La Settimana Santa

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VENERDI SANTO, 30/03/2018 ORE 17.30 PRESSO IL SANTUARIO MADONNA DI LOURDES SULLE TORRICELLE A VERONA: “VIA CRUCIS” ORGANIZZATA DAL CIRCOLO “CHRISTUS REX”

Segnalazione del Centro Studi Federici

Funzioni del Triduo Sacro e Messe di Pasqua:
http://www.sodalitium.biz/orari-la-settimana-santa-verrua-savoia-to-rimini/
http://www.sodalitium.biz/messe-dalla-domenica-delle-palme-alla-domenica-albis/

Catechismo Maggiore di san Pio X – Della settimana santa

§ 3. – Della settimana santa in generale
45 D. Perché l’ultima settimana di Quaresima si dice santa?
R. L’ultima settimana di Quaresima si dice santa, perché in essa si celebra la memoria dei più grandi misteri operati da Gesù Cristo per la nostra redenzione.
 
48 D. Qual mistero si celebra nel giovedì santo?
R. Nel giovedì santo si celebra l’istituzione del santissimo Sacramento dell’Eucaristia.
49 D. Qual mistero si ricorda nel venerdì santo?
R. Nel venerdì santo si ricorda la passione e morte del Salvatore. Continua a leggere

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La vera storia del Beato Simonino da Trento Innocente e Martire e del suo culto

Risultati immagini per Simonino da TrentoSegnalazione del Centro Studi Federici

Il 24 marzo la Chiesa ha festeggiato San Simonino di Trento: lo ricordiamo con la recensione di un libro relativo al martirio che subì “crudelissima­mente trucidato dai Giudèi” (Martirologio Romano) nel 1475.
 
di don Ugolino Giugni
 
Molto è stato scritto, in passato, sul beato Simonino da Trento e ancora oggi, malgrado la “soppressione” del suo culto egli è al centro dell’interesse degli studiosi. Nel 2007 fece molto scalpore il libro “Pasque di Sangue” di Ariel Toaff, figlio del gran rabbino di Roma Elio, nel quale l’autore affrontava scientificamente e storicamente la questione della “cultura del sangue” nelle tradizioni e credenze popolari ebraiche nel medioevo. Questa “accusa del sangue”, secondo Toaff, emerge proprio dai verbali dei processi per l’accusa di “omicidio rituale” (di cui proprio quello di Trento del 1475 riguardante il beato Simonino è uno dei più famosi), contro gli ebrei ashkenaziti trentini.
È molto interessante quanto scrive Toaff per spiegare il suo metodo di ricerca, poichè egli non può essere certamente accusato di essere di parte e antisemita: «voglio precisare che nella mia ricerca ho inteso principalmente indagare sul ruolo occupato dalla cosiddetta “cultura del sangue” nel mondo ebraico di lingua tedesca, come nella società circostante. Un ruolo polivalente, terapeutico, magico, scaramantico, alchemico, che prescindeva dal severo, divieto biblico e rabbinico relativo al consumo del sangue. In sostanza, mi sono proposto di verificare come, anche su questo punto, la prassi, modellata dalle influenze esterne, avesse modificato la norma e quali ne fossero state le conseguenze, impreviste o prevedibili, nell’ambito dell’aperto e aspro confronto con le comunità dei cristiani.

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Verona, 19/03/18: il Circolo "Christus Rex" ha onorato San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale

Lunedì 19 Marzo alle 18.00 nella cappella dei Missionari Monfortani di Arbizzano (VR) il Circolo Christus Rex si è riunito per pregare SAN GIUSEPPE PATRONO DELLA CHIESA. Si sono recitati il Sacro Manto, le Litanie e le invocazioni, la preghiera di San Pio X a San Giuseppe, dopo una breve istruzione sulla figura del più grande tra tutti i Santi, custode e protettore della Sacra Famiglia, esempio di virtù domestiche, esempio per tutti i lavoratori, esempio di marito e padre modello. In alto un particolare della cappella dei Monfortani.
A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa.
Deh! Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen.
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19/03/18: III Giornata di San Giuseppe a Verona


Quest’anno abbiamo deciso di non organizzare conferenze o convegni, come le volte scorse, ma di dedicare la seconda parte della giornata, dopo il lavoro, alla sola preghiera. APERTO A TUTTI:

  • Ore 18.00 Ritrovo e istruzione su San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale
  • Ore 18.30 Sacro Manto, Litanie di San Giuseppe, preghiere
  • Ore 19.30 Canto del “Christus vincit”

Per chi lo desidera, successivamente, sarà prevista una frugale cena comunitaria nelle vicinanze. Saremo ospiti presso la:

Casa dei Missionari Monfortani in Via Padri Monfortani n. 2 ad Arbizzano (VR)

