Unplanned: il film contro l'aborto che tutti dovrebbero vedere

Arriverà al cinema un film che vale la pena di vedere: si chiama Unplanned e parla di una donna che cambia idea sull’aborto.
Un film decisamente contro corrente, che spiega quanto la vita sia sacra: si chiama Unplanned [non pianificato, ndr] e dovrebbe arrivare in Italia nei prossimi mesi.
Unplanned racconta la storia di una donna abortista che si ritrova a diventare un’eroina pro-life. La cosa più bella è che è basato sulla storia vera di una ex manager della Planned Parenthood, la trentottenne Abby Johnson.
La Planned Parenthood è un’organizzazione abortista che le aveva perfino affidato la direzione di una clinica. Nel 2009 Abby rinunciò al suo lavoro dopo aver visto con i propri occhi la cruda realtà dell’aborto, praticato ai danni di un bambino di 13 settimane.
Abby assistette a un aborto monitorato con gli ultrasuoni, che permette di vedere che succede dentro l’Utero. Abby, che di aborti ne aveva subiti due, vide per la prima volta il feto perfettamente formato che tentava di sfuggire all’aborto: si contraeva, si contorceva.
Una visione molto diversa da quella che le era stata data durante l’addestramento e che le raccontava che “il tessuto fetale non sente niente quando è rimosso”. Da quel giorno la donna si è convertita insieme al marito: ora ha otto figli e si batte contro l’aborto.
Guarda il trailer di Unplanned:

fonte – https://vocecontrocorrente.it/unplanned-il-film-contro-laborto-che-tutti-dovrebbero-vedere/

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Crocifissi coperti al cimitero per non urtare le altre religioni

Un sistema di teli motorizzati per nascondere i simboli cristiani e rendere ‘neutre’ le sepolture dei defunti.
Crocifissi coperti per non urtare la sensibilità delle altre religioni. Succede a Pieve di Cento, alle porte di Bologna. Questa volta però lo scenario della bizzarra iniziativa non è né una scuola, né in un ufficio pubblico, bensì un cimitero.
Nell’ambito della restaurazione di una cappella funebre, è stata disposta l’installazione di un meccanismo di teli motorizzati, per nascondere all’occorrenza ogni residuo di cristianitàe non urtare gli altri credo religiosi. Continua a leggere

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Calo delle nascite, da settembre 70mila studenti in meno

Il nuovo anno scolastico segnerà il progressivo svuotamento delle classi, con conseguenze negative sull’andamento del mondo lavorativo.
Allarme spopolamento nelle scuole. A settembre 2019 gli alunni che entreranno in classe potrebbero essere molti di meno rispetto all’anno scorso. Lo afferma “La Stampa” che quantifica il calo del numero degli studenti intorno a 70mila unità. Un record. Si tratta infatti di una vera e propria cifra storica, che certifica come il calo delle nascite stia avendo un effetto negativo sugli altri settori del nostro paese. Un graduale ma costante spopolamento delle aule porterà sicuramente al taglio di personale docente e non docente.
Nello specifico, gran parte di questo “spopolamento” andrà ad intaccare le regioni del sud: Basilicata, Calabria, Puglia, Campania.
Una situazione, quella prefigurata dal quotidiano, che trova conferma e spiegazione nelle parole del ministro all’Istruzione Marco Bussetti. Per l’esponente leghista del governo giallo-verde, il calo del numero degli studenti è legato a quello demografico. Il ministro invita quindi le istituzioni a “governare le dinamiche demografiche”, così da evitare ulteriori diminuzioni nei prossimi anni.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/calo-delle-nascite-da-settembre-70mila-studenti-in-meno/

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Prevenire l'aborto: in Kentucky i medici mostrano l'ecografia prima di eseguirlo

Per mostrare l’orrore dell’aborto e consapevolizzare le donne in Kentucky si mostra l’ecografia fetale prima di procedere.

La Corte D’Appello Federale del Kentucky ha approvato ufficialmente la legge che impone ai medici di mostrare e descrivere un’ecografia fetale ai pazienti prima di eseguire un aborto.
Un tribunale di grado inferiore aveva emesso un’ingiunzione che bloccava la legge, sostenendo che mostrare l’ecografia avrebbe potuto causare danni alle pazienti. Di tutta risposta, è stato detto di pensare a chi subirebbe il torto più grande: il bambino.
La Corte d’appello ha così stabilito che la legge non viola i diritti del Primo Emendamento dei Medici e che è fondamentale per prevenire l’incremento di aborti legalizzati, veri e propri omicidi sempre più diffusi.
L’ecografia fornisce alla paziente informazioni veritiere, non fuorvianti e pertinenti, volte a informare la paziente sulla sua decisione di mettere fine a una vita non ancora nata con l’aborto.
La legge per altro non interferisce con la relazione medico-paziente e nulla impedisce al medico di informare il paziente che le rivelazioni sono imposte dallo Stato del Kentucky e non da una scelta personale.
Secondo la Kaiser Family Foundation, è stato dimostrato che davanti all’ecografia fetale molte donne arrestano il processo. Una possibilità in extremis, che rende il Kentucky un baluardo per la salvaguardia della vita.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/prevenire-laborto-in-kentucky-i-medici-mostrano-lecografia-prima-di-eseguirlo/

