Per Bergoglio tutte le religioni sono buone: schiaffo ai Santi Martiri Cristiani!

Guarda e ascolta il video con attenzione:

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In verità è la “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II che pone le basi dottrinali per parificare l’unica Via, Verità e Vita (Gesù Cristo) con l’errore (eresie, altre religioni, altre filosofie, ideologie nichiliste ecc.). Questa parificazione ha edificato, negli anni, la nuova Chiesa ecumenista, cosmopolita conciliare, che non è Cattolica perché contraddice il Dogma trinitario, proprio mettendolo sullo stesso piano di Allah, Yahvè, Lutero e compagnia. Quindi Bergoglio è solo l’ultimo (per ora) degli apostati occupanti il Soglio di San Pietro, le diocesi e le parrocchie. Prima di lui, arriviamo fino a Roncalli. 
LA PASSIONE DI PERPETUA E FELICITA
Bergoglio dovrebbe vergognarsi profondamente leggendo le poche righe che seguono: queste due giovani donne avrebbero potuto salvarsi molto facilmente per quella che il giudice riteneva una mera formalità: incensare gli idoli. Invece Bergoglio incensa ed onora gli idoli esclusivamente per la propria vanagloria! Continua a leggere

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La profezia di San Francesco d'Assisi: la divisione nella Chiesa e l'antico serpente sul trono

Si tratta di un testo apocrifo attribuibile agli eretici Spirituali o Fraticelli del Medioevo. Cf Sodalitium n. 49, aprile 1999, pp. 65-67. Per cui non ha alcuna attendibilità sul piano cattolico. Mentre sul piano storico è un rilievo interessante. La precisazione, giunta da don Francesco Ricossa, che ringraziamo, sia utile anche alla fonte “Gloria.tv”

Segnalazione di Luciano Gallina
“Nostro Signore Gesù Cristo invierà loro non un degno pastore, ma uno sterminatore“.
Dopo aver convocato i suoi fratelli poco prima della sua morte (1226), Francesco ha avvertito su tribolazioni future, dicendo: “Fratelli agite con forza e fermezza in attesa del Signore. Un periodo di grandi tribolazioni e afflizioni in cui grandi pericoli e imbarazzi temporali e spirituali accadranno; la carità di molti si raffredderà e l’iniquità dei malvagi abbonderà. Il potere dei demoni sarà più grande del solito, la purezza immacolata della nostra comunità religiosa e altri saranno appassiti al punto che ben pochi fra i cristiani vorranno obbedire al vero sommo Pontefice e alla Chiesa Romana con un cuore sincero e perfetta carità.
“Nel momento decisivo di questa crisi, un personaggio non canonicamente eletto, elevato al soglio pontificio, si adopererà a propinare sagacemente a molti il veleno mortale del suo errore. Continua a leggere

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La Chiesa Cattolica condanna il Concilio, ovvero l'ecumenismo e le amenità dei suoi falsi Pastori

          Benedetto XVI- Assisi 27-10-2011
 – (Copyright L’OSSERVATORE ROMANO –        Servizio Fotografico – photo@ossrom.va)
Segnalazione del Centro Studi Federici

Condanne della Chiesa all’eresia chiamata ecumenismo

Segnaliamo un ottimo lavoro di Sursum Corda, a cura di Carlo Di Piero, sul magistero della Chiesa contro l’ecumenismo.
 
