Con la scusa dell'odio ci imbavagliano

Il regolamento dell’Agcom
Occhio a quello che dite e a quello che scrivete. E forse anche a quello che pensate. Non solo se siete giornalisti, anche perché, grazie alle reti sociali, sono tutti un po’ giornalisti e tutti possono dire quello che gli pare e piace.

Ieri il garante per le comunicazioni, l’Agcom, ha tracciato un limite inviolabile oltre il quale si sprofonda nell’hate speech. Chi sgarra viene segnalato e poi multato. Fino a qui siamo tutti d’accordo. Il problema è: quali sono le parole d’odio? Perché a questo punto entra in ballo la sensibilità personale e quindi, almeno in una certa misura, anche la soggettività.
Le parole d’odio – spiega l’Agcom – prendono di mira bersagli specifici (come le donne, gli omosessuali, gli immigrati, i rom, le persone di colore). Parole che farebbero leva su stereotipi e luoghi comuni. Ma nel mirino del garante finiscono anche i contenuti di cronaca che possono portare a «pericolose generalizzazioni». E la questione si fa sempre più complicata. Facciamo un esempio pratico: lunedì a Mirandola un giovane marocchino ha dato alle fiamme le sede dei vigili urbani, uccidendo due persone e ferendone altre venti. Posso dire che è marocchino? Oppure sto seminando odio nei confronti della popolazione del Nordafrica? E se, come purtroppo molte volte è accaduto, qualcuno fa una strage nel nome di Allah, possiamo scriverlo o dobbiamo tacerlo per non turbare la sensibilità degli 1,8 miliardi di musulmani nel mondo? Perché quelle non sono parole d’odio, sono parole che raccontano l’odio.
Continua a leggere

Condividi

Oettinger rivela: la Kommissione Junker resta anche a dicembre

Oettinger rivela: la Kommissione Junker resta anche a dicembre

Oettinger rivela: la Kommissione Junker resta anche a dicembre

  Qualunque cosa decidano gli elettori  con il voto del 26 maggio, la Commissione in carica (Junker, Moscovici, Oettinger,  Tusk, Mogherini) si sta organizzando per rimanere al potere oltre i limiti. Già le “normative”  prevedono che la Kommissone Juncker decada dalla carica  solo il  31 ottobre; ossia resta al comando, a fare quel che vuole, ancora per sei mesi dopo …

Leggi tutto.

fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2853&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L29ldHRpbmdlci1yaXZlbGEtbGEta29tbWlzc2lvbmUtanVua2VyLXJlc3RhLWFuY2hlLWEtZGljZW1icmUv&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

Condividi

Piaccia o no, il sovranismo sveglia l’Europa

di Marcello Veneziani 
Fonte: Marcello Veneziani
I carri allegorici dell’eurocrazia sfilano uniti contro il pericolo nazional-sovranista e i suoi richiami mitologici veri e presunti. Napolitano, Prodi, Monti, Moscovici, il Collettivo Direttori dei Giornaloni all’unisono con l’Arco Euro-Costituzionale nostrano, si sono mobilitati contro il Pericolo Imminente, il sovranismo di casa e il sovranismo di fuori. L’allarme non è giustificato dalla minaccia di un golpe o di una rivoluzione armata – anche se i sovranisti vengono decorati con vecchi fregi nazifascisti – ma nasce dal terrore che il popolo europeo, in libere, pacifiche e democratiche elezioni, decida una svolta.
Non so se i sovranisti avranno davvero i numeri per capovolgere gli assetti di potere dell’Europa; non so se riusciranno a trovare un punto di convergenza ampio, pur nelle loro diversità nazionali e se troveranno alleati lungo la strada o in parlamento. E ancora non so se i sovranisti saranno in grado di far cambiare – e in meglio – quest’Europa asfittica e lacerata che ci ritroviamo addosso. Non so nemmeno se avranno strategie e non solo slogan, se avranno statisti o solo tribuni delle plebi scontente; insomma se saranno all’altezza della sfida. Non lo so, e magari dovremmo provarli su strada prima di bocciarli in salotto. Continua a leggere

