Macerata, l'eterogenesi dei fini

di Marcello Foa
Macerata, l'eterogenesi dei fini
Fonte: Marcello Foa
Questa mattina ho partecipato alla puntata di Omnibus su La 7, condotta da Frediano Finucci, e dedicata ai fatti di Macerata. Puntata vivacissima durante la quale ho contestato le tesi di alcuni ospiti, in particolare dell’esponente della lista Più Europa della Bonino Piercamillo Falasca e dello scrittore Fulvio Abbate. In particolare disapprovo il tentativo di criminalizzare chiunque abbia delle riserve sull’immigrazione incontrollata, perché è questo discorso che sta emergendo a sinistra e sostenuto dalla narrativa di molti media, a dispetto del fatto che l’immigrazione sia considerata una minaccia dal 60% degli italiani, come emerso dai sondaggi spiegati in studio  da Elena Melchioni. Lo scopo del mondo “progressista” è di cambiare il giudizio collettivo, facendo leva sul senso di colpa e lasciando intendere che il gesto di Luca Traini non sia quello di un disadattato squilibrato, come io ritengo, bensì il sintomo di un rinascente fascismo in Italia. Continua a leggere

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Piazze vuote, zero dibattiti, promesse a vanvera: ecco la campagna elettorale più noiosa di sempre

Segnalazione Linkiesta

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Piazze vuote, zero dibattiti, promesse a vanvera: ecco la campagna elettorale più noiosa di sempre

Si parla di soldi (in modo irrealistico), di immigrazione (in modo delirante). Si inseguono la cronaca nera e i sondaggi come capita. Non c’è un vero confronto. Apparenze vacue che nascondono la paura di proposte politiche serie. (di Flavia PerinaLEGGI)

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Feltri, ecco perché nessuno vincerà le elezioni e tornare a votare non servirà a nulla

Feltri, ecco perché nessuno vincerà le elezioni e tornare a votare non servirà a nulladi Vittorio Feltri
Paolo Mieli sul Corriere della Sera ha scritto un ponderoso articolo per dimostrare che probabilmente le prossime elezioni politiche non forniranno al Paese una maggioranza stabile capace di esprimere un governo duraturo. Ha ragione. A meno che dalle urne non esca un miracolo che dia a un partito voti a sufficienza per menare il torrone. Non sarà così, almeno esaminando gli attuali sondaggi. Che spesso sbagliano previsioni, ma sono indicativi delle tendenze in atto. Ciò che sorprende è che, nonostante le incertezze a cui siamo di fronte, ogni coalizione e ogni singola forza si esprimono con la sicumera di chi ha già vinto le consultazioni. Il Pd di Renzi non ha dubbi: crede di avere in tasca il primato.
Il centrodestra idem: i berlusconiani, vedendo Silvio spadroneggiare sulle Tv, sono persuasi di rinascere e pensano addirittura di essere pronti ad entrare a Palazzo Chigi. Non parliamo dei Cinque Stelle dello spocchioso Di Maio, che predica tutti i dì come fosse De Gaulle e si immagina investito della carica di presidente del Consiglio, una sorta di redentore proveniente dalle scuole serali frequentate male. Poi rimangono le terze e quarte gambe nonché alcune zampe, tra cui spiccano gli illusi di Grasso ossia Liberi e Uguali, talmente presuntuosi da puntare alla rinascita del Rosso Antico, un comunismo straccione e sbracato esistente solo nelle menti allucinate della sinistra di risulta.
La specialità dei leader e dei leaderini è fare i conti senza l’ oste. Avanzano lancia in resta e non sanno dove andare né con chi. Il Pd si è autodistrutto per volere dei nostalgici di Botteghe Oscure, che hanno demolito i democratici in odio al giovane fiorentino. Invece di aiutare il segretario a fare meno cazzate hanno commesso la grande cazzata di seppellirlo insieme con l’ intera compagnia progressista. Quelli di Forza Italia si sono rinvigoriti grazie all’ immortale Cavaliere, però non hanno realizzato che privi di Salvini e della Meloni valgono meno del 20 per cento, pertanto sono tributari della Lega e dei Fratelli d’ Italia, in assenza dei quali valgono poco. Continua a leggere

