L'ira del web contro Benetton e Toscani: "Metterete una maglietta rossa per le vittime di Genova?"

Segnalazione di G.B.
La famiglia Benetton, che attraverso Atlantia controlla Autostrade per l’Italia, nel mirino dei social. Sotto attacco anche la campagne buoniste di Toscani
di Sergio Rame
Dal dolore alla rabbia. Il passaggio è immediato. Sui social network, e in particolar modo su Twitter, si sta sfogando in queste ore l’ira contro la famiglia Benetton.
Il linciaggio mediatico è, infatti, iniziato subito dopo le prime dichiarazioni dei ministri Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Danilo Toninelli contro la società Autostrade per l’Italia che, attraverso Atlantia, è appunto controllata dai Benetton“Adesso ti metterai una maglietta rossa per le vittime di Genova?”, scrive un utente sfidando Oliviero Toscani che lo scorso 7 luglio aveva manifestato contro le politiche del governo di chiusura dei porti ai barconi carichi di immigrati clandestini.
Svariate centinaia di tweet. Uno via l’altro. Tutti spuntati poche ore dopo il drammatico crollo del ponte Morandi sull’autostrada A10. I social network si stanno scatenando contro i Benetton postando, proprio mentre il computo delle vittime aumenta di ora in ora, diversi scatti che ritraggono una il gruppo familiare sorridente e al completo. In altri post è stato pubblicato un fotomontaggio in cui si vede Toscani che stringe nella sua mano una fotografia del ponte crollato. “Adesso ti metterai una maglietta rossa per le vittime di Genova?”, gli scrive un utente facendo riferimento alla manifestazione del 7 luglio scorso a sostegno degli immigrati clandestini che sbarcono sulle coste italiane. Continua a leggere

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Genova: Ponte Morandi

Ponte Morandi
L’INCHIESTA
di Roberto Pecchioli
Non volevamo crederci. Il crollo del Ponte Morandi, che noi genovesi, con una punta di provincialismo da colonizzati chiamavamo ponte di Brooklyn, è una tragedia sconvolgente, per il suo carico di vittime, dolore, distruzione e per le conseguenze terribili che si trascineranno per anni. Non è il tempo degli sciacalli, ma dei soccorsi, del cordoglio, dell’aiuto, della collaborazione. Tuttavia, non si può tacere, tenere a freno la collera per un’altra tragedia sinistramente italiana: un’opera di quell’importanza non può crollare dopo soli 50 anni. Per chi scrive c’è un che di personale, quasi di intimo nel dolore di queste ore. Bambini, partecipammo nel 1967 all’inaugurazione del ponte con tutte le scolaresche di Genova. Muniti di bandierina tricolore, appostati di fronte al palco, seguimmo la cerimonia, vedemmo con la meraviglia dell’età il presidente della repubblica Giuseppe Saragat attorniato da uomini in alta uniforme e dall’imponente figura del grande cardinale Siri, storico arcivescovo della città.
Abbiamo percorso migliaia di volte quel ponte lunghissimo, settanta metri sopra la vallata del torrente Polcevera piena di case popolari e capannoni industriali della ex Superba, ogni giorno per decenni lo abbiamo visto e sfiorato andando al lavoro. Non c’è più ed è colpa di qualcuno. Parlano di fulmini, di un intenso nubifragio e di cedimento strutturale. Aspettiamo a tranciare giudizi, ma nel mattino della vigilia di ferragosto pioveva e basta. Nessuna alluvione, dagli anni 70 ne ricordiamo almeno sei, devastanti, nella città di Genova. Non sappiamo quanti fulmini si siano abbattuti in mezzo secolo sul manufatto dell’ingegner Morandi (pochi sapevano che a lui fosse intitolata l’opera), né quanta pioggia abbia bagnato da allora le imponenti strutture. Non accettiamo, non riconosceremo mai come valida la sbrigativa giustificazione di queste ore. Sarà qualunquismo da Bar Sport, ma ci risulta che ponti romani siano in piedi da due millenni, e non crediamo nell’incapacità dei progettisti. Però, negli ultimi decenni i crolli sono stati tantissimi, come le tragedie dovute all’incuria, all’insipienza, alla corruzione diffusa. Continua a leggere

