“Liberaci Signore dalla guerra…e liberaci dalla mala stampa…”

Segnalazione del Centro Studi Federici

L’Occidente assiste stizzito alla sconfitta degli ultimi terroristi in Siria (un investimento andato male) e si strappa le vesti perché il governo siriano difende la popolazione dalle criminali bande islamiche. 
Pubblichiamo la lettera delle trappiste di un monastero siriano con la quale hanno denunciato lo sporco gioco delle democrazie occidentali (e di quella del Vicino Oriente) e dei loro pennivendoli.
 
Quando taceranno le armi? E quando tacerà tanto giornalismo di parte ?
Noi che in Siria ci viviamo, siamo davvero stanchi, nauseati da questa indignazione generale che si leva a bacchetta per condannare chi difende la propria vita e la propria terra.
Più volte in questi mesi siamo andati a Damasco; siamo andati dopo che le bombe dei ribelli avevano fatto strage in una scuola, eravamo lì anche pochi giorni fa, il giorno dopo che erano caduti, lanciati dal Goutha, 90 missili sulla parte governativa della città. Abbiamo ascoltato i racconti dei bambini, la paura di uscire di casa e andare a scuola, il terrore di dover vedere ancora i loro compagni di classe saltare per aria, o saltare loro stessi, bambini che non riescono a dormire la notte, per la paura che un missile arrivi sul loro tetto. Paura, lacrime, sangue, morte. Non sono anche questi bambini degni della nostra attenzione?
Perché l’opinione pubblica non ha battuto ciglio, perché nessuno si è indignato, perché non sono stati lanciati appelli umanitari o altro per questi innocenti? E perché solo e soltanto quando il Governo siriano interviene, suscitando gratitudine nei cittadini siriani che si sentono difesi da tanto orrore (come abbiamo constatato e ci raccontano), ci si indigna per la ferocia della guerra?

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Il dolomitico aquinate

Segnalazione del Centro Studi Federici

Oggi la Chiesa festeggia san Tommaso d’Aquino, gloria dell’Ordine domenicano e della teologia cattolica, definito da mons. Umberto Benigni nella “Storia Sociale della Chiesa” gigante dell’ortodossia e il dolomitico aquinate. San Tommaso era uno dei santi invocati in special modo dai membri del Sodalitium Pianum, associazione fondata da mons. Benigni per applicare il programma antimodernista tracciato da san Pio X, tra cui la difesa del tomismo osteggiato dai modernisti. In onore di san Tommaso pubblichiamo alcuni paragrafi dedicati all’Ordine domenicano tratti dalla  “Storia Sociale della Chiesa” (La crisi medievale, vol. V, Casa Editrice Vallardi, pagg. 633 e 634).
 
I Domenicani
Ed ecco l’Ordine domenicano. Compreso dall’intuito del bisogno, il Fondatore volle che i suoi frati si dessero alla predicazione professionale, e fossero mendicanti cioè fossero a contatto del popolo minuto che avrebbe avuto da loro la predica, muta, eloquente, dell’esempio, prima di quella della parola. 
Idea generosa ma non attuabile permanentemente. In grande accadde al domenicanesimo quello che in breve spazio era accaduto alla Scuola cristiana d’Alessandria. Cominciata come scuola catechetica, cioè a predicazione fissa, con Panteno, assorse naturalmente a più alto grado con Clemente Alessandrino e con Origene, e divenne quello che nel medioevo si sarebbe chiamato Studium od Università filosofico-teologica. Analogamente il domenicanesimo sorse colla predicazione, catechismo ambulante (e gli stessi 15 misteri del Rosario sono un embrione di catechismo). Ma questo primo stadio additava la via da ascendere, al dottorato professionale, al professorato. 

