Le carte choc sulla mutilazione: "Così Pamela è stata smembrata: tolta parte dell'organo sessuale"

Sul Tempo le carte choc degli inquirenti: “Molti organi non si trovano più”. Il medico legale: “È morta per ferite da taglio sul torace o per overdose”
di Sergio Rame
In quelle carte c’è tutto l’orrore del mondo, il male nella sua forma più buia. A tirarle fuori è il Tempo che oggi le pubblica in eslusiva in quella che diventa la cronaca di un viaggio nelle atrocità umane.
La bestia ha un nome è un cognome: Innocent Oseghale. È stato lui a deturpare “completamente” il corpo di Pamela Mastropietro smembrandolo “in vari pezzi con grossi strumenti da taglio”. Non lo ha fatto da solo. Con lui c’era un altro nigeriano. Insieme hanno “mutilato” la 18enne in più punti, l’hanno dissanguata e hanno lavato i vari pezzi con “una sostanza a base di cloro”. Quindi li hanno infilati nelle valigie.
Prima le hanno tagliato la testa. Poi si sono accaniti sul torace: le hanno asportato le mammelle, il bacino e il monte di venere. Quindi, le hanno tagliato le mani e “diviso” in due parti le braccia e le gambe. Alcuni “pezzi”, come il collo e una parte dell’organo sessuale, non si trovano nemmeno più. Tutto questo orrore è ora racchiuso nella carte degli inquirenti. Carte che oggi il Tempo ha pubblicato in esclusiva e che ci permettono di ricostruire la mattanza di Macerata. Il dossier è nelle mani del giudice delle indagini preliminari Giovanni Manzoni che ha firmato l’ordinanza di convalida del fermo. Al momento Innocent Oseghale si trova, infatti, in carcere in attesa del processo. Manca, però, un tassello a svelare tutto il suo diabolico piano: la causa della morte di Pamela. Continua a leggere

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Si prospetta vero motivo del conflitto tra Israele e Libano:giacimenti gas in mare

Segnalazione di F.F.

Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, sostiene che il gas del Mediterraneo orientale appartiene a loro, Israele, non al Libano.
Il giacimento di gas del Mediterraneo orientale che è stato messo in licitazione (gara) dal Libano e che dovrebbe essere appaltato da un consorzio internazionale di società energetiche, secondo Liberman, appartiene ad Israele, lo ha dichiarato mercoledì lo stesso ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman.

“Loro [il Libano] stanno annunciando un bando sull’assegnazione del giacimento del gas, compreso il Blocco 9, che è nostro per qualsiasi definizione”, ha detto Lieberman in una conferenza a Tel Aviv.

Il ministro israeliano ha affermato che le aziende rispettabili che partecipano alla gara di appalto hanno commesso un grave errore, poiché il loro coinvolgimento nel progetto contraddice qualsiasi regola e pratica.

A dicembre, il governo libanese ha approvato le disposizioni per il diritto di esplorare due blocchi energetici, ovvero Block 4 e Block 9, in Libano, al consorzio del produttore russo di gas naturale Novatek con France’s Total e l’Eni dell’Italia.Il Libano ha lanciato la sua prima asta di licitazione per la produzione di petrolio e gas a gennaio 2017, aprendo cinque dei dieci blocchi del Mediterraneo per le offerte internazionali.
Il Libano, insieme a Israele, Cipro ed Egitto, si trova nel bacino del Levante nel Mediterraneo orientale, dove sono stati rivelati nuovi giacimenti di gas nel 2009. Due blocchi offshore dalle coste libanesi si trovano ora in un triangolo di territorio marittimo rivendicato anche da Israele.

Una parte del giacimento spetterebbe alla Palestina ma rimane certo che sarà Israele a pretenderne lo sfruttamento così come abitualmente fatto per tutto quello che appartiene alla Palestina, come fonti d’acqua, risorse agricole e territorio.Adesso la pretesa di Israele è quella di assegnarsi l’intero giacimento e di escludere il Libano. Questo spiega anche la rinnovata ostilità del governo israeliano nei confronti del Libano, di cui fra l’altro Israele occupa una porzione di territori che non ha mai voluto restituire alla sovranità libanese.
Fonte: www.controinformazione.info
L’opinione dell’autore può non coincidere totalmente con la posizione della redazione.