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Antifascismo ed ecomostri: chi era Riccardo Morandi, il progettista del ponte di Genova

Risultati immagini per riccardo morandidi Nicola Mattei
Genova, 15 ago – Cosa unisce il serpentone del Corviale a Roma, tentativo iniziato male e finito peggio di costruire in stile sovietico un “casermone” di edilizia residenziale pubblica al ponte sul Polcevera crollato ieri? Un nome, quello dell’ingegner Riccardo Morandi.
Nato a Roma nel 1902, comincia la sua attività negli anni ’30 sperimentando – fra i primi in Italia – l’utilizzo del cemento armato e del cemento armato precompresso. Agli albori della carriera progetta chiese e cinema, per poi specializzarsi sulla realizzazione di ponti.
Le competenze in materia di cemento armato gli valgono la chiamata nel squadra che progetterà e realizzerà il Corviale, dove Morandi affiancherà l’architetto Mario Fiorentino. Il risultato è drammatico: quasi un chilometro (e 11 piani in altezza) di vera e propria città dormitorio alle porte della capitale dove il boom edilizio di quegli anni crea ecomostri destinati a durare e a produrre effetti devastanti. L’ingegneria sociale applicata si risolverà in un fallimento, riuscendo a replicare in peggio tutte le storture importate dalla pianificazione totale e totalitaria che veniva sperimentata nello stesso periodo in Unione Sovietica.
Un aspetto di natura ideologica, quest’ultimo, che non può essere trascurato. Siamo nell’Italia del conflitto (anche armato), in cui restare inermi rispetto alla contrapposizione politica è pressoché impossibile. E Morandi la sua scelta l’aveva fatta: “I suoi familiari – scrive Repubblica nell’occasione della morte, er il 25 dicembre del 1989 – lo ricordano come un uomo che ha tenuto sempre a difendere la sua indipendenza da tutti i poteri, a cominciare da quello fascista di cui fu un oppositore”.
Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/antifascismo-ecomostri-chi-era-riccardo-morandi-91330/ Continua a leggere

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I VERI MOTIVI DELLA TRAGEDIA. Lo sporco sistema dei ribassi

Dalle notizie pervenute, i nostri militanti e simpatizzanti genovesi sono illesi. Ci uniamo al cordoglio dei familiari delle vittime e dedichiamo una prece in suffragio di tutte loro.

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Genova. Lo sporco sistema dei ribassi. Ecco perché è crollato il ponte Morandi. Insider

Vi fareste operare da un chirurgo bravo o da chi fa il 70% di sconto e poi il lavoro lo fa il suo assistente neolaureato? Perché è crollato il ponte. Insider

Genova. Sistema dei ribassi. Ecco perché è crollato il ponte Morandi. Insider

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La MaxiBufala del razzismo in Italia: ecco i veri dati

di Gianni Candotto
In questi giorni, complice una massiccia campagna di stampa e una massiccia campagna politica delle sinistre è passata l’idea che in Italia ci sia un’emergenza razzismo e che il razzismo in Italia sia in aumento. Ma è così oppure è solo propaganda? Per capire questo occorre analizzare i dati dei reati contro gli stranieri in Italia, dei reati a sfondo razziale e fare un paragone con gli anni precedenti e con l’estero.
Il primo dato è vedere se ci sia stato un aumento di reati nei confronti degli stranieri nel complesso (violenze, ingiurie, danneggiamenti, vandalismi e altri delitti). Tenuto conto che gli stranieri sono aumentati sarebbe logico attendersi un costante aumento dei reati contro gli stranieri, ma i dati dicono tutt’altro. Se 2016 c’erano 202.000 stranieri vittime di reati, nel 2017 192.000 e nei primi sei mesi completi del 2018 85.000 (che moltiplicato per due fa 170.000. Anche paragonando i primi sei mesi del 2017 con i primi sei mesi del 2018 passiamo da 90.000 a 85.000). Continua a leggere

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Saviano condannato (di nuovo) per Gomorra

