L'IRAN SPALLE AL MURO

di Thierry Meyssan

Gli Stati Uniti si preparano a organizzare il Medio Oriente Allargato facendo a meno delle truppe. Dovrebbero riuscire, capitalizzando gli errori commessi dall’Iran negli ultimi cinque anni, a formare un’alleanza militare ebreo-sunnita contro gli sciiti, che la stampa chiama “NATO araba”. RETE VOLTAIRE | DAMASCO (SIRIA) | 5 FEBBRAIO 2019  Casa Bianca si accinge a riorganizzare nella regione i propri …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/liran-spalle-al-muro/

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Da Vauro a Carla Bruni: chi sono i fans italiani dell'assassino Cesare Battisti

 
cesare battisti

 Vauro, il vignettista più amato da Marco Travaglio, Carla Bruni, la moglie di Sarkozy, Paolo Cento, l’esponente romano dei Verdi, Roberto Saviano, che però smentì (anzi, ritirò il sostegno ) dopo essere finito nella lista dei fans del terrorista rosso Cesare Battisti.

Nessuno si ricorda più dell’appello per Battisti

In tanti, oggi, imbarazzati dai brindisi e dagli “schiaffi” all’Italia dell’assassino Cesare Battisti, arrestato e rilasciato subito in Brasile, preferiscono restare in silenzio. Ma in tanti, tra gli intellettuali o pseudotali, in Italia e all’estero, nelle file della sinistra, per anni hanno protetto, difeso e firmato appelli in favore di quel terrorista vile, condannato per omicidio e scappato all’estero, che con la scusa dei libri si trincera dietro una presunta persecuzione politica. Dall’alto di quattro omicidi, due diretti e due indiretti, decine di rapine e un uomo condannato a vita su una sedia a rotelle, in nome della militanza nel gruppo dei “Proletari armati per il comunismo”. Continua a leggere

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Cent'anni di fascistudine


“A decorrere dal 1°gennaio, nessun uomo o partito politico potrà dichiararsi irresponsabile dei propri errori con la scusa che c’è stato il fascismo”. Ci vorrebbe una dichiarazione del genere, come quella scritta dal poeta e scrittore socialista Giacomo Noventa per ritenere definitivamente fuori corso il fascismo, a un secolo dalla sua nascita e a tre quarti di secolo dalla sua morte.
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L'anno che spiazzò tutti

Chi l’avrebbe mai detto, alla fine dell’anno scorso, che il 2018 sarebbe stato un anno così. Chi avrebbe mai pensato di questi tempi a un governo giallo-verde, a Di Maio al governo, a Salvini leader più amato dagli italiani e più odiato dai media (le due cose di solito vanno insieme). Chi avrebbe mai pensato al prof. avv. Conte alla guida del governo, un Signor Nessuno che traffica coi potenti della terra… E ai grillini passati dal nulla al ministero, dalla piazza al comando.
Il 2018 è stato l’anno che ha spiazzato tutti, anche coloro che volevano questa svolta. Ma era imprevisto l’esito, e soprattutto l’alleanza tra cani e gatti. Non ci sono governi in Europa che mantengono così alto il loro consenso, quasi il 60% a sei mesi dall’insediamento. Sono in gran parte governi di minoranza. Pensate a come se la passa male Macron, e la Merkel, e la May, e tutti gli altri. Per trovare un consenso popolare ancora alto dovete andare Oltreoceano, da Trump o da Bolsonaro.
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A casa di Steve Bannon: «Nella mia scuola formerò agenti del populismo»

«Soros? Per me è un modello. Il 2019 sarà un anno straordinario per i sovranisti. Le elezioni a Bruxelles determineranno la direzione del progetto europeo. E sarà l’anno più cattivo nella politica americana dal 1858: sarà guerra di trincea qui a Washington

di Viviana Mazza, inviata a Washington

Incontriamo Steve Bannon a casa sua, la cosiddetta Breitbart Embassy, una townhouse di mattoni rossi alle spalle della Corte Suprema: ospitava il sito di destra quando ne era presidente esecutivo. Ora nella stanza ricoperta da patriottici tappeti blu a stelle bianche, l’ex stratega di Trump tiene cene e incontri: con cattolici conservatori che potrebbero finanziare i suoi nuovi progetti; con Eduardo Bolsonaro, il figlio del nuovo presidente brasiliano, e altri.
fonte – https://www.corriere.it/esteri/18_dicembre_29/a-casa-steve-bannon-nella-mia-scuola-formero-agenti-populismo-salvini-maio-ottimi-6abfc2d8-0bad-11e9-aa07-eb4c2c5595dd.shtml?refresh_ce-cp
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Israele attacca di nuovo la Siria

Aerei in Siria Usa (Wikimedia)
L’attacco israeliano in Siria è un segnale importante. Arrivato la scorsa notte dopo mesi di pace armata in cui lo Stato ebraico ha fermato i raid in territorio siriano, il bombardamento che ha colpito il sud di Damasco rappresenta un messaggio chiaro rivolto non solo da Israele ai suoi avversari, ma anche a tutti i partner della guerra di Siria. Ed è un campanello d’allarme per tutta la regione: in particolare a pochi giorni dall’annuncio di Donald Trump di ritirarsi dalla Siria.
Come scritto su questa testata, il ritiro degli Stati Uniti, presenti in Siria con circa 2mila uomini, non va tradotto con la fine della guerra. Il sangue che scorre da sette anni nel Paese mediorientale non si fermerà con l’eventuale ritiro delle truppe Usa. Al contrario, il vuoto lasciato dal Pentagono rischia (paradossalmente) di complicare ancora di più l a strada per la pace. Washington ha rappresentato per anni la superpotenza leader della coalizione internazionale anti-Isis. Ma ha soprattutto avuto il ruolo di interlocutore della Russia rispetto alle altre potenze regionali coinvolte nella guerra. Potenze che, come Israele e Turchia, adesso potrebbero avere di nuovo campo libero.
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La guerra religiosa tra Ucraina e Russia

Rodolfo Casadei

Il 15 dicembre è nata la Chiesa ortodossa autocefala di Ucraina, «una Chiesa senza Putin», separata dal Patriarcato di Mosca, che ha condannato con forza l’iniziativa. Così si mischiano politica e religione.
Le recenti vicende della Chiesa ortodossa in Ucraina hanno meravigliato molti osservatori europei per l’alto tasso di politicizzazione che una vicenda eminentemente ecclesiale ha assunto e per i modi assolutamente palesi con cui tale politicizzazione si è manifestata. Per un europeo occidentale del giorno d’oggi è molto difficile immaginare un capo di Stato che prende parte a un Sinodo di vescovi e che identifica il destino del paese che rappresenta politicamente con quello della sua Chiesa maggioritaria, e che identifica indipendenza politica e indipendenza religiosa. Continua a leggere
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