Sul ponte il silenzio dei vip di sinistra

Anzaldi, vigilanza Rai: "Fabio Fazio? Costa troppo e non funziona"VERGOGNA ITALIA
di Gaetano Mineo
Da Vauro alla Mannoia fino a Saviano, l’intellighenzia democratica è in ferie. Sulla tragedia del viadotto solo commenti di circostanza. Oppure bocche cucite
La cosiddetta sinistra intellettuale sembra essere in vacanza. Nella grande comunicazione, protagonista di questa tragedia genovese, poche tracce di chi è sempre in prima linea a dire la sua per essere della partita. E a tutti i costi. Poche tracce per quei sciacalli della politica (e non), pronti a cavalcare l’onda, a volte del dramma, per racimolare qualche consenso o punto di share. Forse, la risposta sta tutta in questi fischi che hanno accompagnato l’ingresso nei Padiglioni della Fiera di Genova di alcuni esponenti politici che in questi ultimi anni – a loro dire – hanno incarnato la sinistra, per l’appunto.  Continua a leggere

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L'Europa fra Soros e Bannon

di Rosanna Spadini
L'Europa fra Soros e Bannon
Fonte: Comedonchisciotte
Scrive Eric Zuesse, su strategic-culture.org, che due schieramenti politici, uno guidato da George Soros, e l’altro creato dal nuovo arrivato Steve Bannon, sono entrati in competizione per il controllo politico dell’Europa. Soros ha guidato a lungo i grandi capitalisti liberals americani per il controllo dell’Europa, e Bannon sta ora organizzando una squadra di miliardari conservatori per strappare la vittoria ai liberals. Quindi le due fazioni di ‘filantropi’ ora combatteranno per il controllo del consenso politico e delle istituzioni europee. Faranno però fatica a mantenere l’Europa come alleata nella guerra contro la Russia, ma ogni squadra lo farà da prospettive ideologiche diverse. Proprio come esiste una polarizzazione politica liberal-conservatrice tra capitalisti all’interno di una nazione, c’è anche un’altra polarizzazione tra capitalisti riguardo alle politiche estere della loro nazione. Nessuno di loro è progressista o populista di sinistra. L’unico ‘populismo’ che attualmente ogni capitalista promuove è quello della squadra di Bannon. Comunque entrambe le squadre si demonizzano a vicenda per il controllo del Governo degli Stati Uniti, e a livello internazionale per il controllo del mondo intero, opponendo due diverse visioni del mondo: liberale e conservatrice, o meglio globalista e nazionalista. Entrambi poi dicono di sostenere la ‘democrazia, ma invece promuovono la diffusione della “democrazia” attraverso l’invasione e l’occupazione di Paesi “nemici”. […] Continua a leggere

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La doppia morale di Asia Argento e compagnia

di Perucchietti Enrica
La doppia morale di Asia Argento e compagnia
Fonte: Perucchietti Enrica

