Spagna, socialisti primi ma è boom dei sovranisti anti Islam

Il premier uscente Sanchez proverà a formare una nuova maggioranza. Alto il rischio di nuove elezioni.
Pronostici perfettamente confermati. In Spagna non vince nessuno e trovare una nuova maggioranza che sostenga il prossimo governo sembra davvero difficile. Il Partito Socialista del premier dimissionario Pedro Sanchez conquista il primo posto con il 28,7%. Molto staccati, al secondo posto ci sono i Popolari, crollati al 16,7%. Seguono – in crescita – i liberali di centrodestra del partito “Ciudadanos”, al 15,9%, mentre hanno perso alcuni punti i populisti di estrema sinistra riuniti in “Podemos”, oggi al 14,3%.
Ma a segnare la svolta di questa tornata elettorale sono stati i sovranisti “cristiani” di “Vox”. Il partito di destra, guidato da Santiago Abascal è riuscito ad andare oltre il 10%, entrando per la prima volta nel Parlamento nazionale. Numeri incredibili, se si considera la tradizionale cultura di centrosinistra imperante nella penisola iberica.
Adesso, però, bisognerà sciogliere il nodo per il nuovo governo. Sulla carta, l’unica alleanza possibile resta quella tra Socialisti, Podemos e indipendentisti. Ma Sanchez ha già fatto sapere che non farà accordi con partiti che vogliono disgregare l’unità della Spagna. Si andrà quindi a tentativi, ma il rischio di un nuovo voto già nei prossimi mesi resta all’orizzonte.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/spagna-socialisti-primi-ma-e-boom-dei-sovranisti-anti-islam/

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Elezioni Spagna: occhi puntati su 'Vox', sovranisti anti aborto e anti gender

Tutti guardano al possibile boom del nuovo partito che difende i valori cristiani.
Potrebbe essere la sorpresa delle prossimi elezioni. Domenica la Spagna andrà al voto per eleggere il parlamento e permettere la formazione di un nuovo governo. Secondo i sondaggi, il primo partito sarà ancora quello del premier dimissionario Pedro Sanchez, socialista, radicale e laicista, ma formare una maggioranza di centrosinistra appare del tutto impossibile. Così la palla potrebbe passare nelle mani dei Popolari (accreditati come seconda forza politica), in cerca di alleati nei liberali di “Ciudadanos” e nei sovranisti di “Vox“. Quest’ultimo potrebbe davvero essere la rivelazione della tornata elettorale di domani.
Nato nel 2013 da una scissione a destra del Partito popolare, è dato oggi in forte crescita e potrebbe puntare a un risultato tra il 10 e il 15%, risultando così determinante per la formazione del nuovo esecutivo. Guidato da Santiago Abascal, è un partito che si dichiara da sempre sovranista e identitario. Contrario all’immigrazione clandestina, Vox ha fondato il suo programma sulla difesa dell’identità spagnola e delle radici cristiane. I suoi esponenti si dicono anti abortisti e pro life, nonché contrari all’ideologia gender e lontani dal mondo Lgbt. La sua affermazione, con conseguente entrata nel governo, potrebbe davvero determinare un cambio di marcia totale nella politica iberica, da anni ormai dettata dalla sinistra progressita, abortista e radicale.
Fonte – https://vocecontrocorrente.it/elezioni-spagna-occhi-puntati-su-vox-sovranisti-anti-aborto-e-anti-gender/

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Il governo aiuta gli sposi, arrivano gli incentivi per le nozze

