Euro: vent’anni di guai. Ha steso le imprese e fatto la fortuna del mondo dell’alta finanza

Euro: vent’anni di guai. Ha steso le imprese e fatto la fortuna del mondo dell’alta finanza
L’euro è stato un disastro per i Paesi del Sud Europa e in particolare per l’Italia, ma non tanto – come spesso si sente dire – perché non ha consentito di svalutare come ai tempi della Lira. In realtà l’euro è stato ed è un meccanismo per gonfiare il credito e il debito delle famiglie e delle imprese e poi anche degli Stati e delle banche. La prova è che negli anni della moneta comune l’indebitamento dell’economia nel suo complesso è esploso, al punto che il rimborso del debito e degli interessi (complessivamente, da parte di famiglie, imprese, Stato) è arrivato al 70% del PIL! Questo è il vero motivo per cui il sistema dell’euro ha provocato la stagnazione economica in gran parte d’Europa e la depressione in Italia.
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Che cosa pensa Alberto Bagnai (Lega) di manovra, regole europee e Francia

Ecco l’intervento a Palazzo Madama di Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, economista e senatore della Lega, sulla manovra
«Un saldo del 2,4% sarebbe andato benissimo in termini di sostenibilità. Ciò che infastidisce l’Europa è che ora abbiamo meno subalternità». Così Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, oltre che mente economica della Lega, è intervenuto nell’Aula di Palazzo Madama sulla manovra del governo.
Dopo una trattativa con Bruxelles, il rapporto deficit/pil, inizialmente fissato dall’esecutivo al 2,4%, è stato livellato al 2,04%. Una mossa che l’opposizione ha bollato come una retromarcia. La maggioranza, per bocca di uno dei suoi più autorevoli esponenti in campo economico, ha contrattaccato.
Due i bersagli scelti dall’economista e senatore leghista: l’Europa stessa e i precedenti governi, giudicati succubi di Bruxelles.
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Il problema dell’Italia non è il debito ma gli interessi


di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 27/12/2018


Lo scopo di questo articolo è confrontare il tanto rumore per nulla delle manovre economiche attuali, con quelle del passato, quando il governo italiano consentiva all’economia di funzionare davvero, grazie al fatto che teneva basse le tasse e faceva investimenti pubblici.
La manovra finanziaria attuale lascia perplessi dal punto di vista economico perché alla fine il risultato da quel punto di vista è praticamente irrilevante. Vale a dire non è costruita pensando alla crescita del Paese. L’economia italiana negli ultimi dieci anni ha perso il 9% del Pil, con la recessione del 2008/9 e poi quella del 2012, una perdita che ha recuperato solo in una piccola parte. E la nuova manovra, nella sua ultima formulazione, non indica un concreto cambio di direzione. Insomma, doveva essere una manovra espansiva e invece così non è.
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Per quelli che dicono che la UE ci rende più forti

PER QUELLI CHE DICONO: “LA UE CI RENDE PIU’ FORTI

Ashoka Mody “Dal  2007  le aziende coreane hanno raggiunto la Germania  per numero di brevetti. Ora registrano quasi il doppio del numero che i loro omologhi tedeschi, grazie agli enormi investimenti nell’istruzione e nella ricerca. @AshokaMody “La realtà è che la UE,   applicando le politiche germaniche  di deflazione e austerità, sta facendo arretrare l’intero continente anche sul piano tecnologico e …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/per-quelli-che-dicono-la-ue-ci-rende-piu-forti/

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Furbetti francotedeschi

di Pietro Ferrari
LAMENTAZIONI SOVRANISTE

Ricordiamoci bene che l’ingresso nell’ euro fu il biglietto da visita che la sinistra postcomunista doveva esibire al gotha della finanza. Non ci potevamo stare ma vollero farci entrare a tutti i costi. L’ abbiamo pagata e la stiamo pagando in modo molto salato.
Primo problema: l’euro è una moneta straniera ma anche la lira era di proprietà di monopolisti privati.
Secondo problema: l’euro è una “moneta coloniale” come la lira perché non può comprare direttamente il petrolio.
Se l’Europa fosse sovrana non solo avrebbe una moneta pubblica ma avrebbe avuto come antieuropeisti gente come Renzi e Macron.

