Una clinica gestita da (e per) persone lgbt: succede in India

Pensata per curare e assumere solo omosessuali e transgender: apre in India la prima clinica gestita da e per persone lgbt.
È curioso come qualcosa che potrebbe essere ghettizzante può diventare qualcosa per cui esultare per la comunità LGBT.  In India omosessuali e trans sono infatti in festa per via dell’apertura della prima clinica sanitaria interamente gestita da e per persone LGBT.
Il centro sanitario, situato a Mumbai, impiega receptionist, farmacisti e consulenti LGBT + per “fornire l’esperienza più confortevole per i suoi pazienti”. La clinica ha aperto ufficialmente i battenti a febbraio, ma all’inizio non si era “caratterizzata”.
Piano piano, però, la situazione si è evoluta: gli eterosessuali sono ben accetti per essere curati, ma troveranno alla reception, tra i corridoi e tra i dottori solo persone omosessuali, bisessuali o transessuali.
Il CEO della clinica spiega al The Guardian che quella di diventare una clinica LGBT è stata una scelta ponderata, che vuole mandare un messaggio di “inclusione”.  Nessun eterosessuale verrà assunto: anche a parità (o superiorità) di titoli, si accetterà sempre e solo personale lgbt.
FONTE – https://vocecontrocorrente.it/una-clinica-gestita-da-e-per-persone-lgbt-succede-in-india/

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La voce del figlio sveglia la mamma dopo quasi 28 anni di coma

I medici restano increduli di fronte a un evento definito ‘straordinario’.
Erano insieme nel 1991, al momento dell’incidente e lo erano ancora al momento del risveglio. E’ una storia davvero commovente quella che arriva dal quotidiano britannico Metro. Protagonisti della vicenda sono Munira, mamma oggi cinquantanovenne e Omar, il figlio di 31 anni.
Secondo quanto raccontato dal giornale straniero, la donna è tornata ad essere cosciente dopo quasi ventotto  anni di coma vegetativo. Munira si era ridotta in quelle gravissime condizioni, a seguito di un terribile incidente avvenuto quando Omar aveva appena quattro anni. La donna era andata a prendere il figlio da scuola e mentre i due si trovavano sull’auto di famiglia, un autobus fuori controllo li ha letteralmente travolti.
L’istinto materno ha spinto Munira ad abbracciare e proteggere Omar, che non ha riportato danni gravi dopo l’impatto. Le condizioni della donna sono parse subito gravi, così da lasciarla in coma vegetativo per quasi trent’anni. Munira, secondo i medici, ha mantenuto comunque le capacità uditive. Poi, dopo tanto tempo, un vero e proprio evento straordinario e miracoloso: sentendo la voce del figlio, la mamma si è svegliata dal coma vegetativo. Una svolta assolutamente inattesa, che però manifesta quanto forte fosse il legame tra i due.
FONTE – https://vocecontrocorrente.it/la-voce-del-figlio-sveglia-la-mamma-dopo-quasi-28-anni-di-coma/

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L’Italia diventa ‘gender free’, la teoria del ‘terzo sesso’ arriva anche da noi

Via libera ai cartellini per il ‘terzo sesso’ in tutti i luoghi pubblici.
Una città totalmente “gender free”, ma questa volta, purtroppo, si parla proprio dell’Italia. Succede infatti a Reggio Emilia, dove il Comune ha recentemente disposto l’adozione di un protocollo totalmente orientato verso la comunità Lgbt. Non solo norme per contrastare le discriminazioni per motivi sessuali, ma una vera e propria rivoluzione che sta coinvolgendo tutti i luoghi pubblici.
Asl, Università, Istituto penale, uffici del Comune e della Provincia, fino ai cantieri: da oggi sarà possibile identificare persone del cosiddetto “terzo sesso” e verrà contemplato l’alias scelto per questa “transizione”. Così, a completare il tutto, saranno i bagni pubblici, che non prevederanno più soltanto l’opzione maschio/femmina ma anche un’alternativa ibrida tra i due.
Festeggiano i membri della comunità “Arcigay” di Reggio Emilia, grati al sindaco per queste assurde iniziative. Ma le richieste del mondo Lgbt non si fermano qui, come se quello fatto finora non bastasse. Diverse sono le pressioni che arrivano alle istituzioni regionali per approvare una legge sulla maternità surrogata.
FONTE – https://vocecontrocorrente.it/litalia-diventa-gender-free-la-teoria-del-terzo-sesso-arriva-da-noi/

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Izabella, arriva l'anti-Greta che difende le famiglie e combatte il gender

