Gaza: crimini e punti interrogativi

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 38/19 del 10 maggio 2019, Sant’Antonino
 
Gaza: crimini e punti interrogativi
La Striscia di Gaza invivibile anche per l’Onu
Diventa ogni giorno più difficile capire le ragioni di questa guerra di razzi…
Diventa ogni giorno più difficile capire le ragioni di questa guerra di razzi e bombardamenti tra Gaza e Israele. Perché va avanti da settimane, con morti e feriti su entrambi i lati, anche se è sempre più evidente che nessuno, né i palestinesi né gli israeliani, né Hamas né Netanyahu, vuole davvero arrivare a uno scontro aperto. Eppure siamo qui, con centinaia di razzi che partono dalla Striscia e che hanno una gittata ormai doppia rispetto a quella di pochi anni fa, e i caccia dello Stato ebraico che spianano palazzi e centrano obiettivi strategici.
Con l’inevitabile dramma dei civili uccisi, donne e bambini compresi. Con lo strascico delle tensioni internazionali. L’impresa di capire si fa ancora più complessa se si tengono in conto i segnali di «distensione» (termine che da queste parti, come si vede, va usato con cautela) rilevati negli ultimi tempi. Hamas ha cercato di tenere a bada i gruppi islamisti più radicali, ancora convinti che la provocazione verso Israele sia la strada maestra per rivendicare i diritti dei palestinesi. E i suoi diplomatici non cessano di trattare con l’Egitto per tenere in vita il fragilissimo cessate il fuoco e, nello stesso tempo, allentare la morsa in cui il blocco israeliano tiene i due milioni di abitanti della Striscia.

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Polonia: difesa l’icona della Madonna dalla blasfemia gay

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Polonia, colora l’aureola della Madonna con la bandiera arcobaleno. Arrestata

Elzhbieta Podlyasnaya, 51 anni, nota per essere un’assidua frequentatrice delle manifestazioni contro il governo, è stata arrestata oggi per aver diffuso in giro per Varsavia una foto della Madonna con l’aureola con i colori della bandiera arcobaleno.
Ad essere stata ritoccata dalla Podlyasnaya, è stata l’icona della Madonna di Czestochowa, uno dei principali santuari cattolici della Polonia. L’immagine è stata poi affissa in diversi bagni pubblici e sui bidoni della spazzatura.
Il ministro dell’interno polacco Joachim Brudziński, con un tweet, ha spiegato che la donna è stata arrestata “per aver profanato l’immagine sacra della Vergine Maria… Nessuna storia sulla libertà di parola e tolleranza dà a nessuno il diritto di insultare i sentimenti dei credenti”.
La casa della Podlyasnaya è stata perquisita e sono stati sequestrate diverse stampe della stessa immagine.
Intanto la donna si giustifica, affermando di aver agito per protesta all’attuale politica omofoba delle attuali autorità polacche. Ora rischia fino a due anni di reclusione.
fonte – http://www.centrostudifederici.org/polonia-difesa-licona-della-madonna-dalla-blasfemia-gay
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Siria: testimoni non imbavagliati

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 37/19 dell’8 maggio 2019, Apparizioni di San Michele
Dio li benedica tutti, li protegga e porti loro la vittoria contro la peste terrorista che è stata portata loro dai mostri in Occidente e dai tiranni loro alleati che sono la Turchia, gli Stati del Golfo e Israele”.