Condividi

Senza sovranità non c’è politica

di Piotr Zygulski
Fonte: Appello al Popolo
La contrapposizione tra cosiddetti “sovranisti” ed “europeisti” è assolutamente insensata, secondo il politologo Carlo Galli, intervenuto a Bologna il 13 maggio 2019 per presentare il suo libro Sovranità (Il Mulino). Il quale si rivolge soprattutto a chi intende contrapporsi a forze sciovinistiche liquidando sommariamente il concetto di sovranità e soprattutto senza proporre una visione alternativa. Non si può dire che l’Europa (senza sovranità?) sia il bene e la sovranità sarebbe una cosa cattiva. Sarebbe banale, semplicistico e finanche deleterio.
Galli allora torna a questa categoria politologica invitando a trattare con maggiore serietà il tema: “Non si può parlare di politica senza sovranità”. Al massimo ci possono essere “moltitudini” indefinite, teorizzate Toni Negri, curiosamente in sintonia con alcune visioni individualistiche liberali, che il professore bolognese non condivide affatto. “La questione è un’altra: chi deve avere sovranità in Europa?” Il concetto di sovranità, per Carlo Galli, è di tipo esistenziale; può ovviamente raggiungere anche gli estremi, dal non interventismo alla guerra, che pure appartiene alla sua esistenza. Non è quindi un concetto puro, assoluto, se non a livello teorico sui libri e nello stato di eccezione: è sempre in qualche modo condizionata.
La sovranità coincide con il potere costituente, che è alla base del potere costituito. Proietta un’idea di unità – la Legge rappresenta unitariamente attraverso la “volontà della Nazione” ciò che di per sé non sarebbe unitario – dovuta al fatto che è una parte che diventa il tutto sovrano. Quindi sovranità significa “essere titolari delle decisioni che hanno a che fare con la propria esistenza”; occorre avere i medesimi interessi strategici di difesa. Inoltre nasce sempre da un atto violento: un conflitto armato, una secessione, una guerra civile; “la politica non è la dimensione del volemose bene”, appunta Galli.
Il caso europeo sarebbe invece differente: nella storia non è mai accaduto che uno Stato acquisisse sovranità mediante una decisione architettata dall’alto. Per questo l’Unione Europea – “insieme non sovrano di stati sovrani” – vive una situazione intermedia in cui solamente la sovranità monetaria sarebbe messa in comune. Si pensi alla politica di difesa o estera, per la quale ogni Stato europeo continua a prendere decisioni differenti; le crisi in Libia, Siria e Ucraina lo dimostrerebbero. La Francia non intende rinunciare al proprio esercito; la corte costituzionale tedesca accetta i provvedimenti europei solo nell’ottica della sussidiarietà: ciò che proprio non può fare da sola la Germania, può essere affidato all’UE.
Per il resto, ulteriori limitazioni di sovranità sono escluse, perché per i tedeschi la sovranità nazionale resta sacra, pur essendo uscita dal nazismo, appunta Galli. Analogamente l’Italia, nella sua Costituzione repubblicana, afferma che “la sovranità appartiene al popolo”, nonostante alcune eccezioni consentano di cedere sovranità solamente “in condizioni di parità con gli altri Stati” se necessario ad assicurare “la pace e la giustizia fra le nazioni”. Erano pensate per l’ONU, non per la costruzione europea. Inoltre sembra evidente che le stesse élite nazionali non vogliano andare verso una vera sovranità europea.
Eppure all’Unione Europea siamo arrivati da un lato costruendo una “fortezza” per concorrere nel mercato globale, dall’altro estendendo il modello ordoliberale tedesco a tutte le nazioni europee. Potrebbe diventare un caso da manuale in cui quella che Galli definisce “élite neo-illuministica” – attraverso l’ideologia del “vincolo esterno” che ci ha aggregato prima al Serpentone Monetario Europeo e poi all’Euro – fallisce miseramente, senza una vera sovranità. Anche a seguito delle misure di austerity, infatti, tutto questo progetto pensato a tavolino è entrato in crisi. Adesso sarebbe doveroso risalire alle sue profonde cause, che non possono essere aggirate con saccenza, accusando di analfabetismo funzionale chi avanza obiezioni alla costruzione europea. Anche perché tale situazione di stallo è ciò che favorisce quei sentimenti più euroscettici.
Per dire qualcosa in modo molto più propositivo e per fare politica sul serio, occorre un forte investimento di energie sulla sovranità. Sia che la si voglia sul piano delle istituzioni europee, sia per tornare a quella nazionale; per entrambe sarebbero presenti difficoltà non trascurabili. “Ci sarà un motivo nella crisi del neoliberalismo, oppure tutto ciò è destino?”, si domanda infine Galli.

