Gli "intellettuali" mettono il bavaglio al filosofo. La miserabile censura subita da Alain de Benoist

di David Allegranti
Gli "intellettuali" mettono il bavaglio al filosofo. La miserabile censura subita da Alain de Benoist
Fonte: Arianna editrice
Questa è la storia della miserabile censura subita da Alain de Benoist presso la Fondazione Feltrinelli.
Qui trovate:
a) L’articolo a commento della vicenda di David Allegranti (su Il Foglio e ilfoglio.it 6/2/2018)
b) La lettera-petizione dei censori
c) Lo scambio epistolare fra de Benoist e la Fondazione Feltrinelli.
Gli intellettuali mettono il bavaglio al filosofo
Questo incontro non s’ha da fare. E infatti non si farà: la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha sospeso la conferenza con Alain de Benoist, scrittore, filosofo e fondatore della Nouvelle Droite, che il prossimo 13 febbraio avrebbe dovuto dialogare con il politologo Piero Ignazi e con Gad Lerner nelle vesti di moderatore. Un appuntamento che faceva parte del ciclo “What is left / What is right” al quale ha già partecipato, il 30 gennaio scorso, Florian Philippot, ex esponente di spicco del Front National. Continua a leggere

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Uno dei feriti da Traini fugge dall'ospedale: è giallo sulle ragioni

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Perché il migrante ferito da Traini, è fuggito dall’ospedale? Se avesse qualche precedente, o peggio, la beffa sarebbe atroce…

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http://www.secoloditalia.it/2018/02/uno-dei-feriti-da-traini-fugge-dallospedale-e-giallo-sulle-ragioni/ Continua a leggere

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La fase più dura della guerra in Siria

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Segnalazione di F.F.
L’inviato dell’Independent Robert Fisk, da poco tornato da un reportage in Siria, ha scritto che le guerre, quando stanno per concludersi, diventano più pericolose. Il caso siriano ne è un esempio. Come abbiamo scritto tempo faBashar al Assad, salvo eventi eclatanti, ha ormai vinto la guerra. La partita contro lo Stato islamico è ormai chiusa e i ribelli sono asserragliati essenzialmente nella provincia di Idlib, a Daraa e al confine con la Giordania.
L’operazione turca “Ramoscello d’olivo“, iniziata il 20 gennaio scorso, prosegue anche grazie alla bassa manovalanza dell’Esercito siriano libero, usato prima da Recep Tayyip Erdogan per combattere contro Damasco e ora riciclato contro i curdi.
I curdi siriani ritengono che la luce verde a questa operazione sia arrivata dopo un accordo tra Putin e il Reìs che prevederebbe per Mosca il via libera per eliminare i ribelli asserragliati a Idlib. In questo modo, secondo Alberto Negri, “i curdi sarebbero stati traditi due volte. Dagli americani che dopo averli usati nell’assedio di Raqqa contro l’Isis adesso li lasciano come bersaglio della Turchia. Ma anche dalla Russia che comunque ha sempre fornito uno storico sostegno ai curdi, in particolare del Pkk, storico partito marxista-leninista che per altro da diverso tempo ha abbandonato la versione ideologica più ortodossa per abbracciare una visione più aderente alla realtà sociale del Medio Oriente”. Continua a leggere

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Macerata, Traini resta in cella: "Non sono pentito del gesto"

A nostro avviso Luca Traini necessiterebbe di assistenza spirituale da parte di un vero e buon sacerdote cattolico (N.d.R.)
Luca Traini resta in carcere a Montacuto. Il gip ha infatti confermato l’arresto e di fatto ha anche disposto la custodia cautelare
di Franco Grilli
Luca Traini resta in carcere a Montacuto. Il gip ha infatti confermato l’arresto e di fatto ha anche disposto la custodia cautelare con l’accusa di strage aggravata dall’odio razziale.
Traini si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il 28enne, come ha raccontato il legale, Giancarlo Giulianelli, ha reso dichiarazioni spontanee davanti al pubblico ministero. “Il mio obiettivo – ha riferito Traini al pm – erano i neri che spacciano droga a Macerata”. Continua a leggere

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La madre di Pamela: "Ringrazio Traini per il cero acceso per Pamela"