Sulla linea del fronte di Idlib, le città cristiane si preparano con coraggio e fede alla sfida del terrorismo
Sono appena tornata a Damasco dopo aver trascorso quasi 4 giorni nelle città cristiane siriane di Al Skeilbiyyeh e Mhardeh. Durante la mia permanenza ad Al Skeilbiyyeh, la città è stata attaccata da Hayat Tahrir Al Sham (già Fronte al Nusra / Al Qaeda). Il 24 aprile, 16 missili Grad lanciati dai terroristi hanno preso di mira case di civili nella città, causando ingentissimi danni materiali, ma per fortuna niente martiri o feriti.
Le Forze di Difesa Nazionale (NDF) hanno risposto vigorosamente e le mie foto mostrano il successo dei bersagli sulle enclavi terroristiche nella Cittadella di Madiq – l’edificio bianco più alto (una ex fabbrica di grano e centro di stoccaggio) è ora occupato da una combinazione di Elmetti Bianchi e Fronte Al Nusra, secondo i soldati delle NDF.
Più tardi nella stessa notte, gli attacchi si sono intensificati considerevolmente, le forze terroriste del Fronte Al Nusra si sono avvicinate a meno di 200 metri dalla città e ci è stato chiesto di tornare in luoghi riparati. Il lancio di missili da parte delle NDF è stato un suono gradito, conoscendo la vicinanza del Fronte Al Nusra ai civili di questa città risoluta e resiliente. Un razzo del Fronte Al Nusra è esploso a meno di 10 metri da dove mi trovavo, secondo i soldati (e il suono dell’esplosione). Mentre le NDF intensificavano il loro fuoco difensivo sulle posizioni terroristiche, un caro amico, Wissam Sliman, mi ha inviato i seguenti messaggi che era riuscito a raccogliere tra i combattenti terroristi: Primo terrorista: “Giuro su Dio, senti come se la terra si spezzasse con ogni razzo che atterra”. Secondo terrorista: “Bastardi! Loro (NDF) stanno sparando 4 o 5 proiettili simultaneamente”. Continua a leggere
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Per la Messa romana, contro il Novus ordo

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 36/19 del 6 maggio 2019, San Giovanni a Porta Latina
 Per la Messa romana, contro il Novus ordo
“Chi si accontenta del M.P. Summorum Pontificum, che dichiara al contrario che il messale riformato da Paolo VI è il rito ordinario della Chiesa cattolica, e che ne difende a priori l’ortodossia dottrinale, ha già disertato la battaglia iniziata, 40 anni fa, dal Breve esame critico del Novus Ordo Missæ”.
Prefazione alla ristampa del Breve esame critico del Novus ordo Missæ
Il 30 novembre 1969, prima domenica d’Avvento e quindi inizio del nuovo anno liturgico, doveva entrare in vigore in tutte le chiese cattoliche un nuovo “Ordo Missae”, un nuovo messale (promulgato con la costituzione apostolica Missale Romanum del 3 aprile 1969) in applicazione, si diceva, della costituzione conciliare sulla liturgia Sacrosantum Concilium (4 dicembre 1963). Nelle intenzioni di Paolo VI, chiaramente manifestate nel concistoro ai cardinali del 24 maggio 1976, il messale riformato doveva prendere – definitivamente – il posto dell’antico: “L’adozione del nuovo Ordo Missae non è certamente lasciato alla libera decisione del sacerdote o dei fedeli. L’istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto che la celebrazione della messa secondo l’antico rito sarebbe permessa, con l’autorizzazione dell’Ordinario, solo ai sacerdoti anziani o malati che celebrano senza assistenza. Il nuovo Ordo è stato promulgato per prendere il posto dell’antico, dopo matura riflessione, al fine di mettere in pratica le norme previste dal concilio Vaticano II”.
Sono passati trent’anni ormai (oggi 50, ndr) da quel celebre discorso, e l’antico messale non è scomparso, come invece si voleva e si pensava. E questo non solo perché viene ancora di fatto celebrato in ogni parte del mondo cattolico, ma anche perché dei provvedimenti emanati dai successori di Paolo VI hanno autorizzato in modo sempre più ampio la celebrazione dell’antico messale; ultimo in ordine di tempo il Motu Proprio “Summorum Pontificum” del 7 luglio 2007.
(cfr: https://www.sodalitium.biz/comunicato-riflessioni-sul-motu-summorum-pontificum-2/)
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70° anniversario della tragedia di Superga

