Chicco, dove c’è un cretino (che vede “fasci” ovunque)

di Alessio Mannino
Chicco, dove c’è un cretino (che vede “fasci” ovunque)Dare del “fascista” allo spot pro-figli dell’azienda di prodotti per l’infanzia dimostra che si è perso il senso del limite. E dell’essere genitori
A riprova di quanto la pubblicità sia il vero Intellettuale Collettivo della società dei consumi, lo spot televisivo della Chicco che invita a farlo approfittando dell’assenza degli azzurri ai Mondiali, tornando a figliare di gusto in un’Italia che procrea poco, ha scatenato l’indignazione sul web perennemente mestruato, manco fosse un messaggio istituzionale promosso dal nuovo governo populista e sovranista. “All’armi, son fascisti”: pure i copywriter dell’azienda di carrozzine e articoli per neonati? Sì, secondo chi ha sbroccato sui social network, che poi sono i fascio-onnivedenti, quelli che vede la gente fascia ovunque – la prossima volta, che ne sappiamo noi, potrebbe capitare alla Nutella (troppo scura, quasi nera), o alle associazioni di categoria agricole che invitano a comprare italiano (autarchia, autarchia!) o a chi dovesse mai rievocare in termini non diffamatori opere come la bonifica dell’Agro Pontino (ah no, l’ha già fatto Antonio Pennacchi, comunista duro e puro, col suo – bellissimo – “Canale Mussolini”). Continua a leggere

Condividi

Immigrazione: quanti falsi miti da sfatare!

Risultati immagini per stop immigrazionedi Tatiana Santi

“Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, “pagano le pensioni agli italiani”, “solo loro fanno figli in un Paese morente”. Il presidente dell’Inps Boeri vede proprio nell’arrivo di nuovi immigrati la soluzione a tutti i problemi italiani. Gli immigrati sono davvero così indispensabili?
Mentre i giovani italiani scappano all’estero in cerca di un lavoro e mentre le famiglie rinunciano a fare figli per mancanza di sicurezze, secondo il presidente dell’Inps Tito Boeri l’Italia ha bisogno di immigrati. Sarebbe curioso capire se Boeri si riferisce ad altri immigrati ancora che finirebbero a lavorare sui campi senza contratto, quindi sottopagati e senza alcun diritto. Il cosiddetto lavoro che gli italiani non farebbero più.
Per quanto riguarda il calo demografico, fenomeno preoccupante per il Paese, i dati Istat hanno mostrato come a fare meno figli siano tutti, italiani e immigrati. A mancare sono le sicurezze e il lavoro per poter mantenere una famiglia con i bimbi. Al di là della propaganda e delle dichiarazioni politiche del presidente dell’Inps, quali sono i miti legati all’immigrazione ancora da sfatare? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Laura Tecce, giornalista e sociologa.
Laura Tecce, qual è il suo punto di vista sulla dichiarazione di Boeri in merito alla necessità di una maggiore immigrazione per pagare le pensioni ai contribuenti?

Questo è lo slogan di tutti gli immigrazionisti, di chi è pro immigrazione e pro sostituzione della popolazione italiana, perché di questo si tratta. Boeri, che è il presidente dell’Inps, messo a capo dell’ente previdenziale da Renzi nel 2015, ha fatto dichiarazioni assolutamente opinabili. Ha affermato che l’invecchiamento della popolazione, il declino demografico e la fuga dei giovani all’estero possono essere compensati solo dagli immigrati.

Continua a leggere

Condividi

Aiutarli a casa loro?