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Verona, Bacciga sui fatti di Macerata: "Criminale è lo stato"

Sul caso di Macerata, il consigliere comunale Avv. Andrea Bacciga ha scritto un post su Facebook, che non è sfuggito a L’Arena ed agli avversari politici. Ad attaccarlo in questo articolo odierno però non è il Pd, non i centri sociali, non LEU, ma…i tosiani, che nell’articolo accanto a quello sotto riportato attaccano pure per la locandina pro “tutti i matrimoni” tolta dall’Arsenale dopo che era stato fatto presente da parte dell’Assessore al patrimonio Edi Maria Neri che la linea di questa maggioranza è solo per il matrimonio tra persone di sesso diverso, come prevedono, peraltro, anche la Costituzione, il diritto e la legge Cirinnà, che non parifica le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio.
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Polonia: premier difende 'legge Shoah'

 © EPAA museo famiglia polacca uccisa da nazisti perchè nascose ebrei

(ANSA) – VARSAVIA, 2 FEB – Continua la battaglia del governo polacco in difesa della cosiddetta legge della Shoah approvata da Varsavia con la quale si può condannare coloro che attribuiscono alla nazione o allo stato polacco la corresponsabilità per i crimini nazisti.
CONTINUA SU  http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/02/02/polonia-premier-difende-legge-shoah_974cc9d5-7957-4553-959c-3884ee31c555.html Continua a leggere

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Il nigeriano e il buonista

di Giampaolo Rossi
ventimiglia-dopo-la-manifestazione-pro-migranti-un-corteo-per-le-vie-della-citta-247355.660x368PRIMO E SECONDO
Il primo è un nigeriano.
Il secondo è un buonista.
Il primo è un criminale. 
Il secondo è un idiota.
Il primo fa lo spacciatore, a volte il ladro e forse anche l’assassino e il macellaio sui corpi di povere ragazze.
Il secondo fa il politico di sinistra, l’intellettuale impegnato, il volontario delle Ong con i soldi di Soros, il fighetto radical-chic con il culo degli altri.

Il primo è un nigeriano, il secondo è un buonista. Il primo è un criminale, il secondo è un idiota

Il primo è un immigrato irregolare con precedenti penali che gira libero per le nostre città a spacciare e a delinquere come se niente fosse.
Il secondo è un italiano regolare a cui dell’Italia non frega nulla ma grazie alle sue idee sballate, alla sua ipocrisia pelosa, ci sta riempiendo di rifiuti umani che vengono a distruggere la nostra già difficile convivenza civile. Continua a leggere

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Italia invasa da delinquenti

Venerdì 2 febbraio 2018 – Festa della Candelora (Presentazione del Signore Gesù al Tempio) 
di Nino Spirlì
1Omicidio_PamelaMastropietro_ViaSpalato_FF-4Innocent Oseghale, nigeriano
Innocent Oseghale, nigeriano. Permesso di soggiorno scaduto. Immondo spacciatore e feroce assassino.
Uno per tutti!
… Per tutti i delinquenti che abbiamo importato negli ultimi cinque anni da ogni latrina del globo. Impastate a pochi poveracci (usati come specchietto per le allodole), sono sbarcate da pittoreschi barconi, che fanno tanto “fuga dalla povertà”, e da comode navi, modello “ventre di mamma ong”, decine, centinaia di migliaia di farabutti e assassini africani, mediorientali e asiatici. Brutti ceffi, spesso terroristi, che NON scappano da guerre e pestilenze, ma da mandati di arresto stampati nei Paesi dove sono nati e dove hanno commesso chissà quale sorta di lurido delitto, chissà quale reato, chissà quale atrocità. Di questi stronzi non sappiamo nulla. Né il vero nome, né il vero luogo di nascita, né la fedina penale. Sappiamo solo che vengono bene in foto di gruppo, piangenti e imploranti mentre sono stipati su improbabili natanti salpati dalle coste libiche e diretti nel Paese di Bengodi, l’Italia puttana del terzo millennio. Questo residuo di Bel Paese, ormai ridotto ad un letamaio, nel quale ognuno fa legge a sé.
Tutti, tranne gli Italiani, ai quali non è consentito altro che sopravvivere in silenzio. Ai quali, anzi, è VIETATO anche sopravvivere. Qui, gli Italiani devono morire e basta. E se non lo fanno spontaneamente, ci pensano i Kabobo, gli Oseghale, le centinaia di clandestini delinquenti clandestini, privi della pur minima possibilità di essere veramente individuati,  identificati, rispediti nelle (loro) patrie galere. Sicuramente più galere delle nostre. Continua a leggere

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Migrante accolto con la moglie: "Riconoscete la seconda sposa"