Da vittima a predatrice: ovvero la doppia morale di certi personaggi che si ergono a paladini dei diritti, che si fanno bandiera di campagne di linciaggio mediatiche, che fanno i finti buonisti, che hanno (però) ingombranti scheletri negli armadi… e che fungono da armi di distrazione di massa.
Asia Argento, tra le prime donne nel mondo del cinema a denunciare la violenza sessuale subita dal produttore Harvey Weinstein e paladina del movimento #MeToo… si sarebbe accordata per risarcire con 380 mila dollari Jimmy Bennett, giovane attore e musicista. La notizia è stata data dal «New York Times», che ha ricevuto in forma anonima i documenti legali che testimoniano l’accordo raggiunto lo scorso aprile (https://www.nytimes.com/…/asia-argento-assault-jimmy-bennet…)
Bennett accusa la Argento di violenza sessuale. I fatti sono relativi al 2013. All’epoca il ragazzo aveva da poco compiuto 17 anni, e la violenza sarebbe avvenuta in una camera d’albergo in California dopo che lei lo avrebbe fatto bere. Alla fine gli chiese di scattare una serie di foto di loro due insieme. I due interessati si sono rifiutati di rilasciare commenti. Il «New York Times» ha comunque trovato tre persone a conoscenza dei fatti che hanno confermato l’autenticità dei documenti ricevuti dal giornale… Ovviamente non sapremo mai che cosa sia realmente successo in quella camera d’albergo, come non sapremo mai con esattezza cosa sia successo negli altri casi di abuso, quali siano state effettivamente violenze e su chi e quali le “cessioni” di sesso in cambio di ruoli in film importanti (alcuni sms d’amore di una accusatrice Weinstein che stanno emergendo dal processo gettano una luce diversa sul caso, http://www.tgcom24.mediaset.it/…/weinstein-colpo-di-scena-a…).
Rimane comunque deprecabile e disgustoso che qualcuno possa abusare del proprio ruolo di potere.
Chiariamo: un abuso è un abuso che avvenga su una donna, un uomo o su un ragazzino. Il problema è che a certi livelli il marcio colpisce uomini e donne in modo indistinto, il potere ti offusca, ti corrompe, il male ti sfiora e ti contamina come un morbo facendoti perdere qualunque bussola morale e probabilmente ti sconnette dalla realtà. Un altro problema è che questi hano in mano le chiavi della “fabbrica dei sogni” e che manipolano l’immaginario di milioni di persone. Permettetemi un “volo pindarico”.
Ho l’impressione che lo scandalo Weinstein, Spacey, Hoffman sia servito per silenziare una bomba che stava per scoppiare: l’esistenza di una rete di pedofili seriali ad Hollywood (ne parlavamo già con Gianluca Marletta in UNISEX). Sono stati offerti dettagli morbosi delle violenze di produttori e attori per distrarre l’opinione pubblica da uno scandalo ben peggiore che avrebbe potuto travolgere e distruggere definitivamente Hollywood: e lì non sarebbe bastato un colpo di spugna per cancellare la violenza. Perché lì le vittime erano una sorta di agnello sacrificiale dato in pasto al Moloch di turno in cambio di denaro e successo: bambini. Questo credo sia il peggior crimine che si possa immaginare, la violenza su un bambino.
Numerosi fatti di cronaca − come l’accusa di stupro dell’ex attore-bambino Michael Egan al regista Bryan Singer − hanno spinto la regista Amy Berg, già premio Oscar nel 2006 al miglior documentario, Deliver Us from Evil, a realizzare un documentario An Open Secret, che analizza alcuni casi di abusi sessuali su minori all’interno dell’industria cinematografica hollywoodiana. Dai pettegolezzi, si è passati alle testimonianze con i nomi degli accusati, ricostruendo un vero e proprio “cerchio magico” composto da un’élite blindata e deviata (http://www.ilgiornale.it/…/ecco-i-pedofili-hollywood-i-pote…).
An Open Secret mostra come potenti e intoccabili personalità di Hollywood convincano bambini e le loro famiglie a fidarsi di loro. Si assiste cioè a un primo richiamo suadente delle sirene hollywoodiane (i provini, le feste, i primi film) che ti promettono una carriera sfavillante, poi le spire del serpente si stringono sempre di più attorno alla preda, strappando i bambini alla loro infanzia e consegnandoli nelle mani di ricchi pervertiti.
Molti hanno ovviamente gridato allo scandalo facendo quadrato attorno ai presunti pedofili e impedendo la distribuzione del film: è però lunga la lista di attrici e attori che hanno raccontato di aver subito (persino da bambini o adolescenti) molestie sul set o ancora prima durante i provini.
Elijah Wood ha per esempio denunciato che a Hollywood “La pedofilia è un problema diffuso”. L’attore, che ha cominciato a recitare da bambino, ha spiegato che la madre lo ha protetto da questo ambiente malsano e non lo ha mai portato alle feste del mondo dello spettacolo. (https://movieplayer.it/…/elijah-wood-a-hollywood-le-baby-s…/).
Molti altri attori bambini non sono stati però così fortunati.
Corey Feldman, star dei Goonies e di Stand by Me, ha affermato di essere stato molestato nel 1980 e ha portato la testimonianza di altri bambini/attori vittime di abusi. Da anni denuncia pubblicamente l’esistenza della pedofilia ad Hollywood.
Nel marzo 2018, pochi giorni dopo aver annunciato di aver intenzione di rivelare tutto quello che sa in un film documentario, Feldman è stato aggredito e pugnalato (http://www.tgcom24.mediaset.it/…/corey-feldman-assalito-e-a…).
Ecco, temo che questo sia il segreto sotto gli occhi di tutti che non verrà mai alla luce e che non si garantirà lo spazio sui media di massa e nelle aule di tribunale che meriterebbe.