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

 
70° anniversario della tragedia di Superga
Il 4 maggio 1949 i giocatori del Grande Torino, insieme a tecnici, dirigenti, giornalisti e l’equipaggio, perivano nella sciagura aerea sul colle di Superga, a Torino, di ritorno da Lisbona.
Il messaggio di Papa Pio XII ai familiari delle vittime
“Anime benedette dei nostri fratelli vittime di un destino atroce vi raggiunga la nostra preghiera ed il grido del nostro invincibile dolore” (da: “FIGC, bollettino straordinario in memoria dei Caduti di Superga, 4 maggio 1949”).
I funerali nel Duomo di Torino celebrati dal card. Fossati
“(…) Il Cardinale Arcivescovo (Maurilio Fossati) attende al sommo della scala circondato dai canonici del Capitolo metropolitano. La spiazza sotto lui è gremita ormai in ogni angolo. L’ufficio funebre, “l’absolutio super tumulum”, ha inizio. Si sgranano sommessamente le preghiere, punteggiate qua e là dal coro dei cantori del Duomo, ora lieve e carezzevole, ora forte e impetuoso come un inno di trionfo. “Libera me, Domine, de morte aeterna, in die illa tremenda…”; le parole bellissime della liturgia scendono sulle salme allineate nel buio, sulla folle immobile. Il Cardinale leva l’aspersorio, benedice più volte con gesti calmi e solenni, verso quella massa nera che racchiude i trentun feretri e il popolo, in un solo abbraccio. Sul libro delle orazioni trema la luce di una candela: l’unica luce, viva, e palpitante, in tutta la piazza. “In Paradisum deducant te angeli” mormora a voce bassissima il coro, nell’istante in cui il Prelato alza ancora una volta la mano nel gesto del commiato e della estrema benedizione. Il rito funebre è terminato sui versi dolci e pieni di speranza dell’antifona, e la massa nera, i feretri, e il popolo, trattiene ancora il respiro, oppressa da una indicibile commozione (…)” (“La Stampa”, sabato 7 maggio 1949).

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Rabbini: bruciare le chiese? Si, però

Nel comunicato “Non solo Islam” del 19/4/2019 (cfr http://www.centrostudifederici.org/non-solo-islam/) relativo alle affermazioni del rabbino Shlomo Aviner sull’incendio di Notre Dame di Parigi, avevamo annunciato che ci saremmo ancora occupati di questo personaggio.

Lo facciamo ora con la traduzione di un articolo pubblicato negli Usa sulle disquisizioni rabbiniche relative alla liceità di bruciare le chiese cattoliche. A parti inverse (teologi cattolici/templi israeliti) si scatenerebbe il finimondo: invece i media italiani (e vaticani) hanno prudentemente ignorano le affermazioni dei padroni del vapore. Speriamo che non si realizzi l’ipotesi secondo cui “chi di fiamme ferisce, di fiamme (eterne) perisce”.
Dopo l’incendio di Notre Dame, uno dei rabbini capi israeliani dice che “Non ci sono comandamenti di bruciare chiese all’estero. Nella nostra terra santa, tuttavia, la questione è più complicata”
L’autorevole rabbino dei coloni, Shlomo Aviner, ha oggi (martedì 16/47/2019) dichiarato che bruciare le chiese fuori dalla Terra di Israele “non è compito nostro per ora”, ma per quanto riguarda la Terra Santa “la questione è più complicata”. Aviner sembra così aver rispedito al mittente la domanda sulla possibilità di bruciare chiese in Terra Santa.
Aviner, che prende uno stipendio pubblico come rabbino dell’importante colonia di Beit El ed è anche rabbino di una prestigiosa yeshivah (Ateret Yerushaliam, precedentemente Ateret Cohanim), è considerato essere uno dei più importanti rabbini della fazione religiosa nazionalista. È uno scrittore prolifico, avendo pubblicato oltre 200 libri in varie lingue. Aviner è anche considerato un pioniere del fenomeno SHUT-SMS, tramite il quale i suoi seguaci mandano al rabbino una domanda tramite messaggio SMS (e, più recentemente, tramite Facebook Messenger e Whatsapp) ed Aviner risponde brevemente. Aviner è uno dei rabbini più popolari di tutti quelli del fenomeno SHUT-SMS, perché risponde ad ogni domanda, persino a quelle che sono delle palesi prese in giro (e qui parlo per esperienza).
Oggi, dopo l’incendio nella Cattedrale di Notre Dame, ad Aviner è stata posta la seguente domanda:
 
“La più grande Chiesa Cristiana di Parigi è in fiamme. Dovremmo sentirci dispiaciuti per questo, oppure dovremmo rallegrarci, in quanto la cattedrale è un luogo di idolatria, per cui esiste un precetto che ci comanda di bruciarla?”
L’intervistatore qui si riferisce alla dichiarazione Halachic chetradizione normativa religiosa del Giudaismo, secondo la quale le chiese sono considerate luoghi di idolatria, e devono essere distrutte.