Traini voleva uccidere gli immigrati per vendicare Pamela. Ma la madre della giovane romana fatta a pezzi: “Sono contraria alla violenza e alla strumentalizzazione politica”
di Giovanni Neve
È rinchiuso nel carcere di Montacuto, ad Ancona, e si trova sempre in isolamento. Per Luca Traini, il 28enne che sabato scorso a sparato all’impazzata puntando su un gruppo di extracomunitari, si profila il reato tentata strage con l’aggravante dell’odio razzista.
Un storia drammatica che si lega al dramma di Pamela Mastropietrola 18enne romana fatta a pezzi da due spacciatori nigeriani. Contro di loro si è abbattuto l’odio di Traini“Ringrazio Traini per aver acceso il cero per mia figlia – commenta Alessandra Verni, mamma della giovane, ai microfoni del Tempo – ma sono contraria alla violenza e alla strumentalizzazione politica che di tutta questa orribile storia si sta facendo”. Continua a leggere

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Le carte choc sulla mutilazione: "Così Pamela è stata smembrata: tolta parte dell'organo sessuale"

Sul Tempo le carte choc degli inquirenti: “Molti organi non si trovano più”. Il medico legale: “È morta per ferite da taglio sul torace o per overdose”
di Sergio Rame
In quelle carte c’è tutto l’orrore del mondo, il male nella sua forma più buia. A tirarle fuori è il Tempo che oggi le pubblica in eslusiva in quella che diventa la cronaca di un viaggio nelle atrocità umane.
La bestia ha un nome è un cognome: Innocent Oseghale. È stato lui a deturpare “completamente” il corpo di Pamela Mastropietro smembrandolo “in vari pezzi con grossi strumenti da taglio”. Non lo ha fatto da solo. Con lui c’era un altro nigeriano. Insieme hanno “mutilato” la 18enne in più punti, l’hanno dissanguata e hanno lavato i vari pezzi con “una sostanza a base di cloro”. Quindi li hanno infilati nelle valigie.
Prima le hanno tagliato la testa. Poi si sono accaniti sul torace: le hanno asportato le mammelle, il bacino e il monte di venere. Quindi, le hanno tagliato le mani e “diviso” in due parti le braccia e le gambe. Alcuni “pezzi”, come il collo e una parte dell’organo sessuale, non si trovano nemmeno più. Tutto questo orrore è ora racchiuso nella carte degli inquirenti. Carte che oggi il Tempo ha pubblicato in esclusiva e che ci permettono di ricostruire la mattanza di Macerata. Il dossier è nelle mani del giudice delle indagini preliminari Giovanni Manzoni che ha firmato l’ordinanza di convalida del fermo. Al momento Innocent Oseghale si trova, infatti, in carcere in attesa del processo. Manca, però, un tassello a svelare tutto il suo diabolico piano: la causa della morte di Pamela. Continua a leggere

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Si prospetta vero motivo del conflitto tra Israele e Libano:giacimenti gas in mare

Segnalazione di F.F.

Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, sostiene che il gas del Mediterraneo orientale appartiene a loro, Israele, non al Libano.
Il giacimento di gas del Mediterraneo orientale che è stato messo in licitazione (gara) dal Libano e che dovrebbe essere appaltato da un consorzio internazionale di società energetiche, secondo Liberman, appartiene ad Israele, lo ha dichiarato mercoledì lo stesso ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman.

“Loro [il Libano] stanno annunciando un bando sull’assegnazione del giacimento del gas, compreso il Blocco 9, che è nostro per qualsiasi definizione”, ha detto Lieberman in una conferenza a Tel Aviv.

Il ministro israeliano ha affermato che le aziende rispettabili che partecipano alla gara di appalto hanno commesso un grave errore, poiché il loro coinvolgimento nel progetto contraddice qualsiasi regola e pratica.