 
Una, Santa, Cattolica ed Apostolica
Papa Leone XIII nella Satis Cognitum afferma: Gesù Cristo istituì nella Chiesa un “vivo, autentico e perenne magistero”, che egli stesso rafforzò col suo potere, informò dello spirito di verità e autenticò coi miracoli; e volle e comandò che i precetti della sua dottrina fossero ricevuti come suoi. Dunque ogni volta in cui questo magistero dichiara che questo o quel dogma è contenuto nel corpo della dottrina divinamente rivelata, ciascuno lo deve tenere per vero, poiché, se potesse essere falso, ne seguirebbe che Dio stesso sarebbe autore dell’errore dell’uomo, il che ripugna: “O Signore, se vi è errore, siamo stati ingannati da te” [Richardus de S. Victore, De Trin., lib. I, cap. 2]. Quindi, rimossa ogni ragione di dubitare, a chi mai sarà lecito ripudiare una sola di queste verità, senza che egli venga per questo stesso a cadere in eresia e senza che, essendo separato dalla Chiesa, rigetti in complesso tutta la dottrina cristiana? Tale è infatti la natura della fede che nulla tanto le ripugna come ammetterne un dogma e ripudiarne un altro. Infatti la Chiesa dichiara apertamente che la fede è una “virtù soprannaturale, con la quale, ispirati ed aiutati dalla grazia di Dio, crediamo che sono vere le cose da lui rivelate, non già per l’intrinseca verità delle medesime conosciuta con il lume naturale della ragione, ma per l’autorità dello stesso Dio rivelante, che non può ingannare né essere ingannato” [Conc. Vat., sess. III, cap. 3]. Se dunque si conosce che una verità è stata rivelata da Dio, e tuttavia non si crede, ne consegue che nulla affatto si crede per fede divina. Infatti quanto Giacomo Apostolo sentenzia a proposito del delitto in materia di costumi, deve affermarsi circa un’opinione erronea in materia di fede: “Chiunque avrà mancato in un punto solo, si è reso colpevole di tutti”. Anzi, a più forte ragione deve dirsi di questa che di quello. Infatti, meno propriamente si dice violata tutta la legge da colui che la trasgredì in una cosa sola, non potendosi vedere in lui, se non interpretandone la volontà, un disprezzo della maestà di Dio legislatore. Invece colui che, anche in un punto solo, dissente dalle verità rivelate, ha perduto del tutto la fede, in quanto ricusa di venerare Dio come somma verità e proprio motivo di fede; perciò Agostino dice: “In molte cose concordano con me, in alcune poche no; ma per quelle poche cose in cui non convengono con me, a nulla giovano loro le molte in cui convengono con me”[S. Augustinus, In Psal. LIV, n. 19]. E con ragione; perché coloro che prendono della dottrina cristiana quello che a loro piace, si basano non sulla fede, ma sul proprio giudizio: e non “riconducendo tutto il proprio intelletto all’obbedienza a Cristo”(1Cor 10,5), obbediscono più propriamente a loro stessi che a Dio. “Voi, diceva Agostino, che nel Vangelo credete quello che volete, e non credete quello che non volete, credete a voi stessi piuttosto che al Vangelo” [S. Augustinus, lib. XVII, Contra Faustum Manichaeum, cap. 3]. Fine della citazione.

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29/04: IV dopo Pasqua con memoria di S. Pietro Martire, co-patrono di Verona

Era il 2012 quando, dopo 5 anni di instancabili e variegate battaglie, pressoché quotidiane, i cattolici tradizionalisti veronesi riuscirono a liberare la chiesa e casa natale del co-patrono dai luterani. La ricordiamo come una delle battaglie vinte dal Santo, per la costanza e dedizione nella Fede e nell’Azione di molti di noi. Da allora, la chiesa è rimasta chiusa finché è stata concessa ad una associazione di promozione turistica.
SAN PIETRO MARTIRE, INQUISITORE UCCISO DAGLI ERETICI
SEVESO 1252, MORTE DI UN INQUISITORE
(Articolo di Massimo Trifirò, da La Padania del 29 agosto 2004)
La drammatica storia dell’agguato al frate domenicano veneto Pietro Rosini 
compiuto in Brianza da parte di alcuni eretici lombardi
1. IL DOMENICANO
Pietro Rosini, il domenicano che in seguito sarà martirizzato e rapidamente elevato agli onori degli altari, venne al mondo a Verona in un giorno imprecisato del 1206. 
La sua famiglia, come altre di qualche influenza nei territori settentrionali della Penisola, apparteneva, seppur non ne mostrasse la sfacciata evidenza,  alla setta dei catari, o manichei, specificatamente indicati col nome di Patarini, ovvero ad una delle forme ereticali cristiane maggiormente diffuse in quegli anni. 
Appare dunque paradossale, o forse determinato da una volontà superiore, che il successivo dipanarsi della sua esistenza si sia poi svolto all’insegna della più rigida ortodossia cattolica, e che addirittura Pietro ne sia poi divenuto un campione, uno strenuo difensore, qualcuno che pagò con la vita le sue ferme convinzioni religiose.  Continua a leggere

