Vaticano, lettera anonima sullo Ior: "Complotto contro Bergoglio"

In Vaticano è arrivata una lettera anonima. Il contenuto riguarderebbe lo Ior. Per alcuni ambienti vaticani è in atto un “complotto contro Bergoglio”
Una lettera anonima è stata inviata per mail a diciassette dipendenti del Governatorato del Vaticano e a due diocesi della città di Roma.
di Giuseppe Aloisi

Ha scritto al riguardo Massimo Franco sul Corriere della Sera che la missiva “…vuole essere un atto di accusa contro il direttore dello Ior, Gianfranco Mammì. E ancora che:”La forma, riferisce chi ha avuto modo di scorrere la lettera, sarebbe quella di una «confessione» nella quale il dirigente bancario si scuserebbe per una serie di episodi, alcuni pubblici e altri molto privati, avvenuti durante la sua carriera: molti dei quali riguardano proprio la sua attività presso l’Istituto per le Opere di religione”. Mammì, nel frattempo, avrebbe negato l’esistenza di qualsiasi legame tra la sua persona e la lettera anonima. La faccenda, quindi, potrebbe risultare più complicata del previsto. Lo Ior, peraltro, è stato recentemente interessato da due allontanamenti. Il direttore generale aggiunto Mattietti, che era stato nominato contemporaneamente a Mammì, è stato allontanato a causa di “violazioni amministrative”, ragioni che non sono state ulteriormente specificate. Il 17 giugno del 2017, poi, si era dimesso il supervisore generale Libero Milone. La causa? Secondo Milone sarebbero avvenute “minacce di arresto”.
L’autore della missivia, però, non sarebbe ancora stato rintracciato né si conoscerebbe il computer dal quale sarebbe partito il testo in questione. L’ombra dell’ipotesi di un complotto contro Bergoglio, quindi, si allunga su tutta questa storia: “I collaboratori di Francesco – ha scritto sempre Massimo Franco nell’articolo citato – sostengono che si tratta di un’ operazione tesa a screditare il suo papato; e a mostrarlo caotico e inquinato da veleni e faide interne come nell’ultima fase di quello di Benedetto XVI, che si dimise, esasperato, nel febbraio del 2013. E ancora:”Il problema è che la confusione è difficile da ignorare. In un anno, i vertici finanziari ai quali erano state affidate le riforme sono stati decapitati. Il 19 giugno del 2017 si dimise il supervisore generale Libero Milone, che era stato scelto personalmente da Jorge Mario Bergoglio due anni prima per fare pulizia nei conti vaticani; e tre mesi dopo Milone rivelò che le sue non erano state dimissioni consensuali, ma provocate da minacce di arresto. E nello spazio dell’ ultimo mese è saltato Mattietti e ora si muove un “corvo” per colpire Mammì, che col suo vice avrebbe avuto seri contrasti a causa di una gestione definita troppo «personalistica» dello Ior”. Un’eminenza di “lungo corso”, poi, sosterrebbe che alla base di tutto ci sia un disegno messo in atto da certi ambienti americani. Il Papa sarebbe finito per essere “attenzionato” da questi poteri oscuri a causa delle sue prese di posizione nei confronti del modello economico capitalista. Complotto o no le finanze vaticane continuano a rimanere centrali nelle cronache giornalistiche: il C9, il minidirettorio cardinalizio istituito da Papa Francesco per riformare la Curia romana, è stato accusato di non aver ancora riformato quanto promesso. George Pell, invece, il prefetto della Segreteria per l’economia del Vaticano, si trova attualmente in Australia dove deve difendersi da accuse di abusi sui minori e da quelle di aver coperto altri casi di questo tipo. La confusione, in ogni caso, sembra lungi dall’essere indimostrabile.

