Cinquestelle e Lega? Sono partiti “solidi” e vecchio stile (e vincono le elezioni per questo)

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Cinquestelle e Lega? Sono partiti “solidi” e vecchio stile (e vincono le elezioni per questo)

Il partito liquido è stata un’invenzione dei Veltroni nel 2008 e sembrava un’idea rivoluzionaria (ma anche il Cavaliere aveva questa idea di partito). Con le ultime elezioni, invece, si sono affermati i partiti “solidi”: Lega e M5S. (di Flavia Perina, LEGGI)

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"Ecco le persone da colpire". La lista choc degli antifascisti

Un blog antagonista emiliano indica politici e sedi di partiti del centrodestra. Esplose le prime bombe. Bignami (Fi): minacce serie
di Giuseppe De Lorenzo
«Si levino di torno, o li leveremo noi». La minaccia, neppure troppo velata, è contenuta nel blog antagonista «Emilia Antifascista», dal sottotitolo di trumpiana memoria ma in salsa partigiana: «Making Emilia Red Again».
Rendere l’Emilia di nuovo rossa. L’intimidazione potrebbe essere derubricata a vaneggiamento di qualche invasato, se non fosse che gli stessi centri sociali hanno diffuso un dettagliato dossier con nomi, cognomi, indirizzi e movimenti di tutte le realtà di destra tra Modena, Reggio Emilia, Carpi e Bologna. Una vera e propria caccia alle streghe contro chi non la pensa come loro. Compresi parlamentari, consiglieri comunali e normali cittadini.
Il dossier ricorda troppo da vicino i tetri schedari redatti da Avanguardia Operaia negli anni di piombo. Allora i «compagni» misero insieme 10mila cartelle con foto e dati di presunti militanti neofascisti. Oggi gli antagonisti fanno lo stesso, fornendo online puntuali descrizioni sulle attività non solo di gruppi di estrema destra come Forza Nuova e CasaPound. Ma anche di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e associazioni studentesche varie. L’obiettivo? Creare una «mobilitazione sempre più partecipata contro la presenza neofascista» in Emilia. Mobilitazione che, stando a quanto scritto nel blog, prevede la realizzazione di «azioni violente che si possono ritenere giuste a livello strategico». Tradotto: picchiare un «camerata» non è reato. Continua a leggere

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Merkel, Macron a fianco della May: guerra alla Russia!

di Maurizio Blondet
Il governo Merkel si è schierato a fianco di Londra nell’accusa alla Russia di aver avvelenato l’ex spia Skripal. Anzi è stato il primo del nuovo governo di grande coalizione. La ministra della difesa, Ursula von der Leyen: “Ora è fondamentale che si sia fermamente a fianco degli inglesi”. Secondo DWN, ciò serve a preparare il pubblico tedesco a nuove e più gravi sanzioni contro Mosca, non solo economiche ma politiche, in modo da fare della Russia uno stato-paria. Anche Macron si è schierato. Ovviamente, Nikki Haley. Ci sono i segni che l’Occidente si prepari ad espellere la Russia dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che l’Unione Sovietica guadagnò con la sanguinosa vittoria della seconda guerra mondiale.
Quanto all’agente nervino che la May accusa i russi di aver usato, il Novichok, esso è stato prodotto da un chimico russo fuggito in USA dal 1994, Vir Mirzanyanov. Che ha pubblicato la formula nel libro autobiografico, “State Secrets: An Insider’s Chronicle of the Russian Chemical Weapons Program” (2008) in cui racconta come eroicamente si è opposto al potere di Putin fuggendo all’estero..

L’inventore.

 
 

La formula pubblicata dall’inventore

 
 
Oggi, intervistato dagli Stati Uniti dove, in località imprecisata, abita in una villa da un milione di dollari, ha dichiarato: “L’hanno fatto i russi. Solo loro hanno sviluppato questa classe di nervini. O qualcuno che ha letto il mio libro.

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“Only Russia could be behind the “, says the Inventor and former Russian chemist Vil Mirzayanov in a TV interview from his $1 mln. home in the US.

Il punto è che la Organization for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW), ossia l’ente sovrannazionale che controlla gli armamenti chimico-biologici, nel 2013 espresse dubbi sull’esistenza stessa del Novichok e il suo Tavolo di Consulenza Scientifico sconsigliò di mettere le componenti indicate da Mirzayanov nel suo libro, nell’elenco dei precursori da assoggettare alla proibizione e controllo di produzione.
Ancora nel 2016 il dottor Robin Black, capo del Detection Laboratory di Porton Down, il centro britannico di produzione di agente per la guerra chimica, ha pubblicato in una rivista scientifica un articolo in cui sosteneva che la stessa esistenza del Novichock era ben poco certa, basandosi solo sulle asserzioni del suo inventore presunto, il sullodato Mirzayanov. Continua a leggere