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Preghiera per conservare la vera Fede

Preghiera per conservare la vera Fede” scritta da san Pietro Canisio (1521-1597), olandese della Compagnia di Gesù, apostolo della Controriforma in Germania, definito “martello degli eretici”, beatificato da Pio IX nel 1868 e canonizzato da Pio XI nel 1925 che lo nominò pure Dottore della Chiesa.

Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, e non posseggono la sola regola della vera Fede propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco invece nella comunione, abbraccio la fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nelle Scritture ma anche quando giudica per bocca dei Concilii ecumenici e definisce per bocca della Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo inoltre figlio di quella Chiesa romana che gli empii bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anticristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano procurare la mia o l’altrui salvezza solo nell’unità di questa stessa Chiesa.
Professo con franchezza, con san Girolamo, di essere unito con chi è unito alla Cattedra di Pietro e protesto, con sant’Ambrogio, di seguire in ogni cosa quella Chiesa romana che riconosco rispettosamente, con san Cipriano, come radice e madre della Chiesa universale. Mi affido a questa Fede e dottrina che da fanciullo ho imparato, da giovane ho confermato, da adulto ho insegnato e che finora, col mio debole potere, ho difeso. A far questa professione non mi spinge altro motivo che la gloria e l’onore di Dio, la coscienza della verità, l’autorità delle Sacre Scritture canoniche, il sentimento e il consenso dei Padri della Chiesa, la testimonianza della Fede che debbo dare ai miei fratelli e infine l’eterna salvezza che aspetto in Cielo e la beatitudine promessa ai veri fedeli.
Se accadrà che a causa di questa mia professione io venga disprezzato, maltrattato e perseguitato, lo considererò come una straordinaria grazia e favore, perché ciò significherà che Voi, mio Dio, mi date occasione di soffrire per la giustizia e perché non volete che mi siano benevoli quelle persone che, come aperti nemici della Chiesa e della verità cattolica, non possono essere vostri amici. Tuttavia perdonate loro, Signore, poiché, o perché istigati dal demonio e accecati dal luccichio di una falsa dottrina, non sanno quello che fanno, o non vogliono saperlo.
Concedetemi comunque questa grazia, che in vita e in morte io renda sempre un’autorevole testimonianza della sincerità e fedeltà che debbo a Voi, alla Chiesa e alla verità, che non mi allontani mai dal vostro santo amore e che io sia in comunione con quelli che vi temono e che custodiscono i vostri precetti nella santa romana Chiesa, al cui giudizio con animo pronto e rispettoso sottometto me stesso e tutte le mie opere. Tutti i santi che, o trionfanti nel Cielo o militanti in terra, sono indissolubilmente uniti col vincolo della pace nella Chiesa cattolica, esaltino la vostra immensa bontà e preghino per me. Voi siete il principio e il fine di tutti i miei beni; a Voi sia in tutto e per tutto lode, onore e gloria sempiterna.
FONTE – http://www.centrostudifederici.org/preghiera-conservare-la-vera-fede/

 

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Il genocidio armeno

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 35/19 del 24 aprile 2019, San Fedele da Sigmaringa
 
Il genocidio armeno
 
Ricordiamo l’anniversaio del genocidio armeno del 1915 con il testo di una celebre canzone di Charles Aznavour e con i link ai nostri comunicati degli ultimi anni.
Ils sont tombés 
Ils sont tombés, sans trop savoir pourquoi
Hommes, femmes, et enfants qui ne voulaient que vivre
Avec des gestes lourds comme des hommes ivres
Mutilés, massacrés, les yeux ouverts d’effroi.
Ils sont tombés en invoquant leur Dieu
Au seuil de leur église ou au pas de leur porte
En troupeau de désert, titubant, en cohorte
Terrassés par la soif, la faim, le fer, le feu.
Nul n’éleva la voix dans un monde euphorique
Tandis que croupissait un peuple dans son sang
L’Europe découvrait le jazz et sa musique
Les plaintes des trompettes couvraient les cris d’enfants.

