” sono spesso osteggiati in ogni ambito artistico. Oggi tutto è performance, provocazione solipsistica, destrutturazione nella cultura del jet-set. Gli antichi modelli estetici dei popoli, ispirati al sacro e in grado di innescare empatia con il pubblico sono considerati con snobismo. Secondo lei sarebbe opportuno e, in ogni caso, possibile recuperare una dimensione estetica votata al Bello? Continua a leggere

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È il sonno dell’aggressività a generare bulli

di Claudio Risé
È il sonno dell’aggressività a generare bulli
Fonte: La Verità
È una segnaletica del dolore quella espressa dalle parole e i gesti dei bulli. Sono segni di rabbia o disperazione, non parole dotate di senso. Quelle non le possiedono ancora, non le hanno mai avute. Comunque non è davvero per il voto sul registro che picchiano il professore, o perché veramente odiano a morte il compagno più debole che cancellano la lavagna con la sua maglietta. Tecnicamente questi sono “acting out”, agiti che vengono da infelicità profonde, in un’esistenza priva di strutture e orientamenti motivanti. Consapevolezza e parola non ci sono. Se qualcuno potesse davvero ascoltare le loro rabbie, la loro infelicità, in quello sprofondare all’indietro nella regressione personale e collettiva (che in modi diversi ci riguarda tutti), udrebbe forse una richiesta d’aiuto, di incontro.
Sentirla per noi oggi è difficile perché abbiamo orrore e paura della nuda aggressività. Anche se poi ci cattura quella grondante gel dei talk show, o dei politici, quando ci viene servita come spettacolo per attirare la nostra attenzione. Lusingando e nutrendo così le nostre parti peggiori: volgari e violente come le loro, ma anche espressione del club degli aggressivi affermati. Che però non riconoscono nessuna parentela tra sé e quei bulli privi di parole e di uso di mondo. Continua a leggere

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Non è Stati Uniti contro Assad: è Stati Uniti contro Iran

di Redazione
Lo sforzo di chi cura questo sito di matrice cattolico-tradizionalista ovvero cattolico integrale è quello di aiutare a comprendere i fatti che accadono nel mondo. Noi non diamo “definizioni magisteriali”, non produciamo “bolle papali”, detestiamo l’intellettualismo di nicchia e i pistolotti che non legge nessuno. Amiamo l’attualità perché cercando di approfondire quella riteniamo di poter mantenere i piedi per terra, con realismo e pragmatismo, evitando voli pindarici e derive di varia natura, che ci sembrano grottesche, quali l’ecumania per far cassa, la massonemania che vede logge anche nella tazzina del caffè, la complottomania che non vede MAI i fatti come sono ma PER FORZA con una dietrologia, il nostalgismo per epoche storiche morte, che non torneranno mai più, la “macchiettizzazione” della Tradizione, attraverso ipocriti personalismi. Gli articoli che ci vengono segnalati o quelli che scriviamo noi sono solo contributi alla ricerca della Verità o aspre critiche alla modernità, nel solco di scrittori, autori, pensatori autorevoli che ci hanno preceduti.
Lo facciamo con lo stile proprio dei laici impegnati pubblicamente, quindi giornalistico o saggistico e, ovviamente, non tutto ciò che pubblichiamo di altri autori comporta l’adesione al loro pensiero o alle loro azioni. Questa non è la Pravda né l’Osservatore Romano. E’ uno spazio libero, alle volte provocatore, non è mainstream, segue una linea ben chiara, che è cattolico-integrale ed identitaria, aperta alle critiche costruttive. Sappiamo che la maggior parte dei nostri numerosi lettori (circa 2.000 giornalieri in media, ma con picchi molto alti, che giungono ai 10.000 in alcune occasioni)  lo sa e ce lo testimonia. Sappiamo che non si può piacere a tutti e che fa parte del “gioco”. Per coloro che si ostinano a non voler capire questa linea di indirizzo: ce ne facciamo una ragione.
di Tim Black
Non è Stati Uniti contro Assad: è Stati Uniti contro Iran
Fonte: Comedonchisciotte
Se c’è un qualcosa che possa essere indicativo su quanto siano stati superficiali e provocatori gli attacchi aerei contro la Siria, questo è il rifiuto quasi disperato degli Stati Uniti e dei suoi alleati ad assumersi la responsabilità per le conseguenze, intenzionali o meno, degli attacchi.
Ci è stato detto che si è trattato di una missione mirata, auto-sufficiente, e che i suoi obiettivi sono stati completamente soddisfatti. Jim Mattis, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, ha definito gli attacchi “isolati” e niente più di questo. Fatto ancor più rivelatore, Boris Johnson, Segretario agli Esteri del Regno Unito, ha affermato che gli attacchi erano limitati a prevenire che il “tabù” delle armi chimiche fosse intaccato, affermando che “la guerra siriana andrà avanti come prima”. Continua a leggere