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Aborto, unioni civili e divorzio: quel che resta del Congresso di Verona

Riflessioni e commenti su quanto emerso dalla tre giorni dedicata alla famiglia naturale. Dove è arrivato a spingersi lo stato italiano fino ad oggi.
Ho letto con attenzione le considerazioni del mio amico Massimo Viglione sul Congresso Mondiale delle Famiglie che si è svolto a Verona. Si tratta di una seria riflessione che non può essere archiviata con sufficienza e che, anzi, merita una giusta attenzione.
I rilievi che pone in un’ottica costruttiva sono, infatti, tutt’altro che infondati.
Al netto dell’importanza del Congresso, dell’ottimo lavoro scientifico svolto nei workshop, e soprattutto della mobilitazione di piazza del popolo delle famiglie – anche in reazione ai beceri e scomposti attacchi –, due parole vanno dette in merito a quanto osservato da Viglione.
1) La legge 194/78 resta una legge assolutamente ingiusta in quanto legittima un «crimen nefandum», un delitto abominevole, giusto per citare un documento conciliare come la Gaudium et Spes (n.51). Anche da un punto di vista razionale, la soppressione di un essere umano indifeso e innocente non può mai trovare giustificazione normativa in una società degna di questo nome. Né si può invocare l’asserito diritto della donna a disporre del proprio corpo, giacché attraverso l’aborto la madre dispone del corpo di un altro essere umano, suo figlio.
Alla luce di quanto detto, è chiaro che se dipendesse da Viglione e da me una simile legge sarebbe abrogata domani mattina.
Il punto è che in Italia non vige (qualcuno potrebbe dire ahimè) un duumvirato con poteri assoluti, per cui l’immediata abrogazione tout court della legge non appare oggettivamente realizzabile.
Oggi, purtroppo, non esistono le condizioni culturali e politiche (in termini di voti parlamentari) per una simile auspicabile ipotesi. Occorre sempre essere realisti per evitare la trappola dell’utopia. Continua a leggere

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'Bella ciao' cantata ai bambini, bufera in un asilo di Bologna

Le maestre l’hanno inserita in una compilation da fare ascoltare ai piccoli dopo il pranzo. Insorge Forza Italia.
Bella ciao” arriva anche negli asili nido. Succede a Bologna, dove alcune maestre hanno realizzato una compilation ad hoc da fare ascoltare ai bambini dopo la pausa pranzo. Tante le canzoni presenti nella playlist e fra queste anche la storica canzone simbolo della resistenza partigiana. La notizia è iniziata a circolare sui quotidiani nazionali e ha portato all‘insurrezione delle opposizioni di centrodestra in consiglio comunale.
A parlare di “inopportuna iniziativa dai connotati politici” è stato Francesco Sassone, consigliere comunale di Forza Italia. Dichiarazioni che però sono state definite prive di senso e di sostanza dall’amministrazione comunale.
Ma non si tratta di certo di un unicum. Già durante lo scorso Natale, sempre a Bologna, un coro parrocchiale era finito sui giornali per aver intonato “Bella ciao”, come preghiera religiosa, in Chiesa.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/bella-ciao-cantata-ai-bambini-bufera-in-un-asilo-di-bologna/

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D'Urso e Pupo demoliscono la famiglia in prima serata: ecco il 'poliamore'

Il cantante sostiene la necessità di dover vivere con due donne contemporaneamente.
Barbara D’Urso ancora contro la famiglia naturale. Continua la strategia della conduttrice Mediaset, che ormai da un mese dedica la sue prime serate a tematiche “calde”, sempre pronta a creare tensioni e attrarre spettatori. Dopo aver parlato di utero in affitto, maternità surrogata e adozioni gay, questa volta l’argomento centrale della prima serata è stato il cosiddetto “poliamore”. Protagonista della puntata è stato Pupo, che ha raccontato a presentatrice, ospiti e pubblico i dettagli del vivere contemporaneamente con due donne. Il cantante infatti si divide ormai da anni tra due relazioni amorose vissute in contemporanea. Una con la moglie Anna e l’altra con la fidanzata e manager Patricia.
Neanche a dirlo, lo sgomento in studio è stato tanto, specie per la disinvoltura con cui l’ex conduttore di “Affari tuoi”ha descritto la sua elaborata situazione sentimentale. “Le amo entrambe alla stessa maniera. La famiglia di cui parlano in tanti non esiste. Tutti hanno tradito, tutti hanno l’amante. Io ho solo reso ufficiale una cosa diffusissima. Loro si accettano reciprocamente”.
Pur distaccandosi dalla scelta di Pupo, la stessa D’Urso ha invitato i suoi ospiti a non puntare il dito contro il “poliamore”: “E’ pur sempre amore, e dove c’è amore c’è famiglia“. Un disco rotto ripetuto a oltranza dalla conduttrice già nelle scorse puntate.
 
fonte – https://vocecontrocorrente.it/durso-e-pupo-demoliscono-la-famiglia-in-prima-serata-ecco-il-poliamore/

