I professori di Trieste adesso vanno a lezione di gender

Segnalazione di Luciano Gallina
Un evento sul gender come corso di formazione per i docenti del triestino. Ecco chi sono i relatori dell’iniziativa che potrebbe far discutere
di Giuseppe Aloisi
I docenti di Trieste potranno andare a lezione di gender.
Il prossimo venti di aprile, infatti, l’istituto comprensivo San Giovanni ospiterà un convegno curato dal Centro studi per la scuola pubblica (Cesp) in collaborazione con la Rete educare alle differenze Trieste (Red). Il titolo è “Che genere di scuola?”
E fin qui, nulla di particolarmente discutibile. Quello che viene rilevato, però, è la presunta mancanza di imparzialità sul tema dei relatori previsti. Sergia Adamo, ad esempio, è una professoressa dell’Università triestina che ha intervista Judith Butler, la stessa che Giuliano Guzzo su La Verità ha definito “guru mondiale del pensiero gender”. “Il genere – ha dichiarato in passato la Butler – è una costruzone culturale; di conseguenza non è il risultato casuale del sesso, né tanto apparentemente fisso come il sesso”. La filosofa post-strutturalista statunitense, insomma, è una delle principali sostenitrici della necessità di una messa in discussione della nozione classica e pacifica di genere. Continua a leggere

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Planned Parenthood: ‘We Need a Disney Princess Who’s Had an Abortion’

Segnalazione Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2018/03/Disneyprincess2.jpg

The Pennsylvania affiliate of Planned Parenthood tweeted – and then deleted – its statement announcing its wishes for a Disney princess who has had an abortion and who satisfies the left’s fantasy of identity politics.

TO BE CONTINUED:
http://www.breitbart.com/big-hollywood/2018/03/27/planned-parenthood-need-disney-princess-whos-abortion/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180327 Continua a leggere

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Pensioni, Draghi si schiera contro Salvini: meglio non toccare la legge Fornero

http://www.iltempo.it/resizer/600/315/true/1521627225954.jpg--pensioni__draghi_si_schiera_contro_salvini__meglio_non_toccare_la_legge_fornero.jpg?1521627226000di Filippo Caleri
E oltre alla Bce anche il Fmi ha già alzato il cartellino rosso contro una revisione dell’attuale normativa
La Banca Centrale Europea ha deciso: la Fornero non si tocca. O meglio se si tocca saranno dolori (finanziari) nel lungo termine. A Matteo Salvini, che sulla sua rottamazione ha costruito una parte del successo elettorale, saranno fischiate le orecchie. E la sfida che, in un ipotetico governo con la Lega dentro, si trova davanti è molto difficile. Considerato che anche altri organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale hanno già alzato il cartellino rosso contro una revisione dell’attuale legge pensionistica.
In un recente studio tre economisti del Fmi Michal Andrle, Shafik Hebous, Alvar Kangur e Mehdi Raissi intitolato “Italy: Toward a Growth-Friendly Fiscal Reform” hanno spiegato che al momento la nostra spesa pensionistica, nonostante la criticata e dura riforma Fornero, con il 16% del Pil è la seconda più alta, superata solo dalla Grecia. Una considerazione che di fatto stoppa le velleità rottamatrici di Salvini. Al Fmi si è aggiunto anche Draghi ha fatto subito presente il suo pensiero sulla materia: “Molti paesi hanno già applicato delle riforme dei sistemi pensionistici dopo la crisi del debito sovrano, sebbene il passo delle riforme abbia fatto registrare un rallentamento di recente. Ulteriori riforme in questo settore sono essenziali e non devono essere ritardate, anche alla luce di considerazioni di politica economica”. Continua a leggere

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Le decine di diplomatici russi espulsi. Cosa c’è dietro?

di Maurizio Blondet
Quando il governo USA espelle 60 diplomatici russi e 18 paesi europei, di cui 15 della UE, fanno altrettanto in una mossa clamorosa e concertata basata su  falsità –  la situazione è ovviamente gravissima.  Aspettarsi una minima spiegazione di “cosa c’è dietro” è prematuro. Certo è che chi “c’è dietro” è un potere enorme. Che ha uno scopo di rottura  totale fra Russia e Occidente.
Noi possiamo solo mostrare come il fraseggio usato da tutti i paesi UE per spiegare le espulsioni, anch’esso concordato, sia assurdo sul piano logico, diplomatico, e legale:
Donald Tusk: “E’ altamente probabile che la Federazione Russa sia responsabile di questo attacco [il supporto avvelenamento della spia Skripal] e non c’è altra spiegazione possibile”. Continua a leggere

