L'economista Bifarini: 'L'Italia non cresce perché strozzata nella morsa dell'austerity'

Risultati immagini per austerity ueA Sky TG24 è intervenuta l’economista e scrittrice Ilaria Bifarini, per esprimere le proprie valutazioni sulla legge di bilancio 2019 targata M5S-Lega. A tal proposito, l’economista neokeynesiana ha dichiarato: “Io credo che il Governo non dovrebbe rivedere la manovra in ottica più prudenziale, ma fare al contrario una manovra più forte e decisa imponendosi ancora di più verso i diktat imposti dall’Unione Europea. Il problema di questa mancanza di crescita [VIDEO] che sta diventando un male endemico per l’economia italiana e per il nostro Paese, è perché siamo proprio strozzati nella morsa dell’austerity”.

L’autrice di “Neoliberismo e manipolazione di massa” e “I colony dell’austerity”, già bocconiana, ha poi aggiunto: “Noi non riusciamo più a fare spesa pubblica, siamo in una situazione contingente di crisi della domanda per cui occorrerebbe una Politica keynesiana che aumenti gli investimenti e aumenti la spesa pubblica soprattutto in conto capitale.

Sarebbe l’unico modo per interrompere questo trend negativo e tornare quindi a crescere. Le stime andrebbero riviste per quanto riguarda una manovra più efficace, servirebbero delle misure quindi più forti. E però, per fare questo, dovremmo liberarci dalla morsa dei vincoli che ci impone Bruxelles”.
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Terra Santa – Rinasce il convento sul Giordano

Segnalazione del Centro Studi Federici 64447
Non più mine nel convento francescano in riva al Giordano
Procede veloce l’opera di sminamento della superficie di Qasr Al Yahud, nei pressi di Gerico (Territori palestinesi), località sulla sponda occidentale del fiume Giordano ove si ricorda il battesimo di Gesù. L’area, luogo di scontri durante la guerra arabo-israeliana del 1967, conserva ancor oggi memoria delle battaglie. Arrivare sul posto, significa percorrere un viaggio nel tempo e nella storia. Camminare sui sentieri polverosi fiancheggiati da numerosi santuari e cappelle, attraversare i luoghi percorsi da Gesù e dagli apostoli e prima ancora da Elia, guardare il Giordano e la Giordania dall’altra parte, colpisce per il senso di pace.
Eppure, a ricordare che questo non sempre è stato territorio di pace ci sono i numerosi cartelli che avvisano ancora, a distanza di oltre 51 anni, della presenza di mine, segno della follia dell’uomo. Nonostante i cartelli gialli, la sensazione di vita che riprende, la forza che spinge a rinascere, è palpabile.
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Matteo Salvini: L'Italia è pronta a bloccare attività e bilancio della UE


Dopo aver parlato di “atti ostili”, riferendosi al comportamento di Malta e della Francia sul versante dell’immigrazione, il ministro dell’Interno Matteo Salvini entra nuovamente a gamba tesa: “Eventualmente possiamo anche bloccare bilanci e attività europee fino a che l’Europa e qualche Paese continuerà a prendere in giro gli italiani”.
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Quel Marx razzista e antisemita che non ti aspetti

Risultato immagine per CARL MRX

 Comunismo e Antirazzismo: se non ormai sinonimi, sono comunque due termini che ultimamente vanno convenientemente a braccetto. Ma quanto i kompagni conoscono davvero le proprie radici culturali? Ad ascoltare i discorsi che si fanno in giro o leggendo qualche tweet isterico, direi non molto. Anzi, direi proprio per nulla.
Con l’articolo di oggi ci allontaneremo per un attimo dalla sfera della filosofia e del pensiero della destra per immergerci nello strano mondo comunista, fiorito fuori e genocida dentro, andando alla scoperta di quelle affermazioni di Marx ed Engels che farebbero tremare anche il più incallito degli xenofobi. La speranza è che qualcuno si possa finalmente ricredere sulla genuinità del comunismo e sulla bontà incondizionata dei suoi “valori”, capendo quanto è falso l’accostamento comunismo-antirazzismo.
Per comprendere quanto seguirà bisogna mettere una premessa fondamentale: per Marx, il comunismo si sarebbe potuto affermare sono una volta che il capitalismo avesse raggiunto il suo apice, con il collasso di quest’ultimo sotto il suo stesso peso. Il primo tipo di razzismo si mostra quindi verso tutti quei popoli definiti “controrivoluzionari”, ovvero popoli che per cultura o arretratezza tecnologica ancora erano legati a modelli pseudo-feudali, non permettendo così al capitalismo di diffondersi e quindi, di conseguenza, allontanando la possibilità di realizzazione della distopia comunista.

