San Filippo Neri… un santo per capire quanto il Cristianesimo sia all’insegna della vera gioia

San Fillippo Neri è un santo particolare. Se proprio si vuole scegliere un aggettivo, si può dire che la sua fu una santità allegra; nel senso che fu una santità contrassegnata dalla volontà di evidenziare quanto la vita cristiana sia capace di donare vera gioia. Filippo Neri (“Pippo bòno” per gli amici) era brillante, spiritoso, aveva la battuta sempre pronta e pungente (da buon toscano) e tanta bontà, comprensione e disponibilità. “Ritirati, Signore, ritirati. Trattieni l’onda della tua grazia” diceva quando aveva il cuore gonfio di felicità e di riconoscenza. Nello stesso tempo pregava il Signore di tenergli la mano sul capo “…altrimenti –soleva dire- Filippo, senza il tuo aiuto, ne fa qualcuna delle sue.”
Una santità come segno provvidenziale
La santità di san Filippo è un segno provvidenziale in un tempo in cui il Cattolicesimo doveva rispondere alle tristi atmosfere luterane. Va ricordato, infatti, che la teoria protestante della giustificazione , come semplice attestazione da parte di Dio ma non come reale e sostanziale avvenimento nell’anima umana, comportava nella teologia della Riforma una prospettiva dichiaratamente pessimistica, angosciante e triste. Più semplicemente -secondo il Protestantesimo- Dio non riconoscerebbe vera la giustificazione del peccatore, ma fingerebbe che sia tale anche se non lo è; invece nel Cattolicesimo la giustificazione è reale e sostanziale.
Ma torniamo a san Filippo Neri. Egli nacque a Firenze nel 1515. Figlio di un notaio, rimase presto orfano di madre; ma, nonostante questo, ebbe un’infanzia serena, facilitata dal suo temperamento allegro. Studiò musica e poesia ed era molto sensibile alla bellezza, soprattutto a quella della natura.
A diciotto anni fu mandato a Cassino, da uno zio mercante per apprendere il mestiere. Nella cittadina laziale fu però subito attratto dalla maestosa abbazia e avvertì una forte spinta verso la vita religiosa, ma il Signore non lo voleva monaco. Continua a leggere

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Video della conferenza: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam”

Segnalazione del Centro Studi Federici
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
 
Video della conferenza: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam” 
 
Modena, 26/01/2019, conferenza di don Francesco Ricossa: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam” (organizzata da “Virtute e Canoscenza”): https://youtu.be/UwvpL2hPVh0
 
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J. M. Bergoglio e l’educazione sessuale


Il 28 gennaio 2019, durante il viaggio in aereo di ritorno dalla “Giornata mondiale della Gioventù” (GMG) svoltasi a Panama, J.M. Bergoglio, come è ormai sua abitudine, ha elargito una perla delle sue solite interviste. Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha parlato del “sesso” e dell’educazione sessuale. Evidentemente tali parole di Bergoglio non pretendono essere l’espressione di un magistero solenne e infallibile; esprimono tuttavia il suo pensiero manifestato nella sua maniera tipica di abbordare questioni delicate, che andrebbero affrontate con estrema attenzione e competenza, ma che invece sono presentate con una naturalezza dissacrante e riassunte in poche battute. Egli si esprime piuttosto come dottore privato, ma nell’immaginario collettivo le sue parole sono comunque recepite come parole del Papa e hanno forse molta più influenza di tanti documenti ufficiali poiché “lo ha detto il Papa” “quindi si può fare… quindi non c’è niente di male…”.
Lo scopo di quest’articolo è mettere a confronto le parole di “Francesco” con l’insegnamento ortodosso dei Papi “preconciliari”, e fare qualche semplice riflessione.
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Tradizionalisti senza Tradizione

Scansione-copia-678x381di don Ugo Carandino

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza 
Comunicato n. 10/19 del 4 febbraio 2019, Sant’Andrea Corsini

Tradizionalisti senza Tradizione
Editoriale di Opportune Importune (lettera d’informazioni della Casa San Pio X) n. 35
In questo periodo sto leggendo la vita di santa Giovanna Antida Thouret (1765-1826), scritta da mons. François Trochu. La santa religiosa, fondatrice delle Suore della Carità (congregazione che fu apprezzata da sovrani anti-liberali come Carlo Felice di Savoia e Francesco IV di Modena) e canonizzata da Pio XI, visse la tragedia della rivoluzione francese. Grazie alla felice penna di mons. Trochu, il lettore può cogliere tutti gli aspetti del dramma che sconvolse la vita della Chiesa e della società in quel periodo. Quello che colpisce maggiormente è la fermezza con la quale la quasi totalità dei fedeli disertò le messe del clero costituzionale (che aveva giurato fedeltà alla scismatica “Costituzione civile del clero”) e si rivolse, a rischio della vita, alle messe clandestine celebrate nei boschi, nelle cantine o nelle stalle dai sacerdoti “refrattari” (che rifiutarono il giuramento imposto dai rivoluzionari). Continua a leggere
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Sei su sette!