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Il profilo geopolitico della sudditanza italiana

Il profilo geopolitico della sudditanza italiana
di Paolo Borgognone 
Fonte: Gefira

1) Quando (e come) è iniziato lo “sganciamento” della sinistra italiana dalle masse popolari?
A sinistra, in quanto partito dei ceti borghesi, illuministi e proprietari sin dalla fine del XVIII secolo non si costituisce come riferimento delle masse popolari, con cui è anzi in conflitto. La sinistra ha “esordito” sulla scena europea con il genocidio della Vandea, in cui le masse popolari considerate tradizionaliste furono sterminate dai giacobini… Nel XIX secolo la sinistra fu, in Italia, il partito di riferimento della nuova borghesia industriale e il socialismo non nacque, originariamente, come ideologia di sinistra ma comunitaria. La sinistra incontrò successivamente, diciamo all’inizio del XX secolo, le masse popolari e fu l’interprete della fase dialettica del capitalismo ma col Sessantotto, momento fondante della nuova sinistra come partito della modernizzazione radicale dei costumi e dei consumi borghesi, la convergenza tra sinistra e popolo, tra intellettuali progressisti e classi lavoratrici, era già nuovamente dileguata. Da lì in avanti, le strade degli intellettuali di sinistra europei e quelle dei ceti operai, lavoratori e subalterni si divisero irrimediabilmente, almeno dal punto di vista della precedente alleanza ideologica stabilita nelle fasi culminanti del trentennio glorioso del capitalismo fordista/keynesiano (1945-1975).
2) Perché la sinistra ha “abbandonato” gli ultimi e si è buttata sul carro del turbocapitalismo globale?
Perché la sinistra europea odierna è una forma di americanizzazione, un esempio lampante di “politica fashion” che guarda ai ceti agiati metropolitani, cosmopoliti, gay-oriented e con pretese intellettuali. Io credo che l’ideologia di riferimento della sinistra liberal e radical-chic, cioè il politically correct e la cultura della mobilità surmoderna, costituisca il versante sistemico del capitalismo globale. La democrazia liberale, cioè l’autogoverno dei ceti ricchi, è il modello politico che le classi dirigenti internazionali di “sinistra” proclamano, acriticamente, come una sorta di nuovo “paradiso in terra”. Ora, è ovvio che la democrazia liberale costituisca l’involucro politico migliore entro cui può svilupparsi il capitalismo odierno, finanziarizzato e digitalizzato. Per questa ragione, la democrazia liberale è anche il modello politico peggiore che le classi subalterne possano augurarsi perché in un contesto di liberalismo reale le istanze rivendicative, sociali, dei ceti lavoratori e subalterni non hanno alcuna possibilità di costituirsi né di trovare accoglimento presso i dominanti. La separazione tra la cultura di sinistra e le classi popolari è un fenomeno storico perfettamente in linea con il ciclo di riproduzione capitalistico odierno. Il capitalismo contemporaneo è infatti gauchiste, cioè animato da presupposti ispirati al principio della liberalizzazione dei costumi, dei consumi e dei desideri borghesi. La sinistra considera i diritti sociali dei lavoratori come un retaggio statalista e patriarcale di memoria “sovietica” e riconosce nella pseudo-cultura della mobilità la cifra degli odierni processi di “modernizzazione economica liberale” cui i partiti progressisti europei aderiscono convintamente. In Italia, il PD è il “partito liberale americano” ed è contento di esserlo. Ne prendo atto. Pace all’anima sua…
3) A chi giova / chi è dietro i tamburi dell’antifascismo in Italia (in assenza di fascismo)?
La narrativa dell’antifascismo in assenza di fascismo giova a quelle forze politiche, economiche, mediatiche e accademiche protese a cercare di puntellare i rapporti di forza e gli equilibri di classe esistenti nel regime del capitalismo liberale e della società di mercato. Nel 2018, in Italia, il mainstream ha riattivato i meccanismi politico-ideologici della strategia della tensione, questa volta in funzione antisovranista e, come del resto negli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso, anti-russa. L’Italia è infatti un Paese sconfitto e a sovranità limitata o inesistente, una sorta di colonia della Nato. L’Alleanza atlantica non può permettere in alcun modo uno slittamento della politica estera italiana in direzione filo-russa. Non poteva permetterlo negli anni Sessanta/Settanta del XX secolo e non può consentirlo ora. I destinatari delle politiche globaliste di strategia della tensione sono quei partiti e attori sociali che si collocano fuori dal mainstream e che intendono stabilire rapporti di distensione e collaborazione con la Russia. La Russia è infatti il principale avversario geopolitico e culturale del globalismo e chi cerca l’alleanza con la Russia, a destra come a sinistra, viene demonizzato dal mainstream e finisce sulla black list della Nato e della Ue.