In Germania accolto un siriano con moglie e quattro figli. Ora l’immigrato vuole il ricongiungimento con la seconda sposa
di Sergio Rame
“Nel rispetto dell’accoglienza, si deve far venire la seconda o la terza moglie di un profugo?”
È questa la domanda che hanno iniziato a chiedersi in Germania dopo che a Pinnenberg, città di 40mila abitanti a pochi chilometri da Amburgo, un immigrato arrivato dalla Siria nel 2015 con la moglie e i quattro figli ha chiesto il ricongiungimento con la seconda moglie che, tra le altre cose, è la madre di due dei quattro bimbi. Il caso, che è stato pubblicato da ItaliaOggi, ha aperto un dibattito acceso sulla poligamia che in Europa non solo non è riconosciuta ma è addirittura vietata.
Non è la prima volta che la Germania si divide sul controverso tema della poligamia. In passato, come ricorda ItaliaOggi, ci sono stati diversi casi di stranieri che hanno ottenuto il ricongiungimento con la seconda e addirittura la terza moglie. Contro questo buonismo, però, si è schierata Alternative für Deutschland (AfD) che, dopo le politiche fallimentari di Angela Merkel in tema di immigrazione, continua ad aumentare i consensi nel Paese. Gli ultimi sondaggi danno il partito guidato da Jörg Meuthen tra il 14 e il 18%, a un passo dell’Spd. Dietro il caso di Pinnenberg c’è molto di più che una semplice contesa giudiziaria. Dietro al ricongiungimento bigamo si cela infatti l’ampio dibattito sull’accoglienza che risente delle porte aperte dalla Merkel a un milione di immigrati siriani e degli attacchi terroristici che hanno insaguinato il Paese nei mesi successivi. Continua a leggere

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L'amministrazione comunale di Verona dice no al gender e partecipa al Festival per la Vita

Festival per la VitaIl 17 Gennaio 2018 il Comune di Verona ha patrocinato ed è intervenuto alla nostra conferenza sulla Famiglia tradizionale, nella sala comunale Lucchi. L’altro ieri il Sindaco Federico Sboarina ha fatto rimuovere i cartelloni “pro-gender” di una manifestazione all’Arsenale. L’Assessore al Patrimonio ha dichiarato a L’Arena di ieri che “nei nostri spazi ci vanno solo coloro che sono in linea con noi”. E il 16-17 Febbraio in Gran Guardia ci sarà il Festival per la Vita, cui parteciperemo anche noi di Christus Rex-Traditio:
Segnalazione ed invito da parte di Toni Brandi
I prossimi 16 e 17 febbraio vedranno la nascita del 1° Festival internazionale per la Vita presso il prestigioso Auditorium della Gran Guardia, P.zza Bra, di Verona. Un evento imperdibile nel panorama prolife italiano.
Il Festival per la Vita si articolerà in una prima sessione culturale (16 febbraio) con accademici, medici e testimoni, ed una seconda sessione istituzionale (17 febbraio) con le personalità del mondo politico, amministrativo e istituzionale in prima linea a difesa della Vita..
Nei limiti delle tue possibilità, saremmo lieti di vederti al Festival….
Iscriviti al Festival cliccando qui!
Ecco il programma delle due giornate… Continua a leggere

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“L’Europa si apre agli islamisti, ma non sa quello che l’aspetta”

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(Da Tunisi) Il paradosso di un’Europa che nega il cristianesimo ma tollera i musulmani più radicali. Questa è l’impressione che si ha quando si parla di immigrazione e islam in Tunisia. E questa impressione, stranamente, è condivisa anche in molti Paesi musulmani dove c’è chi è disposto a parlare francamente di questi temi, anche se coperto da anonimato per motivi di sicurezza.
Come succede in Tunisia, l’unico Paese che è sopravvissuto alla primavera araba di sette anni fa, dove vive una minoranza di persone che ha lasciato l’islam ed è diventata atea o cristiana; e dove ci sono anche musulmani moderati che trattano il tema dell’islamismo in Europa senza peli sulla lingua.
Ahmed era un estremista islamico. Voleva partire dalla Tunisia per combattere con Jabhat al-Nusra, il gruppo estremista che fa parte delle forze ribelli siriane, in Siria. I suoi amici erano morti sul campo di battaglia e lui sentiva il dovere di “rivendicare la causa di Allah”. Poi ha sentito il messaggio del vangelo e, poco dopo, Ahmed ha deciso di convertirsi al cristianesimo. “Mi sono convertito dalla religione della guerra alla religione dell’amore”, ci spiega. “Ero pieno di rabbia e, quando ho trovato il cristianesimo, ho capito che potevo vivere in pace”. Quando Ahmed inizia a parlare di terrorismo islamico in Europa, racconta: “L’islam in Europa è come un virus”. Spiega, senza battere un ciglio, che se fosse europeo voterebbe i “populisti” e, quando viene a sapere che c’è chi accusa questi movimenti di essere razzisti, scoppia a ridere. Ahmed, in passato, credeva in una versione estremista dell’islam: “Credimi, conosco il vero islam: il Corano era il mio credo e conosco tutti i versetti”. Secondo lui il vero islam è quello dei gruppi estremisti, ed i musulmani moderati non sono veri musulmani: “Non esiste l’islam moderato, c’è il vero islam e il finto islam. Quello vero è dei gruppi come Daesh (Isis)”. Continua a leggere

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