Cenro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
 
Sei su sette!
 
E’ quasi terminata la ristampa della monumentale “Storia Sociale della Chiesa” di mons. Umberto Benigni a cura del Centro Librario Sodalitium: è stato stampato il tomo 2 del volume 4. 
 
 
Fonte: http://www.centrostudifederici.org/sei-su-sette/
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Don Bosco e la setta valdese

 Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 9/19 del 31 gennaio 2019, San Giovanni Bosco
 
Don Bosco e la setta valdese
“Memorie biografiche di Don Giovanni Bosco”, Vol IV, ed. 1904 – Capo XXX. Apostasie – Predica sulla Verginità di Maria SS. – Zelo e carità di D. Bosco per gli ingannati dagli eretici – Dispute coi partigiani de’ Valdesi e co’ loro ministri – Un perfido sermone; l’aquila e la volpe – Costruzioni de’ Valdesi intorno al loro tempio.
 
I VALDESI continuavano colla parola e colla stampa a spargere i loro errori nel popolo, regalando 80 lire a chi si faceva ascrivere alla loro setta. Alcuni dei giovani degli Oratorii festivi, che avevano dati gravi dispiaceri a D. Bosco, e in certe questioni avevano parteggiato contro di lui, si erano lasciati tirare all’apostasia, accettando quella vile moneta. Ne venne quindi per conseguenza che il loro astio cercava di sfogarsi contro gli antichi loro compagni, dai quali la coscienza avvertivali che da qui innanzi sarebbero tenuti in concetto di rinnegati. Una sera Tomatis rincasava verso le 9 ore. Passando vicino alla chiesa della Consolata, scendeva verso l’Oratorio, quando si accorge che due individui lo inseguono. Impaurito affretta il passo, ed essi pure. Si mette alla corsa e può entrare nel cortile e chiudere la porta in tempo, perchè se avesse ritardato un istante lo avrebbero raggiunto. Egli si recò subito a narrare il fatto [347] a D. Bosco, il quale dispose per alcune precauzioni che tutelassero la sicurezza della comunità.

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Conferenza a Modena sul Cristianesimo, Ebraismo, Islam

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Conferenza a Modena su Cristianesimo, Ebraismo, Islam
Sabato 26 gennaio 2019 alle ore 17,30 “Virtute e canoscenza” organizza a Modena, in via Nicolò Biondo 297, la conferenza “Cristianesimo, Ebraismo, Islam. Fratelli nell’unico Dio o rivali?”. Relatore: don Francesco Ricossa.
Conferenze precedenti:
“La Massoneria”, Bologna, 3/12/2016: https://youtu.be/p989hYtG83o
“Di quella Roma onde Cristo è romano. Roma e i pagani nelle Sacre Scritture”, Bologna, 2/12/2017:  https://youtu.be/Y6omUx9FAuk
fonte – http://www.centrostudifederici.org/conferenza-modena-sul-cristianesimo-ebraismo-islam/

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La voce della Chiesa sulla letteratura mistico-sensuale

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 5/19 del 17 gennaio 2019, Sant’Antonio Abate
 
La voce della Chiesa sulla letteratura mistico-sensuale
Nota di Sodalitium: Pubblichiamo il testo integrale dell’Istruzione del Sant’Uffizio “Inter mala” del 3 maggio 1927, sulla “letteratura sensuale e mistico-sensuale”. Come dimostra lo studio di Jean-Baptiste Amadieu (https://halshs.archives-ouvertes.fr/halshs-01315561/document), la corrente letteraria mistico-sensuale in questione è quella del Decadentismo (in questo caso di lingua francese) e del più recente “ Renouveau catholique”, e gli autori presi in esame, in seguito a una denuncia fin dal 1917 dell’avvocato nizzardo Raymond Hubert (vicino al sacerdote Emmanuel Barbier e a padre Charles Maignen, del Sodalitium Pianum) sono, tra gli altri: Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Huysmans, Barbey d’Aurevilly, Léon Bloy e Charles Péguy tra i defunti, Psichari, Montier, Claudel, Vallery-Radot, Baumann,Bourget, Bernanos, Vaussard, Jammes, e Mauriac tra i viventi. Il testo dell’Istruzione verrà pubblicato in una eventuale nuova edizione del libro “La vergogna della tradizione”, edito dal nostro Centro Librario.

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