Saviano condannato (di nuovo) per Gomorra: dovrà risarcire un imprenditore diffamatoDovrà risarcire un imprenditore diffamato
RECIDIVO
Lo scrittore e la Mondadori non hanno rettificato un passaggio su cui si era già espresso il giudice
Roberto Saviano e la Mondadori Libri sono stati condannati a versare in solido 15mila euro a un imprenditore, già risarcito con 30mila euro quattro anni fa per via di una sentenza diventata definitiva. Questo perché lo scrittore non ha rettificato il passaggio del libro “Gomorra” in cui Vincenzo Boccolato, incensurato e residente all’estero, viene descritto come esponente di un clan di camorra. Lo hanno reso noto gli avvocati Alessandro Santoro, Sandra Salvigni e Daniela Mirabile, legali di Boccolato, i quali spiegano che il provvedimento, depositato tre giorni fa, è stato firmato dal giudice della prima sezione civile di Milano Angelo Claudio Ricciardi.
In sintesi Saviano e la casa editrice hanno ritenuto di continuare a ristampare la stessa edizione senza depurarla delle espressioni diffamatorie sanzionate nella prima condanna. Circostanza che il giudice ha valutato come “nuovo illecito diffamatorio”.
https://www.iltempo.it/cronache/2018/08/11/news/roberto-saviano-condannato-diffamazione-gomorra-condanna-vincenzo-boccolato-imprenditore-clan-camorra-1081722/ Continua a leggere

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Il crollo turco è un argomento contro il globalismo

Perché non siamo la Turchia. E il crollo turco è un argomento contro il globalismo.

Perché non siamo la Turchia. E il crollo turco è un argomento contro il globalismo.

Sapete qual è il debito pubblico della Turchia? Il 30% sul PIL. Un paese modello secondo la dogmatica dell’ordoliberismo. E il deficit pubblico? 1.5% sul PIL. Per i dogmatici del “Restiamo nell’euro perché noi abbiamo un debito pubblico del 130%”,  il bassissimo debito pubblico turco sarebbe stato una “garanzia contro la speculazione”, e  “l’attacco dei mercati”: Invece la Turchia è stata …
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TGVerona.it – Saluto fascista Bacciga, due esposti in Procura

Mentre il Consigliere Avv. Andrea Bacciga, preoccupatissimo, chiede già bevande di qualità, no arance e no perditempo per il futuro “gabbio”, dal suo sdraio in mezzo alla spiaggia… (n.d.r.)
14/08/2018 09:24

Sono stati presentati due esposti alla procura di Verona contro il consigliere di maggioranza Andrea Bacciga che lo scorso 26 luglio in aula si è rivolto ad alcune componenti del movimento Non una di Meno alzando il braccio destro teso dando vita ad una manifestazione fascista. Il gesto, ripetuto nell’aula, è stato visto da diverse persone: consiglieri comunali di opposizione e di maggioranza, esponenti della cittadinanza e naturalmente dalle esponenti del movimento Non una di meno, presenti in aula quel giorno perché era prevista la discussione di due mozioni proposte da due consiglieri della Lega Nord volte a dare ampio spazio alle associazioni cattoliche per contrastare l’aborto libero e gratuito e per sistematizzare il programma di “sepoltura dei bambini mai nati”, anche senza il consenso della donna coinvolta e a carico della sanità pubblica.

Alcune attiviste di Non Una di Meno, movimento che a livello nazionale aveva deciso di opporsi all’approvazione delle due mozioni attraverso un’azione di pressione sui social network, avevano quel giorno deciso di mettere scena, così come già avvenuto in molte altre città e paesi del mondo, una protesta pacifica, il cui messaggio era trasmesso dall’abbigliamento. Indossavano cioè vestiti simili a quelli della serie tv The Handmaid’s Tale, cioè tuniche e mantelli rossi e copricapo bianchi. Nel libro e nella serie, le donne vestite in questo modo vivono come schiave sessuali e incubatrici viventi.

In seguito ai fatti accaduti nel corso della seduta del 26 luglio 2018 il consigliere Bacciga ha rivendicato il suo gesto in un tweet nel quale (a seguito del clamore derivato dal suo gesto e dalla denuncia pubblica di Non Una di Meno che ne ha chiesto le immediate dimissioni e che ha anticipato che avrebbe agito per vie legali) citava Benito Mussolini: “Se mi assolvete mi fate un piacere se mi condannate mi fate un onore”.