 

Ils sont tombés pudiquement, sans bruit,
Par milliers, par millions, sans que le monde bouge,
Devenant un instant, minuscules fleurs rouges
Recouverts par un vent de sable et puis d’oubli.
Ils sont tombés, les yeux pleins de soleil,
Comme un oiseau qu’en vol une balle fracasse
Pour mourir n’importe où et sans laisser de traces,
Ignorés, oubliés dans leur dernier sommeil.
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Surrexit Dominus de sepulcro, alleluja

RZ8B2263Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Surrexit Dominus de sepulcro, alleluja
Auguri a tutti per la festa della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.
“Come desti dallo squillo di vittoria del divino Risorto e irradiati dai suoi mistici fulgori, voi siete qui convenuti, di letti figli e figlie, per unire i vostri osanna all’esultanza dei cori angelici: Exsultet iam Angelica turba caelorum (Praecon. pasch.). Il potente coro del vostro giubilo, che riecheggia in questo sacro luogo, così ricco di alte e animatrici memorie cristiane, è una mirabile strofa del perenne inno che la Chiesa canta da due millenni al suo divino Re, vincitore della morte” (Pio XII, Pasqua 1956).

fonte – http://www.centrostudifederici.org/surrexit-dominus-de-sepulcro-alleluja/

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Non solo Islam

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Il rabbino Shlomo Aviner, figura di spicco nel sionismo religioso, ha dichiarato che l’incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi potrebbe essere un castigo di Dio per i volumi del Talmud bruciati a Parigi nel XIII secolo. Ovviamente coloro che pretendono di difendere l’Europa dall’attuale invasione in nome del laicismo e dell’anti-islamismo filo-israeliano, si sono ben guardati da evidenziare le parole del rabbino. Dopo Pasqua pubblicheremo un altro significativo intervento di Rabbi Shlomo Aviner.
Vengono in mente le parole pronunciate pochi mesi fa da don Ricossa: “Non si creda che le associazioni dell’ebraismo sono contrarie a questa invasione. O meglio, da un lato con una mano la favoriscono, tanto è vero che mons. Lefebvre fu denunciato dalla Licra (Lega contro l’antisemitismo e il razzismo) per aver parlato male dell’invasione islamica: gli ebrei a favore degli islamici. Nello stesso tempo però, nello stesso modo, esponenti importanti dell’ebraismo attuale stanno sostenendo moltissimi movimenti che giustamente sono anti-islamici. Anche Steve Bannon è alleato di alti esponenti vicini a Netanyahu, e non solo lui. Perché hanno questa doppia manovra? Perché è il divide et impera, il loro scopo è di mettere evidentemente i musulmani contro i cristiani – invadeteli! – i cristiani contro i musulmani, – gli unici cattivi sono loro -, e finchè loro si fanno a botte per noi (ebrei) va benissimo. Vi ricordo quando per esempio a Nazareth (nel 1999) fu fatta costruire, per alimentare questo scontro, dal governo israeliano una enorme moschea davanti alla basilica di Nazareth, e l’Autorità palestinese si opponeva. Perché l’Autorità palestinese voleva la pace tra i palestinesi, che sono cristiani gli uni e musulmani gli altri, mentre invece lo stato israeliano voleva mettere i musulmani contro i cristiani e i cristiani contro i musulmani” Modena, 26/1/2019, estratto della conferenza di don Francesco Ricossa: “Cristianesimo, Ebraismo e Islam”, https://youtu.be/UwvpL2hPVh0)
Orazioni del Venerdì Santo per la conversione dei Giudei
“Oremus et pro perfidis Judaeis ut Deus et Dominus noster auferat velamen de cordibus eorum; ut et ipsi agnoscant Jesum Christum, Dominum nostrum. Omnipotens sempiterne Deus, qui etiam judaicam perfidiam a tua misericordia non repellis: exaudi preces nostras, quas pro illius populi obcaecatione deferimus; ut, agnita veritatis tuae luce, quae Christus est, a suis tenebris eruantur. Per Dominum nostrum Iesum Christum” (dal Messale Romano).
Preghiamo anche per gli ebrei che non credono, affinché il Signore e Dio nostro tolga il velo dai loro cuori ed anche essi riconoscano il Signore nostro Gesù Cristo. Dio onnipotente ed eterno, che non allontani dalla tua misericordia neppure l’incredulità degli ebrei, esaudisci le nostre preghiere, che ti presentiamo per l’accecamento di quel popolo, affinché riconosciuta la luce della tua verità, che è Cristo, siano liberati dalle loro tenebre. Per Gesù Cristo nostro Signore.
fonte- http://www.centrostudifederici.org/non-solo-islam/
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