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La clinica perde gli embrioni: il business dell'utero in affitto fa l'ennesimo danno

Gli embrioni sono stati probabilmente riutilizzati. La scoperta per via di una fattura mandata dodici anni dopo una fecondazione in vitro.
Nel 2004 Marisa Cloutier-Bristol e suo marito si erano recati in una clinica specializzata in fertilità per assicurarsi una gravidanza e creare una famiglia. Avevano avuto qualche problema e la struttura le aveva garantito la produzione di almeno un embrione. Di fatto regalò la vita a ben quattro embrioni.
Il problema è che i “dottori” le dissero che nessuno di loro era utilizzabile. La donna e il marito tornarono a casa, afflitti per non aver potuto avere il loro bambino. E se già la pratica può essere discutibile, ciò che è accaduto dopo rasenta i limiti dell’assurdo.
Intanto la coppia, dopo molti sforzi,  è riuscita ad avere un figlio. Ma entrambi ne avrebbero voluti molti di più. All’improvviso, però, il marito della donna è morto. La donna si è risposata. E dopo qualche mese, la clinica, all’improvviso, l’ha contattata, dicendo che c’era un suo embrione conservato in “congelatore”.
La donna è rimasta interdetta: le era stato detto che i suoi embrioni non erano utilizzabili. E invece, dopo quindici anni, ha scoperto che uno era ancora lì. Solo che lei non avrebbe più potuto “usarlo”: non solo la donna ha passato i 40 anni, ma essendo defunto il marito non è possibile impiantarlo nel suo grembo perché “mancherebbe il consenso”.
«È come piangere un bambino morto. Mi sento completamente e totalmente derubata», ha detto la donna, che ha intentato causa alla clinica per capire cosa sia successo anche agli altri embrioni. Dato che la clinica si presta alle maternità surrogate, il sospetto è che gli embrioni della donna siano stati usati clandestinamente a questo scopo.
È l’ennesimo danno del business dell’utero in affitto: gli embrioni di una famiglia naturale, tradizionale, sono finiti non si sa dove dietro lauto compenso. E adesso ciò che resta è solo un profondo dolore.
fonte – La clinica perde gli embrioni: il business dell’utero in affitto fa l’ennesimo danno

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Due donne della Marina Militare si uniscono: la 'festa' delle comunità LGBT

Le comunità LGBT esultano per il “matrimonio” di due donne della Marina Militare. Esulta anche il ministro del M5S Elisabetta Trenta.
Parte tutto da un’immagine su Facebook e diventa subito propaganda LGBT, celebrata per altro anche dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta: due donne della Marina Militare si sono unite civilmente. E tutti a parlare di bellezza del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Un tripudio di “è amore”, “hanno coronato il loro sogno”. Ma le parole su cui più si deve riflettere sono quelle del ministro, che le ha addirittura definite “Esempio di una importante evoluzione culturale, nelle Forze Armate e nel nostro Paese“.
Nelle Forze Armate, sì, perché le due donne si sono unite civilmente in divisa: si chiamano Rosa Maria Mogavero e Lorella Cipro e sono la prima maresciallo e la seconda tenente di vascello della Marina Militare.
A sostenere la “bellezza” di quanto accaduto è accorso subito Marco Furfaro, membro della Direzione Pd: «Lo hanno fatto così, in alta uniforme– si legge ancora – come se fosse scontato, semplice, naturale. E lo era davvero, perché quando si festeggia insieme l’amore, con amici e parenti, tutto diviene naturale».

Sarà, ma questo “matrimonio” arriva anche nel giorno in cui a Verona si chiudeva il Congresso delle Famiglie: una risposta propagandistica? Probabilmente, ma la risposta non arriverà mai.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/due-donne-della-marina-militare-si-uniscono-la-festa-delle-comunita-lgbt/

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Il Congresso delle famiglie spacca Forza Italia, Gardini pronta all'addio

L’europarlamentare azzurra ha criticato la scelta di Tajani di disertare la manifestazione di Verona. Lei invece c’era, il suo intervento tra i più applauditi.
Il Congresso mondiale delle famiglie rischia di ampliare le spaccature dentro il centrodestra, tra moderati e sovranisti. Se infatti gli ultimi tra questi hanno abbracciato fortemente la causa di Verona (vedi Matteo Salvini o Giorgia Meloni), berlusconiani ed ex democristiani sono apparsi inaspettatamente molto più freddi.
Sia chiaro, molti esponenti di Forza Italia hanno avuto parole di sostegno per la tre giorni dedicata alla famiglia tradizionale, diversi erano presenti alle iniziative, anche soltanto a titolo personale. Ma in tanti hanno preferito disertare, complice forse il convegno organizzato a poche ore di distanza nella capitale da Silvio Berlusconi, per celebrare i 25 anni dalla fondazione del partito.
Diversamente ha pensato di fare l’eurodeputata Elisabetta Gardini, che al compleanno della “creatura” del Cavaliere, ha preferito il Congresso delle Famiglie, dove è stata relatrice. Il pubblico di Verona ha apprezzato e applaudito fortemente il suo coraggioso intervento. Continua a leggere

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