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Il grande sconfitto è il mito europeista

di Gianpasquale Santomassimo
Il grande sconfitto è il mito europeista
A tutti quelli che fanno analisi molto complicate e politicistiche, che ritengono che un certo partito abbia perso barcate di voti per una parolina sbagliata in tv, per un obiettivo errato nel programma, per quel candidato indigesto ecc., va ricordata una semplice verità: che il grosso dell’elettorato si orienta e ragiona in maniera molto più semplice. Se la «sinistra» è divenuta indigesta e invotabile agli occhi degli elettori questo si ripercuoterà a raggi concentrici, da Renzi a Grasso e ancora più a sinistra.
Le distinzioni che gli appassionati di politica fanno, spaccando il capello in quattro, non hanno alcun valore e non sono intellegibili per l’elettore comune. Si tratta di capire perché vi sia stato un rigetto così ampio e probabilmente definitivo di ciò che è stato considerato «sinistra» negli ultimi decenni. Un fenomeno non sorprendente, e che viene da abbastanza lontano, da un’inversione di ruoli e di rappresentanza di ceti e di stili di vita, raffigurato plasticamente da tutte le analisi del voto degli ultimi anni, che hanno contrapposto benestanti soddisfatti dei centri cittadini a popolo delle periferie che esprimeva un bisogno al tempo stesso di ribellione e di protezione.
Non è che mancassero offerte di sinistre possibili, anche molto variegate, se pure di scarsa qualità: a questo punto è mancata la domanda di sinistra, diciamo. Tutta la sinistra (moderata, radicale, antagonista) è stata percepita e giudicata dall’elettorato come parte integrante di un sistema da cambiare.
Assistiamo anche in Italia all’inabissamento della sinistra liberal che era stata a lungo egemone con la sua visione del mondo. La stessa cosiddetta «sinistra radicale» era stata null’altro che l’ala estrema di questa ideologia diffusa, sensibilissima alle tematiche dei diritti civili e delle battaglie «umanitarie», di fatto inerte sul terreno dei diritti sociali.
E anche complice della costruzione del mito europeista, che è sullo sfondo il grande sconfitto di questa consultazione. Parte integrante dell’establishment europeista il Pd, molto spesso ascari della «più Europa» i suoi critici di sinistra.
Non solo euro e regole ci troviamo di fronte, ma anche una ideologia complessiva potentissima e pervasiva, un fronte politico e culturale vastissimo, convinto che «più Europa» sia la soluzione ai problemi che l’Europa stessa ha posto con la sua folle attuazione. Si tratterebbe di affrontare un lavoro di lunga lena per demistificare – come si diceva un tempo – le risultanze di una egemonia costruita con molti decenni di impiego massiccio di risorse culturali, mediatiche, economiche, ma che riposa su basi storiche e teoriche fragilissime, testimoniate da quell’imbarazzante documento che è passato alla storia come «manifesto di Ventotene».
Il problema dell’europeismo di sinistra è che ormai non è più soltanto ideologia sostitutiva di quelle novecentesche crollate nell’89 e non è più solo «religione civile» imposta ai sudditi dall’establishment. Ma ormai è religione vera e propria, con i suoi dogmi, i suoi atti di fede cieca e assoluta, il credo quia absurdum (credo perché è assurdo) e anche una dose massiccia di sacrifici umani. Cominciare almeno a porre il problema, discuterne apertamente e laicamente a sinistra, sarà sicuramente un fatto positivo (oltre che doveroso).
Senza ripensare tutto sarà impossibile ripartire. Non mi faccio grandi illusioni, la Repubblica continuerà a delirare su populismo e «sovranismo», la sinistra continuerà a trattare da fascisti e razzisti le masse popolari che esprimono disagio per le loro condizioni di vita, continuerà a discettare di «ossessioni securitarie» e a immaginare che il “multiculturalismo” sia un pranzo di gala privo di lacerazioni e drammi. Si lascerà alla destra la difesa dell’interesse nazionale, e perfino l’esercizio della sovranità costituzionale per la quale avevamo votato il 4 dicembre del 2016.
«Non ci interessa la sovranità nazionale, siamo internazionalisti» dichiara la dirigente di una lista elettorale che ha preso l’1,1%. Ci si chiede da quando questa posizione, che ignora perfino il significato delle parole, e che sarebbe impossibile spiegare ai cubani, ai vietnamiti, ma anche ai curdi e a qualunque altro popolo, sia diventata luogo comune nella sinistra italiana.
Anziché evocare il Popolo bisognerebbe cominciare almeno a parlarci. Quando ci si deciderà a farlo non sarà mai troppo tardi.
Fonte: Il Manifesto

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La mattanza dei bambini down e non solo

