Gli islamici sono discriminati. Parola di Chiamparino junior

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
“Gli islamici sono discriminati”. Parola di Chiamparino junior.
Il figlio del governatore Pd Chiamparino al vertice dell’organismo Ue che lotta contro le intolleranze verso i musulmani. “Gli islamici sono discriminati”.

Quanto è piccolo il mondo. Bisogna “coinvolgere i giovani musulmani nel dibattito sul futuro dell’Europa”. Era questo uno dei propositi per il 2017 del coordinamento Ue che combatte l’odio anti-islamico in Europa.
Ma per qualcun altro questa intenzione sarebbe pericolosa. In un recente reportage dalla Tunisia Alessandra Bocchi de Il Giornale raccontava come i tunisini intervistati considerassero un follia il tentativo degli europei di aprirsi tout court alla cultura islamica,
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Aiuti di stato alle imprese. Ohibò, in Germania si può!

Lo  ha annunciato il ministro tedesco dell’economia, Peter Altmaier:  ha pronta una nuova strategia federale “ per proteggere e promuovere le imprese tedesche in un’economia globale sempre più competitiva “, scrive letteralmente Deutsche Welle. Usando le parole proibite, protezionismo e  promozione pubblica dell’innovazione. La  classe dirigente  tedesca s’è accorta che  il sistema industriale patrio è invecchiato e dedito a settori troppo maturi. …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2519&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2FpdXRpLWRpLXN0YXRvLWFsbGUtaW1wcmVzZS1vaGliby1pbi1nZXJtYW5pYS1zaS1wdW8v&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

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I pm calabresi contro la coop emiliana. Appalto milionario

Pulizie ospedali, appalto milionario. I pm calabresi contro la coop emilianaScritto e segnalato da Antonio Amorosi
Pulizie ospedali, appalto milionario. I pm calabresi contro la coop emiliana
La procura calabrese punta l’indice contro Coopservice di Reggio Emilia. Il sospetto è che nelle pulizie degli ospedali abbia truffato i calabresi
Dritta e breve è la strada che da Reggio Emilia porta in Calabria.Negli ultimi anni sono tante le associazioni più o meno suggestive che collegano le due aree del Paese.
Tra queste il disvelamento, dopo decenni di connivenze, della presenza della ‘ndrangheta in Emilia, confermata dal processo Aemilia; il clan dei cutresi Grande Aracri in pianta stabile a Brescello, paesino noto per la saga di Guareschi su Don Camillo e Peppone; la principale strada di accesso a Reggio Emilia, inaurata da Graziano Del Rio, che prende il nome di Città di Cutro (vista la consistente presenza di cutresi nel capoluogo reggiano).
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fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/appalto-milionario-colosso-coop-di-reggio-emilia-trufferebbe-i-calabresi-586070.html

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Il fumetto di Norma Corsetto in tutte le scuole medie del Veneto

L’iniziativa della Regione del Veneto prevede la distribuzione di 2500 copie. Donazzan: “una pagina di storia colpevolmente taciuta, ancora assente dai libri di scuola”.

È ufficiale: il fumetto “Foiba Rossa – Norma Cossetto storia di un’italiana”, è in tutte le scuole medie del Veneto.
L’iniziativa, finanziata con 15 mila euro dalla Giunta regionale, rientra nel protocollo di intesa, tra la Regione del Veneto, il Ministero dell’Istruzione e la Federazione delle associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati. “Questo al fine di promuovere – fa sapere la Regione – iniziative di informazione e di approfondimento nelle scuole e far conoscere, anche attraverso l’incontro con i testimoni, la tragedia delle foibe e dell’emigrazione forzata dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia”.

Una migrazione che circa 350 mila italiani dovettero subire, dalla fine della seconda guerra mondiale e negli anni successivi. E quindi per la Giornata del Ricordo, che in tutta Italia si celebra il 10 febbraio e istituita solo nel 2004, in tutte le scuole medie del Veneto sarà distribuito il fumetto di Norma Cossetto, edito Ferrogallico di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio. Duemilacinquecento le copie in distribuzione. Oltre a questo sarà anche dato un opuscolo informativo, curato dallo storico Guido Rumici, per inquadrare le vicende storiche del confine orientale. Il fumetto racconta la storia di Norma, studentessa universitaria iscritta all’Università di Padova, che venne infoibata stuprata violentata e uccisa dai partigiani titini nel 1943. Era il 5 ottobre. Continua a leggere

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Strada incassa 39milioni ma non dice da chi arrivano: tra i finanziatori il regime islamista sudanese