4) Puoi riassumere chi c’è dietro – in breve – il M5S e suoi scopi?
Il M5S è il nuovo partito della sinistra globalista camuffato da comunità mainstream “anti-corruzione”. Dietro il M5S ci sono i ceti professionali della nuova economia digitale che lo hanno fondato e l’ideologia liberale che determina la società liquido-moderna. Il M5S è un partito neoborghese a base elettorale popolare, meridionale, che chiede assistenzialismo. Il M5S parla di lotta alla casta, ma a quale élite si riferisce quando i suoi portavoce alzano i toni sull’argomento? Non certo alle caste capitalistiche internazionali, ai signori della moneta emessa a debito, ai magnaccia dello sfruttamento del lavoro flessibile e precario e ai generali arcobaleno della Nato che fanno le guerre per esportare all’estero i miti di fondazione gay-oriented e metrosexual della società occidentale. Il leader formale del M5S, Luigi Di Maio, è un politico mainstream. Parla di “lotta ai vitalizi” dei parlamentari, un argomento che fa presa sul pubblico generalista teledipendente ma che non ha alcun impatto sull’economia reale dell’Italia e, contestualmente, va alla City of London a giurare fedeltà eterna al regime del capitalismo globalizzato. Inoltre, il M5S è un partito favorevole alle politiche di apertura delle frontiere all’immigrazione e, per questo motivo, si connota come un soggetto politico ulteriormente interno al mainstream ideologico liberale. Io credo che il M5S sia stato costituito dalla upper class transnazionale che determina i processi di ingegneria antropologica postmoderna come strumento di marketing politico e gatekeeper funzionale a intercettare il voto sovranista e a canalizzare lo spirito di ribellione dei penalizzati e delusi dalla globalizzazione in direzione di un partito liberal-globalista e “sintetico”, più o meno camuffato da interlocutore “antisistema” dei ceti deprivati e oppressi.
5) Esistono – al momento – forze politiche credibili in Italia che abbiano veramente interesse a tutelare gli interessi degli ultimi, dei più poveri, di quelli che una volta erano rappresentati dalla “sinistra”
In Italia ci sono partiti che predicano un certo sovranismo elettorale tutto da verificare nella sua efficacia alla prova dei fatti. Personalmente, ho apprezzato la svolta “nazionale” della Lega e giudico Matteo Salvini un politico molto più intelligente e preparato di come il mainstream di sinistra lo va raccontando. Tuttavia, la Lega resta un partito fondamentalmente liberista in economia e filosionista in politica estera, per cui intrappolato in tutta una serie di contraddizioni politico-antropologiche che ne depotenziano il messaggio di critica alla globalizzazione che talvolta veicola con buone capacità comunicative. Reputo inoltre un passo in avanti notevole della Lega rispetto al passato mainstream di questo movimento l’aver candidato importanti economisti critici dell’euro quale strumento di governo neoliberista dei mercati privati internazionali, come Alberto Bagnai e Claudio Borghi. Inoltre, la Lega ha compiuto un salto di qualità notevole a livello culturale cominciando e approfondendo il confronto con pensatori del calibro di Alain de Benoist e Aleksandr Dugin. Auspico che la Lega prosegua, in ambito metapolitico, su questa strada intrapresa, recependo integralmente la lezione di de Benoist e Dugin. A sinistra, invece, ho stima di Marco Rizzo, leader del Partito comunista. Non condivido l’approccio ideologico marxista-leninista integrale di Rizzo, ma giudico questo esponente politico l’oppositore più lucido, coerente e combattivo del regime del capitalismo liberale e della “società aperta” tra coloro i quali, in Italia, si richiamano all’eredità del comunismo storico novecentesco.
6) Puoi spiegare all’europeo medio cos’è e a cosa serve in Italia un organismo tipo UNAR?
L’UNAR è uno degli apparati pubblici di polizia del pensiero tesi a reprimere chi osa dissociarsi dalla religione unica e obbligatoria del cosmopolitismo di sinistra. È interessante notare come i governi liberali contemporanei agiscano per promuovere la dittatura del nuovo conformismo morale politically correct tarato sul “gusto” delle “giovani classi medie globalizzate” e sedicenti trendy, in regime contestuale di precariato economico per i ceti subalterni. Il caso italiano è in questo senso paradigmatico. Il PD ha infatti varato pressoché simultaneamente l’UNAR che istituisce il regime del conformismo morale e il “Jobs Act” che inchioda le future generazioni alla schiavitù del lavoro flessibile e precario. Il regime liberale contemporaneo agisce dunque su due versanti: nella cultura, promuove la nuova morale politically correct, disponendo anche sanzioni ad hoc per chi contesta o si oppone al nuovo moralismo di maniera. In economia, vara leggi che implementano il potere di arbitrio del capitale che si autoalimenta e autolegittima nel perimetro della “società aperta” in nome della retorica mainstream della “libertà del profitto”.