Anche lei viene dalla Svezia, ha quindici anni ed è diventata il simbolo del sovranismo cristiano.
E’ stata già definita da molti “l’anti Greta Thunberg” perché con l’ormai nota attivista per l’ambiente condivide il paese d’origine e il fatto di essere giovanissima . Stiamo parlando di Izabella Nilsson Jarvandi, quindici anni, nota per le sue battaglie contro il globalismo.
La ragazzina è diventata nota nel suo paese durante lo scorso anno, quando è stata più volte protagonista delle proteste contro il governo nazionale. Izabella ha accusato i ministri liberali di stare determinando “il genocidio del popolo svedese con una politica troppo aperta ai migranti”. Per questo, molti vedono in lei una sorta di baby paladina sovranista e cristiana.
Ma la giovane è pronta a dare battaglia anche su altri temi caldi. Dalla difesa della famiglia, alla lotta contro l’ideologia gender, definita più volte dalla stessa ragazzina “pura follia”.
Nelle ultime settimane non sono mancate nemmeno delle frecciatine alla “collega” attivista Greta Thunberg, che sembra invece essere maggiormente apprezzata negli ambienti liberal e di sinistra. Izabella l’ha infatti accusata di aver dimenticato le sue origini e di stare portando avanti battaglie per l’ambiente, senza tenere conto degli interessi dei connazionali svedesi
fonte – https://vocecontrocorrente.it/izabella-arriva-lanti-greta-che-difende-le-famiglie-e-combatte-il-gender/

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Canali maschili e femminili alla Rai: il Guardian attacca e li definisce 'sessisti'

Come se non ci fossero cose più importanti a cui pensare, il Guardian attacca la Rai per la sua idea di fare canali dedicati a uomini e donne.
Una polemica basata su un’abitudine mondiale, quella di suddividere i canali per temi e generi. Questo è ciò su cui sta marciando il Guardian, dando voce a diversi radical chic che urlano allo scandalo.
Per il Guardian il fatto che anche la Rai intenda creare un canale dedicato agli uomini e uno dedicato alle donne è sessista e irrispettoso. Irrispettoso per chi? Per coloro che non sono inquadrati nel genere, per le femministe e via dicendo.
Poco importa se i canali tematici sono diffusi in tutto il mondo. Poco importa se emittenti pubbliche e private hanno personalizzato interi palinsesti.
,In questo articolo del quotidiano britannico il Guardian dice la riorganizzazione dei canali della tv pubblica italiana avrebbe destato estremo scalpore. Addirittura “furia” in Italia.
Sempre nello stesso articolo, il Guardian dice che una fonte alla Rai ha detto che il piano era di riposizionare i programmi per indirizzare meglio il pubblico maschile e femminile, ma la potenziale mossa è stata vanificata dai parlamentari dell’opposizione e dai gruppi di donne.
E proprio di questo si tratta: la furia di cui parla il Guardian sarebbe relativa all’intervento di Salvatore Margiotta, un senatore del partito democratico di centro-sinistra che siede nel comitato di supervisione parlamentare dell’emittente.
Il Guardian ha preso come esempio il parere della sinistra più radical chic, con dichiarazioni del calibro di mentre cerchiamo di superare la discriminazione di genere, nel 2019, avere un canale pubblico dedicato a un pubblico femminile e un altro a un pubblico maschile è pazzesco. Sembra essere in linea con la sottocultura di questo governo.
Forse occorrerebbe ricordare che canali maschili e femminili sono presenti in ogni parte del mondo. Persino i maggiori colossi dell’intrattenimento hanno delle sezioni “Lui” e “Lei”, con programmi grossomodo preferiti dagli uomini e/o dalle donne.
Per altro, lo scopo delle proposte Rai era quello di arricchire le offerte di film. Si tratta pertanto di una polemica che lascia il tempo che trova. A dispetto di quanto il Guardian voglia darle spazio.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/canali-maschili-e-femminili-alla-rai-il-guardian-attacca-e-li-definisce-sessisti/

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Sri Lanka: bombe uccidono 300 Cristiani, ora nuovo allarme in aeroporto

Ennesimo caso di ‘terrorismo religioso’.
Trecento morti e più di cinquecento feriti. E’ un bilancio drammatico quello della Pasqua nello Sri Lanka. Ieri il paese è stato teatro di una terribile strage, dove ad essere colpiti sono stati ancora una volta i cristiani. In una Chiesa, durante le celebrazioni pasquali, sono esplose otto bombe, causando morte e distruzione.
Da allora è stato allarme in tutto il paese, perché secondo le prime ricostruzioni offerte dal governo locale, si sarebbe trattato di un atto di terrorismo religioso. Già nelle scorse ore ben tredici persone sono state fermate come sospettati. Coinvolti nell’esplosione anche trentacinque stranieri, ma dalla Farnesina confermano che non ci sarebbe nessun italiano.
Intanto, nelle ultime ore il paese del sud est asiatico sembra essere piombato nuovamente nel caos. Un altro ordigno sarebbe stato individuato nel principale aeroporto di tutto lo Sri Lanka, a Bandaranaike.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/sri-lanka-bombe-uccidono-300-cristiani-ora-nuovo-allarme-in-aeroporto/

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Invitava a non abortire con rose e preghiere: arrestata in Canada