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"Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"

Il Cattolico che non applica la Fede nella vita quotidiana è un protestante in pectore. In famiglia, a scuola, nel lavoro, nella politica (per chi la fa ma anche solo per chi vota) nell’ambito associativo e relazionale è necessario cercare e portare il Regno di Cristo. La nostra missione di cresimati è quella di essere “soldati di Cristo”, proclamando e difendendo la Fede, attuando le buone opere. Al contrario, diventiamo liberali. La nostra vita sia orientata dal Vangelo, ciascuno secondo i suoi doveri di stato. Il laico (nel senso di “non consacrato”) sappia fare completamente il laico, anche, quindi nell’impegno pubblico, mentre il sacerdote sappia fare completamente il sacerdote, quindi non l’assistente sociale o l’imprenditore. In quest’ordine divino e naturale tra i ruoli nasce quell’ armonia, che, purtroppo, spesso manca perché uno dei due o entrambi non sono in grado di stare al posto da loro scelto. (N.d.r.)
Segnalazione del Centro Studi Federici
Pubblichiamo un brano del libro “I cristiani dimezzati” (Rusconi Editore, 1972) della scrittrice Orsola Nemi (Firenze, 11 giugno 1903 – La Spezia, 8 febbraio 1985).
Il testo descrive la mentalità laicista che ha pervaso la nostra epoca e che colpisce ogni ambiente, anche quello cattolico. A causa di questa mentalità, anche chi si proclama cattolico in ambito professionale, politico, associativo, ecc. non ricerca più, come dovrebbe, la diffusione del regno di Cristo nella società. Il rischio, denunciato dall’Autrice, è di ridurre il cattolicesimo a un’idea dissociata dalla realtà: un fallimento in vita e soprattutto nell’eternità.
 
I cristiani dimezzati
(…) «Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio». Gesù parla della moneta del tributo a Roma. Aveva già detto: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso». 

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Per un'azione politica e sociale integralmente cattolica


Segnalazione del Centro Studi Federici

“Contro tutto quanto è opposto alla dottrina, alla tradizione, alla disciplina, al sentimento del cattolicesimo integralmente romano; per tutto quanto gli è conforme”
 
Il programma del Sodalitium Pianum di monsignor Umberto Benigni
 
1 Noi siamo Cattolici-Romani integrali. Come l’indica questa parola, il Cattolico-Romano integrale accetta integralmente la dottrina, la disciplina, le direzioni della Santa Sede e tutte le loro legittime conseguenze per l’individuo e per la società. Esso è «papalino», «clericale», antimodernista, antiliberale, antisettario. Egli è dunque integralmente contro-rivoluzionario, perché è avversario non solamente della Rivoluzione giacobina e del Radicalismo settario, ma ugualmente del liberalismo religioso e sociale. Resta assolutamente inteso che dicendo «Cattolico Romano integrale», non s’intende affatto modificare in qualsiasi modo l’autentico e glorioso titolo di Cattolico-Romano. La parola «integrale» significa soltanto «integralmente Cattolico-Romano», cioè pienamente e semplicemente Cattolico-Romano senza le aggiunte o restrizioni corrispondenti (anche al di fuori dell’intenzione di chi ne usa) tanto alle espressioni di «cattolico liberale», «cattolico sociale», e qualunque altra, quanto al fatto di chi tende a restringere in teoria od in pratica l’applicazione dei diritti della Chiesa e dei doveri del cattolico nella vita religiosa e sociale.

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L'impero della Chiesa

Segnalazione del Centro Studi Federici

Contro ogni forma di laicismo e di anticlericalismo, ripubblichiamo un testo di monsignor Umberto Benigni sul ruolo che la Chiesa Cattolica ha avuto e deve avere nella società. 
 
L’impero della Chiesa
La Chiesa e la civiltà hanno, senza dubbio, un loro elemento proprio, indifferente all’altra: la questione dommatica se lo Spirito Santo proceda da o per il Figlio, è estranea alla civiltà; lo stabilimento del telefono internazionale è estraneo alla Chiesa. Ciò avviene perchè in questa avvi un elemento dommatico, assoluto e trascendente; e nella civiltà entra un elemento semplicemente tecnico.
Peraltro tutto ciò non toglie nè diminuisce affatto il grande principio: la vera religione è la base ed il presidio della vera civiltà, perchè la vera religione è la vera moralità senza di cui la civiltà non può essere che parziale e materiale, quindi manchevole nel più e nel meglio della vita sociale.
La civiltà vera e perfetta risulta da un insieme organico di principii e di fatti morali e materiali: insieme oltremodo complesso e molteplice, che va dal retto funzionamento dell’autorità politica e domestica sino alla rete delle pubbliche comunicazioni ed al buon servizio della nettezza urbana. Ma quanto varrebbe per meritare il titolo di civile ad un popolo, che in esso l’igiene e l’agiatezza raggiungessero la perfezione esistente nel palazzo di un miliardario nord-americano, se in quel popolo mancasse la moralità; sicché le sue istituzioni, leggi ed usanze fossero immorali od anche amorali, cioè facessero o lasciassero trionfare l’immoralità? Un tal popolo darebbe lo spettacolo di una di quelle stalle signorili, dove ammiransi la pulizia, la comodità, il lusso in cui vivono eleganti e costose bestie da tiro e da corsa.