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RIMINI: CL, OPERE E AFFARI

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Alcuni anni fa presentammo, a Verona, con l’autore Ferruccio Pinotti, il libro a lato. Fu presso la libreria Minerva, che ora non c’è più. Ma l’argomento fu molto sentito. Parlarono ex ciellini e ci fu una gran partecipazione. Oggi, i temi del saggio si ripropongono, più attuali che mai…
L’OPINIONE
di Roberto Pecchioli
A fine agosto è il tempo dell’incontro annuale di Comunione e Liberazione. Lo chiamano meeting, e già questo non ci piace, convinti che una delle ragioni della decadenza nazionale sia la colonizzazione culturale cui si è assoggettata. Chi scrive è ancora credente per due ragioni: la grazia immeritata della fede, dono gratuito dell’Altissimo e la lontananza da ogni movimento e associazione religiosa. Cresciuto nel culto di Don Bosco, i cui salesiani dettero un’educazione e un mestiere al proprio padre, l’estensore di queste note conobbe CL verso i vent’anni, all’università, senza aver mai neppure udito il nome di Don Giussani. Militante di destra con tutte le difficoltà e i drammi dell’epoca, era naturale la simpatia per quelle ragazze (erano in maggioranza donne) che sfidavano l’egemonia – e la violenza – delle legioni rosse. Leggemmo poi i libri di Don Gius e quello che ci piacque fu soprattutto il fatto di considerare l’incarnazione come un “evento”, Dio che irrompe nella storia, ne cambia il corso, restituisce all’uomo il suo destino eterno. Gesù, nel messaggio di Giussani, era vero Dio pur rimanendo uomo, con i limiti, le sofferenze, perfino le arrabbiature dei mortali.
Tanta strada è passata sotto i ponti, adesso non riusciamo più a simpatizzare per i ciellini. Grande il fondatore, splendida la loro creatura editoriale, Il Sabato, che dette voce per anni a chi voce non aveva, nel coro assordante. Nel tempo, ci pare che siano accadute due pessime cose; ne parliamo sussurrando, non conosciamo a sufficienza la realtà, soprattutto ci è sconosciuto l’interno della creatura del prete di Desio. Da un lato, la burocratizzazione, il potere, la persistenza degli aggregati, la struttura che si rafforza, diventa armatura e si fa fine a se stessa. Un fenomeno comune, ma assai grave laddove l’ispirazione è quella di agire a gloria di Dio. La Compagnia delle Opere, le aziende, le cooperative, l’entrata a vele spiegate nella sanità e in mille altri affari, cioè nel profitto, qualche scivolone pesante di uomini di vertice come Formigoni. Continua a leggere

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Perché su Genova l'ipotesi del complotto non m'appassiona

PERCHE' SU GENOVA L'IPOTESI DEL COMPLOTTO NON M'APPASSIONA (L' avete sotto gli occhi) )

PERCHE’ SU GENOVA L’IPOTESI DEL COMPLOTTO NON M’APPASSIONA (L’ avete sotto gli occhi) )

“Consob  ammonisce il governo: pericoloso turbare i mercati”. Ecco un titolo del giorno  dopo  il disastro di Genova.   La  minaccia  di Consob: Salvini e Di Maio, facendo la voce grossa contro Atlantia e i Benetton, avevano fatto perdere “miliardi” al titolo.  Dunque  secondo questa logica,   non il crollo  del ponte ha fatto cadere le azioni dei Benetton,  ma le incaute …
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Lo strano gioco della Guardia costiera

