Altro che paladina dell'ambiente: ecco chi c'è dietro Greta Thunberg

Roma, 14 mar – “Scioperiamo perché noi abbiamo fatto i nostri compiti a casa e i politici no”. Greta Thunberg, svedese, trecce bionde e la presunzione di chi, non accontentandosi di essere la prima della classe, vorrebbe avere il primato morale sull’intero pianeta: a 16 anni è la più giovane ambientalista europea e promotrice delle marce degli studenti per il clima. “Non mi fermerò. Non fino a quando le emissioni di gas serra non saranno scese sotto il livello di allarme”, è uno dei suoi boriosi mantra, utilizzati per scuotere le coscienze dei grandi del mondo. Una sola domanda sorge spontanea osservando quello sguardo che tutto vorrebbe giudicare: ma chi ti credi di essere? Per mesi, ogni venerdì mattina, invece di andare a scuola, si è piazzata davanti al Parlamento svedese reggendo il cartello “Sciopero scolastico per il clima”. E il web, come fa sempre in questi casi, si è commosso.

Sciopero internazionale

Persino Mattarella l’ha elogiata, da lì in poi la strada è stata tutta in discesa: invitata al vertice sul clima delle Nazioni Unite e al forum di Davos, i suoi discorsi hanno emozionato e appassionato gli ambientalisti di tutto il mondo, diventando il simbolo della lotta per il clima. E così venerdì 15 marzo, in oltre 1.300 città di tutto il mondo (Italia compresa), migliaia di ragazzi sciopereranno per smuovere le coscienze dei potenti del mondo. Vai a spiegare a questi pargoli che, come primo atto in favore dell’ambiente, anziché perdere ore di scuola, sarebbe più sensato se la smettessero di obbedire come tanti piccoli lobotomizzati ai dettami della società consumistica: del resto non è proprio la litania degli ambientalisti quella che recita meno consumi = meno emissioni = meno inquinamento ambientale?   Continua a leggere

Condividi

Buonos Aires, femministe profanano statua della Madonna

Lo scorso 8 marzo, in occasione della festa della donna, un’immagine della Madonna, o meglio di Nostra Signora delle Grazie di Buenos Aires, è stata profana
Le femministe colpiscono anche in Argentina. Lo scorso 8 marzo, in occasione della festa della donna, un’immagine della Madonna, precisamente della Nostra Signora delle Grazie di Buenos Aires, è stata profanata con un fazzoletto verde, simbolo del movimento abortista del Paese sudamericano.

Condividi

Nuove streghe in America: esoterismo, femminismo e campagne anti-Trump

Essere una strega è una moda: esoterismo e tarocchi travolgono le donne in America  e si uniscono a femminismo e campagne anti-trump.

È un reportage di Luciana Bellini su D di Repubblica a raccontare il grande ritorno delle streghe in America. Un vero grande business, un ritorno all’esoterismo con pennellate (neanche troppo nascoste) di politica e strumentalizzazione sociale.
Accanto ai tarocchi e al malocchio da scacciare, adesso, c’è l’attivismo. Perché le nuove streghe americane sono smart, 2.0, capeggiate da donne super social come Amanda Yates Garcia, ribattezzata “L’Oracolo di Los Angeles” per i suoi incantesimi lanciati contro Donal Trump.
A fare da filo conduttore tra il vecchio e il nuovo c’è il paganesimo, che viene declinato però in maniera moderna. Niente pentoloni, pugnali o corsetti, niente sacrifici nei boschi: tutte queste armi sono state sostituite da interventi politicizzati, in difesa del corpo della donna, dell’aborto.
All’urlo di “Io sono Mia” le streghe moderne in America guadagnano fama e denaro organizzando “analisi del percorso vitale”, “sessioni di divinazione alchemica” e purificazioni dell’energia. Sono loro le nuove maghe, che si propongono di cambiare il mondo facendo leva sull’energia. E sui cartelli di protesta.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/nuove-streghe-in-america-esoterismo-femminismo-e-campagne-anti-trump/

Condividi

È morto Guillaume Faye, l’uomo che a suo modo ha cambiato il pensiero non conforme europeo

Parigi, 7 mar – Con il decesso di Guillaume Faye, morto nella notte tra 6 e 7 marzo, scompare dalla scena metapolitica europea uno dei pochi intellettuali che ha davvero cambiato il modo in cui tutti noi pensiamo, anche chi non l’ha mai letto, anche chi lo ha letto pensandola diversamente su tanti temi. Gravemente malato da tempo, accudito da un pugno di sodali devoti, Faye ha mostrato sino all’ultimo più interesse per il mondo delle idee che per la propria persona, anche a costo di trascurare la propria salute pur di continuare a scrivere. Pur non avendolo mai conosciuto, negli ultimi tempi avevo provato diverse volte a contattarlo, scrivendo alla mail del suo sito. Una prima volta mi aveva risposto, acconsentendo a un’intervista. Ma, quando gli avevo mandato le domande via mail, aveva dichiarato di non aver ricevuto nulla, chiedendomi di inviargliele nuovamente… via lettera. Cosa invero singolare, per un profeta della tecnoscienza. Avevo fatto un secondo tentativo, al fine di cooptarlo sul Primato Nazionale, in cui una sua rubrica fissa sarebbe stata più che gradita. Non mi rispose mai, probabilmente perché stava già male.

