Firma contro la propaganda Gay della Disney! (sulla pelle dei bambini)

Chi non ha visto i celebri cartoni e film di Walt Disney da piccolino? E chi non vorrebbe che i propri figli possano continuare a godersi le creazioni degli autori di Topolino e compagnia? Ebbene, seguire la Disney è diventato difficile da quando la società partecipa nella propaganda LGBT. L’ultima notizia ne è la conferma lampante…
Per la prima volta nella sua storia, Disneyland Parigi farà diventare il “Magical Pride” un evento ufficiale di Disney: infatti un vero e proprio “Gay Pride” avrà luogo il 1° giugno 2019 nel noto parco. La Disney si rivolgerà quel giorno principalmente alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender, aderendo ufficialmente alla causa LGBT.
La notizia è gravissima se pensiamo quanto la Walt Disney Company tocchi da vicino i bambini e quale “potere” abbia su di essi. I cartoni preferiti dei nostri figli saranno contaminati dalla propaganda LGBT? Già l’anno scorso la Disney aveva pubblicizzato le “orecchie arcobaleno di Topolino”, e ha più volte ospitato – in modo non ufficiale – diversi “Gay Day”. Inoltre le ambiguità di alcuni cartoni erano stati al centro del dibattito. Tuttavia, con l’annuncio del “Magical Pride” abbiamo superato il livello di allarme. Continua a leggere

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L’affondo di Trump contro l’aborto a lungo termine

Non bastava la terribile strage annunciata dallo Stato di New York, dove i democratici hanno approvato una legge che consente di abortire fino al momento della nascita per qualunque motivo, adesso si aggiungono anche altri tentativi di legalizzare aberrazioni simili, in America: in Rhode Island, Vermont e Virginia.
In quest’ultimo stato, si è fatto un ulteriore passo verso il baratro: è stato presentato dalla democratica Kathy Tran, un disegno di legge che prevedrebbe l’aborto fino alla fase immediatamente precedente il parto, ovvero, al momento della dilatazione. L’incredibile proposta è contenuta in un breve e agghiacciante video facilmente reperibile in rete dove la Tran funge da relatrice e il repubblicano Gilbert la incalza con una serie di domande, chiedendole di specificare con precisione fino a quale momento del terzo trimestre di gravidanza verrà consentito l’aborto. Alla fine Tran, dopo aver eluso più volte la domanda, è costretta ad ammettere che la sua proposta di legge non prevede un limite.
 È la conferma della teoria del piano inclinato di cui il principio dell’autodeterminazione rappresenta un’eloquente espressione e che è destinato a generare una corsa inarrestabile e senza fine verso un baratro di cui non si intravede più nemmeno il fondo. Ulteriore dimostrazione di ciò è l’intervento di Ralph Northam, governatore della Virginia ed ex neurologo pediatrico, il quale nel corso del programma Ask the governor, non solo ha difeso la proposta della Tran ma ha sottolineato con soddisfazione un aspetto che sarebbe compreso in questo disegno di legge (per fortuna, momentaneamente stoppato), ovvero il venir meno dell’obbligo di soccorrere i bambini che sopravvivono a un tentativo di aborto. Per la precisione, riferendosi a casi di neonati con malformazioni o incapaci di sopravvivere al di fuori del grembo, ha affermato che «il bambino sarebbe tenuto a suo agio, verrebbe rianimato se questo è ciò che la madre e la famiglia desiderano, e poi seguirebbe una discussione tra i medici e la madre». Continua a leggere

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Trump riceve alla Casa Bianca sopravvissuti all'aborto e attivisti pro-vita

Il presidente americano, il repubblicano Donald Trump, ha ricevuto alla Casa Bianca Melissa Ohden, una donna sopravvissuta a un aborto tardivo , un bambino di 6 anni di nome Micah Pickering, nato a 22 settimane e altri sopravvissuti all’aborto e attivisti pro-life.
All’incontro erano presenti il dottor Alveda King, nipote del celebre Martin Luther King, Jr., l’attivista pro-life Christina Marie Bennett, e altri sostenitori pro-life e dei diritti delle persone portatrici di sindrome di Down.
Trump ha anche partecipato a una conferenza telefonica con i difensori della vita. Ha fatto riferimento al discorso sullo Stato dell’Unione in cui ha condannato non solo la nuova legge di New York che espande l’aborto fino alla nascita, ma anche al governatore della Virginia Ralph Northam, il democratico che ha promosso l’infanticidio dei neonati durante un’intervista radiofonica.
Melissa Ohden sopravvisse a un aborto tardivo quando sua madre era incinta di 7 mesi. Più tardi, Ohden scoprì che sua madre, che era stata costretta ad abortire, si pentì profondamente di non aver fatto nulla per salvare la vita del suo bambino. Continua a leggere

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Regno Unito: boom di adolescenti transgender. Ma la colpa è dei genitori

Che nel Regno Unito il fenomeno dei transkids fosse in forte ascesa era noto. Gli ultimi dati forniti, tuttavia, rivelano un vero e proprio boom per una tendenza che rischia di diventare di massa. Secondo dati riportati dal Sun, i minori di 16 anni che hanno chiesto il cambio di sesso sono passati dai 2 al mese di qualche anno fa ai 7-10 a settimana, quindi, almeno uno al giorno.
Per l’esattezza, il numero di bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni che si sono recati in cliniche per identità di genere, è stato stimato in 314 nel 2011, balzando agli oltre 2000 del 2016. Lo scorso anno, il Ministro per le Pari Opportunità britannico Penny Mourdant ha ordinato un’indagine urgente sul fenomeno, da cui è emerso che l’incremento dei trattamenti per il passaggio da un sesso all’altro è stato del 4415% tra le sole ragazze. Dati più che mai in linea con quelli di un’altra indagine britannica, secondo la quale i giovani che hanno ricevuto “trattamento di genere” sono passati dai 97 del 2009 ai 2510 del biennio 2017/18: oltre il 4000% in più in un solo decennio. Continua a leggere