Condividi

Il padre della propaganda: Edward Bernays

di Ilaria Bifarini
Fonte: EreticaMente
“L’individuo opera le sue scelte mosso da impulsi irrazionali e incontrollati. E’ compito di una minoranza di persone elette guidarlo “come un gregge di pecore va guidato”
Annoverato dall’autorevole rivista americana Life tra i 100 uomini più potenti del XX secolo, acclamato unanimemente come il creatore dell’ingegneria del consenso, Edward Louis Bernays è un nome poco familiare al pubblico europeo. Conosciuto forse a qualche curioso per la sua parentela con il padre della psicoanalisi, dello zio Freud il giovane Louis assimila velocemente e rielabora brillantemente la teoria di rivoluzionaria conoscenza dell’inconscio. Di estrazione ebraica e borghese si trasferisce giovanissimo nella New York dei primi del Novecento dove, abbandonata la strada prestabilita della prosecuzione dell’attività paterna, muove i primi passi nel mondo del giornalismo, per affermarsi in una veste di comunicatore del tutto inedita per i tempi.
Dopo i fasti registrati dall’industria manifatturiera a servizio della produzione bellica della prima guerra mondiale, gli Stati Uniti si trovano a dover affrontare il più spaventoso degli spettri del mercato: il rischio di sovrapproduzione. Il “brain storming” di illustri banchieri e influenti imprenditori porta a centrare la soluzione in modo deciso e inequivocabile: occorre traghettare il cittadino americano dalla cultura dei bisogni a quella dei desideri, rendendo le persone bramose di soddisfare necessità sempre nuove, gravose come impellenti bisogni. La logica economica, dopo aver asservito l’industria bellica per accrescere la propria produzione, si avvicina così alla neonata scienza della psicoanalisi.
Continua a leggere

Condividi

Maria Ausiliatrice: da Lepanto a Don Bosco

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 41/19 del 24 maggio 2019, Maria Ausiliatrice
 
Maria Ausiliatrice: da Lepanto a Don Bosco
 
Storia della Basilica Maria Ausiliatrice
La facciata richiama quella della chiesa di S. Giorgio Maggiore a Venezia, del Palladio.
Sul campanile di destra è raffigurato l’arcangelo Gabriele nell’atto di offrire una corona a Maria; sul campanile di sinistra l’arcangelo Michele sventola una bandiera con la scritta “Lepanto”.
Sul timpano, le statue di marmo sono dei martiri Solutore, Avventore, Ottavio, uccisi su questa terra (Valdocco = Vallis occisorum). Sull’attico, sopra gli orologi si vedono, a destra la statua di San Massimo, primo vescovo di Torino, a sinistra la statua di San Francesco di Sales, patrono della Famiglia Salesiana.
Nella nicchia centrale, sotto il rosone, si vede il gruppo marmoreo di Gesù tra i fanciulli. Nelle nicchie laterali sono le statue di S. Giuseppe e S. Luigi Gonzaga.
Delle due fasce di altorilievi tra le colonne, l’una rappresenta S. Pio V che annunzia la Vittoria di Lepanto (1571), l’altra rappresenta Pio VII che incorona Maria SS. nel Santuario di Savona dopo la sua liberazione dalla prigionia napoleonica (1814).
Il Santuario di Maria Ausiliatrice è nato dal cuore, dal coraggio di Don Bosco e dalla sua grande devozione alla Madonna.
Fu un’impresa segnata da avvenimenti straordinari e da difficoltà enormi: Don Bosco non si stancava di ripetere che era la Madonna che voleva la chiesa e Lei stessa, dopo avergli indicato persino il luogo dove doveva sorgere, gli avrebbe anche fatto trovare i mezzi necessari. Ma sentiamo da Don Bosco stesso il racconto di un suo “sogno” fatto nel 1844, quando era ancora in cerca di una sede stabile per il suo oratorio.
La Signora che gli apparve gli disse: “Osserva. – Ed io guardando vidi una chiesa piccola e bassa, un po’ di cortile e giovani in gran numero. Ripigliai il mio lavoro.
Ma essendo questa chiesa divenuta angusta, ricorsi ancora a Lei, ed Essa mi fece vedere un’altra chiesa assai più grande con una casa vicina. Poi, conducendomi ancora un po’ d’accanto, in un tratto di terreno coltivato, quasi innanzi alla facciata della seconda chiesa, mi soggiunse:
“In questo luogo dove i gloriosi Martiri di Torino Avventore, Solutore e Ottavio offrirono il loro martirio, io voglio che Dio sia onorato in modo specialissimo”.
Condividi

