La Settimana Santa

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

La Settimana Santa
 
Catechismo Maggiore di san Pio X – Della settimana santa
Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
Funzioni del Triduo Sacro
fonte – http://www.centrostudifederici.org/la-settimana-santa-3/
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IL SEGRETO DE LA SALETTE (5/95)

L’ATTUALITÀ DEL MESSAGGIO DELLA VERGINE MARIA

Attualità del messaggio della Santa Vergine
IL SEGRETO DE LA SALETTE
(5/95)
Il 19 settembre 1846, a Melania Calvat e a Massimo Giraud apparve la Madre di Dio
L’attualità del messaggio loro trasmesso lascia ancora stupiti. 


Da qualche tempo si sente parlare di statuette della Madonna lacrimanti sangue: l’opinione pubblica, cattolica e non, ne è rimasta turbata o stupefatta.
Indipendentemente da quelle che possono essere le convinzioni personali su queste manifestazioni, esse inducono a riflettere sul significato che sempre nella storia della cristianità siffatte realtà hanno rivestito.
Lasciando alle legittime autorità ecclesiastiche il giudizio definitivo sui recenti avvenimenti, osserviamo che, già nel secolo scorso, la Santa Vergine, in apparizioni riconosciute autentiche dalla Chiesa, ha affidato a veggenti messaggi e profezie poi puntualmente verificatesi.
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VENERDI SANTO: VIA CRUCIS A VERONA

di Redazione

Spesso nel nostro mondo, che non è più avvezzo alla lettura, un’immagine, una vignetta, una foto parlano più di articoli o trattati teologici.
Nel tempo dell’inganno universale, del dilagare della secolarizzazione, del rifiuto del Vero e del Bello, è necessario perseverare nella testimonianza, anche pubblica, della Fede Cattolica, unica radice della nostra civiltà europea.
Venerdì 19 Aprile, VENERDI SANTO, fermiamoci tutti a ricordare il Sacrificio di Cristo sulla Croce per l’espiazione dei nostri peccati. Il Dio fatto Uomo che venne rifiutato 2000 anni fa, ha poi vinto la morte ed è risorto, indicandoci che chi segue Lui non morirà in eterno.
Per questo Venerdì onoriamo la Passione del Cristo, figlio del Dio vivente, con la recita della Via Crucis, alle ore 18 lungo il percorso con le Stazioni del Santuario Madonna di Lourdes sulle Torricelle (Via dei Colli 2) a Verona. Chi vuole, partecipi, dietro la Croce, costruita appositamente per l’occasione.
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Un nuovo contributo alla vicenda del beato Lorenzino

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 33/19 dell’15 aprile 2019, beato Lorenzino
Un nuovo contributo alla vicenda del beato Lorenzino
Oggi ricorre la festa liturgica del beato Lorenzino Sossa, vittima di un omicidio rituale ebraico nel 1485 a Valrovina (Vicenza): segnaliamo ai nuovi lettori i comunicati del Centro Studi Federici sul piccolo martire pubblicati negli anni scorsi:
Omaggio al Beato Lorenzino Sossio da Marostica
5 aprile 1485: il martirio del Beato Lorenzino da Marostica
Il Beato Lorenzino da Marostica
Segnaliamo inoltre un recente studio sul beato Lorenzino, la famiglia Sossa e la presenza ebraica nel vicentino: Stefano Zulian, I Sossa e il Beato Lorenzino. La loro storia nei documenti d’archivi,Attilio Fraccaro Editore, 2019
https://www.amazon.it/Sossa-Lorenzino-storia-documenti-darchivio/dp/8896136725
Fonte – http://www.centrostudifederici.org/un-contributo-alla-vicenda-beato-lorenzino/?fbclid=IwAR3yUZtP9uHQGJc1nZlgZaMs5Enj4UFmHsDIobGWqKxMyxht0ypSABwQjsk
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Sant'Alfonso sull'ecumenismo, sulla tolleranza e sul dialogo interreligioso