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La Rai ha speso soldi pubblici per un documentario 'gender'

La regista è Adele Tulli, figlia di Serena Dandini.
Un docu-film a difesa dell’ideologia “gender”, contro gli stereotipi di genere, che servirà ad attaccare il senatore Simone Pillon. Viene descritto così “Normal”, lavoro cinematografico diretto da Adele Tulli, figlia della conduttrice Serena Dandini.
Il corto sarà proiettato al Festival del cinema di Berlino,  che si sta svolgendo proprio in questi giorni.
Ma la notizia più sconvolgente è stata data nelle scorse ore dal quotidiano “La Verità” e ripresa da “Libero”. Per realizzare il progetto, la figlia della giornalista (nota per essere un’icona della galassia femminista) avrebbe ottenuto il sostegno economico dalla Rai. Soldi dalla televisione di stato, insomma, a cui si andrebbero a sommare i finanziamenti dati dal ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un investimento pubblico per fare propaganda politica e ideologica e mettere alla berlina gli organizzatori del “Family day”.
 
fonte – https://vocecontrocorrente.it/la-rai-ha-speso-soldi-pubblici-per-un-documentario-gender/

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Mississippi, effetto pro life: la legge vieta l’aborto dopo il primo battito fetale

Sembra proprio una risposta alla legge terrificante approvata nello Stato di New York che rende possibile l’aborto fino all’ultimo giorno di gravidanza. La decisione è del candidato repubblicano Robert Foster, membro della camera bassa dello Stato del Mississippi, che ha dichiarato di voler introdurre una misura che renda vietato l’aborto, non appena il battito del cuore di un feto è individuabile, ovvero tra le sei e le otto settimane di gravidanza, unica eccezione è il caso in cui la mamma sia in pericolo di vita.
Ovviamente le dichiarazioni di Foster hanno suscitato grande scalpore soprattutto tra i vertici di Planned Parenthood, ci riferiamo a Aimee Lewis, responsabile della raccolta fondi per la Parenthood Greater Memphis Region Planned (Ppgmr) che ha parlato di legislazione “estrema” che vieterebbe l’aborto sempre, in quanto «la maggior parte delle donne non sa nemmeno di essere incinta a sei settimane» e dunque, secondo Lewis, non sarebbero mai veramente libere di scegliere. Ma la risposta di Foster non è tardata ad arrivare, il candidato ha infatti sottolineato che caso mai, questo garantirebbe alle giovani donne che aspettano un bambino, di non essere sottoposte sin dall’inizio a continue pressioni per abortire. Spesso, infatti, l’aborto rientra nei programmi politici sotto l’espressione “salute riproduttiva”, come se la gravidanza fosse una malattia e l’unica a dover essere eventualmente “tutelata” (da cosa, poi?) debba essere la madre. Al contrario, ha affermato Foster, la sua intenzione è semplicemente quella di rendere il Mississippi, il posto più sicuro, in America, per un bambino non nato.
Una legge simile è stata firmata anche da Kim Reynolds, governatore dello Stato dell’Iowa. Si tratta di un provvedimento che impedisce, appunto, di praticare l’aborto solo dopo aver potuto auscultare il battito cardiaco del feto, eccezion fatta per gravidanze frutto di stupri o di incesto. Il governatore, che ha dovuto affrontare le chiassose proteste dei manifestanti raccolti davanti al suo edificio, mentre procedeva alla firma, ha mostrato una certa serenità di fronte alle difficoltà che gli si prospettano: «Sono consapevole e prevedo che ci saranno ricorsi in tribunale e che le Corti potrebbero anche sospendere la legge fin quando non raggiunga la Corte suprema».
Tutto ciò è la dimostrazione che la lotta all’aborto negli Stati Uniti non conosce tregua, merito in gran parte delle associazioni pro life americane, che grazie alla loro tenacia, a volte, ottengono inaspettati successi.
Manuela Antonacci
fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/mississippi-effetto-pro-life-la-legge-vieta-laborto-dopo-il-primo-battito-fetale/

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«Eutanasia, 73% degli italiani a favore»? Colossale fake news di Eurispes e radicali

 

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Il monito del Patriarca Kirill, nozze gay sono contro natura

Capo Chiesa Ortodossa, vanno contro natura morale essere umano 

“Quello che sta accadendo dei paesi occidentali è che, per la prima volta nella storia umana, la legislazione va contro la natura morale degli esseri umani”.  Così il patriarca Kirill a proposito del matrimonio-gay. “Non è la stessa cosa, certo, ma in qualche modo possiamo paragonarlo all’apartheid in Sudafrica o alle leggi naziste: erano frutto di un’ideologia e non parte della natura morale. La Chiesa non potrà mai approvarlo”. Lo riporta RT.
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fonte – http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/11/21/patriarca-kirillnozze-gay-contro-natura_f9daca6d-9e2b-4bc0-9b25-1614a3c65e16.html

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