Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 17/19 del 26 febbraio 2019, San Leandro
Novità editoriale: le stazione quaresimali romane
P. Placido Lugano, osb, “Le sacre stazioni romane nella Quaresima e l’ottava di Pasqua”, Centro Librario Sodalitium, pagg. 118, euro 10,00.
Introduzione: Le stazioni quaresimali in Roma
1. Il sacro tempo della Quaresima, nella attuale disciplina della Chiesa e secondo lo spirito della sua liturgia, è un tempo di ritiro che ogni cristiano deve passare nella solitudine in unione col divin Redentore Gesù Cristo, attendendo alla penitenza ed alla mortificazione, segnatamente sotto la forma del digiuno, e a tutti gli esercizi della vita spirituale. Ha principio col mercoledì delle Ceneri, in cui la Chiesa invita i suoi figli a chinare la fronte sotto l’austera sentenza pronunziata nel paradiso da Dio contro l’uomo ribelle : Ricordati, o uomo, che sei polvere ed in polvere ritornerai; e termina con la Veglia pasquale, in cui la risurrezione del Redentore viene a rallegrare le anime che hanno sofferto le volontarie privazioni della penitenza. La Quaresima prepara il popolo credente a commemorare la Passione di Gesù e a celebrare con Lui l’Alleluia della vittoria.
2. Istituita, la Quaresima, in memoria dei quaranta giorni di digiuno del Redentore, è dedicata in modo particolare alla penitenza, all’istruzione e alla predicazione. Le preghiere liturgiche della Quaresima parlano prevalentemente di digiuno e di mortificazione; ma, dopo la quarta settimana entrano a far menzione della Passione : perchè la sola mortificazione, fatta di penitenza e di astinenza, è degna preparazione a celebrare con animo purificato la memoria della Passione dell’Uomo-Dio, che caratterizza l’ultima quindicina della Quaresima. L’Epistola e il Vangelo contengono l’alimento spirituale per l’istruzione e la predicazione; le orazioni, implorando misericordia e perdono, muovono a far penitenza delle colpe commesse. Varie tracce restano tuttora nel Messale romano dell’antica disciplina relativa ai pubblici penitenti per la loro riconciliazione e di quella per i con-vertiti dal paganesimo (catecumeni), che si preparavano a ricevere la grazia del battesimo nella Veglia pasquale.
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