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Timbro bergogliano per gli scismatici cinesi?

Members of the congregation clean the unofficial catholic church after Sunday service in Majhuang village, Hebei Province, China, December 11, 2016. Picture taken December 11, 2016. REUTERS/Thomas Peter
Segnalazione del Centro Studi Federici

Jorge Mario Bergoglio prosegue il cammino ecumenico avviato dai suoi predecessori sulla scia del Vaticano II. Il suo motto è di andare sempre “avanti” malgrado le differenze dottrinali, per abbracciare tutti i “battezzati”. Dopo l’attenzione rivolta ai valdesi, agli evangelisti, ai lefebvriani della Fraternità San Pio X, ecc., è la volta degli scismatici cinesi inquadrati nell’Associazione Patriottica Cinese, fantoccio nelle mani della Repubblica Popolare Cinese. E’ dal 1957 che i cattolici cinesi, fedeli alla Chiesa Romana, sono perseguitati dal regime comunista e “invitati” ad aderire alla “chiesa” patriottica, con vescovi nominati dal governo. Ora questi vescovi, colpiti dalla scomunica di Pio XII, attendono il riconoscimento di Bergoglio. Sembra che manchi solo un timbro.

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Trinariciuti smemorati

Segnalazione del Centro Studi Federici

Istria. Perchè l’Anpi scorda gli antifascisti massacrati dai comunisti?
Fiume, Dalmazia. Foibe ed esodo. Memorie e amnesie. Il 10 febbraio l’Italia ricorda la tragedia dell’Adriatico “amarissimo”. Una data tonda e fissa ma da sempre poco amata dall’Italia “ufficiale”.
Nulla di nuovo: è difficile per gli eredi di De Gasperi e Togliatti, Nenni e Moro, Pertini e Jotti ricordare dignitosamente un capitolo sporco del dopoguerra, una vergogna della storia repubblicana. Meglio minimizzare, silenziare, scivolare. Qualche corona, qualche frase di circostanza, un minuto scarso sui TG. Poi basta. Basta con il passato. Meglio le canzonette, i calciatori, i finti cuochi, le mignotte. L’eterno presente.
Nulla di strano: per questa democrazia senza qualità la memoria è insopportabile. Troppo faticoso spiegare che settant’anni fa, sul confine orientale un piccolo pezzo d’Italia venne spezzato; troppo imbarazzante raccontare perchè e come trecentomila italiani furono costretti a fuggire dalle loro case; impossibile onorare quei trentamila che rimasero stritolati dal terrorismo jugo-comunista. Meglio non far sapere che una civiltà intera — la piccola patria istro-dalmatica che si allungava da Capodistria a Fiume, da Traù a Cattaro — venne inghiottita dall’ideologismo e annientata. Senza pietà.

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Mercoledì delle Ceneri, significato e prescrizioni della Quaresima