7) Vedi una soluzione al fenomeno dei “migranti” a breve termine?  A cosa servono e chi c’è dietro le ONG in questo business?
È chiaro che il business dell’immigrazione è estremamente vantaggioso per le classi superiori, per l’oligarchia, per i professionisti della new economy che possono usufruire, grazie al nuovo esercito industriale di riserva costituito dai clandestini, di un corposo abbassamento dei prezzi dei servizi postmoderni di cui sono avidi fruitori. L’immigrazione di massa è utile ai padrini e ai figliocci del regime del capitalismo liberale mentre i costi sociali di tali politiche di revoca delle frontiere territoriali nazionali vengono irrimediabilmente scaricati sui ceti popolari, coloro i quali con gli immigrati devono conviverci senza poter usufruire delle loro prestazioni di manovalanza poco o punto retribuita. Il tema, comunque, mi appassiona poco perché praticamente non vi sono, in Italia, a livello della politica “che conta”, partiti e movimenti che prospettano soluzioni credibili al problema. Alcuni Paesi europei, quelli del “Gruppo di Visegrad”, si sono mossi per tempo e, grazie alla loro indipendenza monetaria, hanno potuto varare politiche efficaci di contrasto ai flussi migratori di massa. L’Italia, invece, un Paese ricattato da Bruxelles e amministrato da un governo non sovrano, ha abbattuto le proprie frontiere interne esattamente come le classi imprenditoriali multinazionali europee le avevano chiesto. Inoltre, in Italia, i partiti di destra mainstream che si dicono anti-immigrazione non hanno ancora voluto capire che non si può essere liberali e liberisti ma contrari ai flussi migratori di massa poiché le migrazioni odierne, in entrata o in uscita dal Paese, sono un epifenomeno del capitalismo. Per cui, questi partiti saranno credibili quando capiranno che la sovranità nazionale di cui si riempiono la bocca in campagna elettorale non è una categoria storica compatibile con l’apertura delle frontiere dello Stato ai cosiddetti investitori multinazionali della new economy.
8) Citando la ormai famosa frase di Warren Buffett “c’è stata una lotta di classe e l’abbiamo vinta noi”, come definire la figura di papa Francesco (nota la minuscola) in questa lotta di classe? È corretto poter dire che questo papa ha assolto / assolve un compito utile per la “classe” di cui parla Buffett?
Bergoglio ha inserito Emma Bonino e Giorgio Napolitano, cioè due esponenti politici italiani che la lotta di classe dalla parte dei ricchi la fanno tutti i giorni, nel suo personalissimo pantheon degli «italiani più grandi». La Cei (Conferenza episcopale italiana) si è schierata con il centrosinistra a guida Gentiloni-Bonino alle ultime elezioni politiche. Sì, essendo ormai una costola del partito transnazionale politically correct, e forse anche qualcosa in più che una semplice costola, penso che la gerarchia vaticana contemporanea abbia scelto da che parte stare in questo gigantesco conflitto di classe che connota le dinamiche di riproduzione globali del capitalismo “di terza fase”

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La liberazione dalla retorica

di Marcello Veneziani
La liberazione dalla retorica
Fonte: Marcello Veneziani
Cosa ne direste se facessimo un programma televisivo intitolato Arcipelago Gulag? Che ce ne siamo andati di testa, il gulag è chiuso da svariati decenni. È storia vecchia. E invece c’è un programma nuovo di zecca, intitolato La difesa della Razza, di Gad Lerner, dedicato a una rivista e agli eventi terribili di ottant’anni fa. Eventi evocati tre volte al giorno dopo i pasti.
Il programma ha l’evidente funzione di soffiare sul fuoco dell’antirazzismo e di stabilire un ponte infame tra i razzisti del passato e la stampa di centro-destra d’oggi. Partendo proprio da Il Tempo, a cui Lerner ha voluto dedicare l’incipit del programma, attaccandosi al fatto che quella rivista infame, molto letta (e a volte anche scritta) da tanti che poi diventeranno comunisti, socialisti, laici, democristiani, ebbe la sua sede nello stesso palazzo de Il Tempo. Se le colpe ricadono pure sugli inquilini dei palazzi, figuratevi che colpe dovrebbero ricadere su chi ha militato in movimenti che decretarono di uccidere per esempio il commissario Calabresi. Continua a leggere

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