A dicembre, il governo libanese ha approvato le disposizioni per il diritto di esplorare due blocchi energetici, ovvero Block 4 e Block 9, in Libano, al consorzio del produttore russo di gas naturale Novatek con France’s Total e l’Eni dell’Italia.Il Libano ha lanciato la sua prima asta di licitazione per la produzione di petrolio e gas a gennaio 2017, aprendo cinque dei dieci blocchi del Mediterraneo per le offerte internazionali.
Il Libano, insieme a Israele, Cipro ed Egitto, si trova nel bacino del Levante nel Mediterraneo orientale, dove sono stati rivelati nuovi giacimenti di gas nel 2009. Due blocchi offshore dalle coste libanesi si trovano ora in un triangolo di territorio marittimo rivendicato anche da Israele.

Una parte del giacimento spetterebbe alla Palestina ma rimane certo che sarà Israele a pretenderne lo sfruttamento così come abitualmente fatto per tutto quello che appartiene alla Palestina, come fonti d’acqua, risorse agricole e territorio.Adesso la pretesa di Israele è quella di assegnarsi l’intero giacimento e di escludere il Libano. Questo spiega anche la rinnovata ostilità del governo israeliano nei confronti del Libano, di cui fra l’altro Israele occupa una porzione di territori che non ha mai voluto restituire alla sovranità libanese.
Fonte: www.controinformazione.info
L’opinione dell’autore può non coincidere totalmente con la posizione della redazione.

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Camion per la Vita, medicina prenatale e …. il prossimo tour di Gianna Jessen in Italia!

di Toni Brandi
Qualche giorno fa è finito il tour del nostro “camion per la vita”: ha sensibilizzato migliaia di persone sulle conseguenze dell’aborto (in particolare sulle donne), portando in giro per Roma durante dieci giorni il seguente manifesto:
Ecco una foto del camion davanti a S. Pietro:

La settimana scorsa inoltre ha avuto luogo la nostra conferenza stampa con il prof. Giuseppe Noia della Fondazione il Cuore in una goccia onlus, nella quale abbiamo presentato una alternativa portatrice di speranza per molte madri tentate dall’aborto: la medicina prenatale e perinatale.
In quell’occasione ProVita (grazie a voi sostenitori!) ha potuto offrire il suo contributo concreto ad iniziative di diagnosi, di terapia e di cura in favore di bambini nel grembo materno.
Se guardiamo invece a questo mese di febbraio, abbiamo davanti a noi eventi molto importanti…
Il 16 febbraio comincia un altro tour di ProVita con Gianna Jessen, testimone prolife di fama internazionale, sopravvissuta all’aborto.

  • Verona, 16 / 17 febbraio: la prima tappa di Gianna sarà proprio al Palazzo della Gran Guardia, in Piazza Bra, a Verona, e darà la sua testimonianza tra gli interventi degli altri relatori della prima giornata del Festival della Vita (che ti abbiamo annunciato nei giorni scorsi: clicca qui per il programma). Dopodiché il tour continuerà nei seguenti luoghi…
  • Genova, 18 febbraio: Sala Quadrivium, Piazza Santa Marta 2, ore 18:00;
  • Prato, 21 febbraio: Auditorium Camera di Commercio, via Pelagatti 17, ore 21:00;
  • Padova, 22 febbraio: Piccolo Teatro Don Bosco, via Asolo 2, ore 21:00;
  • San Zenone degli Ezzelini (TV), 25 febbraio: Centro Polivalente “La Roggia”, via Caozocco 10, ore 20:00.

E’ la quinta volta che Gianna Jessen viene con ProVita in Italia a dare la sua testimonianza per la vita. In ogni occasione le sale sono stracolme di persone desiderose di ascoltarla e di parlarle.
Ci auguriamo, in occasione del triste 40° anniversario della legge 194 sull’aborto, di rendere – insieme a te –  il 2018 un anno di riscossa nella lotta per la Vita! Continua a leggere

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Polonia: premier difende 'legge Shoah'

 © EPAA museo famiglia polacca uccisa da nazisti perchè nascose ebrei

(ANSA) – VARSAVIA, 2 FEB – Continua la battaglia del governo polacco in difesa della cosiddetta legge della Shoah approvata da Varsavia con la quale si può condannare coloro che attribuiscono alla nazione o allo stato polacco la corresponsabilità per i crimini nazisti.
CONTINUA SU  http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/02/02/polonia-premier-difende-legge-shoah_974cc9d5-7957-4553-959c-3884ee31c555.html Continua a leggere

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