(Per ulteriori info scrivere a info.traditio@gmail.com  ) Continua a leggere

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Consecration of Bp. Selway

Un nuovo Vescovo consacrato negli USA per la prosecuzione dell’episcopato cattolico, in questo stato di grave necessità, iniziato con il Concilio Vaticano II:

Consecration of Bp. Joseph Selway

ON FEBRUARY 22, 2018, the Most Rev. Donald J. Sanborn, assisted by the Most. Rev. Daniel L. Dolan and the Most Rev. Geert Stuyver, consecrated the Rev. Joseph S. Selway to the episcopacy. The rite took place during the course of Pontifical High Mass, read more, see photos…

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Il dolomitico aquinate

Segnalazione del Centro Studi Federici

Oggi la Chiesa festeggia san Tommaso d’Aquino, gloria dell’Ordine domenicano e della teologia cattolica, definito da mons. Umberto Benigni nella “Storia Sociale della Chiesa” gigante dell’ortodossia e il dolomitico aquinate. San Tommaso era uno dei santi invocati in special modo dai membri del Sodalitium Pianum, associazione fondata da mons. Benigni per applicare il programma antimodernista tracciato da san Pio X, tra cui la difesa del tomismo osteggiato dai modernisti. In onore di san Tommaso pubblichiamo alcuni paragrafi dedicati all’Ordine domenicano tratti dalla  “Storia Sociale della Chiesa” (La crisi medievale, vol. V, Casa Editrice Vallardi, pagg. 633 e 634).
 
I Domenicani
Ed ecco l’Ordine domenicano. Compreso dall’intuito del bisogno, il Fondatore volle che i suoi frati si dessero alla predicazione professionale, e fossero mendicanti cioè fossero a contatto del popolo minuto che avrebbe avuto da loro la predica, muta, eloquente, dell’esempio, prima di quella della parola. 
Idea generosa ma non attuabile permanentemente. In grande accadde al domenicanesimo quello che in breve spazio era accaduto alla Scuola cristiana d’Alessandria. Cominciata come scuola catechetica, cioè a predicazione fissa, con Panteno, assorse naturalmente a più alto grado con Clemente Alessandrino e con Origene, e divenne quello che nel medioevo si sarebbe chiamato Studium od Università filosofico-teologica. Analogamente il domenicanesimo sorse colla predicazione, catechismo ambulante (e gli stessi 15 misteri del Rosario sono un embrione di catechismo). Ma questo primo stadio additava la via da ascendere, al dottorato professionale, al professorato. 

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"Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"

Il Cattolico che non applica la Fede nella vita quotidiana è un protestante in pectore. In famiglia, a scuola, nel lavoro, nella politica (per chi la fa ma anche solo per chi vota) nell’ambito associativo e relazionale è necessario cercare e portare il Regno di Cristo. La nostra missione di cresimati è quella di essere “soldati di Cristo”, proclamando e difendendo la Fede, attuando le buone opere. Al contrario, diventiamo liberali. La nostra vita sia orientata dal Vangelo, ciascuno secondo i suoi doveri di stato. Il laico (nel senso di “non consacrato”) sappia fare completamente il laico, anche, quindi nell’impegno pubblico, mentre il sacerdote sappia fare completamente il sacerdote, quindi non l’assistente sociale o l’imprenditore. In quest’ordine divino e naturale tra i ruoli nasce quell’ armonia, che, purtroppo, spesso manca perché uno dei due o entrambi non sono in grado di stare al posto da loro scelto. (N.d.r.)
Segnalazione del Centro Studi Federici
Pubblichiamo un brano del libro “I cristiani dimezzati” (Rusconi Editore, 1972) della scrittrice Orsola Nemi (Firenze, 11 giugno 1903 – La Spezia, 8 febbraio 1985).
Il testo descrive la mentalità laicista che ha pervaso la nostra epoca e che colpisce ogni ambiente, anche quello cattolico. A causa di questa mentalità, anche chi si proclama cattolico in ambito professionale, politico, associativo, ecc. non ricerca più, come dovrebbe, la diffusione del regno di Cristo nella società. Il rischio, denunciato dall’Autrice, è di ridurre il cattolicesimo a un’idea dissociata dalla realtà: un fallimento in vita e soprattutto nell’eternità.
 
I cristiani dimezzati
(…) «Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio». Gesù parla della moneta del tributo a Roma. Aveva già detto: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso». 

