10 Febbraio: la Verità non può essere infoibata
DOMANI, SABATO 10 FEBBRAIO GIORNATA DEL RICORDO DELLE VITTIME DELLE FOIBE
segnalazione del Centro Studi Federici
Il silenzio vigliacco sui 50 preti e frati massacrati dai partigiani comunisti nelle foibe: queste vittime non interessano ai professionisti della memoria, forse perché erano al servizio della Chiesa Cattolica e non della Sinagoga.
I sacerdoti massacrati nelle foibe
Fra le molte e molte migliaia di assassinati nelle foibe vi furono almeno 50 sacerdoti. Ranieri Ponis ha dedicato alla vicenda una monografia, intitolata “Storie di preti dell’Istria uccisi per cancellare la loro fede”, pubblicata dalla Litografia Zenit.
Gli invasori slavi difatti cercarono di colpire anzitutto coloro che erano a vario modo parte della classe dirigente italiana o comunque punti di riferimento e di aggregazione, quali gli intellettuali, i politici, gli imprenditori, gli insegnanti, gli ecclesiastici.
L’odio nei confronti di questi ultimi derivava anche dalle convinzioni ideologiche dei partigiani jugoslavi, essendo Tito all’epoca stretto alleato di Stalin.
Dopo il totale annullamento di ogni organo civile e militare italiano in Venezia Giulia e Dalmazia, erano rimasti sul posto soltanto vescovi e sacerdoti in grado di rappresentare la popolazione italiana, la quale era solitamente molto religiosa.
È indubbio che, fra le cause che indussero all’Esodo gli Italiani della Venezia Giulia, un ruolo importante lo abbia svolto la persecuzione religiosa, che fu portata avanti anche con il preciso intento di spingere gli Italiani ad andarsene.