Risultati immagini per stop immigrazioneSegnalazione del Blog di Maurizio Blondet
di Ilaria Bifarini
Dove sono finiti i miliardi di dollari degli aiuti all’Africa?
Ingenti prestiti da parte delle organizzazioni finanziari internazionali, consistenti sgravi del debito statale, fondi raccolti da iniziative private, che hanno mobilitato tutti, dai singoli cittadini occidentali attraverso forme organizzate di beneficenza alle star dello spettacolo, che si sono spese per i diritti dei più deboli attraverso concerti ed esibizioni.
Fiumi di miliardi di dollari che non sembrano aver intaccato per nulla il problema del sottosviluppo e della povertà endemica del Terzo Mondo. Anzi. E’ stato riscontrato che, dalla metà degli anni Novanta, circa 60 paesi in via di sviluppo siano diventati più poveri in termini di reddito pro-capite rispetto a 15 anni prima. Entro il 2030 i due terzi dei poveri di tutto il mondo proveranno dall’Africa.
L’Africa dunque è sempre più povera, ma di una povertà nuova rispetto a quella del passato coloniale. Il continente africano annovera infatti i paesi con i più alti livelli di disuguaglianza al mondo, in cui il divario tra una ristretta élite dedita al lusso e il resto della popolazione che vive in uno stato di miseria è abissale.
Dunque, cosa non ha funzionato? Dove sono finiti i fiumi di miliardi di dollari? Continua a leggere

Condividi

Esponente di Libera calabrese querela Amorosi ma perde

Segnalazione di Antonio Amorosi
Esponente di Libera calabrese querela Amorosi ma il giudice archivia. I fatti raccontati in “Coop connection”, che l’autore presentò anche a Verona il 7/11/2016 (come da locandina a lato) sono veri

Maglietta rossa la trionferà…evviva il rolex, l’attico e la libertà. Il Tempo racconta la vicenda dei neo-soprannominati con centinaia  di “LIKE” da Matteo Castagna sui social come “RIDICOL-CHIC”:

Esponente di punta di Libera, nel cuore della ‘ndrangheta, mi querela per aver raccontato nel libro Coop Connection, nelle 30 pagine su Libera, il suo sostegno ad una tizia con legami di parentela con le famiglie mafiose del territorio, arrestata assieme al marito per porto abusivo di armi, ricettazione e furto e gli attacchi ad un’attivista antimafia in serio pericolo (ma non di Libera). Il giudice archivia perché il “testo si fonda su accadimenti realizzatisi”. Ne parla Il Tempo (11/7/2018) e racconta come funziona…

Continua a leggere

Condividi

L’alleanza Putin-Salvini-Trump può rifondare l’Europa?

Risultati immagini per alleanza Trump, Salvini, Putin
 
L’alleanza Putin-Salvini-Trump può rifondare l’Europa (titolo dell’autore, che non contiene il punto interrogativo del titolo redazionale, ma è un’affermazione)
Scritto e segnalato da Danilo Quinto
Oggi, Domenica 15 luglio, in tribuna dello stadio di Mosca, per la finale dei mondiali di calcio, siederà Matteo Salvini. Ci auguriamo di tutto cuore non debba assistere al trionfo della grandeur francese. Pensiamo che Salvini sia della stessa idea.
E’ naturale che Emmanuel Macron – il Re Sole, come l’ha chiamato Le Nouvel Observateur dopo la festa costata 286.000 euro che ha fatto organizzare a Versailles, per festeggiare il primo anno del suo mandato presidenziale – piaccia all’intellighentia post-comunista e radical-chic, quella, per intenderci, di Matteo Renzi ed Emma Bonino, che non a caso si preparano, secondo alcuni, a lanciare un partito insieme sull’onda del grande successo italiano di +Europa e dell’azzeramento del PD. Stessa arroganza. Stessa ansia per il potere. Stessa ambiguità, come quella che il presidente francese mostra dando una carezza e un bacio al papa qualche giorno dopo aver partecipato insieme a sua moglie Brigitte – divorziata e nonna di 6 nipotini – ad una “Festa della Musica” all’Eliseo, dove il dj Kiddy Smile si esibiva con una maglietta con sopra scritto «Figlio di immigrati, nero e pederasta». Sempre in quell’occasione, Brigitte e Emmanuel – che sembra abbia speso per il trucco la bellezza di 26.000 euro nei primi 3 mesi del mandato presidenziale, oltre a 34.000 euro per la costruzione di una piscina privata nella sua residenza di Fort de Brégançon e 500.000 euro per raffinatissimi e firmatissimi articoli da tavola per l’Eliseo – si facevano fotografare insieme ad omosessuali travestiti, perché quella festa era stata fatta per celebrare l’omosessualismo e la pederastia. Continua a leggere

