Nessuna libertà per i dissidenti

di Alessio Mannino
Nessuna libertà per i dissidenti
Fonte: L’intellettuale dissidente
Il più freddo di tutti i mostri, diceva Nietzsche dello Stato – e non sapeva cosa sarebbe stato il Mercato… L’ultimo a voler mettere le manette alla libertà di espressione è la Polonia governata dalla destra catto-nazionalista: vietato affermare che i campi di sterminio nazisti furono polacchi. Messa così, sembrerebbe lo stupido che cerca di abolire per decreto una stupidaggine: i lager furono indubitabilmente tedeschi, definirli in altro modo sarebbe semplicemente una falsità o un’inesattezza. Ma a meno di non essere sotto giuramento in un processo, sanzionare col carcere chi dichiari il falso (ora va di moda chiamarle fake news), è pretendere di ingabbiare quanto di meno ingabbiabile, comprimibile e reprimibile ci sia: il pensiero.
Anche quando fosse un pensiero infondato e palesemente idiota. Dice: ma che ingenuo, è dall’alba dei tempi che il Potere cerca di negare, spesso o quasi regolarmente riuscendoci, la circolazione di fatti e idee sgradite. Certamente. E qualora non si autoproclamasse democratico, non vi sarebbe problema: in dittatura, sotto un monarca assoluto o con l’Inquisizione imperante, si sapeva che certe cose si poteva pensarle ma non dirle, però quanto meno si aveva a che fare con un oppressore odioso sì, ma coerente coi suoi princìpi. Se però, come a Varsavia, ci si bea di considerarsi democratici, allora ogni forma di censura diventa inammissibile. Continua a leggere

Condividi

Migranti, ecco la "nuova rotta balcanica" verso l'Europa

Secondo la stampa croata sarebbe in aumento il numero dei migranti che cercano di raggiungere l’Europa Occidentale attraversando Albania, Montenegro, Bosnia, Croazia e Slovenia
di Alessandra Benignetti
Nonostante il patto da sei miliardi di euro tra Bruxelles e Ankara per contenere il flusso dei migranti e integrare 3,7 milioni di profughi siriani in territorio turco, gli sbarchi verso le coste della Grecia continuano.
È dell’inizio di febbraio la notizia del naufragio di un’imbarcazione di piccole dimensioni con a bordo 84 migranti siriani a largo di Mersin, nel sud della Turchia. La tragedia è stata evitata grazie all’intervento della guardia costiera turca. Dopo essere stati tratti in salvo, i profughi sono stati identificati e posti in stato di fermo temporaneo. Ma come loro, in molti, soprattutto afghani, pakistani e siriani, non si rassegnano e sfidano i controlli per intraprendere la lunga marcia verso l’Europa Occidentale. La meta è sempre la stessa. A cambiare, invece, è l’itinerario. Continua a leggere

Condividi

Scempio a Latina: profanata la stele in onore di Norma Cossetto, martire delle Foibe

http://www.iltempo.it/resizer/600/315/true/1518366503517_1518366522.jpg--scempio_a_latina__profanata_la_stele_in_onore_di_norma_cossetto__martire_delle_foibe.jpg?1518366523000

Scempio a Latina

Dopo la scoperta dell’ignobile gesto il monumento è stato ripulito

Era stata inaugurata solo ieri, per la Giornata del Ricordo, la stele in memoria di Norma Cossetto. Ma il monumento che Latina aveva tributato alla giovane istriana martire delle Foibe è stato già profanato, imbrattato dal simbolo dell’anarchia disegnato con vernice rossa. Dopo la scoperta, questa mattina, dell’ignobile gesto la stele è stata ripulita dall’amministrazione comunale.
“La profanazione della stele alla memoria di Norma Cossetto inaugurata solo ieri a Latina è il segno di una furia ideologica stupida e cieca, alimentata da un clima di contrapposizione che non ha ragion d’essere”, dichiara l’ex sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo commenta il gesto vile e vigliacco contro la memoria della giovane vittima delle foibe con l’apposizione di simboli anarco-comunisti.
“Con quel gesto – conclude Zaccheo – la povera Norma Cossetto è stata uccisa due volte. Prima nell’eccidio delle foibe, poi nel gesto vile vigliacco contro la sua memoria e contro le vittime di quelle stragi. Latina, città dell’accoglienza che ha dato rifugio a migliaia di famiglie espiantate dalle loro terre dalla furia cieca dei partigiani comunisti italo-jugoslavi di Tito, non può tollerare la stupidità di questo gesto. Mi auguro e spero che l’amministrazione comunale intervenga con una ferma condanna, oltre che con il ripristino immediato della stele e che vengano al più presto individuati gli autori di questo scempio”.