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F35 pronti a colpire nel Pacifico? Il messaggio degli Stati Uniti a Kim

150115-F-JB386-037di Davide Bartoccini
A largo di Okinawa, gli F35 B dei marines inclinano i postbruciatori, fanno ruggire i motori e saltano dal piccolo ponte della nave d’assalto anfibia Uss Wasp. L’obiettivo è sempre lo stesso: mostrare ai potenziali antagonisti della regione del Pacifico la sconfinata potenza militare americana. E la Corea del Nord è sempre la prima della lista.
Nonostante la quiete apparente, una settimana prima dell’inizio delle consuete esercitazioni congiunte con l’alleato sudcoreano (Foal Eagle e Key Resolve), gli Stati Uniti hanno espresso la propria forza mettendo in mostra la loro arma più recente. Il cacciabombardiere di quinta generazione F35 Lightning II nella sua versione Stvol  –Short Take-Off and Vertical Landing – si è esibito in un’esercitazione di decollo e atterraggio che ha certificato l’operatività e la capacità offensiva anche se lanciato da un vettore navale che potrebbe incrociare a largo delle coste della penisola coreana.
Nonostante la delicata fase diplomatica attraversata dai due paesi – che sono in attesa di uno storico incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong Un – i caccia stealth della Usmc hanno dimostrato per la prima volta di poter decollare e atterrare nel bel mezzo del Pacifico dal minuscolo ponte dell’Lhd Wasp senza alcun problema. Gli F35, che hanno già partecipato ad esercitazioni intimidatoria in risposta ai test balistici voluti dal dittatore Kim decollando delle basi di terra giapponesi, sono menzionati come il principale “vantaggio” strategico detenuto dagli Usa nel teorico conflitto che potrebbe scoppiare con la Corea del Nord. Le loro capacità stealth gli permetterebbero di non essere rilevati dai radar di Pyongyang, che non sarebbe capace di intercettarli con le proprie difese antiaeree, quindi di frenare o fermare in alcun modo gli “strike” lanciati sulle piattaforme di lancio dei missili balistici o su ogni altra installazione militare (anche se non sarebbero loro, gli F35, i primi a colpire secondo i piani strategici).   Continua a leggere

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Fico che va alla Camera in bus ci è costato 15mila euro di taxi

