Il ministro Fontana conferma il patrocinio e la partecipazione al Convegno di Verona
Il patrocinio del governo al convegno di Verona sulla famiglia è confermato. A riferirlo nell’aula di Montecitorio durante il question time è il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, rispondendo a due interrogazioni parlamentari presentate rispettivamente da esponenti del Partito Democratico e di Fratelli d’Italia.“Alcune notizie apparse in questi giorni, precisa il ministro Fontana, sono destituite da ogni fondamento: confermo l’intento del governo di concedere all’evento il patrocinio, deciso a novembre; e confermo la mia partecipazione al convegno”.
“Il comitato organizzatore del congresso mondiale delle famiglie ha presentato formale richiesta di patrocinio ai miei uffici nei mesi passati, inoltrando tutti i documenti necessari, ricorda Fontana, e
dopo una approfondita analisi e valutazione della documentazione ricevuta, è stato concesso il patrocinio nel novembre scorso, mentre per il logo la materia appartiene al dipartimento per l’Informazione e l’editoria”.
Inoltre, assicura Fontana, “non è stata avanzata alcuna richiesta di revoca del patrocinio, né di natura politica nè amministrativa, ma solo di approfondimento istruttorio di alcuni aspetti tecnici, relativi ad esempio al pagamento di un ticket di ingresso, chiarendo che l’iniziativa non può assumere alcun fine lucrativo.
fonte – https://www.ilsovranista.info/2019/03/il-ministro-fontana-conferma-il.html

‘Non esiste la dittatura dei gay. Su questo convegno c’è una grande disinformazione’.
COMUNICATO STAMPA
Con l’amministrazione Trump è
Il 73% degli italiani sarebbe favorevole all’eutanasia. Ad affermarlo è una recente ricerca dell’Eurispes. Se però si va a discernere i criteri di ricerca e i contenuti specifici delle singole domande, si scopre una realtà un po’ diversa. Almeno il 60% degli italiani, ad esempio, si dichiarano contrari al suicidio assistito, diverso dall’eutanasia soltanto nella modalità ma non certo nella sostanza. Senza contare le innumerevoli riserve espresse da quel 73% di favorevoli, vi è addirittura un 77,5% di intervistati che ammetterebbe l’eutanasia soltanto in caso di «coma irreversibile», ovvero di morte cerebrale, considerata dalla maggior parte della letteratura scientifica come morte tout court.



