Disponibili il numero 152 di Sursum Corda ed il Codex Iuris Canonici 1917 in italiano

Sul sito è disponibile il numero 152 (del giorno 17 marzo 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Abbiamo pubblicato sul sito anche il Codex Iuris Canonici del 1917 in italiano, a cura del Card. Vincenzo La Puma.
 

      
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Disponibili il numero 151 di Sursum Corda ed il Codex Iuris Canonici 1917 in italiano

Sul sito è disponibile il numero 151 (del giorno 10 marzo 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Abbiamo pubblicato sul sito anche il Codex Iuris Canonici del 1917 in italiano, a cura del Card. Vincenzo La Puma.
 

      

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Pio XII: Il Decalogo, la lotta contro il peccato, i danni del quietismo

• La Chiesa (…) ha sempre proseguito nel medesimo cammino, e anche oggi non procede diversamente. Chi non sa come il Nostro Predecessore Pio X, di santa memoria, aprì largamente ai fedeli, e specialmente ai fanciulli, le porte verso le fonti eucaristiche della grazia? Sarebbe però una funesta illusione il credere che l’efficacia del sacramento, l’opus operatum, dispensi le anime dalla cooperazione nel procurare la loro salvezza. Uno degli effetti della Santissima Eucaristia, «tamquam antidotum, quo liberemur a culpis quotidianis, et a peccatis mortalibus praeservemur» (Conc. Trident. Sess. XIII cap. 2), consiste appunto nel dare la forza per la lotta contro il peccato. La vita del cristiano, che s’informa all’esempio di Cristo, è vita di combattimento contro il demonio, il mondo e la carne. Il darsi al quietismo non è stato mai un bene, e un bene (non) è oggidì, meno che mai, nella Chiesa come società, e nella vita religiosa di qualsivoglia persona. Possano i fedeli, i quali ascoltano dai pergami la parola di Dio, schiudere con avida brama il loro spirito alla cognizione della verità e della vita soprannaturale, che viene loro offerta; ma a tale cognizione è necessario che facciano seguire l’osservanza dei comandamenti e che, perseverando nelle opere buone, crescano e si rinvigoriscano nella grazia. •  Non è nostra intenzione favorire un duro rigorismo. Continua a leggere

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Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede (27.4 e 21.12)

+ Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, e non posseggono la sola regola della vera Fede propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco invece nella comunione, abbraccio la fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nelle Scritture ma anche quando giudica per bocca dei Concilii ecumenici e definisce per bocca della Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo inoltre figlio di quella Chiesa romana che gli empii bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anticristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano procurare la mia o l’altrui salvezza solo nell’unità di questa stessa Chiesa. Professo con franchezza, con san Girolamo, di essere unito con chi è unito alla Cattedra di Pietro e protesto, con sant’Ambrogio, di seguire in ogni cosa quella Chiesa romana che riconosco rispettosamente, con san Cipriano, come radice e madre della Chiesa universale. Mi affido a questa Fede e dottrina che da fanciullo ho imparato, da giovane ho confermato, da adulto ho insegnato e che finora, col mio debole potere, ho difeso. A far questa professione non mi spinge altro motivo che la gloria e l’onore di Dio, la coscienza della verità, l’autorità delle Sacre Scritture canoniche, il sentimento e il consenso dei Padri della Chiesa, la testimonianza della Fede che debbo dare ai miei fratelli e infine l’eterna salvezza che aspetto in Cielo e la beatitudine promessa ai veri fedeli. Se accadrà che a causa di questa mia professione io venga disprezzato, maltrattato e perseguitato, lo considererò come una straordinaria grazia e favore, perché ciò significherà che Voi, mio Dio, mi date occasione di soffrire per la giustizia e perché non volete che mi siano benevoli quelle persone che, come aperti nemici della Chiesa e della verità cattolica, non possono essere vostri amici. Tuttavia perdonate loro, Signore, poiché, o perché istigati dal demonio e accecati dal luccichio di una falsa dottrina, non sanno quello che fanno, o non vogliono saperlo. Concedetemi comunque questa grazia, che in vita e in morte io renda sempre un’autorevole testimonianza della sincerità e fedeltà che debbo a Voi, alla Chiesa e alla verità, che non mi allontani mai dal vostro santo amore e che io sia in comunione con quelli che vi temono e che custodiscono i vostri precetti nella santa romana Chiesa, al cui giudizio con animo pronto e rispettoso sottometto me stesso e tutte le mie opere. Tutti i santi che, o trionfanti nel Cielo o militanti in terra, sono indissolubilmente uniti col vincolo della pace nella Chiesa cattolica, esaltino la vostra immensa bontà e preghino per me. Voi siete il principio e il fine di tutti i miei beni; a Voi sia in tutto e per tutto lode, onore e gloria sempiterna. Così sia. +
[27 aprile. San Pietro Canisio, Sacerdote della Compagnia di Gesù, Confessore e Dottore della Chiesa, che passò al Signore il ventuno Dicembre].