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Comunione senza eccessi di zelo??? Un Cattolico le canta, con Fede e rispetto, a "La Vita del popolo" di Treviso

Risultati immagini per Vita del Popolodi Luciano Gallina (“Dr. S.L.”: titolo coperto da copyright e non sveleremo il perché)
IN FONDO SI PUO’ LEGGERE L’ARTICOLO CUI SI RIFERISCE LA LETTERA
Lettera Aperta
Direttore della Vita del Popolo Treviso
Vescovo di Treviso
Treviso 23-04-2018 Anno LIII E. CVII
CUI PRODEST?
Giochiamo a carte scoperte.
Peccando di presunzione, sono conosciuto e inviso alla Curia e alla Diocesi di Treviso.
Scrivo in riferimento all’articolo firmato da Lucio Bonomo (SIC), sulla Vita del Popolo del 22-04-2118 Anno LIII E. CVII n°15. Articolo dal titolo in prima pagina: CON FEDE E RISPETTO e titolo in terza pagina: ACCOSTARSI CON FEDE SENZA ECCESSI DI ZELO.
Pongo la domanda: Cui prodest? Continua a leggere

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La società multiculturale è contro il bene comune

Segnalazione Redazione BastaBugie

L’immigrazionismo sovverte le nazioni (e la Dottrina Sociale della Chiesa)
di Stefano Fontana

(LETTURA AUTOMATICA)

Osserviamo da tempo una chiara adesione della gerarchia ecclesiastica e di gran parte del mondo cattolico (conciliare, n.d.r.) all’idea di favorire una accoglienza degli immigrati pressoché priva di filtri e piuttosto ampia e generalizzata. Si deve notare però che questo nuovo atteggiamento si distingue da quanto tradizionalmente proposto dalla Dottrina sociale della Chiesa, ossia un governo delle migrazioni guidato dal criterio del bene comune. Conseguenza, infatti, di questo nuovo atteggiamento sembra essere la sostituzione del bene comune con la società multireligiosa, vista come il fine della società. Una accoglienza senza i filtri e senza il governo del bene comune intende come buona in sé la società multireligiosa che ne deriva, al punto che anche i cattolici dovrebbero lavorare per essa piuttosto che per il bene comune o per essa in quanto coincidente col bene comune.
La questione deve il proprio interesse al fatto che una nuova impostazione di questo genere comporterebbe una consistente revisione della Dottrina sociale della Chiesa, della sua struttura e dei suoi fondamenti. Non faccio il processo alle intenzioni, e quindi non posso dire se lo scopo di questa “apertura” al fenomeno immigratorio sia proprio di mutare la Dottrina sociale della Chiesa in alcuni punti fondamentali, però non posso esimermi da una oggettiva verifica della importante questione. Continua a leggere

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12 Aprile: San Zeno, Patrono di Verona

