La direttiva Salvini che affama la bestia del business dell'accoglienza

Affamare la bestia del business dell’accoglienza è possibile. E ora c’è anche una direttiva firmata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha voluto ridefinire il modello vigente di accoglienza dei migranti, nell’ottica di ottimizzare i servizi e contenerne i costi. La stella polare ora è questa: differenti modalità di assistenza per i richiedenti asilo e razionalizzazione della spesa. “Le linee di intervento delineate oggi con la direttiva – ha detto il ministro Salvini -permetteranno di razionalizzare la spesa uniformandoci alla media dei Paesi europei”.
La notizia va ad inserirsi come un tassello nel mosaico di queste settimane, insieme ad un altro pezzo del puzzle ufficializzato sempre oggi: Anac e Viminale hanno infatti firmato un’intesa per l’elaborazione di un nuovo capitolato-tipo per gli appalti di beni e servizi nel settore dell’accoglienza migranti. Di quell’accordo la direttiva firmata dal Viminale è il primo e immediato effetto, con l’Anac che fornirà supporto tecnico-giuridico. Hai visto mai che venga fuori qualche altro caso di corruzione? Nell’eventualità, ci sarebbe da stupirsi?

Fonte: http://www.qelsi.it/2018/la-direttiva-salvini-che-affama-la-bestia-del-business-dellaccoglienza/?cn-reloaded=1 Continua a leggere

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Un detenuto su tre è straniero: ci costano 75 milioni di euro l'anno

La denuncia dei parlamentari di Fratelli d’Italia: “Rimpatriamoli: scontino le pene nei loro Paesi”
di Giuseppe De Lorenzo
Non è solo questione di sovraffollamento. Ma anche di costi. Ed è per questo che i deputati umbri di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini e Emanuele Prisco, chiedono che i criminali stranieri detenuti nelle carceri nostrane vengano “rimpatriati”.

Tra Terni, Perugia, Orvieto e Spoleto, infatti, dietro le sbarre albergano 1.369 condannati a vario titolo. I posti ufficialmente disponibili sarebbero 1.331, quindi c’è un po’ di sovraffollamento. Il fatto è che dei 1.369 delinquenti in cella, il 38% non è italiano. Si tratta di 518 stranieri che, teoricamente – dicono i deputati di FdI – potrebbero pagare il loro debito con la giustizia altrove. Magari a casa loro.
“I due quinti dei reclusi presenti negli istituti penitenziari della nostra regione – spiegano i deputati in una nota – vengono dall’estero: più precisamente ci sono 249 stranieri a Capanne, 121 a Vocabolo Sabbione, 91 a Maiano e 57 nell’Icat di Orvieto”. Non che nel resto d’Italia il ritornello cambi. Nel territorio nazionale su 58.759 detenuti presenti negli istituti penitenziari (dati al 30 giugno), ben 19.868 sono immigrati.
La domanda è semplice: “Quanto ci costano?”, si chiedono Prisco Zaffini. Fare il conto non è semplicissimo. Ma per i deputati “il costo medio giornaliero di un detenuto – dicono – supera i 300 euro. Insieme al vitto e all’alloggio ci sono da sostenere le spese per il mantenimento delle prigioni, gli stipendi degli agenti penitenziari, la manutenzione dei mezzi sempre più obsoleti utilizzati per le scorte e le traduzioni, quindi le spese sanitarie (farmaci, visite specialistiche e scorte di metadone), alle quali si aggiungono figure professionali come, tra gli altri, educatori e psicologi”.
In totale, solo per l’Umbria, farebbero oltre 155 mila euro al giorno, ovvero 4,6 milioni al mese e 56 milioni di euro ogni anno. Il ministero della Giustizia per l’amministrazione penitenziaria nel 2018 prevede di spendere 2,7 miliardi di euro. Dentro questa cifra ci sono i costi per le strutture, per i detenuti e per il personale (oltre che altre voci di spesa minori). I deputati umbri hanno tenuto conto di ogni singola voce di spesa. Ma trasportando il tutto a livello nazionale, e facendo i calcoli solo su vitto, asili nido, trasporto e altri costi diretti, l’Italia spende in totale oltre 223 milioni di euro. Ovvero 3.802 euro all’anno per ogni recluso. Dunque i criminali immigrati pesano sul bilancio dello Stato per oltre 75 milioni di euro. Un salasso.
“Una spesa altissima e insostenibile considerato il bilancio dell’Italia – scrivono nella nota Prisco e Zaffini -. Risparmiamo per investire risorse nelle dotazioni della polizia penitenziaria e nella sicurezza”. La soluzione sarebbe teoricamente semplice: far scontare ai detenuti stranieri le pene nei Paesi di provenienza. Ma c’è un problema: “Vanno rivisti e incrementati gli accordi bilaterali per trasferire immediatamente gli stranieri condannati anche quando non viene prestato il consenso”.
Chissà se il ministro dell’Interno Salvini provvederà in tal senso, visto che ad oggi “il numero di reclusi effettivamente rimpatriato è ben inferiore rispetto al numero dei provvedimenti di espulsione deliberati”. Basta un ricorso al tribunale di sorveglianza e la legge è facilmente aggirata. Tanto paga Pantalone.