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Disponibili il numero 150 di Sursum Corda ed il Codex Iuris Canonici 1917 in italiano

Sul sito è disponibile il numero 150 (del giorno 3 marzo 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Abbiamo pubblicato sul sito anche il Codex Iuris Canonici del 1917 in italiano, a cura del Card. Vincenzo La Puma.
    
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Disponibile il numero 149 di Sursum Corda del giorno 24 febbraio 2019


Sul sito è disponibile il numero 149 (del giorno 24 febbraio 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Sono disponibili gratuitamente anche gli  Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico»
fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-149.html

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Disponibile il numero 148 di Sursum Corda del giorno 17 febbraio 2019

Indice del Numero 148 di Sursum Corda, 17 febbraio 2019
– Comunicato numero 148. La vicenda della donna adultera;
– Commento di Mons. Garofalo alla vicenda della donna adultera;
– Preghiera ai Santi Faustino e Giovita, Martiri;
– Orazioni a San Valentino, Prete e Martire;
– Alcuni fatti miracolosi su Gesù Bambino, parte 6.
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San Tommaso: Sottomissione degli Imperatori alla Chiesa di Roma

 
• Dopo questi avvenimenti (cfr. Sursum Corda n° 145 e precedenti), essendo stato Giuliano ucciso durante la guerra coi Parti, fu restituita la pace alla Chiesa da Gioviano suo fratello, uomo cattolico; però questi regnò poco tempo. Ma un fatto notevole si riscontra negli Imperatori, da allora fino a Carlo Magno: furono quasi tutti obbedienti ed ossequienti alla Chiesa di Roma, per il suo primato, sia per quanto riguarda il dominio spirituale, come definì il santo Concilio di Nicea, sia per quello temporale. Perciò Papa Gelasio potè scrivere all’imperatore Anastasio che, come insegna la storia, l’Imperatore dipende dal giudizio del Papa, e non viceversa. Anche Valentiniano – che fu l’immediato successore di Gioviano – (a quanto apprendiamo dalla storia ecclesiastica) disse nell’imminenza dell’elezione dell’Arcivescovo di Milano: «Ponete nella sede pontificale una persona a cui noi che governiamo l’impero possiamo piegare il capo sinceramente, e riceverne le ammonizioni quando da uomini sbagliamo, come dal medico riceviamo la medicina». Continua a leggere

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SANT'ALFONSO SULL'ECUMENISMO

Sant’Alfonso sull’ecumenismo, sulla tolleranza e sul dialogo interreligioso
Dicono di più gli increduli che la rivelazione divina sarebbe contraria alla pace delle repubbliche, poiché ella vieterebbe alla Chiesa di tollerare altra religione che non segua la rivelazione; e ciò sarebbe cagione di mille sedizioni e discordie tra i popoli. Quindi non possono soffrire il dogma evangelico, che fuori della Chiesa cattolica non vi è salute. Ecco come scrive il Rousseau (Emil. t. 3. p. 172): “A Dio non piaccia ch’io predichi giammai agli uomini i dogmi crudeli dell’intolleranza, e che li porti a detestare il loro prossimo, dicendo agli altri; voi sarete dannati”. Aggiunge nello stesso luogo: “L’intolleranza è un dogma orribile, che arma gli uni contro gli altri, e li rende nemici del genere umano”. Sicché vorrebbero i deisti che dalla nostra Chiesa cattolica si permettesse una tolleranza ecclesiastica, con cui si facesse credere ai popoli, “che ogni uomo dabbene, in qualunque religione che viva, possa salvarsi”: così parla il nominato Rousseau nella lettera alla pag. 86.
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