Un atto di guerra civile

Un atto di guerra civile

Mai avrei pensato di  postare un giorno un twwet di Daniele Capezzone: Daniele Capezzone‏Account verificato @Capezzone SeguiSegui @Capezzone Dimenticate di essere pro o contro @matteosalvinimi, simpatizzanti o antipatizzanti della @LegaSalvini. Ma #sequestro #fondi è atto grave. 1. Dirigenza Lega è diversa da quella sotto processo 2. Responsabilità penale è personale 3. Processo a Bossi-Belsito è ancora in appello Non  ho voglia di …
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Per vincere la partita in Libia l’Italia deve allearsi con Putin

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Nella crisi in Libia, l’Italia ha un rivale, la Francia, e un alleato, gli Stati Uniti. Ma c’è un altro attore, fondamentale e fino ad ora in disparte, che può essere decisivo nella soluzione del conflitto: la Russia.
Un’altra base per il Mediterraneo
Nonostante l’attenzione del mondo sulle operazioni russe sia naturalmente concentrato sulla Siria, la Libia rappresenta un punto fondamentale nell’agenda mediterranea del Cremlino. Per Mosca, il Mediterraneo rappresenta il naturale sbocco verso l’Atlantico. Controllare o comunque garantire la presenza nel Mediterraneo si traduce quindi nella capacità di uscire dal guscio del Mar Nero e ottenere posizioni nel mare intermedio fra i porti russi e l’oceano.
Il Mediterraneo serve. E dunque serve la Libia, visto che il conflitto che sta sconvolgendo da anni il Paese nordafricano riguarda principalmente le coste, dove sono presenti porti, arsenali, possibili basi militari e, inevitabilmente, i terminali dei giacimenti di gas e petrolio.
Il sostegno ad Haftar Continua a leggere

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Sequestro fondi Lega, Becchi: "Salvini ha tre strade. Escludo soccorso di Berlusconi"

“E’ chiaro che cercano di metterci i bastoni fra le ruote. E l’accusa di sequestro di persona, e l’abuso d’ufficio, e il sequestro dei conti… mi sembra che si stia esagerando. È evidente che qualcuno non si rassegna al fatto che Salvini sia al governo”. Lo dice il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini in una intervista a La Stampa dopo la sentenza del Riesame che autorizza il sequestro di 49 milioni del Carroccio per rimborsi elettorali presumibilmente non dovuti dal 2008 al 2010. Cosa farà adesso la Lega? Come potrà restare in piedi senza un euro di finanziamento dal momento che la sentenza dispone il sequestro dei conti presenti e futuri e quindi anche delle somme che entreranno? Il filosofo Paolo Becchi una sua idea ce l’ha e la espone a Lo Speciale.

LEGGI SU LO SPECIALE INTERVISTA AL CAPOGRUPPO MOLINARI

Salvini parla di attacco politico sostenendo che a qualcuno darebbe fastidio il fatto che la Lega è al governo. Condivide? Continua a leggere

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Sequestro conti Lega, giudice Nordio: “Ha ragione Salvini, è atto politico”

“Ha ragione Salvini che parla di atto politico”, lo ha dichiarato Carlo Nordio, in un’intervista a QN in cui definisce “pericoloso” il protagonismo di chi indaga. Così l’ex procuratore aggiunto di Venezia ha commentato il sequestro conservativo da 49 milioni di euro disposto dal Tribunale di Genova sui beni della Lega Nord dopo la condanna di Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito per i rimborsi elettorali.
“Bisogna andarci cauti con provvedimenti di questo tipo – ha spiegato – che incidono sullo svolgimento della dialettica politica. Vanno adottati solo se strettamente necessari: non mi pare che lo fossero. Così si rischia di alterare il gioco democratico. In questo senso, ha ragione Salvini che parla di atto politico”. Più in generale ha poi affermato che “la politica deve recuperare fiducia in se stessa se vuole ristabilire il primato sull’azione giudiziaria, altrimenti restera’ subordinata alla magistratura, come succede dal 1993, ovvero da quando è scoppiata Mani Pulite”.
Le dichiarazioni di Salvini – Il sequestro di 49 milioni di euro alla Lega è “una follia. L’eventuale erroneo uso da parte del tesoriere della vecchia dirigenza ammonta a poco più di 300mila euro. Giurisprudenza alla mano, una volta condannato in via definitiva doveva restituire quelli. Da 300mila a 48 milioni balla molto…”. Così aveva dichiarato in giornata segretario della Lega. “Non abbiamo una lira, da due anni non riceviamo alcun finanziamento pubblico. Se qualcuno ha sbagliato, vadano a chiedere a questo qualcuno e non a noi”. La Lega non si è costituita parte civile nel processo del Tribunale di Genova contro Umberto Bossi e Francesco Belsito da cui è derivato il sequestro di 49 milioni di euro “perché contavamo che in Italia ci fosse giustizia, ci ritenevamo parte lesa”. Continua a leggere

