Sul delitto rituale, storia e critica (di Mons. Umberto Benigni)

Dalla conclusione della ricerca: «Ecco (qui esposte) le ragioni che ci vietano di credere assolutamente esaurita in senso negativo la questione angosciosa del delitto propriamente rituale». Mons. Umberto Benigni (Sodalitium Pianum), copia anastatica di «Storia Sociale della Chiesa» 5/7, ed. C.L.S., Verrua Savoia, 2018, volume IV, tomo 1, dalla pagina 369 alla pagina 387.

Dura da secoli la polemica intorno all’esistenza ed alla natura del cosiddetto «delitto rituale» ebraico per versare il sangue di cristiani specialmente fanciulli: ai nostri giorni [l’Autore scrive negli anni ‘20] il processo Beylis ha dato occasione ad un rinnovamento delle polemiche da una parte e dall’altra. Siccome il «delitto rituale» si afferma nel medioevo, è qui il caso di parlarne anche per i periodi susseguenti.
[Per il delitto rituale e per il suo ambiente ispiratore, cfr. Paepstliche (Die).,. Blutbesch.; M. Stern, Urk. Beitr.; H. L. Strace:, Das. Blut.; D. Chwolson, Die Blutank.; citati da P. Vernet, Ce que les papes, ecc. Cfr. anche Roccadadria, Nella tribù, ecc.; E. Picard, La synthèse, ecc.: Il processo Beylis (fine del 1913) produsse una grande fioritura di articoli prò e contro l’accusa generale, nei quali può trovarsi qualche nota storica e documentale da apprezzarsi. Notevole a favore dell’accusa, quello dei «Cahiers Romains» riprodotto da vari giornali (v. la «Croix» di Parigi 14 novembre 1913, e del «Diario de Barcellona» 7 novembre); contro l’accusa quello della «Neue Eresie Presse» di Vienna (4 novembre). Di valore storico è il sovraccennato di Vernet].
Avanti tutto bisogna fissare la natura e le caratteristiche del delitto in questione. Perchè un delitto sia «rituale», deve essere non solo prodotto da una determinante d’indole religiosa, – dall’odio contro fedeli di altra credenza —, ma deve rivestire le forme o le mentalità di un rito. E tale è precisamente il discusso «delitto rituale» cui si attribuisce di essere determinato dall’inveterato odio israelitico contro i cristiani, ed estrinsecato con certe circostanze che rilegano il crimine ad una forma od almeno ad una mentalità rituale. Continua a leggere
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Dottrina politica dei Papi: la Carità nella «Quadragesimo Anno»

Dalla Quadragesimo Anno, 15 maggio 1931, Papa Pio XI: «A quel modo cioè che l’unità della società umana non può fondarsi nella opposizione di classe, cosi il retto ordine dell’economia non può essere abbandonato alla libera concorrenza delle forze. Da questo capo anzi, come da fonte avvelenata, sono derivati tutti gli errori della scienza economica individualistica, la quale dimenticando o ignorando che l’economia ha un suo carattere sociale, non meno che morale, ritenne che l’autorità pubblica la dovesse stimare e lasciare assolutamente libera a sé, come quella che nel mercato o libera concorrenza doveva trovare il suo principio direttivo o timone proprio, secondo cui si sarebbe diretta molto più perfettamente che per qualsiasi intelligenza creata. Se non che la libera concorrenza, quantunque sia cosa equa certamente e utile se contenuta nei limiti bene determinati; non può essere in alcun modo il timone dell’economia; il che è dimostrato anche troppo dall’esperienza, quando furono applicate nella pratica le norme dello spirito individualistico. Continua a leggere

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La festa di San Giuseppe

La festa di san Giuseppe
Auguri a tutti i lettori per la festa di san Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale.


Catechismo Maggiore di San Pio X – Della festa di San Giuseppe sposo della SS. Vergine Patrono della Chiesa
Decreto di Pio IX proclamante San Giuseppe Patrono della Chiesa Universale

Fonte: http://www.centrostudifederici.org/la-festa-san-giuseppe/

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Catechismo Maggiore di San Pio X Della festa di San Giuseppe sposo della SS. Vergine Patrono della Chiesa


Quest’anno il nostro Circolo Christus Rex Traditio, che si ogni anno ricorda in modo particolare S. Giuseppe, patrono della Chiesa, recita l’antica ed efficace preghiera del Sacro Manto ed in Suo nome, in qualità di Padre della Sacra Famiglia, Gli renderà Onore nella battaglia per la Vita, per la tutela di mamma, papà e figli, per la promozione della natalità.
185 D. Perché la Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe?
R. La Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe, perché egli é stato uno dei più grandi santi, sposo di Maria Vergine, padre putativo di Gesù Cristo, e fu dichiarato Patrono della Chiesa.
186 D. Che cosa vuoi dire: Giuseppe fu padre putativo di Gesù Cristo?
R. Le parole: Giuseppe fu padre putativo di Gesù Cristo, voglion dire che egli era comunemente creduto padre di Gesù Cristo, perché adempì verso di lui gli offici paterni.
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60 giorni al pellegrinaggio lauretano

Sabato 18 maggio 2019
ore 14,00: appuntamento a Osimo, al parcheggio della chiesa San Carlo, in Via Molino Mensa, 1 (dal centro storico: direzione Macerata); sistemazione dei bagagli e inquadramento dei pellegrini. Si raccomanda la massima puntualità.
ore 15,00: partenza a piedi; a Osimo venerazione del corpo di San Giuseppe da Copertino; sosta al santuario della B. V. Addolorata di Campocavallo;
ore 19,30: arrivo a Castelfidardo, distribuzione dei bagagli, sistemazione nelle camere, cena e pernottamento. Continua a leggere