Batwoman è lgbt: la serie tv avrà una protagonista lesbica e femminista

La CW ha svelato il primo trailer per la sua nuova serie Batwoman: la protagonista principale sarà lesbica e femminista.
Baci appassionati e scene d’amore tra donne. La Batwoman della serie tv che sarà presto visibile in tutto il mondo sarà dichiaratamente ed esplicitamente lesbica.
A interpretare l’eroina della DC sarà un’attrice omosessuale dichiarata, Ruby Rose. La storia seguirà non vedrà la protagonista Kate Kane, cugina di Bruce Wayne, iniziare il suo viaggio per diventare Batwoman, ma anche scoprirsi (e affermarsi) lesbica.
Nel trailer rilasciato, si vede la protagonista baciare una donna, che interpreterà la sua fidanzata ufficiale. Ma stando a quanto dichiarato dagli sceneggiatori, non sarà l’unica relazione lesbica che la protagonista avrà nel corso delle stagioni. E non mancheranno altri personaggi lgbt.
Non manca neanche il tono femminista: nel trailer, Kane chiede che l’abito di Bruce Wayne sia regolato per adattarsi a una donna, dicendo “non voglio lasciare che un uomo si prenda il merito del lavoro di una donna“.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/batwoman-e-lgbt-la-serie-tv-avra-una-protagonista-lesbica-e-femminista/

Condividi

Verso l'islamizzazione dell'Europa, un report lancia l'allarme

Presentato oggi alla Camera dei deputati.
L’Europa corre il serio rischio di essere totalmente “islamizzata”. Lo sostengono i numeri relativi agli irregolari giunti nel nostro continente durante gli ultimi anni. A confermarlo è la fondazione “Fare Futuro” che insieme a Fratelli d’Italia è a lavoro per redigere il “Rapporto annuale sull’islamizzazione dell’Europa“. L’iniziativa è stata presentata stamattina alla Camera dei deputati, ma – al netto di qualche anticipazione – verrà divulgata ufficialmente il prossimo 11 settembre.
Nello specifico, i primi dati emersi fanno notare come l’80% di coloro che sono arrivati illegalmente in un paese europeo negli ultimi anni professa la religione musulmana. Ad aggravare il dato anche la maggiore tensione alla maternità delle donne islamiche, rispetto a quelle di altre confessioni.
Si considera quindi che la quota di musulmani presenti oggi in Europa è destina ad aumentare in maniera esponenziale, triplicandosi entro vent’anni. Un dato allarmante se sovrapposto a quello relativo alle vittime di atti terroristici. Nel vecchio continente, infatti, dal 2001 ad oggi, gli attentati di ogni genere hanno ucciso oltre 700 persone, di cui quasi il 90% morte per mano del fondamentalismo islamico.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/verso-lislamizzazione-delleuropa-un-report-lancia-lallarme/

Condividi

Predicazione del Rosario

PREDICAZIONE DEL ROSARIO

PREDICAZIONE DEL ROSARIO

Alessio C. Rosa ottava del trattato sul Rosario di San Luigi di Montfort ” La Vergine santa non favorisce solo i predicatori del Rosario: ella ricompensa con magnificenza anche chi, con l’esempio, attira gli altri a questa devozione. Alfonso, re di Léon e di Galizia, desiderando che i suoi domestici onorassero la Vergine santa col Rosario, pensò bene di portare al …

Leggi tutto.

fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2845&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L3ByZWRpY2F6aW9uZS1kZWwtcm9zYXJpby8&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

Condividi

L'intervista. Veneziani: "In ballo due visioni dell'Europa. Antifascismo? Alibi indecente"