http://www.iltempo.it/cronache/2018/02/11/news/scempio-a-latina-profanata-la-stele-in-onore-di-norma-cossetto-martire-delle-foibe-1049886/ Continua a leggere

Condividi

Accoglienza negli hotel di lusso. La vita dei migranti? È a 4 stelle

Dal “Canova” di Vicenza all’albergo “Belvedere” a Corleone. Ecco le strutture di eccellenza destinate ai richiedenti asilo
di Nino Materi
I salumieri dell’accoglienza un tanto all’etto e i prestinai del buonismo un tanto al chilo, oggi non trovano niente di meglio che affettare sottili distinguo sulla notizia pubblicata ieri dal Giornale.
Titolo: «Nell’hotel a 4 stelle del profugo accusato»; catenaccio: «Lucky Awelima era ospitato a spese dello Stato in un comodo hotel da cento euro a notte». I nostri social-detrattori precisano che «la matrimoniale non costa 100 euro, ma solo 83 euro», che «le camere non sembrano di un 4 stelle» e che «l’arredamento è da anni ’70». Ci mancava poco che qualcuno scrivesse che Lucky, in realtà, viveva in una topaia.
Ricordiamo a tutti che Awelima non è un «profugo» qualsiasi e non è «accusato» di un reato qualsiasi. Si tratta infatti del nigeriano, sospettato di essere il «macellaio» della povera Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi a Macerata.
Awelima è un «irregolare» – finto profugo (ma sospettato di essere un killer vero) – che lo Stato italiano da un anno e mezzo mantiene vitto e alloggio in un albergo a quattro stelle, l’hotel Recina, tra Montecassiano e Macerata. Continua a leggere

Condividi

Pamela, il "profugo" nigeriano viveva in un hotel a 4 stelle (a spese nostre)

http://www.secoloditalia.it/files/2018/02/lucky-Awelima-nigeriano-Pamela-Mastropietro.jpg

Lucky Awelima era ospitato in un albergo a 4 stelle tra Macerata e Montecassiano, l’hotel Recina. Ora è in carcere per l’omicidio di Pamela Mastropietro

CONTINUA SU:
http://www.secoloditalia.it/2018/02/pamela-il-profugo-nigeriano-viveva-in-un-hotel-a-4-stelle-a-spese-nostre/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook Continua a leggere

Condividi

Pamela Mastropietro, il criminologo Meluzzi sospetta: "Dietro la sua morte c'è la mafia nigeriana"

Risultati immagini per pROF. mELUZZII terribili dettagli emersi sin dai primi giorni di indagine sull’omicidio di PamelaMastropietro indicano con chiarezza, secondo il criminologo AlessandroMeluzzi, chi sia stato a fare a pezzi la 18enne di Roma ritrovata a Macerata. In un video realizzato con Guido Crosetto, e diffuso su Picchionews, Meluzzi rimette insieme i pezzi e punta il dito contro a mafia nigeriana: “Siamo di fronte a una criminalità pericolosissima. Una delle più pericolose del mondo. Forse anche più della mafia cinese. La povera Pamela – aggiunge Meluzzi – è stata attirata in una casa da un gruppo di spacciatori nigeriani, a mio modo di vedere sicuramente violentata e sicuramente uccisa perché di certo non è morta di overdose anche se di questo non troveremo mai una prova, sezionata come ha detto il medico legale con una perizia che avrebbe richiesto ai medici ore e ore di lavoro con gli strumenti di una camera settoria”.
Gli indizi sulla terribile vicenda di Macerata, secondo Meluzzi lascia pochi dubbi: “Si collega a prassi che nella mafia nigeriana sono tutt’altro che rare, come ad esempio il cannibalismo rituale. il fatto che manchino organi ha come ipotesi probabile che possano essere stati mangiati perché mangiare organi della vittima è uno strumento per il mafioso nigeriano per acquisire forza, potere, coraggio, secondo delle pratiche rituali cannibalistiche che fanno parte di sette come Black Axe”.
GUARDA IL VIDEO DEL PROF. MELUZZI:
http://tv.liberoquotidiano.it/video/italia/13308590/pamela-mastropietro-meluzzi-criminologo-mafia-nigeriana-cannibali-organi-macerata.html?wt_mc=sfoglio Continua a leggere