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Per “romanizzare i barbari” servirebbero, innanzitutto, i “romani”

di Emanuele Boffi
Per “romanizzare i barbari” servirebbero, innanzitutto, i “romani”
Fonte: Tempi
Matteo Salvini ha detto di non credere all’ultima rilevazione Swg che dà la Lega al 32 per cento. Il ministro degli Interni e leader leghista fa bene ad essere cauto ben sapendo – come l’altro leghista Giancarlo Giorgetti – quanto sia volatile il consenso in Italia. Resta un fatto obiettivo, tuttavia, che la sua azione di governo (molto più che quella dei compagni grillini) riscuota le simpatie degli italiani. Perché? Perché questo avviene, sebbene quasi tutti i media non facciano altro che attaccarlo? È il rovello della sinistra che non riesce a capacitarsi del fatto che gli elettori proprio non capiscano che Salvini è “un barbaro”, “un fascista”, “un razzista”.

È un misunderstanding non solo italiano. Il 9 settembre si vota in Svezia, il paese del socialismo “buono”, dello statalismo dalla culla alla tomba e dove i partiti progressisti hanno sempre governato. Gli ultimi sondaggi ci raccontano che anche a quelle latitudini il partito di destra (populista, razzista ecc ecc) è in forte ascesa. Il Partito socialdemocratico è al 23,3 per cento, la destra xenofoba dei Democratici svedesi al 19,7. Probabile che poi tutto si risolva con la formazione di un governo di centrosinistra (vige il sistema proporzionale e le alleanze si fanno post voto), ma, anche in questo caso, l’osservatore neutrale non può non domandarsi quale sia il motivo del successo degli “impresentabili” di Jimmie Åkesson.

Altro esempio. Martedì sul quotidiano Italia Oggi il corrispondente da Berlino Roberto Giardina iniziava il suo articolo così: Continua a leggere

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Lega in piena salute, oppositori in panne

Segnalazione Linkiesta

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Ma quale crisi della Lega: quella di Salvini è una guerra lampo (e i suoi oppositori non sanno che pesci prendere)

Sequestro dei fondi del Carroccio o meno, Salvini andrà avanti nel suo progetto di riorganizzazione della Lega. Rubando voti e consensi a Forza Italia e a Fratelli d’Italia. E con l’appoggio (involontario e nemmeno troppo consapevole) del Movimento Cinque Stelle. (di Flavia Perina, LEGGI)

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Corteo contro Salvini e Orban: "Siamo 15mila". Ma la polizia smentisce i buonisti

Secondo gli organizzatori oltre 15mila persone in piazza. Ma per la polizia sono cinque volte di meno, non più di 3mila
di Claudio Cartaldo
Quelli in piazza san Babila a manifestare contro l’incontro tra Salvini e Orban si dicono certi di aver raggiunto cifre astronomiche sulla partecipazione al corteo “antirazzista” e anti sovranista.
Come spesso accade differiscono di molto le cifre sulle presenze in piazze diffuse dagli organizzatori e quelle certificate dalla questura. Al presidio “Europa senza Muri” le varie organizzazioni che, tra le altre cose, hanno portato in piazza pure l’odio contro Salvini, dicono di essere arrivati a toccare quota 15mila. Esatto: 15mila. Quanti erano invece secondo la polizia. Cinque volte di meno, non più di 3 mila. Una bella differenza.
Dopo il presidio, la piazza si è svuotata ma un migliaio di persone si è staccato per marciare in corteo lungo corso Venezia. Intonando cori del tipo: “Salvini e Orban assassini”
Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/28/corteo-contro-salvini-e-orban-siamo-15mila-ma-la-polizia-smentisce-i-b/1569095/ Continua a leggere

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Orban: "Salvini è il mio eroe, il mio compagno di destino"

Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini (S) ed il il primo ministro ungherese Viktor Orban © ANSAIl vicepremier e ministro dell’Interno: la sinistra esiste solo per insultarmi, per difendere Ue dei banchieri e immigrazione senza limiti