Condividi

Viva le donne, non l'8 Marzo!

di Matteo Castagna

Vittorio Messori in “Pensare la Storia” (ed. Paoline) ci racconta che “c’erano una volta delle operaie tutte lavoro, fede socialista e sindacato; e c’era un padrone cattivo. Un giorno, le lavoratrici si misero in sciopero e si asserragliarono nella fabbrica. Qualcuno (il padrone stesso, a quanto si dice) appiccò il fuoco e 129 donne trovarono atroce morte. Era l’8 marzo 1908, a New York. Due anni dopo, la leggendaria femminista tedesca Clara Zetkin propose, al Congresso socialista di Copenaghen, che l’8 marzo, in ricordo di quelle martiri sociali, fosse proclamato “giornata internazionale della donna”.
Storia molto commovente, letta tante volte in libri e in giornali, fatta argomento di comizi, di opuscoli di propaganda, di parole d’ordine per le sfilate e le manifestazioni: prima del femminismo e poi di tutti. Si, storia commovente. Con un solo difetto; che è falsa. Eh già, nessun epico sciopero femminile, nessun incendio si sono verificati un 8 marzo del 1908, a New York. Qui, nel 1911 (quando già la “Giornata della donna” era stata istituita), se proprio si vogliono spulciar giornali, bruciò, per cause accidentali, una fabbrica, ci furono dei morti, ma erano di entrambi i sessi. Il sindacalismo e gli scioperi non c’entravano. E neanche il mese di marzo. Continua a leggere
Condividi

CAMERIERE E PREPOTENTE


 
La polemica innescata in merito al tatuaggio dello svastica, da l’occasione per ricordare, chiarire alcune questioni su fenomeni storico – politici  del secolo 900.
Ad esempio sappiamo dal libro: “DITTATURE: la storia occulta” D.ssa Antonella Randazzo, che senza i finanziatori dell’alta finanza americana ed inglese Adolf Hitler non sarebbe mai arrivato al potere. Tra i molti elargitori di capitali troviamo nomi appartenenti all’ebraismo.  Ford, Rockefeller, Alfred Kurzmeyer, James Forrestal, Warburg, Harriman; quest’ultime due famiglie sostennero finanziariamente le ricerche eugenetiche dello psichiatra Ernst Rudin. La legge elaborata da Rudin nella Germania nazionalsocialista traeva ispirazione dalle precedenti leggi americane.  Continua a leggere

Condividi

Attacco al volantino della Lega: promuovere la maternità diventa "sessismo"

La grafica fatta realizzare dalla sezione crotonese delle Lega ha scatenato il caos in tutta Italia. Si dissocia anche il Movimento 5 stelle: “Sembrano fondamentalisti islamici”.

“Il ruolo naturale della donna, volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia”. Una frase, apparsa su un volantino della Lega-Crotone, diventata un vero e proprio caso politico. In occasione della giornata mondiale della donna (8 marzo), la grafica punta a combattere chiunque offenda la dignità delle donne, ma la frase in oggetto è apparsa a molti come carica di sessismo. Continua a leggere

Condividi

L'orrore sul corpo di Pamela: "Era viva quando l'ha sezionata"

Vincezo Marino, testimone chiave dell’accusa contro il nigeriano Oseghale, ha parlato oggi come supertestimone durante la seconda udienza del processo sulla morte di Pamela Matropietro
Stuprata, accoltellata e squartata viva. Emergono nuovi dettagli inquietanti sulla morte di Pamela Mastropietro. A rivelarli è il pentito Vincenzo Marino, ascoltato come supertestimone durante la seconda udienza del processo davanti alla Corte di Assise di Macerata.
L’uomo era stato detenuto con Oseghale nel carcere di Ascoli e proprio lì ascoltò la sua agghiacciante confessione del delitto di Pamela. Proprio per questo, il pentito ha un ruolo chiave nell’accusa contro il nigeriano.
Secondo quanto ricostruito da Marino durante l’udienza di oggi, l’immigrato avrebbe accoltellato al fegato Pamela subito dopo il rapporto sessuale. “Desmond Lucky se ne andò, Oseghale tentò di rianimarla con acqua sulla faccia per farla riprendere, lei si riprese. Oseghale l’ha spogliata, era sveglia” ma aveva “gli occhi girati all’insù” e “hanno avuto un rapporto sessuale completo”. Poi la “ragazza voleva andare via a casa a Roma perché aveva il treno, disse che se no l’avrebbe denunciato. Ebbero una colluttazione, si sono spinti, Oseghale le diede una coltellata all’altezza del fegato e dopo una prima coltellata Pamela cadde a terra”.Ma non è finita qui. Sempre come riferito dal testimone, Oseghale dopo aver colpito la ragazza andò ai giardini Diaz per chiedere, invano, l’aiuto a un connazionale poi “tornò a casa, convinto che Pamela fosse morta e la squartò iniziando dal piede. La ragazza iniziò a muoversi e lamentarsi e gli diede una seconda coltellata”.
Riguardo a eventuali complici nell’omicidio della ragazza, invece, il pentito ha dichiarato che Oseghale non gli ha fatto il nome di nessuno. “Non fece il nome di nessuno”, ha affermato in aula. Inoltre, il nigeriano avrebbe usato la varechina per cancellare le sue tracce. “L’aveva lavata con la varechina perché così non si sarebbe saputo se era morta di overdose o assassinata”, ha aggiunto. “Disse che aveva un sacco in frigo dove mettere i pezzi, ma che non ci andavano e che l’ha dovuta tagliare e l’ha messa in due valigie”, continua il pentito raccontando le confidenza che gli avrebbe fatto Oseghale. Chiamò un taxi, ma mentre era in auto “la moglie lo chiamava ed è andato nel panico”, ha proseguito il pentito.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lorrore-sul-corpo-pamela-era-viva-quando-lha-sezionata-1657603.html?mobile_detect=false
 