Ora per colpa di Salvini il giocattolo si è rotto, ma loro, evidentemente, non hanno alcuna intenzione di rassegnarsi
di Gian Micalessin
«Una volta è un caso, due volte una coincidenza, tre volte è un’azione del nemico». Matteo Salvini e il ministro delle infrastrutture Matteo Toninelli farebbero bene a rileggersi Ian Fleming.
Le azioni della nave Diciotti, il pattugliatore della Guardia Costiera, per la terza volta al centro di uno scontro con il Governo in meno di due mesi e mezzo, sembrano infatti più delle mosse studiate che non delle semplici coincidenze. La cronaca della sorda diatriba tra la Guardia Costiera, da una parte, e il Ministero delle Infrastrutture, da cui in teoria dipende, e il Viminale dall’altra inizia verso il 10 di giugno. Mentre Salvini raccomanda la fine delle operazioni di soccorso davanti alla Libia e la nave Aquarius di Sos Mediterranee viene tenuta alla larga dai porti italiani, il pattugliatore Diciotti compie ben sette interventi in prossimità delle coste di Tripoli caricando 937 migranti. Migranti che Salvini e Toninelli si vedono costretti obtorto collo a far sbarcare a Catania. Ma le incursioni della Diciotti non finiscono lì.
Il 9 luglio il pattugliatore accosta il rimorchiatore Vos Thalassa e carica 67 migranti che stando ad una versione mai chiarita – minacciavano il personale di bordo colpevole di volerli sbarcare in Libia anziché in Italia. La versione convince poco Matteo Salvini che fa capire di considerarla un pretesto per giustificare l’intervento dell’unità della Guardia Costiera. Ma la mossa fatale capace di portare allo scoperto lo scontro con la Guardia Costiera arriva mercoledì. Quel giorno il pattugliatore Diciotti interviene in soccorso di un barcone con 177 migranti proprio mentre il governo preme su Malta perché lo accolga in un suo porto. Un intervento assolutamente immotivato visto che il barcone non è in pericolo immediato e viene effettuato, come nota Matteo Salvini, all’insaputa del Viminale. «I maltesi ieri avevano assunto la responsabilità di un intervento in aiuto di un barcone con 170 immigrati a bordo spiega il Ministro degli Interni – e una nave della Capitaneria di Porto italiana, senza che al Viminale ne fossimo informati, ha imbarcato gli immigrati mentre ancora si trovavano in acque maltesi, per dirigersi verso l’Italia». Continua a leggere

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Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti spiazza il Meeting di Cl

“Populisti siete voi”: il sottosegretario Giorgetti spiazza il MeetingSegnalazione di F.F.
Cl non ha invitato Salvini ma il suo braccio destro si è preso la scena costringendo Vittadini a una lunga replica

Il titolo della kermesse “è sbagliato”, ha esordito Giancarlo Giorgetti. “Oggi il vero nemico della democrazia e della politica è l’ideologia globalista”. Nei confronti del governo “avete un atteggiamento perplesso”. Stoccate a Berlusconi e al Pd. “La Lega è premiata perché ha un capo che è riuscito a creare un collegamento diretto col popolo”.

Non è stato invitato Matteo Salvini al Meeting. Il leader della Lega e ministro dell’Interno non piace alla Cdo a guida Vittadini e le sue battaglie suonano stonate alle orecchie dei vertici della kermesse di Cielle, non certo benevola verso il governo gialloverde. Il pezzo da novanta della Lega invitato oggi nei saloni della fiera è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il cui intervento era stato posto nel “recinto” dell’intergruppo per la sussidiarietà. Ma Giorgetti, pur con toni pacati, dal recinto è subito uscito e le ha cantate e suonate anche a Vittadini. Esternando tutta la forza d’urto del “Salvini pensiero”.
“Partirei dal titolo del Meeting”, ha esordito. “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Sorrisino furbetto. “Voglio fare una provocazione. Secondo me il titolo è sbagliato“. Qualche secondo di silenzio. “C’è una citazione di Dostoevskij che a me piace tantissimo: se fai scegliere al popolo tra libertà e felicità, il popolo sceglierà sempre la felicità. Se mi permettete, il titolo dovrebbe essere ‘le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo libero e felice‘. Altrimenti a chi mi accusa di populismo (ha proseguito rivolgendosi con lo sguardo verso Vittadini) io dico attenzione, perché se vogliamo fare il popolo felice la via più rapida è quella del populismo“. Continua a leggere

