Oltre 250mila italiani emigrano all’estero

Oltre 250mila italiani emigrano all’estero, quasi quanti nel Dopoguerra – Il Sole 24 ORE

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-07-06/oltre-250000-italiani-emigrano-all-estero-erano-300000-dopoguerra-094053.shtml?uuid=AEuX6nsB&refresh_ce=1 Il Dossier Statistico Immigrazione 2017 elaborato dal centro studi e ricerche Idos e Confronti registra: oggi gli emigrati italiani sono tanti quanti erano nell’immediato dopoguerra. In numero, oltre 250.000 l’anno. Corsi e ricorsi della storia, appunto. Prima il calo poi la crisi del 2008 e l’inversione di tendenza L’emigrazione degli italiani all’estero, dopo gli intensi movimenti degli anni ’50 …
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A quelli che capiscono in ritardo

di Maurizio Blondet

A QUELLI CHE CAPISCONO IN RITARDO

A QUELLI CHE CAPISCONO IN RITARDO

“Era di maggio”,  come dice la canzone. Ossia solo un mese fa: non potete non ricordare.  Saltò fuori che Claudio Borghi, il neo-eletto parlamentare della Lega, aveva più o meno detto che la banca centrale poteva   “cancellare” 250 miliardi di debito italiano. Non potete non ricordare gli urli strilli, cachinni, ringhi e soffi di rabbia, di indignazione, di stupore …
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L’ultima della UE: il web senza immagini (e senza idee). Si chiama censura. Io non ci sto. E tu?

di Marcello Foa
Schermata 2018-06-24 alle 16.16.34Ci stanno provando in tutti i modi da tempo, negli Stati Uniti e, soprattutto, in Europa. Chi segue questo blog sa come la penso: da quando l’establishment ha perso il controllo della Rete e soprattutto dei social media, veicolando idee non mainstream e favorendo l’affermazione di movimenti alternativi, quelli che vengono sprezzamentemente definiti “populisti”, ogni pretesto è buono per favorire misure per limitare la libertà di pensiero. Ci hanno provato usando l’ariete delle “Fake news” e il tentativo è ancora in corso, in queste ore stanno usando un altro grimaldello, il copyright.
Come ha denunciato, in perfetta solitudine, Claudio Messora su Byo Blu   la Commissione Affari Legali del Parlamento europeo, su proposta dell’immancabile commisario tedesco Oettinger,  ha dato il primo via libera alla legge sul Copyright, che di fatto, se verrà approvata anche in Aula,  permetterà di introdurre misure censorie.

L’articolo 11, instaura la cosiddetta “tassa sui link”. Non stiamo parlando, a scanso di equivoci di film o di canzoni o di interi libri, ma stiamo parlando del testo che, citato testualmente si riferisce, “anche ai più piccoli frammenti di articoli contenenti notizie”, che “devono avere una licenza”. Avete presente quel piccolo testo di anteprima che appare a fianco o sotto a un link, in mancanza del quale nessuno sano di mente si sogna di cliccare? Ecco, anche quello dovrebbe disporre di un’adeguata licenza!

Spiega Messora, che così continua: Continua a leggere

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Il maricello

di Marcello Veneziani
Mio padre era un grande costruttore di maricelli. Appena arrivava al mare, si spogliava e cominciava l’opera. Edificava con due pietre piatte più grandi un sedile in riva al mare e con i piedi nell’acqua cominciava la sua impresa edile. Radunava in cerchio i sassi più grandi, ora spostandoli, ora facendoli scivolare fino a capovolgerli, riportando alla luce il loro versante più scuro, un ventre verde intenso abitato da cozze, alghe, granchi e lumache. Poi creava un doppio strato di cinta per la sua piscina naturale. Lavorava sodo. A volte finiva l’opera quando dovevamo rientrare a casa.
Quand’ero piccolo il maricello era fatto apposta per me. Ero felice di entrare in quella conca paterna, guazzavo beato e protetto; ero convinto che il suo stesso nome, maricello, fosse derivato dal mio, o viceversa. Però quando diventai appena più grande e andai in mare aperto, mio padre continuò la sua edilizia marina, con la stessa lena, anche senza un beneficiario visibile.
Ritrovò una motivazione affettiva a costruire piscine provvisorie quando arrivarono i suoi nipoti, e poi i miei figli. Fece maricelli per loro, a volte anche a due piazze, per evitare conflitti interportuali tra i piccoli usufruttuari. E continuò nella sua arte di costruzione marittima anche quando loro erano grandi e lui aveva ormai varcato l’età più grave. Arrivava al mare e si metteva all’opera con solerzia, come se avesse un contratto da rispettare con la capitaneria di porto o chissàchi. O come se fossero degli ex voto per Nettuno, per Afrodite o per qualche ignota divinità marina. Continua a leggere