Fino a 4mila euro per ogni coppia.
Incentivi per le giovani coppie che vogliono convolare a nozze. E’ un’idea tutta leghista quella di introdurre agevolazioni che aiutino i ragazzi a sposarsi. La proposta di legge è ora al vaglio del Parlamento, ma potrebbe agevolmente essere approvata, grazie anche al sostegno di altre forze politiche esterne alla maggioranza.
Nello specifico, il testo attualmente in esame prevede che vengano disposte detrazioni fino a 4mila euro, nell’ambito dell’organizzazione della festa nuziale. Sono contemplate nell’elenco di spese detraibili quelle relative al banchetto, agli abiti, al make up e perfino la paga del fotografo.
Ma attenzione, la proposta stabilisce anche paletti precisi per accedere ai vantaggi. Innanzitutto, gli incentivi si rivolgono sono ed esclusivamente ai matrimoni religiosi celebrati in Chiesa.
Le nozze dovranno essere celebrate in territorio italiano, così come italiana dovrà essere la cittadinanza dei novelli sposi, da almeno dieci anni. Ai futuri marito e moglie un altro vincolo: la loro età non dovrà superare i trentacinque anni.
“La proposta  – sostengono fonti leghiste – nasce dall’analisi dei dati relativi ai matrimoni celebrati annualmente nel nostro paese. Quasi la metà delle coppie scelgono un rito civile, a causa delle onerose spese tipiche del matrimonio religioso. Così, il Carroccio, vorrebbe provare a invertire la tendenza e dare maggiori possibilità proprio per questo tipo di celebrazione.
FONTE – https://vocecontrocorrente.it/il-governo-aiuta-gli-sposi-arrivano-gli-incentivi-per-le-nozze/

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Emma Bonino flop? +Europa la cancella dal simbolo

Emma Bonino non tira più. Tant’è che +Europa ha deciso di togliere il nome della fondatrice del movimento ultra-liberista e liberal dal proprio simbolo. Un dettaglio, notato da Italia Oggi e riportato anche da Libero. Nel simbolo di +Europa presentato per le prossime elezioni Europee è scomparso proprio il nome di Emma Bonino. Ma non solo: sparito anche il piccolo contrassegno del Centro democratico di Bruno Tabacci. La verità novità, però, è la cancellazione di “Emma Bonino”: forse se ne sono accorti pure loro che l’ex Ministro degli esteri non è così popolare?
In compenso,+Europa conta anche due nuovi ingressi: la sigla dello sconosciuto partito democratico europeo, il Pde di Francesco Rutelli, e la dicitura “Italia in comune”, il movimento di centrosinistra guidato da Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma ex grillino.
Ennesimo flop per l’ex leader radicale. L’ultimo tonfo dell’ex leader di +Europa era andato in scena recentemente in una scuola superiore della periferia romana. Come riporta Italia oggi, un gruppo di studenti è stato chiamato a rispondere alla domanda: «L’Italia ha bisogno di più o meno Europa?». Diciamo che l’esito non ha deluso le aspettative di Emma Bonino.
Ebbene, il primo voto ha visto prevalere la risposta «più Europa» (69 votanti contro 58), mentre il secondo, al termine dell’incontro, ha visto l’esito ribaltato a favore di «meno Europa» (80 votanti contro 58). Bonino aveva puntato su argomenti «molto pratici, e corredati da numeri», sempre stando al resoconto su La Stampa: «Se oggi potete telefonare senza il roaming da un Paese all’altro dell’Europa, è grazie all’Unione europea. Se potete andare a Barcellona con 19 euro, mentre io ai miei tempi al massimo potevo fare la tratta Bra-Torino, è sempre grazie all’Unione europea. E se in futuro ci saranno problemi ad andare in Gran Bretagna, è perché gli inglesi hanno detto no all’Unione europea».
fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/13/emma-bonino-flop-europa-la-cancella-dal-simbolo/

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Caterina Avanza , dallo staff di Macron alle liste Pd: «Mi ha spinta lui»

Caterina Avanza con il presidente Macron, di cui ha curato anche la campagna elettorale