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La Vera Vita è la Vita Cristiana, questa vita non è la vera vita

Questo sito è cattolico, sedevacantista e identitario. Qualora vengano pubblicati scritti di persone che non aderiscono alla nostra posizione dottrinale, significa che ciò che scrivono nel tale specifico pezzo è interessante o condivisibile dal punto di vista cattolico, teologico-dottrinale o morale o di mera notizia. Non siamo manichei né settari. Non entriamo nelle dispute di altri, se non espressamente interpellati o chiamati in causa direttamente o indirettamente. Vale per ogni articolo, conferenza o atto pubblico del Circolo Christus Rex – Traditio. Questa precisazione è di carattere assolutamente generale. Nessuno la senta rivolta a se stesso.

Scritto e segnalato da don Curzio Nitoglia
Tutti amano la vita, ma che cosa è la vera vita? Vivere non significa vegetare come le piante o trascinare un’esistenza simile a quella degli animali, che mangiano, bevono, si muovono, crescono, si riproducono, hanno una certa sensibilità esterna (vista, gusto, tatto, odorato e olfatto) ed interna (memoria, immaginazione…) e poi muoiono dissolvendosi nel nulla.
L’uomo ha anche un’anima spirituale, dotata di intelligenza per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, ma oltre alla vita umana naturale vi è anche una vita soprannaturale, dono gratuito di Dio, che perfeziona la vita naturale e la fa partecipare mediante la grazia santificante, in maniera finita e limitata, alla vita stessa di Dio, per cui “questa vita non è la vera vita”, essa è una preparazione alla vera vita che è quella eterna la quale ci attende nell’aldilà… … … Continua a leggere  Continua a leggere

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Le false libertà del '68

di Marcello Veneziani
Le false libertà del '68
Fonte: In Terris
l 1968 non è una data come tante. È come una lapide fissata sul percorso della storia. Che sancisce un prima e un dopo. Ma una lapide significa anche altro. È una pietra tombale su un mondo, su una serie di valori e di costumi, di linguaggi e di sistemi, messi in discussione e in parte estirpati dal vortice rivoluzionario innescato da un irrefrenabile impulso di contestazione verso tutto ciò che rappresentava autorità, disciplina, identità.
In Terris ha intervistato sul tema lo scrittore e filosofo Marcello Veneziani, che dieci anni fa diede alle stampe un libro dall’eloquente titolo “Rovesciare il ‘68” (ed. Mondadori).
Su quale forma di libertà si poggiava ideologicamente il ’68?
“La libertà assume nel ’68 il significato globale di liberazione. Liberazione del soggetto, della sessualità repressa, dei popoli oppressi, degli istinti e degli impulsi incatenati. Liberazione dallo Stato e dalla Norma, dalla Famiglia e dai suoi obblighi e rituali, liberazione dai vincoli di ogni tipo, elogio dell’infedeltà e del camaleontismo come mutazione permanente. È la passione per l’illimitato, la libertà come vietato vietare, come desiderio di creazione e di autocreazione permanente, senza alcun confine. Ma dietro la promessa della liberazione da tutto, dietro la marcusiana denuncia della tolleranza repressiva (proprio quel Marcuse che aveva scritto un saggio sulla liberazione), si celava nel ’68 anche il suo rovescio arrogante, l’intolleranza permissiva; ovvero permissivismo estremo ma guai a chi non accetta il nuovo comandamento della liberazione e della contestazione. Quel fondo di intolleranza dette vita poi all’estremismo politico, alla violenza del radicalismo, alla giustificazione di regimi come quello di Mao e di Pol Pot, che nel nome della rivoluzione culturale e della liberazione da ogni passato, compirono stermini che nemmeno Hitler e Stalin insieme hanno compiuto”. Continua a leggere