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Ultimi sondaggi politici elettorali. L’elettorato di centrodestra crede in Salvini

Cosa dicono le rilevazioni dei principali istituti di sondaggi

Ultimi sondaggi elettorali | Elezioni 2018 | Tutti gli aggiornamenti, sondaggio dopo sondaggio | Ultimo aggiornamento: 15 agosto sondaggi elettorali oggi

Sono passati cinque mesi dalle elezioni del 4 marzo 2018 (qui tutte le ultime notizie), chi voterebbero oggi gli italiani?

15 agosto – Sondaggio Nasi: l’elettorato di centrodestra crede in Salvini

Secondo un sondaggio condotto dall’istituto Ferrari Nasi pubblicato su Libero il 67 per cento degli elettori di centrodestra crede che Matteo Salvini, nonostante la coalizione di governo con il M5s, stia tutelando gli interessi della coalizione di centrodestra.
L’83 per cento crede che Salvini stia raggiungendo buoni risultati per gli interessi della coalizione. Solo il 12 per cento degli elettori di centrodestra non è soddisfatto.
Il 53 per cento dell’elettorato della Lega vorrebbe formare un governo con le sole forze di centro destra, vale a dire Forza Italia e Fratelli d’Italia.
La rilevazione è stata condotta dall’istituto Ferrari Nasi Consulenze/ AnalisiPolitica per Editoriale LIbero srl Continua a leggere

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Rinuncia all'aborto e salva se stessa e la bimba

Segnalazione di Andrea Giovanazzi
La storia di Ana Beatriz Frecceiro Schmidt ricorda per molti versi quella di Chiara Corbella
di Nico Spuntoni

Ana Beatriz con la piccola Louise

Ana Beatriz con la piccola Louise
Dal Brasile arriva una storia che ricorda a larghi tratti quella di Chiara Corbella,la ragazza romana che rinunciò a curare il suo tumore alla lingua per proteggere il figlio che portava in grembo dagli effetti invasivi della radio e della chemioterapia. Anche Ana Beatriz Frecceiro Schmidt, impiegata di banca 32enne, ha scelto la vita nonostante i consigli dei medici che la esortavano ad abortire. Il 19 giugno del 2017 la ragazza, mentre allattava il suo primo figlio di 9 mesi, si accorse di avere un nodulo al seno. Gli esami radiografici le confermarono il cattivo presagio: si trattava, infatti, di un cancro. Una scoperta resa ancora più amara dal fatto che Ana Beatriz aveva appena saputo di essere incinta del suo terzogenito.

La vita prima di tutto

Dopo la diagnosi, i medici le hanno consigliato di interrompere la gravidanza, ma Ana Beatriz è stata inamovibile: “Ho deciso di andare avanti con la gravidanza, perché sono contro l’aborto, credo nella vita, credo nell’amore”. La forza d’animo che la contraddistingue e la speranza che ha trovato nella fede hanno spinto la ragazza a rassicurare, lei stessa, tutti i familiari e gli amici, a convincerli che era stata la decisione migliore da prendere. La giovane madre ha spiegato così la sua scelta: “Non sacrificherei mai la vita di mia figlia per salvare la mia. Penso che tutte le vite abbiano lo stesso valore e non ucciderei mai mia figlia per salvarmi. Non potrei conviverci”.