Già la sola presenza dell’opzione sovranista è un fatto positivo, capace di risvegliare l’Europa dal torpore. E saranno capaci di fare squadra perché il nemico politico è l’internazionalismo, non il sovranismo del vicino. Ne è sicuro Marcello Veneziani, scrittore e intellettuale, che bacchetta l’atteggiamento di chi vorrebbe fare del dissenso “reato e fobia”. 
Verso il voto per le Europee, quali sono gli schieramenti in campo? 
“Mi sembra evidente che questa volta esiste la possibilità di scegliere tra due idee diverse di Europa e di sovranità: quella rappresentata dai movimenti nazionalpopulisti-sovranisti e quella rappresentata da tutti gli altri, pronti a coalizzarsi pur nella diversità di provenienza per fronteggiare il nemico. Comunque lo si giudichi, a me sembra già un fatto positivo che per la prima volta e comunque dopo tanti anni non siamo chiamati a votare dentro un perimetro prestabilito di opzioni, ma tra due messaggi politici nettamente differenti. Il sovranismo non risveglia solo le appartenenze nazionali ma, se vogliamo, risveglia l’Europa dal sonno dogmatico in cui versa da troppi anni”.
Gli osservatori scommettono sull’avanzata dei sovranismi. Come lo spiega? Cosa propongono, le tante sigle (in Italia e all’estero)? Non c’è rischio di confondere l’elettorato? 
“Pur nelle diverse articolazioni nazionali e nelle diverse opzioni politiche e culturali, mi pare che il filo conduttore dei sovranismi sia quello di ripristinare le sovranità territoriali, nazionali, popolari e politiche, e di tutelare i confini, di proteggere le economie. Si fronteggiano due modelli: uno che vuol far valere la sovranità europea fuori d’Europa nei rapporti internazionali, economici, nell’emigrazione, nelle strategie militari, nelle zone calde del pianeta come il vicino Medio Oriente e Maghreb. E l’altro che vuol far valere la potestà europea dentro l’Europa, sugli Stati, sulle nazioni, sui popoli europei. Il sovranismo è largamente diffuso perché parla il linguaggio della realtà, esprime il disagio dei popoli, la ricerca di sicurezza, l’argine ai flussi migratori, il rigetto delle oligarchie e dei loro codici ideologici”.
Continua a leggere

Condividi

Bolsonaro consacra il Brasile al Cuore Immacolato di Maria

Una statua della Vergine Maria di Fatima è stata collocata e rimarrà in un posto d’onore all’interno del palazzo presidenziale
Jair Bolsonaro, il presidente brasiliano, ha partecipato ad una consacrazione dell’enorme nazione sudamericana al Cuore Immacolato di Maria.

La consacrazione alla Vergine Maria del Brasile, lo Stato del mondo che ha più cattolici di qualsiasi altro Paese, è stata un’iniziativa del deputato nazionale Eros Biondini e del Fronte Parlamentare Cattolico del Brasile ed è stata tenuta presso il Palácio do Planalto il 21 maggio scorso. L’iniziativa è nata per chiedere la protezione divina sulla nazione e in riparazione dei peccati che offendono il Cuore Immacolato della Madre di Dio. “Lo stiamo facendo per il Brasile, grazie all’amore che abbiamo per la nostra nazione“, ha detto Biodini. “È un semplice gesto di fede e amore che è di grande importanza non solo per i cattolici ma per tutto il Brasile“.

Durante la cerimonia di consacrazione i partecipanti, accompagnati da diverse suore e dai pro-life locali che hanno esposto stendardi con il motto “Il Brasile è vivo: nessun aborto”, hanno dapprima pregato il rosario e poi hanno cantato un inno mariano. Infine hanno proceduto alla consacrazione, unitamente, oltre al Presidente Bolsonaro, ai politici di alto livello presenti e ai rappresentanti dei vari movimenti cattolici intervenuti.
Il vescovo Fernando Areas Rifan, che guida l’amministrazione apostolica personale “San Giovanni Maria Vianney” (istituita da Papa Giovanni Paolo II per il clero cattolico tradizionalista e i laici della diocesi di Campos), ha spiegato che consacrare il suo paese al Cuore Immacolato di Maria significa che “il Brasile riconosce la presenza di Dio“. Il generale di divisione Floriano Peixoto Vieira Neto, dal 18 febbraio scorso Segretario generale della Presidenza del Brasile, ha ringraziato il presidente Bolsonaro per la sua partecipazione all’evento. Peixoto ha poi spiegato che il Palazzo Presidenziale “e tutti i nostri edifici pubblici sono luoghi in cui viene professata la fede cristiana“. Peixoto ha anche chiesto preghiere per il Presidente Bolsonaro affinché porti avanti il ​lavoro “illuminato da Dio“, per elevare i cittadini “ad una condizione migliore e più giusta per tutti“. Continua a leggere

Condividi

Ordinazione sacerdotale e Cresime

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Ordinazione sacerdotale e Cresime
Il sito dell’Istituto Mater Boni Consilii informa della prossima visita di Mons. Geert Stuyver a Verrua Savoia (TO).
Sabato 1° giugno 2019 il programma prevede alle ore 10 la Messa Pontificale con l’ordinazione sacerdotale di don Bernard Langlet e alle ore 15,30 l’amministrazione delle Sacre Cresime.
Per informazioni: info@sodalitium.it
fonte – http://www.centrostudifederici.org
Condividi

Il dipinto blasfemo con la Vergine Maria che fa infuriare la Spagna

I Popolari parlano dei socialisti come autori di “discriminazioni permanenti avverso la realtà religiosa e, in particolare, la Chiesa Cattolica”
In Spagna, un dipinto blasfemo, che mostra una Vergine Maria seminuda che si masturba sta scatenando una bufera, mettendo d’accordo anche partiti politici solitamente non alleati.