[Premesse sulla vera religione e sull’ordine sociale] Dicono di più gli increduli che la rivelazione divina sarebbe contraria alla pace delle repubbliche, poiché ella vieterebbe alla Chiesa di tollerare altra religione che non segua la rivelazione; e ciò sarebbe cagione di mille sedizioni e discordie tra i popoli. Quindi non possono soffrire il dogma evangelico, che fuori della Chiesa cattolica non vi è salute. Ecco come scrive il Rousseau (Emil. t. 3. p. 172): “A Dio non piaccia ch’io predichi giammai agli uomini i dogmi crudeli dell’intolleranza, e che li porti a detestare il loro prossimo, dicendo agli altri; voi sarete dannati”. Aggiunge nello stesso luogo: “L’intolleranza è un dogma orribile, che arma gli uni contro gli altri, e li rende nemici del genere umano”. Sicché vorrebbero i deisti che dalla nostra Chiesa cattolica si permettesse una tolleranza ecclesiastica, con cui si facesse credere ai popoli, “che ogni uomo dabbene, in qualunque religione che viva, possa salvarsi”: così parla il nominato Rousseau nella lettera alla pag. 86.
Dicono che la religione deve riguardarsi come una legge nazionale, una legge di pura politica esteriore (siccome scrive lo stesso Rousseau nella citata lettera), la quale in conseguenza non obbliga, che sino a quando si dimora nel paese ove una tale legge è in vigore. Bella regola di credere e di operare! Da questa ne seguirebbe, che un cristiano, se dimora presso i cristiani, deve credere che Gesù Cristo sia figlio di Dio, e Salvatore del mondo: se presso i turchi, deve credere che Gesù Cristo non sia che un misero precursore di Maometto: se presso i giudei, un impostore e seduttore. Ma tutta questa credenza sarebbe esterna, poiché secondo i deisti internamente ognuno può credere quel che vuole; ed ecco, col dogma della tolleranza, aperta una pubblica scuola d’ipocrisia, abominata dagli stessi gentili, i quali dopo aver costretto i cristiani per via di tormenti a rinunziare alla fede, li deridevano poi e li disprezzavano, se quelli per debolezza la rinnegavano. Oltreché, fondandosi la tolleranza secondo i deisti sulla ragione dell’interesse dello stato e della polizia del governo, ne segue che, cambiandosi col tempo le ragioni dell’interesse e della polizia, si cambierà insieme il dogma della tolleranza; onde quei che prima dovevano tollerarsi, col tempo poi non si potranno più tollerare. Sicché il dogma, dagl’increduli giudicato essenziale alla religione per il bene comune della pace, sarà col tempo una legge variabile? Dunque i dogmi essenziali della religione anche sono variabili? Continua a leggere

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Catechismo Maggiore di san Pio X – Della settimana santa

Della settimana santa in generale

45. Perché l’ultima settimana di Quaresima si dice santa?
L’ultima settimana di Quaresima si dice santa, perché in essa si celebra la memoria dei più grandi misteri operati da Gesù Cristo per la nostra redenzione.
46. Di qual mistero si fa memoria nella domenica delle Palme?
Nella domenica delle Palme si fa memoria dell’entrata trionfante che Gesù Cristo fece in Gerusalemme sei giorni avanti la sua passione.
47. Per qual causa Gesù Cristo valle entrare trionfante in Gerusalemme avanti la sua passione?
Gesù Cristo avanti la sua passione volle entrare trionfante in Gerusalemme, come era stato predetto:
1. per animare i suoi discepoli dando loro in tal maniera una chiara prova che andava a patire spontaneamente;
2. per insegnarci che colla sua morte egli trionferebbe del demonio, del mondo e della carne, e che ci aprirebbe l’entrata in cielo.
48. Qual mistero si celebra nel giovedì santo?
Nel giovedì santo si celebra l’istituzione del santissimo Sacramento dell’Eucaristia.
49. Qual mistero si ricorda nel venerdì santo?
Nel venerdì santo si ricorda la passione e morte del Salvatore.
50. Quali misteri si onorano nel sabato santo?
Nel sabato santo si onorano la sepoltura di Gesù Cristo e la sua discesa al limbo e dopo il segno del Gloria si comincia ad onorare la sua gloriosa resurrezione.
51. Che cosa dobbiamo noi fare per passare la settimana santa secondo la mente della Chiesa?
Per passare la settimana santa secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare tre cose:
1. unire al digiuno un maggior raccoglimento interno, e un maggior fervore di orazione;
2. meditare di continuo con ispirito di compunzione i patimenti di Gesù Cristo;
3. assistere se si può, ai divini uffici con questo medesimo spirito.
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Disponibile il numero 156 di Sursum Corda

Sul sito è disponibile il numero 156 (del giorno 14 aprile 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 156. Questioni finanziarie. La suprema aspettativa;
– Con breve commento sulle recenti dichiarazioni di Giuseppe Ratzinger (Benedetto XVI);
– Preghiera di Pio XII su queste adolescenti;
– Papa Pio XII: Insegnamenti contro socialismo e precarietà del lavoro;
– Papa Pio XII: La salvezza nella presente ora apocalittica;
– Dizionario di teologia dommatica. L’immagine dei Santi;
– Dizionario di teologia dommatica. Gli iconoclasti.
fonte – https://www.sursumcorda.cloud/settimanale/indici-sursum-corda.html

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Papa Pio XII: Non moechaberis! – Il «matrimonio in film»