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Il nigeriano e il buonista

di Giampaolo Rossi
ventimiglia-dopo-la-manifestazione-pro-migranti-un-corteo-per-le-vie-della-citta-247355.660x368PRIMO E SECONDO
Il primo è un nigeriano.
Il secondo è un buonista.
Il primo è un criminale. 
Il secondo è un idiota.
Il primo fa lo spacciatore, a volte il ladro e forse anche l’assassino e il macellaio sui corpi di povere ragazze.
Il secondo fa il politico di sinistra, l’intellettuale impegnato, il volontario delle Ong con i soldi di Soros, il fighetto radical-chic con il culo degli altri.

Il primo è un nigeriano, il secondo è un buonista. Il primo è un criminale, il secondo è un idiota

Il primo è un immigrato irregolare con precedenti penali che gira libero per le nostre città a spacciare e a delinquere come se niente fosse.
Il secondo è un italiano regolare a cui dell’Italia non frega nulla ma grazie alle sue idee sballate, alla sua ipocrisia pelosa, ci sta riempiendo di rifiuti umani che vengono a distruggere la nostra già difficile convivenza civile. Continua a leggere

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Italia invasa da delinquenti

Venerdì 2 febbraio 2018 – Festa della Candelora (Presentazione del Signore Gesù al Tempio) 
di Nino Spirlì
1Omicidio_PamelaMastropietro_ViaSpalato_FF-4Innocent Oseghale, nigeriano
Innocent Oseghale, nigeriano. Permesso di soggiorno scaduto. Immondo spacciatore e feroce assassino.
Uno per tutti!
… Per tutti i delinquenti che abbiamo importato negli ultimi cinque anni da ogni latrina del globo. Impastate a pochi poveracci (usati come specchietto per le allodole), sono sbarcate da pittoreschi barconi, che fanno tanto “fuga dalla povertà”, e da comode navi, modello “ventre di mamma ong”, decine, centinaia di migliaia di farabutti e assassini africani, mediorientali e asiatici. Brutti ceffi, spesso terroristi, che NON scappano da guerre e pestilenze, ma da mandati di arresto stampati nei Paesi dove sono nati e dove hanno commesso chissà quale sorta di lurido delitto, chissà quale reato, chissà quale atrocità. Di questi stronzi non sappiamo nulla. Né il vero nome, né il vero luogo di nascita, né la fedina penale. Sappiamo solo che vengono bene in foto di gruppo, piangenti e imploranti mentre sono stipati su improbabili natanti salpati dalle coste libiche e diretti nel Paese di Bengodi, l’Italia puttana del terzo millennio. Questo residuo di Bel Paese, ormai ridotto ad un letamaio, nel quale ognuno fa legge a sé.
Tutti, tranne gli Italiani, ai quali non è consentito altro che sopravvivere in silenzio. Ai quali, anzi, è VIETATO anche sopravvivere. Qui, gli Italiani devono morire e basta. E se non lo fanno spontaneamente, ci pensano i Kabobo, gli Oseghale, le centinaia di clandestini delinquenti clandestini, privi della pur minima possibilità di essere veramente individuati,  identificati, rispediti nelle (loro) patrie galere. Sicuramente più galere delle nostre. Continua a leggere

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Dove Gesù dice bianco, Ratzinger dice nero. Cinque motivi per cui non poteva essere vero Papa