EMERGENCY, EMERGENZA TRASPARENZA – GINO STRADA INCASSA QUASI 39 MILIONI MA NON DICE DA CHI ARRIVANO: TRA I FINANZIATORI C’E’ IL REGIME ISLAMISTA SUDANESE – RONDOLINO AL VELENO: ”EMERGENCY VA BOICOTTATA. STRADA È UN IMBROGLIONE” – –
L’associazione di Strada nasconde le donazioni dall’Italia e dall’estero – Il fatto che accetti milioni di euro di contributi dal regime islamista di Khartoum desta da tempo parecchie perplessità – Anche la posizione sui fatti di Parigi di Strada secondo cui gli assalti sarebbero il prezzo inevitabile delle politiche europee solleva più di un dubbio rispetto all’impegno di neutralità dell’associazione…
Quello che ha suscitato più polemiche sono i finanziamenti arrivati dal Governo del Sudan, il cui presidente Omar Al-Bashir è inseguito ormai dal 2009 da un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e contro l’ umanità commessi durante il conflitto del Darfur. Il fatto che un’ associazione come Emergency, che si professa indipendente e neutrale e che in passato aveva rifiutato i finanziamenti della cooperazione italiana per i suoi ospedali in Afghanistan perché il nostro Pese stava partecipando all’ operazione militare contro i talebani, accetti milioni di euro di contributi dal regime islamista di Khartoum è cosa che desta da tempo parecchie perplessità.
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Polemica sul film dedicato alle Foibe: la Regione chiede lo scioglimento dell'Anpi

Polemica sul film dedicato alle Foibe: la Regione chiede lo scioglimento dell’Anpi
„Martedì 5 febbraio il film “Rosso Istria” sarà proiettato nei cinema italiani. Le proteste di alcune sezioni venete dell’Anpi hanno mandato su tutte le furie l’assessore Donazzan“
Martedì 5 febbraio, in 100 sale cinematografiche italiane, di cui una ventina nel Veneto, in occasione della “Giornata del Ricordo” (che sarà ufficialmente celebrata il 10 febbraio), sarà proiettato “Red Land – Rosso Istria”, un film di Maximiliano Hernando Bruno che rievoca le drammatiche vicende sofferte dal settembre del 1943 dalle genti Istriane, Fiumane, Giuliano e Dalmate, perseguitate, ammazzate e cacciate dalle loro case e dalla terra in cui vivevano.
«La Regione del Veneto – spiega l’assessore alla cultura, Cristiano Corazzari – ha voluto sostenere, insieme ad altri enti e istituzioni, la realizzazione di questo film per rendere omaggio ai tanti nostri connazionali che hanno pagato con la propria vita e con un dolorosissimo esilio il loro ‘essere italiani’, il loro sentimento di appartenenza alla patria. La pellicola racconta il martirio della studentessa istriana Norma Cossetto – conclude Corazzari –, una delle tante vittime dell’odio anti italiano che portò al massacro di migliaia di innocenti. Eppure c’è ancora chi spudoratamente nega questa ignominiosa pagina di storia: come istituzioni abbiamo il dovere di rispondere a qualsiasi forma di vergognoso e inaccettabile revisionismo, di tutelare la memoria e far conoscere alle nuove generazioni la tragedia e l’esodo di un popolo». Continua a leggere

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La Cassazione: l'utero in affitto in Italia è sempre reato, anche se è gratis

Anche se la madre naturale si presta a titolo gratuito a concepire e partorire un figlio per altri, rischia comunque fino a tre anni di reclusione
di Maurizio Tortorella
L’utero in affitto in Italia non è ammesso. Anzi, resta un reato anche se la madre “naturale” non si fa pagare nulla per la sua prestazione.
Lo ha appena stabilito la sesta sezione penale della Corte di cassazione (con la sentenza n. 2173, depositata lo scorso 17 gennaio), condannando una coppia e anche la madre naturale per il reato di “affidamento a terzi di un minore”, in violazione dell’articolo 71 della legge 184/1983, intitolata “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori“.
Al centro del ricorso in Cassazione era una sentenza con cui la Corte d’appello di Napoli aveva confermato la condanna di primo grado dei tre imputati, perché costoro avevano “partecipato a un accordo con cui un ginecologo, dietro corrispettivo di una somma di danaro, pattuita in 30mila euro” aveva promesso a una coppia l’affidamento di un neonato partorito da un’altra donna, con l’accordo di falsificare anche i dati anagrafici del bambino in modo da farlo risultare come figlio naturale della coppia stessa. Continua a leggere

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"Il Parlamento indaghi sulle stragi del boia Tito"