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Quelli che ‘la disoccupazione è tornata ai livelli del ‘77’

di Maurizio Blondet

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2018/01/bagnai-disoccupazione.png

Alberto Bagnai il Secolo d’Italia, ma anche il sito di SEL (trovate le differenze), ma anche l’Unione Sarda, ma anche l’AGI, ma anche Milano Finanza, ma anche tanti altri, hanno diffuso pochi giorni fa …

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https://www.maurizioblondet.it/la-disoccupazione-tornata-ai-livelli-del-77/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjcw%3D%3D&refsrc=email&iid=babd2296762e4409a911d2ce7c98e569&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

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Sempre più pesante la censura nella Cina comunista


Segnalazione di Corrispondenza Romana
Pesante nel 2017 la censura esercitata dalle autorità di controllo in Cina, ancor più che in passato: 128mila i siti oscurati perché ritenuti «pericolosi», altri sono stati multati, 30.900.000 le pubblicazioni ed i libri confiscati, 1.900 sono state le persone arrestate. A comunicarlo, è stata l’agenzia statale Xinhua. Per cadere sotto la scure del regime, basta diffondere notizie non autorizzate o critiche più o meno velate al partito comunista. L’avvento al potere di Xi Jinping, cinque anni fa, ha peggiorato la situazione. Continua a leggere

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La befana dei migranti discrimina gli italiani

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Gli italiani sono sempre più disprezzati, sfruttati e resi sudditi dei poteri stranieri (con la complicità della nostra classe politica)
di Antonio Socci

Ormai da tutte le parti arrivano sberle sugli italiani. Perfino all’incolpevole Befana hanno fatto discriminare i poveri italiani. E’ accaduto ieri a Napoli dove il vescovo […] Crescenzio Sepe, aderendo a un’iniziativa del MCL, ha consegnato regali a 500 bambini immigrati delle varie etnie presenti a Napoli per – appunto – la Befana dei migranti.
E gli italiani? Esclusi. A Napoli non esistono famiglie italiane povere i cui fanciulli meritano quei regali? Strano, perché i dati Istat ci dicono il contrario: i nostri poveri assoluti in Italia, dal 2006 al 2016, sono passati da 2,3 milioni a 4,7 milioni. E i “poveri relativi” sono più di 8 milioni. Ma evidentemente loro – essendo italiani – non meritano attenzione.
Quello napoletano è solo l’ultimo episodio di una tendenza alla penalizzazione o addirittura alla discriminazione degli italiani, che […] ha raggiunto livelli tragicomici.
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Anche Der Spiegel stronca Fico e usa Coop Connection…

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
Dopo The Guardian anche Der Spiegel stronca Fico
E cita il libro Coop connection per raccontare quel mondo.
La principale rivista europea scatta una foto dalle stelle della politica alle stalle di Fico. Tutti in fila a celebrare l’«uomo con i baffi» che confonde «Goebbels con Goethe» e vuole vendere l’Italia con i principi di Topolino. LEGGI E PASSAPAROLA


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De Benedetti al telefono: «Renzi mi ha detto che il decreto sulle popolari passerà»


L’Ingegnere investì in Borsa 5 milioni di euro prima della decisione del governo

di Fiorenza Sarzanini
ROMA Quattro giorni prima del decreto del governo sulle Popolari varato il 20 gennaio 2015, Matteo Renzi avrebbe rassicurato l’imprenditore Carlo De Benedetti che il provvedimento sarebbe passato. È lo stesso Ingegnere a raccontarlo al professionista che curava i suoi investimenti in Borsa. La registrazione della telefonata — rimasta finora segreta — è allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche. E sembra smentire la versione fornita da entrambi quando avevano escluso la veicolazione di informazioni riservate. L’indagine per insider trading fu avviata tre anni fa su segnalazione della Consob che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli. In particolare De Benedetti aveva investito 5 milioni di euro con Romed spa guadagnando 600 mila euro. I magistrati hanno sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta perché sia Renzi sia De Benedetti, interrogati dai pubblici ministeri, hanno escluso di essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi. Ma adesso — in attesa che il giudice decida se accogliere la richiesta dei pm — si esprimerà la Commissione nella relazione finale.
LEGGI L’INTERCETTAZIONE:
http://roma.corriere.it/notizie/politica/18_gennaio_10/popolari-de-benedetti-telefono-696d82f0-f581-11e7-b250-16cc66648122.shtml Continua a leggere

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Banche: Gasparri, De Benedetti sapeva

 © ANSAI giornali che edita quando pubblicheranno le intercettazioni?