Caterina Avanza, bresciana di 38 anni, oggi coordinatrice per le Europee di En Marche e stretta collaboratrice di Macron sarà una delle candidate a Bruxelles per il Pd. Liceo e laurea in Scienze Politiche in Italia, master alla Sorbona, sposata con due figli e residente a Parigi da 15 anni, Avanza è stata «indicata» dallo stesso Macron come «pontiere» tra i due Stati, «nel tentativo di coagulare una classe dirigente europea progressista» in grado di contrastare l’avanzata dei sovranismi e nel contempo governare i temi macroeconomici (dall’acciaio al 5G) e ambientali in modo unitario.
Chi l’ha cercata dall’Italia? E che dice Macron, arrabbiato che esca dal suo staff?
«Macron arrabbiato? È stato lui a spingere per la mia candidatura. Poi c’è stata una telefonata tra Nicola Zingaretti e Stanislas Guerini, il segretario di En Marche! ed il segretario Pd ha deciso di candidarmi, anche se io non sono mai stata iscritta al suo partito. Sta facendo un lavoro serio nella formazione delle liste e mi piace la sua prospettiva: in Europa serve una grande alleanza tra forze progressiste e di centrosinistra da Tsipras a Macron».
Ma En Marche a Bruxelles siederà a fianco dei socialisti?
«No. E nemmeno starà con l’Alde. Stiamo cercando di creare un gruppo centrale con alleanze aperte a socialisti e Verdi. Ne abbiamo parlato con Zingaretti. È disponibile a collaborare su molti progetti».

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FONTE – https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/19_aprile_11/caterina-staff-macron-liste-pd-mi-ha-spinta-lui-7d6651f2-5c45-11e9-b6d2-280acebb4d6e.shtml

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Europee Pd: tra i candidati la Kyenge, un giovane del Senegal e la prescelta di Macron

C’è anche una giovane indicata direttamente da Macron a Zingaretti, tra i candidati delle liste Pd alle prossime elezioni europee. Caterina Avanza, come ha detto al Corriere della Sera, è stata “imposta” dal presidente francese al segretario Pd.

Il Pd sempre più francofono e terzomondista

Un partito democratico sempre più internazionale e attento alle esigenze dell’Europa e delle nazioni africane. Così spicca, oltre alla conferma di Cecile Kyenge, anche la candidatura del rappresentante della cominutà senegalese a Firenze, Mamadou Sall. Un partito sensibile alle politiche migratorie, che sceglie di candidare il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo. Ma sono solo alcuni dei nomi che indicano una barra decisamente più a sinistra del Pd zingarettiano.

Da Pisapia a Calenda, chi sono i capilista

Ecco l’elenco dei nomi principali. Giuliano Pisapia, Carlo Calenda, Simona Bonafè, Franco Roberti e Caterina Chinnici sono, da nord a sud, i capilista del Pd alle prossime elezioni europee. Il segretario Nicola Zingaretti ha illustrato le liste nel corso della riunione della Direzione, confermando le indiscrezioni della vigilia ma annunciando anche qualche novità. Nella circoscrizione nord occidentale dietro Pisapia ci sono, nell’ordine, Irene Tinagli (per Siamo europei), Enrico Morando, Patrizia Toia, Brando Benifei, Marcedes Bresso, Caterina Avanza (già in En Marche).
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FONTE – https://www.secoloditalia.it/2019/04/europee-pd-tra-i-candidati-la-kyenge-un-giovane-del-senegal-e-la-prescelta-di-macron/

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La Camera approva: il governo riconosce il Genocidio degli Armeni. Ira di Ankara – Secolo d'Italia

