Un bilancio di quanto fatto fino ad oggi
“In legge di Bilancio, a pochi mesi dall’insediamento, siamo riusciti a ottenere circa tre miliardi per famiglia e disabilità. Tra le tante cose, abbiamo portato il fondo famiglia da poco più di quattro milioni a 100milioni, abbiamo aumentato da mille a 1.500 euro gli incentivi per gli asili nido.
Alle famiglie con più figli potranno essere erogati assegni anche superiori ai duemila euro. E ancora: abbiamo investito 80milioni di euro per il welfare aziendale. Nel campo della disabilità abbiamo aumentato tutti i fondi, a partire dal Fondo per la non autosufficienza, per i più gravi, potenziato di 100milioni di euro, strutturali. Nel Consiglio dei Ministri del 20 maggio, con il Ministro Bussetti, abbiamo introdotto importanti novità nel campo dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Dopo anni, inoltre, è stato ricaricato il fondo antidroga, per 7milioni di euro, altri 2 milioni potranno essere destinati alle comunità terapeutiche e 3 alla prevenzione nelle scuole. Abbiamo inoltre potenziato la parte di controllo delle droghe sottoscrivendo accordi di collaborazione con le forze dell’ordine e siamo partner delle reti di cooperazione di area Mediterranea e Atlantica contro il narcotraffico”.
Qual è stata l’iniziativa più “sofferta” in termini di risultato e quella di cui va più fiero?“
La trattativa in sede di Legge di Bilancio è stato senza dubbio uno dei momenti più difficili, ma anche una delle cose che mi rende più orgoglioso di questi dodici mesi alla guida del Ministero. L’aumento di tutti i fondi per la disabilità e la natalità è stato un primo traguardo, soprattutto considerando che ci eravamo appena insediati. L’aver portato, poi, al centro dell’agenda di governo e del dibattito politico i temi della famiglia e della disabilità è per me motivo di grande soddisfazione.
Sono felice di essere riuscito a fare della famiglia e della natalità il tema centrale di questa campagna elettorale, obbligando i nostri vicini di casa di Governo dopo mesi di sollecitazioni a schierarsi a favore. Spero che da parte loro non si tratti solo di proclami elettorali. Anche perché noi da mesi stiamo portando avanti azioni concrete come l’assegno unico, oggi pronto e per il quale manca giusto la condivisione dell’alleato: per la famiglia servono fatti, non parole”.
Che cosa resta da fare e cosa si farà nell’immediato?
“Abbiamo già formalizzato all’ultimo preconsiglio e il nostro testo è già depositato al Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi di Palazzo Chigi la proposta di un assegno unico per le famiglie, che presto confluirà in un disegno di legge.Da mesi stiamo lavorando al progetto: i nostri tecnici hanno svolto un approfondito studio sulle coperture e sulle misure che si sono stratificate negli anni, che sono frammentarie e disorganiche e soprattutto non strutturali. Con questi fondi – e altri che si potranno aggiungere in legge di Bilancio – vogliamo realizzare un assegno unico che darà a quasi tutte le famiglie italiane con bimbi, comprese finalmente quelle del cosiddetto ‘ceto medio’, alcune centinaia di euro ogni mese. Contiamo che possa essere di 2-300 euro dal settimo mese di gravidanza fino alla maggiore età, con delle specifiche e necessarie maggiorazioni in caso di figli con disabilità. É l’investimento più sicuro e più di valore per il futuro del Paese. La denatalità è infatti un rischio importante anche per l’economia.Inoltre abbiamo già presentato e ricevuto il sostegno in Consiglio dei Ministri alla nostra proposta di codificare le norme in tema di disabilità: il primo Codice delle persone con disabilità riformerà e semplificherà l’intera disciplina in materia, adattandola alle molteplici esigenze ed aggiornandola in linea con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Un lavoro multidisciplinare e che guarda alla disabilità in una prospettiva multidimensionale mai applicata prima in Italia. Allargando la prospettiva abbiamo anche già depositato un disegno di legge per il contrasto delle false attestazioni di invalidità. Una battaglia di civiltà che intendiamo portare avanti, colpendo soprattutto i medici che si prestano a certificare false invalidità. Affrontando il tema con la cautela e il rispetto dovuti, proprio per non gravare su chi deve già affrontare quotidianamente trafile burocratiche insostenibili per vedere garantiti i propri diritti. Da ultimo, mi lasci annunciare che grazie alla nostra mobilitazione in ambito di governo, è stata convocata per il 25 giugno la prima riunione per il Piano Nazionale della non autosufficienza, che consentirà di affrontare il problema della disomogeneità di trattamento tra Regioni delle persone con gravissima disabilità” .
fonte – https://www.reazioneidentitaria.org/2019/05/31/un-anno-di-governo-del-ministro-fontana/