Alla Camera la proposta degli esuli: «Partiamo da Vergarolla, primo eccidio della storia repubblicana»
Una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sui crimini commessi dai boia di Tito. A cominciare dalla strage di Vergarolla, che provocò la fuga degli italiani da Pola del 1947.
La richiesta della Federazione degli esuli è stata inviata in questi giorni al segretario della Commissione esteri della Camera, Vito Comencini, alla vigilia del 10 febbraio, giorno del Ricordo dell’esodo e delle foibe. Ma verranno coinvolti tutti i partiti.
L’obiettivo è «l’istituzione di una commissione parlamentare per la strage di Vergarolla e i crimini commessi al confine orientale». Il testo inviato a Comencini ricorda che la «Repubblica è nata con un profondo vulnus (ferita, ndr) () nelle province di Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara. () L’occupazione titina segnò pagine luttuose per la comunità italiana». La proposta sottolinea come «la guerra di liberazione nazionale jugoslava aveva assunto caratteristiche annessioniste e gli oppositori del progetto andavano eliminati». E si ricordano i «quaranta giorni di occupazione» a guerra finita, nel maggio-giugno 1945, di città come Trieste oltre alle deportazioni di 600 italiani da Gorizia. Le stragi delle foibe sono iniziate in Istria nel 1943, dopo il vuoto dell’8 settembre e continuate a guerra finita. «Non si trattava solamente di fascisti o collaborazionisti, ma anche di antifascisti, democratici e patrioti che, dopo aver combattuto nella Liberazione, si opponevano alle mire del regime comunista di Belgrado» si legge nel testo.
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Il pensiero di Alain De Benoist sull’antirazzismo attuale

L’antirazzismo attuale non ha in realtà che due funzioni reali: la prima è disarmare ogni critica all’immigrazione. La retorica antirazzista, cosi’ come la ascoltiamo tutti i giorni, sorretta dai mezzi di informazione e dalle lobbies, si prefigge fondamentalmente di far credere che tutte le critiche all’immigrazione sono ispirate dal “razzismo”. Chiunque critichi l’immigrazione è accusato di razzismo, chiunque voglia dar prova di “antirazzismo” deve al contrario parlare in favore della soppressione delle frontiere (ciò che si potrebbe definire come “Feticismo dell’Apertura” (….)

La seconda ragion d’essere dell’ “antirazzismo” è di dissimulare l’adesione al sistema capitalistico che in questi ultimi decenni ha caratterizzato un intera generazione di “pentiti”. L’antirazzismo ha sostituito l’anticapitalismo come la lotta contro tutte le discriminazioni ha sostituito la lotta di classe. Si denunciano tanto più le “discriminazioni” di origine ontologica (sessismo, razzismo, fanatismo religioso) in quanto ci si adatta benissimo alle disuguaglianze economiche e sociali molto concrete dovute allo sfruttamento del lavoro vivo da parte della logica del profitto. L’antirazzismo funziona da questo punto di vista come paravento di un’adesione al sistema

(di Alain De Benoist)

fonte -https://oltrelalinea.news/2017/01/09/il-pensiero-di-alain-de-benoist-sullantirazzismo-attuale/
 

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Negozi chiusi la domenica, arriva la nuova legge

Trovato l’accordo fra Lega e M5S.
La legge sulle chiusure domenicali è in via di definizione. Dopo mesi di fibrillazioni all’interno della maggioranza l-verde, Lega e Movimento 5 stelle sembrano aver trovato un accordo. In principio, il primo testo approdato in aula fu firmato dalla salviniana Barbara Saltamartini, ma il ddl non riscontrò le totali simpatie dei colleghi pentastellati.
Oggi, a distanza di mesi da quella bozza, un nuovo disegno di legge sembra essere stato partorito, pronto per entrare in commissione Attività Produttive (alla Camera) ed essere approvato dall’aula.
Le nuove regole stabiliscono l’obbligo di chiusura domenicale per le attività commerciali, durante la metà delle settimane di un anno. Su 52 weekend, sarà possibile alzare la saracinesca soltanto in 26 domeniche, mentre per le restanti 26 vigerà l’obbligo di chiusura. Maggiore flessibilità sarà concessa invece ai negozi del centro storico e ai “negozietti” di provincia. Ciò che è certo però è che il governo imporrà chiusure durante le festività di carattere laico e religioso.
Infine, un’altra novità rispetto alla bozza iniziale, stabilisce che le disposizioni vengano concordate o – all’occorrenza – rimodulate da ogni singola regione.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/negozi-chiusi-la-domenica-arriva-la-nuova-legge/

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