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Meluzzi: "Migranti portatori malattie mentali. Carceri nuovi manicomi"

Segnalazione Blog di Maurizio Blondet

Meluzzi shock: “Migranti portatori di malattie mentali. Le carceri sono i nuovi manicomi”

Lo psichiatra Alessandro Meluzzi è intervenuto questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, in merito alle dichiarazioni del Ministro Salvini sull’esplosione di aggressioni da parte dei pazienti psichiatrici. Le affermazioni di Alessandro Meluzzi “Fa bene il Ministro Salvini a sollevare questioni che attengono a zone che riguardano lui, ossia reati penali commessi …
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La verità sui migranti

di Gianfranco La Grassa
La verità sui migranti
Fonte: Conflitti e strategie
Stasera ammetto di essere stato d’accordo in modo netto con la Meloni (a “cartabianca”): sia sul tema dell’immigrazione che su quello dei rom. Quelli che sono cittadini italiani fra questi ultimi devono comportarsi ed essere trattati come gli altri cittadini italiani. E non possono stare in “campi nomadi”. Comunque, immagino che chi sa usare internet troverà “quelque part” l’intervento della “sorella d’Italia” (scherzo). Una sua affermazione, in particolare, mi ha trovato del tutto concorde perché corrisponde a quanto penso e dico da tempo. Non ha molto senso soltanto volere un accordo con gli altri paesi europei, in specie Francia e Germania, che finora avevano fatto orecchie da mercante e oggi, dopo le nette prese di posizione del nuovo governo (di un suo ministro in specie), manifestano una qualche solidarietà. In particolare, è benevola la Merkel, che vede prodursi finalmente in quel paese una situazione di possibile benefica crisi tra Cdu e Csu, talmente secca da mettere perfino in gravi difficoltà quel governo già composto da due partiti abbondantemente bastonati alle ultime elezioni (soprattutto il socialista come sta avvenendo in tutta Europa!). Continua a leggere

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«Cari illuminati di sinistra, vi siete mai chiesti perché gli italiani non la pensano come voi?»

di Caterina Giojell
«Cari illuminati di sinistra, vi siete mai chiesti perché gli italiani non la pensano come voi?»
Fonte: Tempi
Ieri non ha letto su Repubblica l’appello dei dodici finalisti del Premio Strega che chiedono venga revocato immediatamente l’ordine di chiusura dei porti, «ma è come se l’avessi fatto, questo genere di appelli sono tutti eguali ed estremamente prevedibili». Solo il giorno prima Luca Ricolfi, sociologo, docente di Analisi dei dati all’Università di Torino e responsabile scientifico della Fondazione David Hume, sulla scorta del sondaggio Ipsos che dava il 71 per cento degli italiani a favore della linea dura di Salvini – «non solo gli elettori che votano destra o Cinque Stelle, ma anche un terzo degli elettori del Pd» –, aveva firmato una lettera agli illuminati sul Messaggero: «Cari politici progressisti, cari intellettuali impegnati, cari manager illuminati, cari prelati, scrittori, cantanti, professori, conduttori televisivi, giornalisti che ogni giorno vi esercitate in accorati appelli a coltivare il senso di umanità, vi siete mai chiesti perché tanti italiani non la pensano come voi?».
In compenso, racconta a tempi.it, «ho ascoltato (sta su youtube) il pensiero di uno di questi premi-Strega, che pochi giorni fa, quando la Aquarius non era ancora arrivata a Valencia, ha confessato: “Io stesso, devo dire, con realpolitik, di cui mi sono anche vergognato, ieri ho pensato, ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: e adesso, se muore un bambino, io voglio vedere che cosa succede del nostro governo”. Non è nemmeno il caso di specificare chi, in particolare, abbia fatto un simile miserabile ragionamento perché, a giudicare dalle non-reazioni del mondo progressista (e anzi dalle difese d’ufficio delle sue parole, che sarebbero state “estrapolate dal contesto”) viene da pensare che quel che è scappato a un singolo intellettuale sia il retro-pensiero di molti. Un retro-pensiero che non è solo segno di mancanza di umanità ma anche di scarso interesse per il bene comune. Io trovo profondamente barbaro l’atteggiamento di chi cova in sé un odio e un disprezzo per l’avversario politico così grandi da augurarsi qualsiasi cosa possa nuocere al nemico: oggi che muoia un bambino, domani che salga lo spread e l’Italia vada a picco. E guardi che io non amo per niente questo governo, e l’unica posizione pubblica esplicita che ho preso prima del voto è stata contro Lega e Movimento Cinque Stelle, perché li ritenevo (e li ritengo) un pericolo per l’economia italiana. Ma questo non mi induce a sperare che mandino a picco il paese, tutto al contrario spero siano in grado di dimostrarmi che mi sbagliavo». Continua a leggere

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Il tabù dello zingaro

di Marcello Veneziani

Se volete capire che cos’è il politicamente corretto inalberato dalla sinistra e adottato da quasi tutti i media, e quali danni realmente produce nella vita quotidiana, i rom sono il campione perfetto. Un tempo dicevi zingari e mettevi subito mano al portafogli o alla borsetta, sapendo che correvi un rischio in loro presenza. Ciascuno di noi ha visto o subito non uno ma dieci episodi di furti e di tentati furti ad opera loro. In autobus, per strada, nei luoghi affollati. O anche in casa. Dicevi zingari e nella migliore delle ipotesi ti venivano fuori le immagini di donne che ti chiedono l’elemosina in modo insistente e minaccioso, ti infilano con forza dei fiori tra le mani per pretendere soldi, o ti lanciavano maledizioni. Dicevi zingari e ti venivano fuori immagini di uomini zazzeruti col coltello in mano e ti auguravi di non incontrarli mai in spazi solitari. Dicevi zingari e ti ricordavi dei loro centri degradati, peggio dei centri d’accoglienza per immigrati, luoghi sporchi e loschi da cui bisogna stare lontani. Appena si installava un insediamento di zingari i furti nelle case e nelle strade aumentavano paurosamente.

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