Condividi

Fazio fa flop con Macron battuto da "Paperissima"

L’intervista al presidente non aumenta lo share E fa il furbetto sulle spese a Parigi: ho pagato io
Certo, c’era da aspettarsi che un’intervista, anzi un monologo, così triste, grigio, virato sui massimi sistemi, senza mordente e, soprattutto, senza domande ficcanti, non avrebbe entusiasmato gli spettatori.
Però, farsi addirittura battere da Paperissima avendo in canna un interlocutore eccezionale come Emmanuel Macron, beh, fa un po’ ridere… Domenica sera è andata proprio così: il colloquio di Fabio Fazio con il presidente della Repubblica francese è stato sconfitto dal programma di gaffe e capitomboli di Canale 5.
Questi i dati: nel periodo di sovrapposizione (dalle 21,01 alle 21,29) Paperissima ha realizzato il 17,22 per cento di share con 4.430.000 spettatori, mentre Che tempo che fa si è fermato al 15,91 con 4.085.000 spettatori. Intendiamoci, la trasmissione di Fazio in sé non fatto un flop, si è tenuta più o meno sugli stessi risultati delle precedenti domeniche. Il fatto è che, proponendo un’intervista con un capo di governo al centro di grandi conflitti con quello italiano di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane, ci si aspettava un dato ben più alto. Ma Che tempo che fa si è tenuto i suoi affezionati fan che, qualunque cosa venga loro proposta, restano incollati a Raiuno alla domenica. Il resto del pubblico che guardava la tv subito dopo i tiggì serali, ha preferito farsi due sane risate con le papere inventate da Antonio Ricci (che alla domenica sostituiscono Striscia la notizia). E, qui, c’è da chiedersi come mai gli italiani, anche i malpancisti-sovranisti-populisti che non sopportano i governanti francesi e la loro politica (secondo loro) anti-italiana, non abbiano preferito ascoltare cosa aveva da dire Macron dopo le porte sbattute in faccia dal duo Salvini-Di Maio.
Continua a leggere

Condividi

Balcani: ieri, oggi e domani. Intervista a Giannicola Saldutti

Abbiamo raggiunto per un’intervista Giannicola Saldutti, dottore in lingue e culture straniere, con particolari conoscenze dell’area balcanica e non solo. Ha già collaborato con In Terris, Sputnik, Geopolitica ed Eurasian Business Dispatch ed affinato le proprie competenze viaggiando tra Belgrado e San Pietroburgo.
Hai avuto modo di conoscere da vicino la Serbia, un paese spesso osteggiato dalla comunità internazionale, che ha recentemente rinsaldato i rapporti con la Russia a seguito dell’incontro Putin-Vucic. Quali sono le ragioni storiche e quelle più attuali che giustificano la vicinanza fra i due paesi?
Il legame russo-serbo è qualcosa difficile da comprendere a pieno per chi vive dall’esterno la realtà quotidiana di alcuni Paesi dell’est. Io stesso, prima di vivere Belgrado, potevo avvertirne soltanto la componente storica, avallata da elementi intuibili anche ai più profani, come la comunanza religiosa, nonché l’influenza di una certa ideologia panslavista.
Se dall’esterno tutto ciò può suonare tanto romantico quanto lontano dalla realtà, qualsiasi visitatore attento potrebbe subito rendersi conto di quanto in Serbia la “mission” della Russia (ultimamente incarnata nella figura di Putin, l’uomo forte archetipo dell’immaginario politico russo) sia realmente nel cuore del popolo. “Iste boje, ista vera” ossia “stessi colori, stessa fede” amano ripetere i serbi, alludendo ai colori delle bandiere dei due Paesi e alla fratellanza ortodossa. Continua a leggere

Condividi
1 2 3 4 5 6 7 36