San Zeno di VeronaErroneamente a quanto qualcuno strumentalmente dice, in epoca di buonismo ed accoglienza indiscriminata, San Zeno non era nero, sebbene alcune raffigurazioni lo rappresentino come tale. Originario dell’Africa settentrionale (di qui il nomignolo “Vescovo moro”) non era di carnagione nera. Nella raffigurazione accanto, infatti, si vede come probabilmente era realmente l’immagine del Patrono di Verona (n.d.r.)
La chiesa abbaziale di San Zenone, o, come dicono i Veronesi, di San Zeno Maggiore è uno dei monumenti più antichi e più gloriosi di Verona. Accade spesso che sul corpo di un Martire o di un Santo, come su un terreno particolarmente fertile, germogli una grande chiesa o ributti uno svelto campanile.
A Verona, sul corpo miracoloso di San Zenone è fiorita la più bella chiesa italiana dell’epoca romanica, con il boccio di pietra rosea dell’elegante campanile. La vita di San Zenone, Santo veronese, è avvolta nella leggenda.
Zeno nacque in Africa e visse intorno al IV secolo. Non si sa come e quando, dalle sabbie africane, sia giunto sui dolci colli in riva all’Adige, spinto dalla sua vocazione apostolica. In quei tempi, l’imperatore Giuliano, detto l’Apostata, cercava di ristabilire il culto degli dei pagani, combattendo il Cristianesimo, da lui rinnegato. I primi barbari invasori dell’Impero erano poi ariani, cioè cristiani eretici, fieramente avversi al Cattolicesimo.
Correvano quindi tempi brutti per la Chiesa e per il decimato gregge dei fedeli. Ma la sua predicazione e il suo esempio furono più forti delle imposizioni politiche e delle opposizioni settarie. I pagani convertiti, gli eretici ravveduti, furono presto legione, e di San Zenone si poté dire che « predicando condusse Verona al Battesimo ».
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Don Bosco: buono, non buonista


Segnalazione del Centro Studi Federici

Un interessante caso giudiziario a Valdocco
Una lettera al pretore della città di Torino del 18 aprile 1865 apre un interessante ed inedito spiraglio sulla vita quotidiana della Valdocco dell’epoca. Siamo forse abituati a pensare che a Valdocco, con la presenza di don Bosco, le cose andassero sempre bene, soprattutto negli anni cinquanta e primi anni sessanta quando l’opera salesiana non si era ancora diffusa e don Bosco viveva a contatto diretto e costante con i ragazzi. Invece successivamente, con una grande massa eterogenea di giovani, educatori, apprendisti artigiani, giovani studenti, novizi, studenti di filosofia e di teologia, allievi delle scuole serali, lavoratori “esterni”, sarebbero potute sorgere delle difficoltà nella gestione disciplinare della comunità di Valdocco.
 
Un fatto piuttosto grave 
Una lettera al pretore della città di Torino del 18 aprile 1865 apre un interessante ed inedito spiraglio sulla vita quotidiana della Valdocco dell’epoca. La riproduciamo e poi la commentiamo.

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Novità Effedieffe: Dizionario di Teologia Dommatica (Parente, Piolanti, Garofalo)

Segnalazione Effedieffe Edizioni
CLASSICI CATTOLICI nr. 13
Uno strumento imprescindibile per la formazione cattolica

Il magnifico Dizionario di Teologia dommatica a cura del cardinal Pietro Parente e del grande teologo monsignor Antonio Piolanti, pubblicato nel 1943 e che conobbe quattro edizioni, l’ultima delle quali nel 1957, viene oggi ristampato da EFFEDIEFFE.
È possibile definire quest’opera un piccolo miracolo, un capolavoro di precisione e sintesi di duemila anni di teologia, storia, dommatica e morale racchiusi in una selezione accuratissima di centinaia di voci, che spaziano dai misteri più alti del cristianesimo alle sue più evidenti verità.
L’anima di questo Dizionario trae la sua ispirazione infallibile dalla Sapienza Evangelica, da quella dei coraggiosi Padri, da quella chiara, equilibrata e profonda di San Tommaso (a cui tutte le voci sono ispirate). Inoltre trae la sua forza dal magistero infallibile della Chiesa nei suoi Concili più rappresentativi: Nicea I (325), Costantinopoli I (381), Trento (1545-63), Vaticano I (1869-70) e dalle più grandi Encicliche dei Papi (in particolare quelle di Pio IX, Leone XIII, Pio X, Pio XI e Pio XII).
La concentrazione di imperituri elementi dell’operato umano sotto l’impulso della Grazia, sapientemente stilati in quest’opera, ha condotto ad un risultato di eccezionale valore. Continua a leggere

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