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SULL'ORLO DELLA TOMBA DI INTERNET – ControRassegna Blu #18

Risultati immagini per sull'orlo della tomba di internethttps://youtu.be/syae3upDnXg

Il video blog di Claudio Messora
FIRMA ANCHE TU PER CHIEDERE AI PARLAMENTARI EUROPEI DI NON RATIFICARE LA DIRETTIVA SUL COPYRIGHT CHE DISTRUGGERÀ LA RETE: https://www.byoblu.com/firma-per-evitare-la-distruzione-di-internet/
SCARICA QUESTA CONTRORASSEGNA E RICARICALA SUI TUOI SOCIAL OPPURE INVIALA VIA WHATSAPP A TUTTI I TUOI AMICI. PUOI SCEGLIERE TRA LA VERSIONE HD O QUELLE IN BASSA RISOLUZIONE, ADATTE AL TUO SMARTPHONE:
https://www.byoblu.com/preleva-e-diffondi-la-controrassegna-blu/
Mancano 13 giorni alla distruzione della rete per come la conosciamo. Firma adesso …o mai più! Continua a leggere

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Decine di israeliani festeggiano la morte di un bambino palestinese bruciato vivo

VIDEO. Decine di israeliani festeggiano la morte di un bambino palestinese bruciato vivo

VIDEO. Decine di israeliani festeggiano la morte di un bambino palestinese bruciato vivo

(L’Antidiplomatico) Decine di israeliani si sono radunati fuori dal tribunale dove era in corso un’udienza sulla morte del piccolo palestinese Ali Saad Daubasha dove hanno ‘festeggiato’ la sua morte. Gli estremisti israeliani si sono riuniti martedì scorso davanti a un tribunale nella città di Al-Lod – nei territori palestinesi occupati – dove si è svolto il processo contro gli autori …
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Clamoroso crollo della fiducia degli italiani per le istituzioni europee

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Gli italiani aprono gli occhi sulla grande fregatura: la fiducia era al 70% nel 2011, oggi è crollata al 34%
di Antonio Socci