Vancouver l’attivista Mary Wagner, si è recata in una clinica abortista per distribuire rose e invitare a non abortire. Arrestata.
Un modo pacifico per invitare le donne a non abortire è diventato causa d’arresto. È successo a Vancouver e dietro le sbarre è finita l’attivista pro-vita Mary Wagner.
La donna, 43enne, si è recata all’Everywoman’s Health Center, un noto centro abortista della città. Ha poi iniziato a distribuire, insieme al marito, rose rosse e bianche.
Ad ogni rosa era allegata un’immagine di Gesù Cristo e un messaggio pro vita che invitava a non abortire, a riconsiderare la propria scelta. La donna voleva offrire vie alternative, con un messaggio di pace.
Secondo i presenti, lo staff del centro abortista ha tentato fisicamente di rimuovere lei e il marito prima che arrivasse la polizia e ha avvertito tutte le donne presenti che sarebbero state arrestate se non se ne fossero andate.
Mary Wagner a quel punto si è inginocchiata e ha detto: “Pregherò e rimarrò con tutti questi bambini. Devono vivere”. A questo punto è stata portata fuori a forza. La donna ha rinunciato alle condizioni di libertà su cauzione che la obbligavano a stare lontano dai centri per l’aborto.
Ha affermato che la sua missione per conto di Cristo è e rimarrà quella di salvare i bambini innocenti. Attualmente è detenuta all’Alouette Correctional Center for Women.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/invitava-a-non-abortire-con-rose-e-preghiere-arrestata-in-canada/

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America sempre più 'pro life', arrivano nuove restrizioni sull'aborto

Molti gli Stati pronti a seguire le indicazioni del presidente Donald Trump, da sempre impegnato a favorire la natalità.
Gli Stati Uniti si riscoprono “pro life”. La novità di questo 2019 sembra essere quella di una comunità americana sempre più contraria all’aborto e pronta a sostenere politiche che sfavoriscono le interruzioni volontarie di gravidanza. L’appello fatto in tal senso dal presidente della repubblica Donald Trump, durante il discorso di inizio anno sullo Stato dell’Unione, sembra aver avuto successo.
Lo scorso giovedì in Ohio (stato a guida repubblicana) è entrata in vigore una legge che prevede nuove restrizioni sull’aborto. La gravidanza non potrà più essere interrotta dopo il primo battito cardiaco del feto, che di solito coincide con le prime sei settimane di gestazione. I medici che violeranno questa legge incorreranno nel rischio di un anno di carcere e multe dai 2500 ai 20mila dollari.
Ma quello dell’Ohio non è un caso del tutto isolato. Nuove disposizioni simili a favore della natalità sarebbero in cantiere in altri stati guidati da governatori repubblicani, come il Tennessee, il Texas, la Georgia,  il Mississippi e il Kentucky.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/america-sempre-piu-pro-life-arrivano-nuove-restrizioni-sullaborto/

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Ente di beneficenza rivendeva il cibo destinato ai poveri

La truffa ai danni dei donatori e dei bisognosi è stata scoperta dal programma tv ‘Striscia la notizia’
Raccoglievano generi alimentari destinati ai più poveri, ma rivendevano il cibo per trarne guadagno. Protagonista di questa triste vicenda è l’ente di beneficenza “Pane quotidiano”, tra le più famose associazione benefiche d’Italia. Si tratta infatti di una realtà storica, che da più di un secolo opera su tutto il territorio milanese, per garantire sostentamento alle fasce più bisognose della cittadinanza. Alcune segnalazioni degli ultimi mesi hanno iniziato a far muovere i sospetti su quale fosse il reale comportamento della realtà associativa.
La truffa è stata scoperta dal tg satirico di Canale 5 “Striscia la notizia“, che nei giorni scorsi ha mandato dei complici a realizzare dei filmati. I video, mostrati in tv durante il programma, hanno confermato quanto ipotizzato: i pacchi alimentari venivano rivenduti. A realizzare l’indagine è stato l’inviato Max Laudadio.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/ente-di-beneficenza-rivendeva-il-cibo-destinato-ai-poveri/

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I medici italiani non vogliono favorire l'eutanasia

Nessuna intenzione di assumere atteggiamenti che inducano all’interruzione volontaria delle cure per i malati terminali.
Non ci sarà nessuno spot a favore dell’eutanasia. E’ una posizione netta quella assunta dai medici italiani, riuniti nella Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). Con una dichiarazione congiunta, gli specialisti di tutto il paese hanno infatti dichiarato di non essere intenzionati a favorire o indurre l’eutanasia per i pazienti terminali, né adesso, né dopo l’eventuale approvazione di una legge a riguardo, da parte del Parlamento.
“Il Codice di deontologia medica impedisce di effettuare e/o favorire atti finalizzati a provocare la morte del paziente. Nel contempo impone al medico di rispettare la dignità del paziente evitando ogni forma di accanimento terapeutico. Ove il legislatore ritenga di modificare l’art. 580 del Codice penale, e quindi di non ritenere più sussistente la punibilità del medico che agevoli ‘in qualsiasi modo l’esecuzione’ del suicidio, restano valide e applicabili le regole previste dal Codice deontologico”.
L’entrata in vigore di nuove norme legislative – secondo quanto dichiarato sempre dalla Fnomceo – necessiterà di un confronto costante e di un vaglio attentissimo, non implicando automatici cambiamenti della disciplina deontologica.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/i-medici-italiani-non-vogliono-favorire-leutanasia/

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