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Per Saviano, il moralizzatore, arriva la terza condanna: violatore di diritti


Noi cattolici prendiamo lezioni da chiunque, ci mancherebbe. Certo, non ci sembra corretto che a mettersi in cattedra, ergendosi a maestro di morale e “difensore dei diritti”, sia proprio Roberto Saviano, un pluri-condannato per diffamazione e plagio (immoralità “laica”?). Ieri la terza condanna, mentre si attende la quarta se verrà confermato il reato di diffamazione verso Salvini, ministro dell’Interno.
Secondo Saviano, «i cattolici non possono influenzare o boicottare nuove leggi. Questo è profondamente ingiusto». Quindi, scordiamoci di entrare in politica o esporre le nostre idee: sarebbe ingiusto, non ci è concesso. Anzi, per lo scrittore è «forte violenza culturale» qualunque manifestazione -ad esempio- in difesa della famiglia naturale (cioè, la unica prevista dalla Costituzione, come ha stabilito la sentenza n.138/2010 della Corte Costituzionale). Nessuno, ci dice Saviano, può permettersi di «fermare il diritto a sognare di avere una famiglia e dei figli, nonostante la propria omosessualità». Questo Paese, ha concluso, «può ripartire solo dai diritti».
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RITORNARE ALLO STUDIO DEI CLASSICI?

latino alle medie
A fronte di un progressivo impoverimento della lingua italiana e del suo studio (a cui sicuramente contribuisce la quantità abominevole di tempo che trascorriamo sui social) c’è chi propone di ripristinare lo studio del latino alle medie.
Il latino, come una sorta di “precursore”, potrebbe rinforzare le basi grammaticali e sintattiche che sono alla base del nostro linguaggio, così come lo studio della cultura classica potrebbe rinforzare la nostra capacità di pensare e argomentare. Non è facile esprimersi in merito a una questione come la reintroduzione del latino a scuola: cosa buona, cosa vecchia o semplicemente “cosa”?
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Il Quinto Stato

di Roberto Pecchioli
Il Quinto Stato
Fonte: Ereticamente
Ho incontrato il Quinto Stato. E’ accaduto stamattina, sul presto, nel mio quartiere. In meno di mezz’ora e nel raggio di poche decine di metri, ho verificato l’esistenza del Quinto Stato. E’ qui, l’ho incontrato e perfino toccato. Conosciamo l’antica divisione della società in tre ordini, risalente al Medioevo. Il primo ordine, o Stato, era costituito dal clero; il secondo dai nobili. Il terzo, teoricamente, da tutti gli altri. La sua rappresentanza, negli Stati Generali francesi, fu affidata ai membri della nascente borghesia, che fece la Rivoluzione e seppellì per sempre il passato. Il suo vate fu l’abate Sieyès, autore di un fortunatissimo libello che incendiò la Francia all’inizio del fatidico 1789. Con il lessico di Gyorgy Lukàcs, potremmo dire che fu l’ecclesiastico di Fréjus a dare al Terzo Stato una coscienza di classe, a partire dalla celeberrima frase “che cos’è il Terzo Stato? Tutto. Che cosa è stato finora nell’ordinamento politico? Nulla. Che cosa desidera? Diventare qualcosa“. La borghesia tagliò la testa del Re e inaugurò la modernità.
Nel corso dell’Ottocento, la polemica socialista iniziò a parlare di Quarto Stato, ovvero del proletariato contadino e operaio le cui file si ingrossavano all’ombra della rivoluzione industriale, dell’urbanizzazione forzata, della nascita delle grandi fabbriche. La sua rappresentazione artistica è il grande dipinto del 1901 del piemontese Giuseppe Pellizza da Volpedo: una folla compatta e ordinata che incede verso il futuro, fiduciosa nella Storia, con alla testa una giovane madre con il figlioletto al collo e due uomini, i contadini più combattivi. Vi è in questo quadro di grandi dimensioni e gigantesche ambizioni, il senso di una composta dignità, una sobria eleganza pur nella semplicità popolana degli abiti e degli atteggiamenti, un avanzare irrevocabile, inevitabile di uomini e donne che si sentono comunità in marcia decisi a cambiare la loro condizione tutti insieme. Continua a leggere

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