Condividi

La rete africana che ha aiutato il «mostro» in fuga

Lucky Awelima, nigeriano fermato in stazione Centrale è sospettato di essere “il macellaio” che ha fatto a pezzi Pamela
di Paola Fucilieri
Milano – C’è chi obietterà che in campagna elettorale è la passerella più calcata e «comoda» per leader politici come il leghista Matteo Salvini o il sempreverde Riccardo De Corato (FdI), per molti interessati a farla rimanere un ghetto.
Oppure che anziché sfruttare la ricchezza di etnie, culture, comunità e tradizioni estremamente diverse tra loro, si tenda ad affossarla definitivamente come l’area più pericolosa della periferia nordorientale di Milano. Un luogo dove imperano spaccio e case occupate da immigrati pronti a tutto, anche a ospitare pregiudicati e terroristi in transito, fuggitivi in cerca della quiete di un sicuro e anonimo rifugio in attesa che altrove si chetino le acque. Eppure anche per i nigeriani coinvolti a Macerata nella terribile fine della 19enne romana Pamela Mastropietro – uccisa con due coltellate all’addome prima di essere fatta a pezzi e gettata nelle campagne di Pollenza, nei pressi di Macerata – la «rete» di via Padova sembra essersi rivelata ancora una volta determinante. Continua a leggere

Condividi

La telefonata di Putin a Netanyahu ferma le bombe israeliane in Siria

LAPRESSE_20180129172246_25571588È la domanda che molti si sono posti questo fine settimana: come mai la Russia permette a Israele di bombardare le postazioni governative in Siria? La risposta è semplice: Vladimir Putin non può perdere un alleato come Israele. I legami storici tra i due Paesi sono profondi – un sesto della popolazione israeliana è costituita da russi di origini ebraica – e Tel Aviv è uno degli attori chiave della regione. Andare allo scontro frontale sarebbe una follia (se non un suicidio politico).
Ma la “linea rossa” sarebbe stata oltrepassata questo fine settimana, quando le forze siriane hanno abbattuto un F16 israeliano che aveva condotto attacchi contro “obiettivi iraniani” in Siria.Secondo quanto riporta Haaretz, il presidente russo avrebbe chiamato il premier israeliano per chiedergli di evitare mosse capaci di condurre a “nuove e disastrose conseguenze per la regione”. Conseguenze che riguardano non solo gli alleati sciiti di Mosca, ma anche (e soprattutto) le stesse truppe russe presenti in Siria. Questo invito, secondo quanto riporta il quotidiano israeliano, sarebbe stato accolto da Tel Aviv. Continua a leggere

Condividi

Siria, Israele cerca di imporsi ma è Putin che guida il gioco

LAPRESSE_20180210123150_25655290Gli attacchi in Siria e lo scontro sull’influenza iraniana nella regione rendono sempre più accesa la sfida tra Israele e Russia per il controllo della guerra e della regione. Uno scontro che dura ormai da mesi e che sia Putin che Netanyahu non sembrano riuscire a limitare per le esplicite divergenze d’interessi fra Mosca e Tel Aviv su come deve essere gestita e  conclusa questa travagliata guerra che appare sempre più interminabile e densa di complicazioni. Israele, a detta dei media israeliani, vorrebbe imporre alla Russia e a tutti gli attori in gioco nella regione una serie di “linee rosse” per limitare l’influenza dell’Iran e della milizia di Hezbollah in Siria. Tuttavia, come riporta Haaretz, Israele non può farlo senza l’accordo con la Russia. E questo resta un problema poiché, come ormai è chiaro da anni, è soprattutto il presidente russo Vladimir Putin “a guidare il gioco” nel Paese arabo. Continua a leggere

Condividi

L'EX GIP CARRERI: «IL MIO REINTEGRO FU BLOCCATO DA BELLOMO»

https://www.alganews.it/wp-content/uploads/2018/02/mario-minicelli-cecilia-carreri.jpg

DI MARCO MILIONI

Cecilia Carreri è il giudice vicentino che ben prima della deflagrazione dell’affaire BpVi cercò di fare chiarezza sull’istituto bancario berico pagando il prezzo salatissimo di una esclusione dalla magistratura. Che proprio Carreri (in foto a destra con Mario Monicelli, oggi scomparso) ritiene illegittima tanto da avere avviato un contenzioso per il reintegro.

CONTINUA SU:
https://www.alganews.it/2018/02/09/lex-gip-carreri-mio-reintegro-fu-bloccato-bellomo/ Continua a leggere

Condividi
1 118 119 120 121 122 123 124 137