Costanza Miriano da Christus Rex: "donne sposatevi e siate sottomesse, uomini amate le mogli come Cristo la Chiesa"!

di Lucia Rezzonico

In foto da sinistra il consigliere Rosario Russo, con delega alla Famiglia, il consigliere Andrea Bacciga, Costanza Miriano, Matteo Castagna
VERONA – Alle 18.00 di ieri, giovedì 18 gennaio 2018, c’erano già cinquanta persone che attendevano in Sala Lucchi l’arrivo di Costanza Miriano. Con un leggero ritardo, la giornalista, scrittrice e blogger è arrivata, accompagnata dal consigliere comunale Avv. Andrea Bacciga e dal Responsabile di Christus Rex-Traditio Matteo Castagna. Alle 18.30 Castagna ha iniziato  le presentazioni, mentre la sala si riempiva di un pubblico eterogeneo, che al picco ha quasi raggiunto le cento unità. Presente la stampa, il consigliere regionale Andrea Bassi, il Presidente della III^ Circoscrizione Nicolò Zavarise, i militanti tradizionalisti lavoravano al banchetto dei libri e degli accrediti. Un grande successo, sia per i contenuti che per la capacità di coinvolgimento che questo convegno ha creato attorno a sé, al di là del patrocino dell’Assessorato alla Cultura del Comune scaligero, nei confronti di un pubblico molto interessato. A margine dell’incontro pubblico, abbiamo avuto l’occasione di chiedere a Matteo Castagna qualche delucidazione. Continua a leggere

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Gli “scheletri nell’armadio di USA e Arabia Saudita rivelati dall’ex primo ministro Qatar

Zero Hedge – Il Qatar confessa i segreti della guerra siriana in un’esplosiva intervista virale.
Un’intervista televisiva in cui un alto funzionario del Qatar svela i retroscena della guerra in Siria è presto divenuta virale nei social network arabi, in concomitanza con il disvelamento di un documento top secret dell’NSA che conferma come l’opposizione armata in Siria fosse sotto il diretto comando dei governi esteri fin dai primi anni del conflitto.

Secondo un noto analista e consulente economico di affari siriani con stretti legami con il governo di Assad, questa esplosiva intervista costituisce un'”ammissione pubblica ad alto livello delle collusioni e del coordinamento tra i quattro paesi per destabilizzare uno stato indipendente, [che potrebbe implicare] un sostegno a Nusra /Al Qaeda.” In particolare, “quest’ammissione contribuirà ad aprire un caso per quello che viene ritenuto da Damasco come un attacco alla propria sicurezza e sovranità, e che contribuirà a fornire la base per richieste di riparazioni”.Conferenza stampa di Londra del 2013: lo sceicco Hamad bin Jassim bin Jabr Al Thani, primo ministro del Qatar, con il segretario di Stato americano John Kerry. Una mail di Hillary Clinton del 2014 conferma che il Qatar sponsorizzava l’ISIS in quel periodo.

Mentre la guerra in Siria si avvia gradualmente alla conclusione, nuove rivelazioni emergono a scadenza quasi settimanale sotto forma di testimonianze di alti funzionari coinvolti nella destabilizzazione della Siria e talvolta persino di messaggi e-mail con ulteriori dettagli su manovre segrete volte a rovesciare il governo di Assad. Sebbene gran parte di queste informazioni non faccia che confermare quanto noto già da tempo a coloro che non hanno mai accettato la propaganda semplicistica che ha dominato i media mainstream, i pezzi del puzzle continuano ad incastrarsi, fornendo agli storici del futuro un quadro più completo delle vere motivazioni dietro questa guerra.

Questo processo di chiarezza è stato facilitato, come previsto, dal continuo conflitto tra gli ex-alleati del Gulf Cooperation Council (GCC), Arabia Saudita e Qatar, i quali si lanciano entrambi accuse reciproche di aver finanziato i terroristi dello stato islamico e di al-Qaeda (il che, ironicamente, è vero in entrambi i casi). E così, davanti agli occhi di tutto il mondo vengono fuori tutti gli scheletri nell’armadio di un GCC ormai in fase di implosione, poiché per anni quasi tutte le monarchie del Golfo hanno finanziato movimenti jihadisti in paesi come Siria, Iraq e Libia.