Risultati immagini per mercoledi delle ceneriOGGI, MERCOLEDI DELLE CENERI, INIZIA LA QUARESIMA
Segnalazione del Centro Studi Federici
Catechismo Maggiore di San Pio X – Della Quaresima
35 D. Che è la Quaresima?
R. La Quaresima è un tempo di digiuno e di penitenza istituito dalla Chiesa per tradizione apostolica.
36 D. Per qual fine è istituita la Quaresima?
R. La Quaresima è istituita:
1.    per farci conoscere l’obbligo che abbiamo di far penitenza in tutto il tempo della nostra vita, di cui, secondo i santi Padri la Quaresima è la figura;
2.    per imitare in qualche maniera il rigoroso digiuno di quaranta giorni, che Gesù Cristo fece nel deserto;
3.    per prepararci coi mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua.
37 D. Perché il primo giorno di Quaresima si chiama il giorno delle Ceneri?
R. Il primo giorno di Quaresima si chiama giorno delle Ceneri, perché la Chiesa mette in quel giorno le sacre ceneri sul capo dei fedeli.
38 D. Perché la Chiesa nel principio della Quaresima usa imporre le sacre ceneri?
R. La Chiesa nel principio della Quaresima usa imporre le sacre ceneri, affinché noi ricordandoci che siamo composti di polvere, e colla morte dobbiamo ridurci in polvere, ci umiliamo e facciamo penitenza de’ nostri peccati mentre ne abbiamo il tempo. Continua a leggere

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Preghiera per i martiri delle foibe

Segnalazione del Centro Studi Federici
di + Mons. Antonio Santin, Arcivescovo di Trieste e Capodistria, 1959

O Dio, Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre, dalle profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te. 
Ascolta, o Signore, la nostra voce. 
De profundis clamo ad Te, Domine. Domine, audi vocem meam. 
Oggi tutti i Morti attendono una preghiera, un gesto di pietà, un ricordo di affetto. E anche noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere e deporre i nostri fiori, ma anche per apprendere l’insegnamento che sale dal sacrificio di questi Morti. 
E ci rivolgiamo a Te, perché tu hai raccolto l’ultimo loro grido, l’ultimo loro respiro. 
Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra, costituisce una grande cattedra, che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace. 
In trent’anni due guerre, come due bufere di fuoco, sono passate attraverso queste colline carsiche; hanno seminato la morte tra queste rocce e questi cespugli; hanno riempito cimiteri e ospedali; hanno anche scatenato qualche volta l’incontrollata violenza, seminatrice di delitti e di odio. 
Ebbene, Signore, Principe della Pace, concedi a noi la Tua Pace, una pace che sia riposo tranquillo per i Morti e sia serenità di lavoro e di fede per i vivi. 
Fa che gli uomini, spaventati dalle conseguenze terribili del loro odio e attratti dalla soavità del Tuo Vangelo, ritornino, come il figlio prodigo, nella Tua casa per sentirsi e amarsi tutti come figli dello stesso Padre. 

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La memoria infoibata: i crimini comunisti a Isola d’Istria

Segnalazione del Centro Studi Federici

Elenco degli scomparsi da Isola d’Istria dal 1943 al 1945 
 
(…) Negli appunti che Luigi Drioli, mio padre, ha lasciato per ricordare le nefandezze di quei tristi giorni compare una lista di persone che sono state arrestate e torturate dai titini e delle quali non si è mai saputo con certezza la loro fine. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che non avevano responsabilità specifiche e a loro carico non c’erano accuse: alcune svolgevano il lavoro di guardie municipali, di dipendenti comunali, di operai, di sindacalisti, di vigili del fuoco, e tanti provenivano da varie parti d’Italia ed erano comandati a svolgere il loro lavoro a Isola d’Istria nelle varie amministrazioni. Alcuni arresti, con le loro tragiche conseguenze, sono anche avvenuti a guerra finita, in tempo di pace, senza alcuna giustificazione. Penso che la lista sia incompleta e porti qualche inesattezza, ma purtroppo sono trascorsi troppi anni e non sono riuscita a rintracciare persone presenti in quell’epoca. Parecchi dati e alcuni nomi li ho aggiunti dopo varie ricerche effettuate (…). Vittorina (Grazia) Drioli.
 
Attilio Benvenuti detto Furia
Nato il 28 agosto 1899. Arrestato a Trieste il 7 maggio 1945 in piazza Venezia. Tradotto al carcere dei Gesuiti. Trasferito a Isola d’Istria e Capodistria. Poi scomparso.
Sul sito www.isfida.it si legge: BENVENUTI Attilio (detto Furia) fu Almerigo e fu Anna Paoli, nato a Isola d’Istria il 28-9-1899. Arrestato a Trieste piazza Venezia il 5-5-1945 e deportato per ignota destinazione. Notizie fornite dalla moglie Ada Mossut abitante a Trieste in via Vercellio n.9 presso Borsatti. 

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