Sulla sua pagina Facebook il consigliere Bacciga ha anche pubblicato i numeri di telefono cellulare di due donne appartenenti al movimento Non Una di Meno, numeri tuttora visibili così come i commenti sessisti e denigratori nei loro confronti.

Nei due esposti presentati in procura dall’avvocata Federica Panizzo si ritiene che la condotta del Consigliere Comunale Andrea Bacciga integri il reato di cui all’art. 5 della legge n. 645 del 1952 (la cosiddetta legge Scelba). Bacciga, ostentando il saluto romano, ha messo in atto una manifestazione del disciolto partito fascista, comportamento che risulta ancora più grave visto che si è svolto all’interno dell’aula del Consiglio Comunale e che è stato fatto da una persona che è stata democraticamente eletta secondo le norme della Repubblica dello Stato Italiano e della sua Costituzione.

Il primo esposto è stato presentato da Non Una di Meno, il secondo sarà presentato tra qualche giorno da decine di cittadini e cittadine, alcuni e alcune delle quali appartenenti ad associazioni che hanno saputo, dai media, quanto accaduto nella seduta del Consiglio Comunale del 26 luglio.

Tra le associazioni ci sono, per ora: Circolo PinK, pianeta Milk Verona – LGBT Pianeta Center A.P.S., l’associazione sindacale Orma, il Circolo della Rosa, l’ANED (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Isolina e

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Matteo Castagna: "Cattolici tra Europeismo e Populismo" – La sfida al nichilismo

di Lucia Rezzonico
Ieri, il nostro Responsabile Matteo Castagna ha presentato in anteprima il suo libro “CATTOLICI TRA EUROPEISMO E POPULISMO – La sfida al nichilismo” (Edizioni SOLFANELLI pag. 243) presso l’emittente nazionale, visibile anche all’estero sul satellite, Canale Italia, ospite della trasmissione “Notizie Oggi” del conduttore Gianluca Versace.
Assieme a lui un noto quarantennale comunista patavino, l’opinionista Aldo Bianchini, il giornalista e scrittore conciliarissimo Luciano Lincetto ed il cantante beat d’area di una sorta di “sinistra hippy” Gigi Barrichello.

Gli ospiti della puntata di ieri mattina: Castagna, Bianchini, Barrichello, Lincetto

Non si può certo dire che Castagna giocasse “in casa”, tutt’altro. Ma è lui stesso a spiegarci il perché della scelta di uscire con la prima presentazione in questo contesto: “Oggi la televisione è ancora, in Italia, il mezzo di comunicazione più utilizzato, come dimostrano i dati degli esperti e l’audience, molto alto, ottenuto dalla puntata, cui è susseguita una valanga di ordini del libro. Specifico che si possono fare due tipi di presentazioni o di conferenze: dove si parla “in house”, e certamente è un metodo utile. Ma se il fine è quello di raggiungere chi non la pensa come te, il mezzo è quello del contraddittorio. Stavolta mi è stato proposto questo ed ho accettato volentieri. Ne ho un’altra, simile, in ballo, a Verona e altre tre, a settembre. A partire dal mese di ottobre sono disponibile per ulteriori presentazioni, sempre scrivendo a christusrex@libero.it“.  Continua a leggere

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"Sono stati i russofili". Per Macron come per Mattarella

"SONO STATI I RUSSOFILI". PER MACRON COME PER MATTARELLA...

“SONO STATI I RUSSOFILI”. PER MACRON COME PER MATTARELLA…

Anche in Francia  – in relazione all’affare Benalla che ha travolto Macron –  sono partite le accuse che,  in Italia, sono state vibrate dal Colle su “russofili” e “ultrasovranisti”  che  hanno minacciato la “libertà”  di Mattarella.   Con gli stessi metodi, le stesse insinuazioni e le medesime goffaggini e pressapochismi, conditi però  di minacce (tipo “il dossier gonfio da pagine” che …
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