L’aula della Camera ha approvato con 382 voti a favore, 43 astensioni e nessun contrario, la mozione bipartisan che impegna il governo a “riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale”, sulla quale il governo, rappresentato dal vice ministro degli Esteri, Emanuela Del Re, si è rimesso al voto dell’aula. La mozione è stata sottoscritta, tra gli altri da esponenti della Lega, M5S, Fdi, Pd, Leu, Misto-Usei ma non da Forza Italia. Soddisfazione di Fratelli d’Italia: “Approvata la mozione sul riconoscimento del genocidio del popolo armeno da parte della Turchia. Una vittoria di un parlamento che ha resistito alle pressioni turche che ha convocato il nostro ambasciatore ad Ankara e ha inviato l’ambasciatore turco in Parlamento per condizionare il voto. Oggi abbiamo non solo fatto atto di verità storica a lungo negata, ma abbiamo dimostrato alla Turchia che non siamo sottomessi. Se qualcuno pensava di trovare in Parlamento gli eunuchi del Topkapi si sbagliava di grosso”. Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato Fratelli d’Italia e capogruppo Fdi in commissione Esteri. E nuove critiche all’Italia arrivano dalla Turchia. Due giorni fa il ministero degli Esteri turco ha convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani, e oggi sulla questione è tornato Omer Celik, ex ministro per gli Affari europei e portavoce dell’Akp, il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan. Secondo Celik, scrive l’agenzia ufficiale Anadolu, “l’Italia si fa ingannare dalla diaspora armena che in nessun modo vuole relazioni normali tra la Turchia e l’Armenia”.
FONTE  – https://www.secoloditalia.it/2019/04/la-camera-approva-il-governo-riconosce-il-genocidio-degli-armeni-ira-di-ankara/

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25 aprile, lo strappo di Salvini: "Non sfilo coi fazzoletti rossi"

Il ministro dell’Interno non andrà alle celebrazioni per la Liberazione: “Vado dai poliziotti a Corleone”. Ira dell’Anpi
Il 25 aprile Matteo Salvini non ci sarà. La sua assenza farà discutere, inutile illudersi.
Mancano più di 20 giorni alla Festa della Liberazione e già s’infiammano le polemiche politiche. Nessuno prima d’ora si era mai esposto così tanto: il giorno sacro per i partigiani il ministro dell’Interno non sarà a “sfilare qua o là” per celebrare la Resistenza. Andrà invece a Corleone, tra “le forze dell’ordine” che combattono ogni giorno la mafia.
Lo strappo è crudo. Forse inatteso. Salvini a quanto pare non andrà all’Altare della Patria, forse non accompagnerà il Capo dello Stato all’apertura delle celebrazioni e chissà se non parteciperà neppure ad una delle tante iniziative organizzate (dall’Anpi e non solo) in tutta la penisola. “La lotta a camorra, ‘ndrangheta e mafia è la nostra ragione di vita – ha detto il ministro leghista a margine della festa della polizia – Vado a Corleone a sostenere le forze dell’ordine nel cuore della Sicilia”. Alla faccia dei partigiani.
Non sarà solo la sua assenza a pesare. A colpire il segno sono anche e soprattutto le parole. Salvini non intende “sfilare qua e là” con “fazzoletti rossi, fazzoletti verdi, neri, gialli e bianchi”. Insomma: non vuole associare la sua immagine a quella di chi colora i cortei partigiani nelle cittadine italiane. Uno strappo col passato importante. Legittimo, per carità. Ma è pur sempre una rottura. Continua a leggere

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Governo Draghi, via all'ultimo saccheggio

GOVERNO DRAGHI, VIA ALL'ULTIMO SACCHEGGIO

I lettori avranno almeno apprezzato la perfetta coordinazione e simultaneità: A) “Mattarella pensa di nominare Draghi senatore a vita” b)  Di Maio abbraccia l’europeismo, vuol far entrare il Grillismo nEl partito popolare europeo, sceglie di andare da Fazio per attaccare “i sovranisti” – La crescita delle forse sovraniste in Europa danneggerà l’Italia” – dopo averle bollate di negazioniste dell’Oloché (il …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2723&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2dvdmVybm8tZHJhZ2hpLXZpYS1hbGx1bHRpbW8tc2FjY2hlZ2dpby8&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

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