L’alto funzionario del Qatar è l’ex-primo ministro Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani in persona, colui che ha supervisionato le operazioni in Siria per conto del Qatar fino al 2013 (anche in qualità di ministro degli esteri) che qui vediamo con l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton in questa foto del gennaio 2010 (per inciso, il comitato della Coppa del Mondo del Qatar 2022 fece una donazione di 500.000 dollari alla Clinton Foundation nel 2014).In un’intervista alla TV del Qatar, bin Jaber al-Thani rivela che il suo paese, al fianco dell’Arabia Saudita, della Turchia e degli Stati Uniti, ha rifornito di armi i jihadisti fin dall’inizio di questi eventi (nel 2011).

Al-Thani ha anche paragonato l’operazione segreta a “una battuta di caccia” — in cui la preda era il Presidente Assad insieme ai suoi sostenitori — una “preda” che per sua ammissione è riuscita a sfuggire (poiché Assad è ancora saldo al potere: il termine usato è “al-sayda “, che nel dialetto del Golfo Arabo generalmente serve a designare la caccia di animali o prede per sport). Per quanto Thani abbia negato ogni credibile accusa di aver personalmente appoggiato l’ISIS, le parole dell’ex-primo ministro suggeriscono che vi sia stato un sostegno diretto del Golfo e degli Stati Uniti ad Al-Qaeda in Siria (al-Nusra) fin dai primi anni della guerra, e insinuano persino che il Qatar sia in possesso di “documenti” e prove a dimostrazione che la guerra sia stata provocata per causare un cambio di regime.

In base alla traduzione di Zero Hedge, pur riconoscendo che Stati del Golfo hanno armato i jihadisti in Siria con l’approvazione e il sostegno degli Stati Uniti e della Turchia, al-Thani afferma: “Non voglio entrare nei dettagli, ma disponiamo della documentazione completa sul nostro intervento [in Siria].” Sostiene che sia il re Abdullah dell’Arabia Saudita (che ha regnato fino alla morte nel 2015) sia gli Stati Uniti hanno riservato al Qatar un ruolo di primo piano nelle operazioni segrete per condurre una guerra per procura.

I commenti dell’ex-primo ministro, per quanto molto rivelatori, sono volti a difendere e giustificare il sostegno dato dal Qatar al terrorismo, e ad accusare Stati Uniti ed Arabia Saudita di aver scaricato sul Qatar tutta la responsabilità della guerra contro Assad. Al-Thani spiega che il Qatar ha continuato a finanziare le truppe ribelli in Siria, mentre altri paesi riducevano man mano il loro sostegno su larga scala, e per questo motivo si scaglia contro gli Stati Uniti e i Sauditi, che inizialmente “erano con noi nella stessa trincea”.In una precedente intervista alla TV statunitense cui è stata data pochissima visibilità, al-Thani ha risposto al giornalista Charlie Rose che gli chiedeva delle accuse di sostegno del terrorismo da parte di Qatar che “in Siria, tutti hanno commesso errori, incluso il vostro paese”. Ha inoltre detto che all’inizio della guerra in Siria, “tutto ciò che contava passava attraverso due centrali operative: una in Giordania e una in Turchia”.
Qui sotto la parte principale dell’intervista, tradotta e sottotitolata da @ Walid970721. Zero Hedge ha revisionato e confermato la traduzione, ma, come confermato dal primo traduttore informale, al-Thani non dice “signora”, ma “preda” [“al-sayda”] — a significare che sia Assad che i siriani erano considerati come cacciagione da questi paesi esteri.
Fonte: controinformazione.info

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Russiagate: accordo Bannon con Mueller

 © EPASarà interrogato da investigatori e per ora evita il gran giurì

(ANSA) – NEW YORK, 17 GEN – Steve Bannon ha raggiunto un accordo con il procuratore speciale che coordina le indagini sul Russiagate, Robert Mueller: l’ex stratega della Casa Bianca sarà interrogato dagli investigatori, evitando per il momento di dover comparire di fronte a una giuria. Un segnale che Bannon si sta preparando a cooperare con le indagini e che preoccupa non poco la Casa Bianca.
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http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/17/russiagate-accordo-bannon-con-mueller_0b1705b8-fe52-436f-a93e-5b3fc0ecf549.html Continua a leggere

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Cristianofobia: cappella devastata e sette arresti