Con il ministro dell’Interno Matteo Salvini “vorrei fare una conoscenza personale. Lui è il mio eroe”. Lo ha detto il primo ministro ungherese, Viktor Orbàn, uscendo dal ristorante in cui ha pranzato a Milano. “È un mio compagno di destino – ha aggiunto – sono molto curioso di conoscere la sua personalità. Sono un grande estimatore e ho alcune esperienze che forse potrei condividere con lui. Ho questa sensazione”, ha concluso Orbàn.
“Ormai – scrive il vicepremier e ministro dell’Interno – la sinistra esiste solo per insultarmi, per difendere Ue dei banchieri e immigrazione senza limiti. P.S. In Ungheria disoccupazione è sotto il 5%, Flat Tax per le imprese è al 9% e per le persone al 15%, immigrazione è sotto controllo e economia cresce del 4%”. Lo scrive il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in vista del suo incontro nel pomeriggio con il presidente ungherese Viktor Orban.
E’ un “incontro importante” quello di oggi a Milano fra il vicepremier Matteo Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orban. L’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni lo ha scritto su Twitter spiegando che “può essere davvero l’inizio della svolta verso un’Europa che si fa finalmente carico del problema immigrazione”. La conclusione dello storico esponente leghista è un augurio di “buon lavoro”.
CONTINUA SU: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/08/28/migranti-oggi-a-milano-incontro-salvini-orban_e64f1a6e-1aac-48ec-8d8d-f8a3a6431c35.html Continua a leggere

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Lo so come andrà a finire

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
Lo so come andrà a finire. Lo so perché conosco la storia, conosco la gente, conosco i potentati, conosco gli immigrati. Li conosco come li conoscete voi, per esperienza, precedenti, realismo e uso di mondo. Fino a ieri la scena era la seguente: non ho sentito un italiano che non fosse d’accordo con Salvini, che non giudicasse assurdo incriminare un ministro dell’interno che fa il suo dovere, oltre che il suo mandato elettorale, di salvaguardare i confini della nazione, come è previsto dalla Costituzione, e tutelare gli italiani, respingere gli arrivi clandestini e ribadire che i migranti non sbarcano in Italia ma in Europa. È assurdo che dobbiamo ricordarci dell’Europa quando si tratta di pagare i debiti o di non sfondare i bilanci. E invece dobbiamo scordarci dell’Europa quando arrivano i migranti perché allora, d’un tratto, diventiamo nazione e ce la dobbiamo sbattere noi. La nostra sovranità consiste nell’obbligo di accoglierli, anche se tutti gli altri non li vogliono. Fino a ieri non c’era una persona con cui ho parlato che in un modo o nell’altro non fosse di questa idea.
Viceversa non ho sentito un tg, un programma, un commentatore, un uomo di potere o un giornale che non fosse schierato contro l’Italia, contro gli italiani, contro Salvini e dalla parte dell’Europa che se ne frega dei migranti, dalla parte dei giudici che incriminano i ministri nel nome della legge, dalla parte dei migranti che sbarcano illegalmente. Una partita secca, il popolo compatto da una parte, il potere compatto dall’altra. In compagnia di Salvini quasi nessuno, la Lega c’è ma non si vede, c’è solo lui, c’è la Meloni e poi giù il deserto. I grillini, quando non sono appesi al Fico, e dunque pendono a sinistra, fanno i furbetti come di Maio che pur di galleggiare e di restare dove sta, e giocare a fare il superministro, è pronto a rimangiarsi tutto e a scaricare l’Alleato su cui sono puntati i cannoni mediatico-giudiziari del Palazzo, dai catto-bergogliosi alla sinistra sparsa. Continua a leggere

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Salvini indagato. Cosa succede ora?

Risultati immagini per Salvini indagatodi Redazione
La domanda che ci viene posta da più persone riguarda proprio che cosa succeda ora che il pm di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati il Ministro degli Interni Matteo Salvini e il suo capo di gabinetto per “sequestro di persona”, a seguito degli otto giorni di divieto di sbarco dei migranti della nave Diciotti. Intanto, la prima cosa che succede è politica: la Lega triplica il consenso popolare e si prepara ad un autunno bollente per le questioni economiche come unica forza politica di centro-destra. La seconda è di natura tecnica e, vista anche la compattezza del governo attorno a Salvini, porterà, a nostro avviso, ad una probabile archiviazione. Come? Ecco le procedure:

Salvini indagato, atti al Tribunale dei ministri: i tempi e i precedenti

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini risulta da ieri sera indagato (assieme al suo capo di gabinetto) dalla procura di Agrigento per la vicenda della nave Diciotti: dovrà rispondere dei reati sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Gli atti saranno trasmessi al Tribunale dei ministri che è l’organo di garanzia chiamato a giudicare la condotta della carica istituzionale. La procedura per arrivare al giudizio è laboriosa e prevede anche un voto parlamentare. Continua a leggere

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