Dio, il nome di Dio e il culto di Dio costituiscono la «prima tavola»; il prossimo, i doveri e i diritti della vita umana appaiono nella «seconda tavola» [dei Comandamenti, ndR]‚ la quale con la prima forma il Decalogo, quasi a quel modo che l’amore di Dio e l’amore del prossimo si uniscono a fare un amore solo che da Dio si riversa sul prossimo. Più numerosi sono i precetti contenuti in questa «seconda tavola», che meriterebbero molte osservazioni; ma come potremmo Noi omettere di ricordare le parole «Non moechaberis» [Esodo, XX,14]? È dir troppo, se Ci rammarichiamo che contro tale comandamento proprio i Paesi, che si vantano più civili, presentano uno spettacolo di più profonda devastazione morale, e se aggiungiamo che le sue vestigia sono visibili fin nella eterna Città? Noi ben sappiamo – e ne parlammo ampiamente in altra occasione – quanto anche le riforme economiche e sociali convenga che efficacemente influiscano a salvare il matrimonio e la famiglia; ma tale salvezza, in fin dei conti, rimane un dovere e un ufficio religioso, il cui processo curativo ha da prendere le mosse dalla radice. L’intera concezione del campo della vita, che rientra nel sesto comandamento, è infettata da ciò che si potrebbe chiamare «il matrimonio in film»‚ il quale altro non è se non una irriverente e impudica mostra delle contaminazioni del matrimonio e delle infedeltà coniugali, che trascina a vedere le nozze svincolate da ogni legame morale, soltanto come scena e fonte di piacere sensuale, e non come opera di Dio, come santo istituto, ufficio naturale e felicità pura, in cui l’elemento spirituale sempre sovrasta e domina, come scuola e in pari tempo trionfo di un amore fedele fino alla tomba, fino alla porta dell’eternità. Far rivivere tale visione cristiana del matrimonio fra i fedeli non è forse un dovere della cura delle anime? È Continua a leggere
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Papa Pio XII: Roma centro e madre della civiltà cristiana

Per la città di Roma la santificazione delle feste prende anche e possiede una sua nota e un suo aspetto speciale. Roma è il centro della Chiesa cattolica; città santa, per la copia dei suoi monumenti cristiani e dei suoi ricordi storici, per le sue Basiliche, per le sue funzioni sacre e solenni, a cui in tempo di pace da ogni parte affluiscono i fedeli, che nel loro concetto e nel loro cuore la venerano come ispiratrice, animatrice e glorificatrice di santità. Quale penosa delusione sarebbe per tutti coloro, nella cui patria il precetto domenicale viene pienamente rispettato, osservato e mantenuto, se qui in Roma non trovassero altro che una delle tante grandi città, le quali con la loro profanazione delle feste sono corresponsabili nel disfacimento dell’ordine mondiale cristiano?
[Dal Discorso di Sua Santità Pio XII ai parroci ed ai quaresimalisti di Roma, martedì 23 febbraio 1944; cf. Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, V, Quinto anno di Pontificato, 2 marzo 1943 – 1° marzo 1944, pp. 185-207. Tipografia Poliglotta Vaticana. Documento ricco di infallibili sentenze ed attualissimo].
fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2138-papa-pio-xii-roma-centro-e-madre-della-civilta-cristiana.html
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Papa Pio XII: Insegnamenti sul settimo dei Comandamenti

(…) I tempi di scosse e di perturbamenti economici (…) esigono doppiamente l’esatta osservanza del settimo e del quinto comandamento concernenti i beni e la vita del prossimo, perché altrimenti troppo grande diviene il pericolo che lealtà e fedeltà di agire e di trattare vicendevolmente svaniscano a tal segno da rendere poco meno che impossibile e insopportabile il vivere civile. [È necessario contrastare] la disonestà nel maneggio degli affari, il temerario e perverso sfruttamento delle difficoltà presenti, e particolarmente l’imposizione di prezzi esorbitanti e l’illecito accaparramento delle cose necessarie alla vita (…): violazioni di giustizia che gridano verso Dio. Ognuno vede e comprende quanto sia necessario di prevenire simili tentazioni e vigilare se stessi, non solo con la coscienziosa probità nei rapporti di mio e tuo, ma altresì con imperturbato e vivo senso e generosa mano per tutto ciò a cui inclina e sospinge la carità cristiana e che la giustizia sociale domanda. Dalle opere di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi e i carcerati, – oh, come tutti questi dolori e affanni dalla vicina realtà risuonano nell’ora presente alle nostre orecchie! – non dipendono forse, secondo la solenne assicurazione di Cristo, nell’estremo giudizio la benedizione o la maledizione, il gaudio o il dolore per tutta l’eternità?
[Dal Discorso di Sua Santità Pio XII ai parroci ed ai quaresimalisti di Roma, martedì 23 febbraio 1944; cf. Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, V, Quinto anno di Pontificato, 2 marzo 1943 – 1° marzo 1944, pp. 185-207. Tipografia Poliglotta Vaticana. Documento ricco di infallibili sentenze ed attualissimo].

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2140-papa-pio-xii-insegnamenti-sul-settimo-dei-comandamenti.html

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