Condividi

Meluzzi: "Migranti portatori malattie mentali. Carceri nuovi manicomi"

Segnalazione Blog di Maurizio Blondet

Meluzzi shock: “Migranti portatori di malattie mentali. Le carceri sono i nuovi manicomi”

Lo psichiatra Alessandro Meluzzi è intervenuto questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, in merito alle dichiarazioni del Ministro Salvini sull’esplosione di aggressioni da parte dei pazienti psichiatrici. Le affermazioni di Alessandro Meluzzi “Fa bene il Ministro Salvini a sollevare questioni che attengono a zone che riguardano lui, ossia reati penali commessi …
Leggi tutto.

Continua a leggere

Condividi

Processo alla De Mari: a rischio le tre libertà fondamentali

Risultati immagini per Silvana De Mari e Matteo CastagnaCi siamo attivati anche noi, come “Circolo Christus Rex”. Ci siamo attivati per un’amica. Ci siamo attivati attraverso tutti i nostri principali canali di sensibilizzazione, in nome di tre libertà fondamentali. A difesa di esse, si difende Silvana. In attesa del processo che la vede imputata il 18 Luglio (n.d.r.). Sopra, Silvana De Mari e Matteo Castagna a Verona il 19/03/2017
di Andrea Zambrano
Comparirà il 18 luglio davanti al giudice di Torino. Silvana De Mari, scrittrice fantasy e medico, dovrà rispondere di diffamazione per le sue affermazioni sul “sesso” omoerotico, trascinata in tribunale dal Torino Pride e dal sindaco Appendino. Lei si affida a una memoria difensiva interamente medica e riceve l’appoggio di migliaia di persone. Il suo legale, il penalista Mauro Ronco spiega alla Nuova BQ perché questo processo segna un punto di svolta in Italia: “Per la prima volta nel nostro Paese sono a rischio tutte insieme tre libertà fondamentali per l’uomo: di opinione, di divulgazione scientifica e di religione”.  Continua a leggere

Condividi

Copyright, l’Europarlamento boccia la direttiva

Risultati immagini per imbavagliare webNe avevamo già parlato a fine giugno. Le legge che avrebbe, con ogni probabilità, imbavagliato anche noi, non è passata. Almeno per il momento…(n.d.r.)
STRASBURGO – Il Parlamento europeo blocca la riforma del copyright. L’Eurocamera, riunita in plenaria a Strasburgo, ha respinto l’avvio dei negoziati con il Consiglio (318 no, 278 sì e 31 astenuti) su una proposta di direttiva che aveva spaccato a metà l’Assemblea. Ora la discussione della proposta è rimandata alla prossima plenaria, a settembre, ma probabile che il testo sul digital single market sia destinato a incagliarsi su ulteriori emendamenti da qui alla fine della legislatura. Anche perché il tempo stringe: a maggio 2019 si torna alle urne per le Elezioni europee e l’assemblea che si prefigura sarà «abbastanza diversa».
Le incognite di settembre
Almeno per usare l’eufemismo di un portavoce dell’Eurocamera. L’argomento non è mai stato dei più agevoli, ma la situazione si è fatta incandescente dopo l’approvazione, lo scorso 20 giugno, degli emendamenti della Commissione giuridica. A scatenare le polemiche sono state le modifiche agli articoli 11 e 13, vale a dire l’obbligo di riconoscimento economico dei contenuti diffusi dalle piattaforme (articolo 11) el’installazione di un «filtro» per impedire il caricamento online di materiale protetto da copyright (articolo 13). In realtà, la direttiva riguarda più il rapporto fra piattaforme online (come YouTube o Google) ed editori che gli utenti finali. L’intenzione del testo è di disciplinare il riconoscimento economico del diritto d’autore nell’era del Web, sostituendo un impianto normativo fermo al 2001. Continua a leggere

Condividi
1 69 70 71 72 73 74 75 137