(LETTURA AUTOMATICA)
È passato quasi inosservato il recente sondaggio Ipsos relativo al giudizio degli italiani sull’Unione Europea. Eppure è un tema di scottante attualità e il responso popolare è decisamente imbarazzante per salotti e accademie mainstream, che hanno il monopolio del discorso pubblico.
In sostanza la fiducia degli italiani verso le istituzioni europee è precipitato. Nel 2008 era attorno al 75 per cento e ancora nel 2011 raggiungeva il 70 per cento: oggi è crollato al 34 per cento.
L’Italia era una volta il paese più europeista del continente e oggi è uno dei più euroscettici. Mai la fiducia verso le istituzioni europee era stata così bassa.
Eravamo europeisti perché ci avevano fatto credere che fosse tutto un favoloso sogno verso la felicità cosmopolita, come una gigantesca edizione di “Giochi senza frontiere”, un Erasmus di massa col sottofondo dell'”Inno alla gioia” di Beethoven.
E ci avevano fatto credere che l’Euro fosse “la terra dove scorre latte e miele”. Fiumi di retorica, di false promesse e di illusioni.
Poi il risveglio. Il precipizio che va dal 75 per cento al 34 per cento somiglia al brusco scuotersi da un sogno. È la cocente delusione di chi apre gli occhi su qualcosa (o qualcuno), dopo essersi fortemente illuso. Fotografa lo choc di chi si rende conto di essersi ingannato. E si sente tradito.
È lo stato d’animo di chi credeva di essersi imbarcato per il paradiso terrestre e invece si ritrova in un inferno. Un’utopia che diventa distopia (o anche cacotopia).
COM’È CHE GLI ITALIANI HANNO APERTO GLI OCCHI?
I motivi sono tanti: la scoperta di istituzioni europee perfino peggiori di quelle italiane quanto a ottusità burocratica e costi; l’arroganza con cui viene trattata l’Italia (dovuta anche alla subalternità dei passati governi italiani); la sensazione che ci sia chi la fa da padrona come la Germania, mentre l’Italia subisce le decisioni altrui.
Ma soprattutto, dal 2011, due fenomeni enormi hanno aperto gli occhi agli italiani. Primo: l’invasione migratoria che l’Italia ha dovuto subire, da sola, pagando costi economici e umani altissimi. Con l’Europa che – a parole – ci impartiva lezioni di buonismo e poi chiudeva le frontiere.
Secondo: le conseguenze – devastanti per l’Italia – della crisi economica del 2007-2008 che hanno dissolto tutte le promesse farlocche sull’euro e sull’Unione europea che – a sentire i propagandisti – avrebbero protetto il nostro Paese dalle tempeste.
In questi anni si è scoperto che in Italia – numeri alla mano (ma anche per esperienza empirica) – si sta molto peggio di quanto si stava 25 anni fa, prima dell’Euro (come reddito, condizioni di vita e come ricchezza prodotta).
E tutti sanno che per la prima volta i nostri figli – vittime di una massiccia disoccupazione giovanile e di una precarietà che dissesta il loro futuro – staranno peggio di noi. Per la prima volta nella nostra storia.
DECIDONO GOVERNI STRANIERI
Inoltre ci si è resi conto che non si è più padroni del nostro destino, che si è governati da nomenklature straniere e sconosciute che nessuno di noi ha mai eletto. Che su di noi decidono governi stranieri che a Bruxelles impongono il loro volere.
Quindi si ha la sensazione di essere stati espropriati della nostra sovranità democratica senza che nessuno mai ci abbia chiesto il permesso.
È una sensazione giusta. Corrisponde a quello che è accaduto da Maastricht in poi. Espropriati della sovranità a nostra insaputa. Del resto questa è la vera strategia perseguita dagli architetti dell’Unione Europea.
Fu espressa da Jean Monnet, che è uno dei demiurghi delle istituzioni europee, nel 1952. Egli disse: “Le nazioni europee dovrebbero essere guidate verso un superstato senza che le loro popolazioni si accorgano di quanto sta accadendo. Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso passi successivi ognuno dei quali nascosto sotto una veste e una finalità meramente economica”.
Sentendo queste parole Charles de Gaulle replicò che Monnet voleva creare delle “mostruosità sovranazionali”.
Ma nel tempo è proprio il disegno tecnocratico di Monnet che ha prevalso. Ed eccoci oggi alla “mostruosità sovranazionale” su cui i popoli d’Europa cominciano ad aprire gli occhi. E a manifestare la loro insofferenza.
Nota di BastaBugie: ecco i link a precedenti articoli sull’Unione Europea
NATALE 2017: PER L’UNIONE EUROPEA IL SALVATORE NON E’ GESU’, BENSI’ ROMANO PRODI
Il baldanzoso professore dichiara che senza l’Unione Europea l’Italia scomparirà dalla faccia della terra (per favore, ditegli che la Gran Bretagna è uscita dalla Ue e non risulta che sia scomparsa, anzi è più vitale che mai)
di Antonio Socci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4983
LA BREXIT FA CROLLARE IL MITO DI UN’EUROPA MULTICULTURALE SENZA FRONTIERE
Quando interpellato, il popolo boccia sempre l’Unione Europea, come nel 2005 in Francia e in Olanda nei referendum sulla Costituzione Europea che cancellava le (evidenti) radici cristiane
di Roberto de Mattei
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4289
L’ITALIA E’ (IN EUROPA) IL POLLO DA SPENNARE
Ci dissero che l’Unione Europea e la moneta unica erano un club esclusivo con enormi benefici… e abbiamo abboccato
di Antonio Socci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4778
L’UNIONE EUROPEA COME L’UNIONE SOVIETICA?
Commissario dell’Educazione sovietico scrisse nel 1930: ”Il nostro problema adesso è quello di eliminare la famiglia e liberare la donna dalla cura dei figli”
di Dina Nerozzi
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2806

Titolo originale: La cacotopia europea: ora gli italiani cominciano ad aprire gli occhi sulla grande fregatura che hanno preso
Fonte: Libero, 12/06/2018

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I CASAMONICA – specie protetta

di Maurizio Blondet

QUEGLI SCROCCONI DEI CASAMONICA – TARTUFO, CAVIALE E CHAMPAGNE A GUBBIO: UN BANCHETTO DI NOZZE GOURMET DA 187MILA EURO MAI PAGATO – AL RECLAMO DEL RISTORATORE, GLI È STATO RISPOSTO: “I CASAMONICA SONO I CASAMONICA” – ORA, OLTRE AL DANNO, LA BEFFA: IL TRIBUNALE DI TIVOLI HA RINVIATO LA PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO E SECONDO IL DIFENSORE DELLA VITTIMA SI RISCHIA LA PRESCRIZIONE…
Nessuno ha pagato il conto e il titolare della ” Taverna del lupo” di Gubbio, Rodolfo Mencarelli, si è visto costretto a denunciare. Era quattro anni fa quando veniva raggirato. E ora che la procura ha disposto il giudizio, individuando i due responsabili di quella truffa, Laura e Amabile Casamonica, rischia un’ altra beffa. Chiamata prescrizione del reato. Con tutte le conseguenze del caso, ovvero nessun risarcimento per il danno subito. Continua a leggere

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