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Disponibili il numero 152 di Sursum Corda ed il Codex Iuris Canonici 1917 in italiano

Sul sito è disponibile il numero 152 (del giorno 17 marzo 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Abbiamo pubblicato sul sito anche il Codex Iuris Canonici del 1917 in italiano, a cura del Card. Vincenzo La Puma.
 

      
fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-152.html
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Segnalazioni

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Segnalazioni
Sabato 23 marzo 2019: pellegrinaggio alla Scala Santa di Campli (TE)
ore 8,30 S. Messa all’oratorio del Prez.mo Sangue in Via Ofanto 24 a Pescara;
ore 10,45 appuntamento alla Scala Santa di Campli. I pellegrini saliranno in ginocchio i 28 gradini della Scala Santa.
San Francesco dal Sultano 
Dal canale YouTube di Sursum Corda: “Discorso di San Francesco davanti al Sultano Al-Malik al-Kāmil”.
 
5 per mille alla Mater Boni Consilii Onlus
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San Gregorio Magno

 
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza2007_0101roma20060150
San Gregorio Magno
Il 12 marzo la liturgia romana festeggia san Gregorio Magno, Papa, Confessore e Dottore. Lo ricordiamo con alcuni passaggi del card. Schuster tratti dal suo Liber Sacramentorum.
Questa festa, celebrata anche dai Greci, si ritrova già nel Sacramentario Gregoriano dei tempi di Adriano I, ed è una delle poche penetrate sin da antico nel Calendario Romano durante il periodo quaresimale. La celebrità di san Gregorio (+ 604), e soprattutto il significato simbolico che assunse la sua personalità storica, quando nel medio evo incarnò il concetto del papato romano nella più sublime espressione del suo primato su tutta la Chiesa, giustificavano quest’eccezione. Si può dire infatti, che l’intera età di mezzo visse dello spirito di san Gregorio; la liturgia romana, il canto sacro, il diritto canonico, l’ascesi monacale, l’apostolato fra gl’infedeli, la vita pastorale, tutta, in una parola, l’attività ecclesiastica, faceva capo al Santo Dottore, i cui scritti sembravano esser divenuti come il codice universale del cattolicismo. Il numero assai grande di antiche chiese dedicate in Roma al Santo Pontefice attesta la popolarità del suo culto, il quale, oltre al suo antico monastero di sant’Andrea al Clivo di Scauro, aveva per centro la sua veneranda tomba nella basilica vaticana. (…)
Bisogna servire il Signore nelle condizioni in cui Egli ci ha posti, e non in quelle in cui vorremmo porci noi. Un bell’esempio di questo senso pratico nel cammino della santità, ce l’offre Gregorio. Il suo carattere meditabondo lo spingeva allo studio tranquillo della filosofia, nella pace del chiostro. Iddio invece lo vuole diplomatico, papa, amministratore d’un immenso patrimonio immobiliare, perfino stratego nel dirigere le opere di difesa delle città italiche assediate dai Langobardi; vero console di Dio, dall’attività e dal potere vasto come tutto il mondo. Gregorio, assai spesso trattenuto a letto dalla podagra e dalle sofferenze di stomaco, senza empire l’aria dei suoi rimpianti, s’adatta meravigliosamente a tutti questi uffici, e nell’intento di servire unicamente al Signore, li sostiene con si mirabile maestria e perfezione, che riempie del suo spirito tutta l’età di mezzo, e lascia profonde le orme del suo genio nella successiva vita del Pontificato Romano. (…) Continua a leggere

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I campioni della fede: don Paolo De Töth

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 20/19 del 7 marzo 2019, San Tommaso d’Aquino
 
I campioni della fede: don Paolo De Töth 
Nel giorno di san Tommaso d’Aquino del 1881 nacque a Udine don Paolo De Töth (morì a Maiano, frazione di Fiesole, il 25/12/1965), uno dei principali esponenti del cattolicesimo integrale, fondatore e direttore della rivista antimodernista “Fede e Ragione”. Nel centenario della fondazione della rivista, è nato il Centro Studi “don Paolo De Töth”, che abbiamo il piacere di presentare attraverso il sito del sodalizio.
Chi siamo 
Analogicamente ad iniziative simili (il C.S. Giuseppe Federici a Rimini, il C. S. Davide Albertario a MiIano ed il C. S. Giacomo Margotti a Torino), ed in collaborazione con l’Istituto “Mater Boni Consilii”,  il Centro Studi “don Paolo De Töth” nasce ispirandosi, già dal nome, a questo sacerdote autenticamente ed integralmente cattolico: sicuramente uno dei principali esponenti dei cosiddetti “Cattolici Integrali” che per tutta la vita combatté il Modernismo, smascherandolo e attaccandolo in ogni sua implicazione nei vari ambiti della vita religiosa e civile, consapevole che detta eresia (o meglio, ‘coacervo di tutte le eresie’ secondo la celebre definizione che dette san Pio X del Modernismo nell’Enc. Pascendi), non poteva essere sottovalutata o considerata addirittura superata, come purtroppo la ritenne una stragrande maggioranza fra i cattolici del tempo, lasciando così che sopravvivesse e si diffondesse ovunque.

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