(ANSA) – ROMA, 10 GEN – “Carlo De Benedetti, come leggiamo oggi su numerosi giornali, disse chiaramente di aver appreso da Renzi dell’imminente varo di un decreto sulle banche popolari.
Ottenute queste notizie, disse ai suoi uomini di fiducia, sempre stando alla lettura dei giornali, di procedere a determinati investimenti. Queste scelte finanziarie fruttarono a De Benedetti un guadagno di 600mila euro, ma l’inchiesta poi fu archiviata dalla magistratura”. CONTINUA SU: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/10/banche-gasparri-de-benedetti-sapeva_b021888a-c056-4c0f-a95d-e9bf529df659.html Continua a leggere

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A Nord Est è ancora bassa la percezione di presenza della mafia

Segnalazione del Prof. Enzo Guidotto

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
NORD EST, IL 69% NON CREDE CHE LA MAFIA VIVA ANCHE QUI
di Natascia Porcellato
«Qui la mafia non è certo quella dell’immaginario collettivo, con la coppola e la lupara. E non è neppure più soltanto quella che gestisce il traffico e lo spaccio della droga. Siamo in una fase in cui i mafiosi vedono questa regione, con le sue industrie e le attività economiche, come un luogo in cui investire il denaro sporco, riciclandolo, in modo da ottenere capitali “puliti”. Come una grande lavatrice, appunto». Queste sono le parole che il procuratore capo Bruno Cherchi, da un anno alla guida della Direzione distrettuale antimafia di Venezia, ha usato qualche settimana fa nel corso di un’intervista per descrivere la presenza della mafia in Veneto, ma probabilmente un discorso del tutto assimilabile potrebbe essere fatto anche per il Friuli-Venezia Giulia e la provincia di Trento.
Quanto l’opinione pubblica nordestina rileva la presenza di questa “grande lavatrice” vicino a sé? Secondo i dati raccolti da Demos per Il Gazzettino, il 28% degli intervistati ritiene la mafia molto o abbastanza presente nella propria zona di residenza, mentre è il 69% a ritenerla poco o per niente presente. Guardando alla serie storica dell’Osservatorio sul Nord Est, possiamo osservare come la percentuale di coloro che ammettono l’esistenza di mafia in queste terre sia aumentata nel corso del tempo. Nel 2010, infatti, era il 19% a giudicare l’attività mafiosa molto o abbastanza presente. La percentuale era poi salita al 22% nel 2013 e si era stabilizzata nel 2016 (21%). Con i valori registrati nell’ultima indagine, però, il balzo è consistente: +7 punti percentuali rispetto ad un anno fa. Quali sono i settori socio-professionali maggiormente consapevoli della presenza mafiosa nelle proprie zone di residenza? Disoccupati (45%) e imprenditori (39%), oltre a lavoratori atipici (36%) e operai (32%), sembrano essere le categorie che maggiormente percepiscono la presenza della criminalità organizzata intorno a loro.
Rileviamo, però, come sia sempre una minoranza ad esplicitare questo tipo di sensazione, mentre la maggioranza degli intervistati rimane convinta che la mafia a Nord Est sia poco o per nulla presente. Anche se tra il 2010 ed oggi la percentuale di scettici è diminuita di 9 punti percentuali, restano su queste posizioni quasi 7 intervistati su 10. Questo orientamento, inoltre, tende a farsi ancora più largo tra studenti (89%) e liberi professionisti (81%), tecnici e impiegati (76%).
Com’è cambiata la presenza della criminalità organizzata nel corso degli ultimi 10 anni? L’idea che sia aumentata riguarda il 27% degli intervistati, mentre il 38% ritiene sia rimasta stabile. Un nordestino su dieci, poi, pensa che l’attività di mafia, camorra e n’drangheta sia diminuita nel corso dell’ultima decade e il 16% sostiene che le mafie, a Nord Est, non ci sono e non ci sono mai state. Piuttosto consistente (9%), infine, la percentuale di intervistati che si mostrano reticenti alla domanda, sintomo di quanto questo argomento sia, ancora oggi, particolarmente difficile per l’opinione pubblica.
NOTA INFORMATIVA
L’Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 13-20 novembre 2017 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1086 persone (rifiuti/sostituzioni: 5927), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d’età (margine massimo di errore 2.97% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l’analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell’indagine CATI-CAMI-CAWI.
L’Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.itscarica il documento completo in PDF (1165 kb)

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