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Monti (proprio lui) accusa il governo di aver ceduto sovranità nazionale

MontiRoma, 21 dic – Oggi pomeriggio il maxi-emendamento alla manovra sarà presentato dal governo in Senato per poi porre la questione di fiducia. Il calendario votato a maggioranza, senza l’ok dell’opposizione, prevede che inizi subito la discussione in Aula, bypassando il voto della commissione Bilancio.
Questo mancato passaggio – dettato ovviamente dalla fretta di presentare la legge di Bilancio nei termini stabiliti dall’Ue – ha mandato su tutte le furie le opposizioni.
Tanto che il “resuscitato” Mario Monti ha avuto modo di accusare la maggioranza gialloverde. “Il governo sovranista ha ceduto, in modo maldestro, all’Europa una quota della propria sovranità nazionale: l’ha tolta al Parlamento”, accusa l’ex premier, proprio lui che di cessione di sovranità se ne intende molto più di altri. Siamo al paradosso, insomma. Continua a leggere

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ESPOSTO DEPOSITATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ORISTANO

Oggi (24/9/2018), spinto anche dall’ennesima delusione provata nel sentire le parole di Conte al Forum Ambrosetti di Cernobbio (vedi il mio post del 11 settembre), ho depositato presso la Procura della Repubblica di Oristano un esposto con una descrizione sintetica delle incredibili conseguenze e della sofferenza causata nella Società Civile dalla fraudolenta emissione monetaria a debito da parte di un Sistema Bancario privato che si spaccia per proprietario del valore della moneta senza averne titolo. Continua a leggere

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Torniamo alla lira, lo dice pure S&P

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi
Torniamo alla lira, lo dice pure S&P
Fonte: Paolo Becchi
Vogliamo dirlo chiaro e tondo: lo Stato italiano è vittima dell’usura. Gli interessi si cumulano sugli interessi e fanno crescere il debito anche se non ci si indebita più. Da 25 anni lo Stato non ha o meglio non avrebbe bisogno di indebitarsi perché incassa più tasse di quello che spende: nell’ultimo anno circa 30 miliardi di tasse in più delle spese, ma risulta in deficit di circa 40 mld l’anno perché paga circa 70 mld l’anno di interessi. Questo succede dall’inizio degli anni ‘90: da allora lo Stato ha pagato 2.500 miliardi di interessi, più del debito. Lo Stato ha un debito di circa 2.360 miliardi anche se da 25 anni non si indebita perché ha pagato ben 2.500 miliardi di interessi dai primi anni ‘90. Questo è un caso classico di usura, l’incremento del debito dovuto solo all’accumulo nel tempo degli interessi e che diventa impossibile da ripagare perché gli interessi sono troppo alti.
L’aumento dello spread è un fenomeno di usura ai danni dello Stato. Ecco perché. Continua a leggere

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Vi spiego la vera carneficina per il sistema bancario italiano

Risultati immagini per carneficina sistema bancario italianoLa guerra dei 7 anni ai nostri risparmi.

di Albero Bagnai
Nel mio ultimo intervento a Radio Anch’io mi avrete sentito rivendicare di essermi accorto dei problemi delle banche un po’ prima di quelli che ora si stracciano le vesti (le “prefiche dello spread”, come le chiama @lemasabachtani su Twitter).
Vale per il bail-in (che denunciavo ai miei lettori poco prima della sua approvazione) e vale per un problema preesistente, le sofferenze bancarie (che vedete anche chiamare NPL: non-performing loans), la cui crescita a causa dell’austerità, oggi riconosciuta dall’Abi e dagli altri sacerdoti postumi del mainstream, veniva da me prevista nel primo dei tanti QED del blog.
Apprezzate l’onestà del web, che consente a chi ha visto prima (previsto) di dimostrarlo, mettendo chi aveva l’obbligo di essere previdente e vigilante di fronte alla vergogna della propria inadempienza: se ci arrivava un “professorino di provincia” come me, perché non ci arrivavano istituzioni con centri studi e analisti prestigiosi? Continua a leggere

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