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo
Il caso di Treviso, in cui il direttore dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale cittadino, Enrico Busato, in un’intervista al quotidiano Avvenire denuncia il fatto che «sempre più spesso le giovani coppie rifiutano figli davanti a diagnosi di disabilità, persino eventuali», e che ciò vale per qualsiasi forma di disabilità ma soprattutto per la sindrome di Down, fa il paio con il video recentemente trasmesso dalla nota trasmissione Le Iene in cui Nicole, una ragazza affetta dalla trisomia 21, nei panni di un inviato delle Iene compie un viaggio in Islanda, il paese dove è in atto un progetto di eliminazione sistematica delle persone Down, tramite diagnosi prenatali sempre più sofisticate che nel 100% dei casi si risolvono in aborti. Continua a leggere

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Cappella profanata a Sumatra poco dopo l’inaugurazione


Segnalazione Corrispondenza Romana
È stata inaugurata e benedetta lo scorso 4 marzo, è stata devastata nella notte tra il giorno 7 ed il giorno 8: la cappella intitolata a San Zaccaria, in un villaggio sperduto nella diocesi di Palembang, a sud dell’isola di Sumatra, in Indonesia, è stata profanata da ignoti, come confermato dall’Arcivescovo, mons. Aloysius Sudarso, deciso tuttavia a non lasciare cadere la questione: «Cerchiamo giustizia, secondo lo Stato di diritto», ha detto, chiedendo però di non cadere nella reazione emotiva.
Le indagini sono in corso. A condurle, è la Polizia, che ha subito ascoltato chiunque fosse, direttamente o indirettamente, informato sui fatti. Continua a leggere

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Una Principessa lesbica nei cartoni Disney?

di Filippo Savarese
Ci possiamo (ancora) fidare della Disney?
Te lo chiedo perché stanno pensando di trasformare Elsa, la protagonista del cartone animato Frozen, in una paladina delle battaglie Gay. Nel 2019 uscirà al cinema il secondo film, e la Disney sta pensano di ‘trasformarla’ in una lesbica, dandole anche una fidanzata.
È quello che ha detto la sceneggiatrice del cartone, Jennifer Lee: “Stiamo affrontando il tema, ne stiamo parlando e siamo consapevoli di tutti gli aspetti. Sarà la stessa Elsa a dirmi dove condurla“.
Abbiamo creato questa petizione per chiedere alla Disney di non commettere un errore così grave, usando i suoi cartoni animati per fare propaganda politica e ideologica. Consegneremo le firme a Daniel Frigo, il Country Manager di Walt Disney in Italia (Milano).
Ti chiedo per favore di firmarla e diffonderla il più possibile ai tuoi contatti Facebook, Twitter, WhatsApp e via mail.
Grazie!
➡️ Firma subito la petizione, clicca qui
Lasciami essere chiaro.
La Disney ha realizzato e ancora realizza moltissimi capolavori. Io li ho visti praticamente tutti una marea di volte, sia quando ero piccolo sia, di nuovo, coi miei nipoti. Quei cartoni fanno parte del mio immaginario, della mia fantasia, dei mieiricordi. Di alcuni conosco a memoria le battute e soprattutto le colonne sonore. Continua a leggere

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Il patto con il diavolo: così i sauditi mettono nel sacco Washington e Londra

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Il patto con il diavolo: così i sauditi mettono nel sacco Washington e Londra

Mohammed bin Salman ha offerto 60 miliardi di dollari di scambi commerciali all’Inghilterra e si prepara al possibile collocamento dell’Aramco (la maggiore società petrolifera del mondo) alla Borsa inglese. E agli inglesi questi soldi fanno comodo. Per pagare i costi della Brexit. (di Alberto Negri, LEGGI)

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Emergenza conti, senza nuovo governo stangata consumi

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di Mariangela Tessa
Mentre tra Quirinale e segreterie dei partiti, l’Italia cerca affannosamente l’architettura del prossimo governo, il nuovo esecutivo sarà sarà subito chiamato a trovare oltre 30 miliardi di euro per neutralizzare le scadenze fissate dai governi precedenti, ovvero l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti (12,47 miliardi per il 2019 e 19,16 miliardi nel 2020 per un totale di 31,6 miliardi nel biennio 2019/2020).
Nella legge Finanziaria del 2018 andranno dunque trovate le coperture necessarie, altrimenti – a partire dal 1 gennaio 2019 – l’aliquota intermedia dell’Iva salirà dal 10 al 12% mentre quella ordinaria passerà dal 22 al 24,2%. Nuova raffica di aumenti ad inizio 2020 con l’aliquota intermedia al 13% e quella ordinaria al 24,9%. A cui si aggiungerà l’ennesimo rincaro delle accise sui carburanti. Una vera e propria stangata sui consumi degli italianiche potrebbe mandare ko la fragile ripresa economica in corso. Continua a leggere

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