In occasione di una mostra che si terrà a Córdoba fino al prossimo 2 giugno, l’artista Charo Corrales ha sostituito il suo volto al viso della Vergine Maria e la mostra, mezza nuda, mentre solleva il suo manto e rivela i genitali. Immediate, nel silenzio assordante dei partiti di sinistra (il Psoe, cioè il Partido Socialista Obrero Español, Podemos, Esquerra Unida i Alternativa e altre sigle), sono state le denunce dei partiti di centro-destra, cioè Popolari, Ciudadanos e Vox che chiedono, quanto meno, la rimozione dell’opera “d’arte”.

La mostra intitolata “Maculadas sin Remedio” è esposta presso il Consiglio Provinciale di Córdoba e rivendica una “più profonda femminilità” con immagini di vergini proposte da 14 artisti. Ma la tela della Corrales, a giudizio dei tre partiti politici e dei cattolici di Spagna, ha superato il limite.
Il Partito Popolare di Spagna e la formazione di destra Vox parlano di “offesa al sentimento religioso” e hanno presentato nella mattinata del 14 maggio una denuncia all’Ufficio del Procuratore per indagare se ci sono ipotesi criminali dietro queste immagini. Ma, a sorpresa, nel corso della stessa giornata di martedì 14 maggio, l’opera ‘Con flores a María’ di Charo Corrales, è stata lacerata da un taglio che ne ha deformato una parte.
I Popolari ritengono la mostra “un attacco al sentimento religioso della maggioranza della società di Cordova” e, di conseguenza, ne hanno chiesto il ritiro, considerando il reato che si può configurare in base all’articolo 525 del codice penale di Spagna, in quanto “derisione dei dogmi della Chiesa cattolica“.
Continua a leggere

Condividi

La Repubblica: Al Sud votano Lega


 
di Lucia Rezzonico
Intervista de La Repubblica di oggi al nostro amico Avvocato Alberto Agus di Nova Civilitas, associazione con cui abbiamo stretto il patto elettorale di cui hanno già parlato i media veronesi e Il Fatto Quotidiano, con due video, divenuti presto virali sui social.

L’articolo è fazioso, del resto non ci si aspettava certo un’apologia, però Agus tiene molto bene la posizione, con chiarezza e determinazione.
PER LEGGERE L’ARTICOLO: vai su “Prosegui la lettura” (qui sotto)

Continua a leggere

Condividi

Voto Salvini perché è diventato il bersaglio di tutti i nemici del popolo

di Redazione

Per non delegare le decisioni a chi va a votare, ma per assumersi la responsabilità di una scelta consapevole per chi oggi può essere almeno un freno nei confronti del mondialismo e della globalizzazione, per chi potrebbe riuscire a far contare di più il nostro Paese in Europa e ha dimostrato di non aver paura di ascoltare e dire pubblicamente alcune delle istanze dei Tradizionalisti Cattolici. 
Perché votare significa esprimere una preferenza e non SPOSARE tal leader o tal partito o tutte le idee che esprime, domenica 26 Maggio andiamo alle urne. E ricordiamoci che tutti (ma non il popolo) ce l’hanno con lui:

Perché Salvini è diventato il bersaglio di tutti

Nemici ed alleati lo attaccano con manifestazioni, striscioni, inchieste giudiziarie. Obiettivo: sabotare il successo alle Europee

Persino l’idolo adolescenziale, lo scorbutico cantautore di genio, gli si è rivoltato contro. Il giovane Matteo, nelle lunghe estati in Val Rendena, imbracciava la chitarra. Davanti agli amici delle vacanza, socchiudeva gli occhi prima di attaccare: “Non so che viso avesse, neppure come si chiamava…”, La Locomotiva di Francesco Guccini. Il macchinista anarchico che lancia un convoglio addosso a un treno per i signori incravattati. Salvini, con debite cautele ideologiche, si sente animato dallo stesso moto. L’artista emiliano, però, non l’ha presa bene: “Anche Dante è stato letto da cani e porci” è sbottato. A rimarcare l’ennesima e siderale distanza dallo scomodo ammiratore.
Continua a leggere

Condividi
1 2 3 4 5 6 7 8 183