Segnalazione Corrispondenza Romana

Ennesima cappella devastata, questa volta intitolata a San Bernardo nella città di Fortaleza, Stato di Ceará, in Brasile: ignoti si sono introdotti dal tetto della struttura e poi hanno ridotto in briciole l’altare. Almeno uno di loro dev’essersi ferito durante il blitz, come dimostrano le chiazze di sangue trovate sul pavimento. La furia dei criminali non si è fermata davanti a nulla, così, entrati in sagrestia, hanno spezzato le ante degli armadi e rubato una ventina d’euro. La Polizia è sulle tracce degli autori del gesto sacrilego.Dopo i ripetuti assalti e vandalismi dei giorni scorsi ai danni di istituti cattolici, a Vidisha, nel Madhya Pradesh, è stato arrestato Upadhesh Rana, leader fondamentalista indù del Vishwa Sanathan Sangh, deciso ad entrare con la forza nel St. Mary’s Post Graduate College, per celebrare il rito indù a Bharat Mata, la “Madre India”. Con lui altri sei individui sono finiti in carcere. Continua a leggere

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Una vergogna chiamata Forteto

Segnalazione del Centro Studi Federici

Tutti a scuola di don Milani. Ma se questi sono i suoi allievi…
Natale amaro per il Forteto, la comunità agricola toscana alla quale il tribunale dei minori di Firenze affidava giovani “difficili” da restituire a una vita serena. Rodolfo Fiesoli, 76 anni, fondatore e “profeta” di questa comunità, è stato arrestato la mattina del 23 dicembre, poche ore dopo che la corte di cassazione aveva confermato in via definitiva la sua condanna a 14 anni di carcere.
L’agghiacciante cronistoria del Forteto è stata anticipata da Settimo Cielo fin dal 2013, quando ancora la fama della comunità era alle stelle presso l’intellighenzia progressista, cattolica e laica, che dava credito alle asserzioni di Fiesoli di voler riprodurre “meglio e più in grande” l’esperienza educativa di don Lorenzo Milani (1923-1967), il sacerdote fiorentino sulla cui tomba, a Barbiana, si è recato in visita lo stesso Francesco.

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Spia USA in Russia: meglio non toccarli affatto i russi

George Friedman il fondatore di una delle più grandi e famose società di intelligence private del mondo, la Statfor, ha deciso di raccontare le sue impressioni dopo un viaggio in Russia.
A seguito della sua visita, Friedman si è reso conto che gli Stati Uniti non comprendere appieno la Russia ed è improbabile che lo facciano in futuro.
Allo stesso tempo, egli ammette che le azioni americane contro la Russia sono ora troppo inefficaci e non portano l’effetto desiderato.

“I russi a livello di geni sono più duri degli americani”, ha detto l’esperto.

Inoltre, Friedman sottolinea che in questo momento le sanzioni occidentali contro la Russia sono quasi inutili e non hanno alcun effetto sulla Russia ma agiscono negativamente sugli Stati Uniti e l’Europa.In conclusione egli ha osservato che nel caso di azione militare degli Stati Uniti contro la Russia ai soldati americani sarà fornito un solo preciso piano d’azione: o uccidere immediatamente i russi o non toccarli affatto. E dato che è molto difficile uccidere i russi, Fridman consiglia vivamente di non cercare lo scontro con loro.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201801165522879-racconto-viaggio-agente-russia/ Continua a leggere

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Meno immigrati e meno tasse. Ecco le priorità degli italiani

di Francesco Curridori
I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti
Gli sbarchi sembrano essere diminuiti ma la preoccupazione degli italiani verso i migranti continua.
I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti.
Per il 20% dell’ elettorato di centro-sinistra (circa due milioni di italiani orientati a sinistra) vedono con allarme la condivisione con famiglie di immigrati di strumenti di welfare come la sanità pubblica e gli alloggi popolari. “L’ immigrazione è il secondo tema più sentito dagli italiani dopo quello del lavoro che tuttavia lo distanzia nettamente. Si tratta di un argomento trasversale che tocca soprattutto le fasce medio-basse della popolazione”, spiega al Messaggero Enzo Risso, direttore dell’ istituto demoscopico triestino SWG. Se il lavoro è considerato la prima emergenza dal 54% degli italiani, un freno all’immigrazione è gradito al 28% degli elettori. Non solo. Il tema delle tasse è considerato il più importante (58%) ma “Pensare prima agli italiani” è il secondo per ordine di importanza (48%) e contribuisce a determinare la scelta di voto del 30% degli italiani. “Una linea più dura come quella rappresentata dallo slogan Fermare gli immigrati raccoglie un consenso inferiore del 5% circa rispetto al più morbido Pensare prima gli italiani”, aggiunge Risso. Secondo Antonio Noto, direttore di Ipr, “il contrasto all’ immigrazione piace moltissimo agli italiani ed è una molla più forte al Nord che al Sud e molto robusta nelle periferie dei grandi centri urbani. Sarà certamente uno dei temi che determinerà il risultato delle elezioni del 4 marzo”. Continua a leggere

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