L’ELEZIONE DI BOLSONARO
Intervista ad Alain de Benoist (a cura di Nicolas Gauthier)
Eletto presidente del Brasile nell’ottobre scorso con oltre il 55% dei suffragi, Jair Bolsonaro ha assunto le sue funzioni. La sinistra, che moltiplica gli anatemi contro di lui (omofobo, sessista, razzista ecc.), parla di una nuova ondata di “populismo” e dice che la sua vittoria fa gioire tutta “la destra e l’estrema destra” mondiale. Lei ne fa parte?
Per nulla. Sicuramente Bolsonaro ha beneficiato dell’attuale ondata di populismo ed ha captato i suffragi delle classi popolari che prima votavano per il Partito dei Lavoratori; ma il populismo, ci tengo a ricordarlo, non ha un contenuto ideologico preciso. È solo uno stile, un modo di far corrispondere l’offerta e la domanda politica; e questo stile si può combinare con ideologie molto diverse (Luiz Inácio Lula, l’ex presidente, era anche lui un “populista”). La destra si agita sempre in maniera pavloviana quando sente dire che saranno ristabiliti “la legge e l’ordine”. Il problema è che la legge può essere ingiusta e che l’ordine è spesso un disordine legale.
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