Segnalazione di www.unavox.it 
di Enrico Maria Radaelli



Presentazione nostra
Tempo fa, non appena pubblicato, segnalammo l’ultimo libro scritto dal Prof. Enrico Maria Radaelli: Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo, corredando la segnalazione con una nota introduttiva che invitiamo il lettore ad andare a rivedere.
Il libro solleva una questione di non poco conto: l’effettiva ortodossia dottrinale del Prof. Joseph Ratzinger, perito teologo al concilio Vaticano II, professore di teologia dogmatica all’Università di Tubinga e all’Università Ratisbona; arcivescovo di Monaco e Frisinga; cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; presidente della Commissione preparatoria del nuovo Catechismo della Chiesa cattolica; Papa.
Un prelato di non poco conto, quindi, che ha segnato con forza gli ultimi 50 anni della storia della Chiesa: con ultimo il gesto inedito o inaudito di rinunciare al Papato pur volendo rimanere Papa, Papa emerito.
Con l’arrivo di Papa Bergoglio e con la sua altrettanto inedita e disinvolta gestione del Papato, continuano a farsi sentire gli estimatori di Papa Ratzinger che, a fronte delle sospette eresie del Papa regnante, rimpiangono il supposto più ortodosso Papa rinunciatario. Ebbene, lo studio condotto dal Prof. Radaelli solleva proprio il problema circa tale supposta ortodossia di Joseph Ratzinger e ne viene fuori un quadro tutt’altro che lusinghiero sulla fede cattolica nutrita e insegnata in tutta la sua vita dall’osannato teologo tedesco.
Non è la prima volta che vengono sollevati dei dubbi fondati sulla reale ortodossia cattolica di Joseph Ratzinger e su questo sito si trovano, cercandoli, diversi articoli sull’argomento, ma questo studio del Prof. Radaelli presenta un quadro articolato e documentato che è il caso di conoscere e di approfondire, se non altro per meglio comprendere la deriva dottrinale che affligge la Chiesa cattolica da 50 anni e che si profila per l’avvenire con elementi di aggravamento che sgomentano i fedeli e li lasciano interdetti: le pagine di Radaelli potranno aiutarli a fare luce sulla questione.
A questo fine, potrà essere valida introduzione la nota che pubblichiamo adesso, redatta dallo stesso Prof. Radaelli e sintetizzante i punti centrali della difformità tra il millenario insegnamento della Chiesa cattolica e il moderno pensiero dell’ancora vivente cardinale Ratzinger.
Ha ragione Radaelli, il fraterno richiamo da lui proposto potrà essere utile, non solo ai fedeli, ma allo stesso interessato “papa emerito”, che farebbe ancora in tempo a ritrattare almeno in cuor suo gli errori insegnati e predicati, per potersi così presentare emendato al cospetto dell’Arcangelo che, quando verrà il momento, soppeserà la sua anima e ne valuterà la “pesantezza”.

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2021, la fine della Repubblica Italiana. Nascono gli Stati Uniti d’Europa

di Marco Mori
2021, la fine della Repubblica Italiana. Nascono gli Stati Uniti d’Europa
Fonte: Maurizio Blondet
Un breve racconto tra fantasia (poca) e realtà… buona lettura.
Maggio 2018. Festeggiamenti fino a notte fonda per la coalizione di centro-destra che torna alla guida del Paese dopo il golpe del 2011 in cui Berlusconi fu letteralmente defenestrato per l’azione dei mercati internazionali. Forza Italia è tornata a guidare la coalizione superando il 22% dei consensi con una Lega sotto le aspettative della vigilia che non raggiunge il 15% dei voti. La legge elettorale comunque consente ampiamente al centro destro di avere la maggioranza dei seggi, una beffa per il primo partito che resta, come nel 2013, il Movimento Cinque Stelle. In Parlamento entra anche  una piccola pattuglia di Casa Pound che ha evidentemente assorbito il malcontento no euro sottraendo voti alla Lega Nord, le cui posizioni più moderate non hanno assolutamente pagato.
Il programma di centro destra, come dichiarato in campagna elettorale, comunque è quello di arrivare ad una rinegoziazione dei trattati europei affinché vi siano spazi di manovra per sostenere l’economia del Paese. Tuttavia le prime dichiarazioni da Bruxelles sono comunque di fuoco: “In Italia nulla cambia, proseguire nelle politiche di messa in sicurezza dei conti pubblici”. Il comunicato di Bruxelles a poche ore dal voto non lascia davvero dubbi. Continua a leggere

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