La lotta contro il cancro

Esattamente un anno fa, Ana Beatriz ha subito una mastectomia totale che ha previsto l’asportazione del suo seno sinistro. L’intervento ha consentito però di estirpare anche il tumore. “Ho ucciso chi aveva cercato di uccidermi”, ha detto la ragazza ricordando sul suo profilo social quel giorno. Una giornata di festa, vissuta col sorriso al risveglio dall’anestesia. Preoccupandosi prima di tutto della salute della figlia che stava aspettando, Ana Beatriz ha optato per il trattamento più rischioso, ma alla fine ce l’ha fatta. Il suo coraggio è riuscito a prevalere sul cancro. “Ho detto a tutti – racconta la giovane madre – o vivremo insieme, o saremo morti insieme, ma non mi sarei separata da lei, sacrificandola, uccidendola per salvarmi. Così ho combattuto per entrambe ed entrambe siamo sopravvissute“.

Il dono della gravidanza

L’operazione è stata particolarmente dura per il fisico di Ana Betriz non potendo assumere farmaci antidolorifici ed antinfiammatori per non compromettere la vita della piccola che custodiva in pancia. Ana Beatriz ha raccontato come considerasse la sua gravidanza un dono di Dio anche in quei momenti difficili. Infatti, trattandosi di un tumore di tipo ormonale, lo stato interessante in cui si trovava lo ha fatto sviluppare più velocemente ed ha consentito, quindi, di individuarlo in tempo. “Se non fossi stata incinta – ha spiegato la ragazza brasiliana – avrei rischiato di scoprirlo mentre già si stava metastatizzando”.

Il ruolo della fede

Nella decisione di Ana Beatriz ha senz’altro influito moltissimo la sua fede: “Sono cristiana – ha confessato la ragazza –  e sono sicura che è stata la mia fede in Dio che mi ha tenuto in piedi. Non ho mai perso la fede, non mi sono mai disperata e non ho mai pensata che io e la mia piccola saremmo morte”. Affidarsi completamente al Signore e mettere la vita prima di ogni altra cosa; in questo modo la 32enne è riuscita a non perdere mai la speranza durante la difficile esperienza che si è trovata ad affrontare: “Ho una fede molto forte in Dio e nella vita. So che Dio ha uno scopo nella mia vita e in quello di mia figlia, so che è stato un dono di Dio per me. Durante tutto questo tempo, questo periodo difficile vissuto, sapevo che Dio era con me, sostenendomi, sostenendoci“.

La prima femminuccia

Gli sforzi di Ana Beatriz sono stati premiati e alle 3 e 40 del 24 gennaio 2018 è nata Louise, la prima figlia femmina dopo due maschi. La piccola, 3790 grammi d’amore, è stata accolta dalla gioia di una mamma esemplare che ha voluto ringraziare immediatamente il Signore per la grazie ricevuta. “Dio è davvero perfetto e meraviglioso” ha scritto su Facebook subito dopo il parto, pubblicando la prima foto con in braccio quella che definisce “la sua piccola guerriera” accanto al marito Jonathan. Oggi Louise ha 6 mesi e gode di ottima salute, gioca felice con i fratelli, il padre e quella madre che tanto l’ha voluta ed ha lottato duramente per darle la luce. Ana Beatriz oggi si ritrae sui social dal parrucchiere promettendo che sarà l’ultima volta in cui rade i capelli, sperando di poter rivedere presto la sua folta chioma bionda scomparsa ormai un anno fa. “Ho avuto il cancro – ha efficacemente sentenziato la ragazza brasiliana in un’intervista ad Aci Digital – ma lui non ha mai avuto me“. Mentre lei, ora, ha Louise ed una famiglia felice.

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L'ultimo incursore

L'ULTIMO INCURSORE.

L’ULTIMO INCURSORE.

Addio all’incursore Emilio Bianchi, 103 anni, ultimo superstite dell’impresa di Alessandria https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/addio_incursore_emilio_bianchi_103_anni_superstite_impresa_alessandria_durand_de_la_penne-1196188.html Winston Churchill, come ha ricordato di recente il Times in uno dei suoi commoventi obit, fu talmente impressionato da quell’impresa del nemico italiano nel porto di Alessandria che ordinò ai vertici della Marina di sua Maestà di adottare al più presto tecniche e strategie degli avversari tra i …
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