A nostro avviso c’è differenza tra spreco e invidia sociale. Alle volte, quando si parla di politica, soprattutto a causa di chi ha alimentato l’anti-politica dimenticando di dire che meno dell’ 1% del debito è dovuto alle spese della politica, ci si dimentica del fatto che, come in ogni lavoro o professione, chi è bravo debba essere giustamente remunerato per quello che vale. Un ottimo politico potrebbe valere 20.000 euro al mese? A nostro avviso, sì. Un politico scadente? Certamente no. La meritocrazia prescinde dall’anti-politica. L’odio di classe o invidia sociale è robaccia di sinistra…(n.d.r.)
Roberto Fico, neo presidente della Camera, ha rendicontato spese per 15mila euro in taxi in cinque anni di legislatura
di Giuseppe De Lorenzo
Capitolo primo. Roberto Fico scende sorridente dall’autobus a Roma diretto alla Camera dei Deputati di cui è diventato la guida.
Immancabile la foto (prontamente pubblicata su Instagram) che fa il giro dei social network e aizza i sostenitori del sobrio presidente. Capitolo secondo. Sempre Roberto Fico su un mezzo, questa volta Trenitalia, direzione Napoli insieme alla compagna di vita: qualche passeggero lo ritrae col suo cellulare in seconda classe. “Non deve cambiare nulla da questo punto di vista – dice lui – per me molto è importante. Oggi in treno, seconda classe, taxi. Tutto deve rimanere semplice e umile”.
Lodevole, per carità. Sebbene qualcuno storca il naso per la terza carica dello Stato che viaggia assieme ai comuni mortali senza la sicurezza che si confà al ruolo istituzionale (non alla persona), la scelta di Fico è sostenuta da motivazioni politiche. “È la storia del Movimento”, ha detto di lui Luigi Di Maio. E la storia dei 5 Stelle è anche la lotta ai privilegi. È ovvio, tuttavia, che quella di Fico è soprattutto di una mossa di marketing. Il primo presidente dei Cinque stelle non può mica arrivare con la scorta e l’odiata auto blu. Almeno non subito. E così si è adeguato alla propaganda già usata da Renzi e Ignazio Marino con le loro biciclette. Il fatto è che i movimenti da deputato dell’onorevole Fico nell’ultima legislatura, quella passata, non sono stati del tutto gratuiti per i cittadini.
Ecco allora il capitolo terzo, di cui non si hanno fotografie pubblicate sui social. Mezzo protagonista: il taxi. Nei cinque anni di legislatura (2013 – dicembre 2017), il buon Fico ha speso oltre 15mila euro in auto bianca per spostamenti vari. Impossibile ricostruire in quali occasioni abbia chiesto il rimborso agli italiani (consultabili sul sito: tirendiconto.it), di certo lo ha fatto per una media di 281 euro a mese. Spicciolo più, spicciolo meno. Non una cifra sconsiderata, ma simbolicamente significativa. A questi vanno aggiunti anche altri curiosi pagamenti per i biglietti per il bus (e la metro) con cui oggi si fregia di essere arrivato alla Camera. A marzo 2017, per dire, si è preso la briga di rendicontare 1,50 euro di ticket dell’autobus. A maggio sono stati 4,50 euro e ad aprile 7,50. In totale fanno 677 euro e trenta centesimi. Un po’ pochi per chi – scrivevano oggi i cronisti – “non ha cambiato le abitudini” di viaggiare con Atac. Le ipotesi sono due: o si è fatto rimborsare solo alcuni dei biglietti acquistati (e il resto l’ha messo di tasca propria), oppure non è salito così spesso su un pullman.
A dire il vero su Fico già nel 2016 si abbattè una piccola polemica per il suo “telefono d’oro” e le bollette da 12mila euro. In fondo anche per l’alloggio le spese non sono state indifferenti nel suo mandato da “portavoce” grillino a Palazzo. A dicembre 2017 dei 7.582,50 euro dichiarati dal neo Presidente 1.400,00 euro se ne sono andati per il canone di affitto e altri 1.182,59 euro per “utenze, pulizie, manutenzione e altro”.
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Nolte: Stormy Daniels on '60 Minutes' Is the Al Capone's Vault of Trump Scandals

Segnalazione Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2018/03/stormy-daniels-cbs-60-minutes.jpg

After weeks and weeks of relentless hype from the anti-Trump mainstream media, Sunday night’s 60 Minutes interview with ex-porn star Stormy Daniels ended up being the Al Capone’s vault of anti-Trump news.

TO BE CONTINUED:
http://www.breitbart.com/big-journalism/2018/03/26/fizzle-stormy-daniel-60-minutes-al-capones-vault-anti-trump-news/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180326 Continua a leggere

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“Facciamoli schiantare”: la folle strategia della sinistra che farà (ancora) la fortuna dei Cinque Stelle

Segnalazione Linkiesta

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“Facciamoli schiantare”: la folle strategia della sinistra che farà (ancora) la fortuna dei Cinque Stelle

La sinistra ha perso a causa di un continuo atteggiamento snobistico verso il M5S. Cosa potrebbe accadere ora? Potrebbe succedere che qualcuno a sinistra coltivi l’dea di “lasciarli fare perché si vadano a schiantare”. Ecco, è quello che sta succedendo. (di Giulio CavalliLEGGI)

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Figlia in ospedale con islamica: il papà deve uscire dalla stanza

In Austria sta facendo discutere il caso di un padre costretto a rinunciare a stare accanto alla figlia morente in ospedale perché la compagna di stanza è musulmana radicale e non accetta la presenza dell’uomo in stanza
di Luca Romano
L’integralismo religioso si trasforma in una punizione per il prossimo. In Austria sta facendo discutere il caso di un padre costretto a rinunciare a stare accanto alla figlia morente in ospedale perché la compagna di stanza è musulmana radicale e non accetta la presenza dell’uomo in stanza.
La figlia dell’uomo ha 20 anni ed è gravemente malata di sclerosi multipla e, nonostante ci fosse una tenda divisoria tra i due letti, il signor Robert Salfenauer è dovuto uscire. Già, perché quando la musulmana si è accorta della sua presenza ha cominciato a urlare. E non ha smesso nemmeno quando il padre della ragazza ha provato a parlare con la figlia dalla soglia, restando nel corridodio. Continua a leggere

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