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Tempora et mores

Segnalazione di Radioromalibera.org 
di Lorenzo Benedetti
Trento, dicembre 1545: si apre, nella solenne cornice della cattedrale di san Vigilio, il diciannovesimo Concilio ecumenico della Chiesa cattolica, destinato a divenire un caposaldo nella storia del mondo e a definire con chiarezza e rigore aspetti dottrinali, teologici, disciplinari, gerarchici all’alba dell’Età moderna. L’assemblea dei vescovi, convocata da Paolo III e riunitasi per quasi vent’anni, definì la teoria della giustificazione, ribadì la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia, creò i seminari, condannò le tesi eretiche dei riformati, regolò i Sacramenti istituiti da Gesù stesso come insegna la Tradizione: un momento epocale nella vicenda del Cristianesimo, che vide convergere proprio in Trentino le menti più illuminate del tempo «a lode e gloria di Dio, ad accrescimento della fede e religione cristiana», come scrisse Joseph Hergenröther.
Trento ed il suo territorio sono da sempre stati un crocevia di uomini, eserciti, culture, idee, ma la regione ha incessantemente mantenuto integre le proprie tradizioni e la propria identità: per questo fu scelta, ad esempio, come sede del concilio deputato a ricomporre lo scisma luterano, in virtù della posizione intermedia tra l’Italia e la Mitteleuropa, centro equidistante dai Paesi coinvolti nell’assise, nonché per la sua provata fedeltà al papato. Continua a leggere

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Il Miracolo Eucaristico di Arquata del Tronto

Scritto e segnalato da don Curzio Nitoglia

Adeamus cum fiducia ad Tronum Gratiae!
Arquata del Tronto (provincia di Ascoli Piceno) è un paesino di circa 1.600 abitanti, che s’inerpica a quasi 800 metri sul livello del mare. Il terremoto di circa 2 anni fa lo ha distrutto pressoché interamente.
Dopo il terremoto i soccorritori hanno trovato sotto una chiesa crollata un tabernacolo intonso, che è stato riposto dai Carabinieri in un magazzino affinché non andasse perduto.
Qualche giorno fa (dopo oltre un anno e mezzo dal terremoto) i Carabinieri hanno riconsegnato il tabernacolo (che era rimasto chiuso a chiave) al Parroco, il quale dopo averlo aperto ha trovato la pisside ancora chiusa con circa 40 ostie completamente intatte, senza nessuna traccia di muffa o di invecchiamento delle Sacre Specie. Continua a leggere

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I Giudei non piacciono a Dio

Scritto e segnalato da don Curzio Nitoglia

Introduzione

Non è una frase di Rosenberg, né di Hitler e neppure di Goebbels, ma è stata scritta da San Paolo (1Tess., II, 15-16) e quindi è divinamente rivelata, ispirata e infallibilmente vera.

Il testo di S. Paolo

La frase intera, in due versetti, suona così: “I quali [Giudei] hanno perfino messo a morte il Signore Gesù [“Dominum occiderunt Jesum”] e i Profeti ed hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio [“Deo non placent”] e sono nemici di tutti gli uomini [“omnibus hominibus adversantur”], impedendo a noi di predicare ai Pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma oramai l’ira di Dio è arrivata al colmo sul loro capo [“pervenit enim ira Dei super illos uque in finem”]”.

Il Commento di S. Tommaso d’Aquino

Vediamo il commento che ne fa S. Tommaso d’Aquino: «Non importa se furono i Romani ad ucciderlo, perché furono gli stessi Giudei che con le loro grida chiesero a Pilato di crocifiggerlo. […]. Poi l’Apostolo parla dei Profeti dell’Antico Testamento dei quali pure sta scritto negli Atti degli Apostoli (VII, 52): “Quale dei Profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta di Cristo, del quale ora voi siete divenuti traditori e uccisori [“proditores et homicidae”]”. Perciò essi non piacciono a Dio [“Deo non placent”] perché non operano con una fede retta e “senza la fede è impossibile piacere a Dio” (Ebr., XI, 6). Infine S. Paolo mostra che i Giudei “sono nemici di tutti gli uomini [“omnibus hominibus adversantur”]”. Infatti sono nemici perché vietano e impediscono a noi Apostoli del Nuovo Testamento di predicare a tutti gli uomini e così ostacolano la loro conversione. […]. Così essi vivono sino a quando giungeranno al punto in cui Dio permette. Infatti Dio, dopo la passione di Cristo, concesse ai Giudei uno spazio di 40 anni per la penitenza, però essi non solo non si convertirono, ma aggiunsero peccati a peccati. E Dio non lo tollerò più. […]. Tuttavia non pensare che quest’ira divina duri per 100 anni, bensì durerà “sino alla fine” del mondo [“usque in finem” mundi], allorché la totalità dei Pagani avrà abbracciato la fede in Cristo» (Thomas AquinatisExpositio et lectura super Epistolas Pauli Apostoli. Super Primam Epistolam ad Thessalonicenses Lectura, Lectio II, caput 2, versiculi 15-16). Continua a leggere

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