CATTIVI MAESTRI
Segnalazione Linkiesta

CATTIVI MAESTRI
Segnalazione Linkiesta

Fabio Massimo Castaldo
di Simona Pletto
Il bestiale delitto consumato nella mansarda degli orrori a Macerata, la mattanza inflitta da tre africani sul cadavere della bella 18enne Pamela Mastropietro, fatta a pezzi il 30 gennaio scorso e chiusa dentro a due valigie abbandonate sul ciglio della strada e tutto questo senza ancora un perché, ha puntato i riflettori su un’allarmante realtà: la mafia nigeriana. Gruppi criminali che continuano a distinguersi per le modalità particolarmente aggressive con le quali commettono reati.
Una struttura ben organizzata e radicata, secondo il generale Antonio Basilicata, capo reparto preventivo della Direzione investigativa antimafia (Dia). Basilicata guida anche la Divisione analisi, dove si studiano le strutture criminali e mafiose straniere.
Generale, si sta parlando molto di mafia nigeriana. Come si sta muovendo nelle nostre città?
«Il fenomeno è noto da anni. C’è addirittura una sentenza della Cassazione del 2007 che ha riconosciuto a queste organizzazioni criminali il 416 Bis. Stessa sentenza è stata emessa nei tribunali di Torino, Brescia, Milano. Poi ci sono i casi come Castel Volturno, dove nel 2008 si sono messe in seria relazione due sodalizi criminali e sono morti sei nigeriani. Questo perché si muovono come affiliati alla mafia, a volte in alcune città del sud stringono anche accordi con i clan, con le cosche, in altre agiscono in modo autonomo, facendo leva solo sui legami con i connazionali. La differenza rispetto alla mafia italiana è che i nigeriani esaltano la componente mistico-religiosa». Continua a leggere
L’ex procuratore Roberti: ha siglato accordi sulle espulsioni e non li rispetta
di Lodovica Bulian
«Sapete che abbiamo una comunità criminale nigeriana in Italia che fa paura? Ma i nigeriani in Italia non commettono reati in danno di soggetti italiani.
Loro si fanno le guerre tra di loro, trafficano in droga, prostituzione, ma non attaccano il territorio. Speriamo non accada». Sono passati solo pochi mesi da quando l’allora procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, avvertiva in audizione il comitato parlamentare Schengen, della pericolosità della criminalità proveniente dalla Nigeria. E quel timore si è realizzato a Macerata. L’allarme sul fenomeno nigeriano sta nel carattere violento, nel metodo mafioso unito a riti sacrificali, e nella capacità di queste associazioni a delinquere di nutrirsi delle masse di migranti dall’Africa. E nel fatto che i sodalizi nigeriani appaiono «ancora più strutturati delle mafie italiane». Continua a leggere
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Dio benedica tutti i benefattori!
Sul sito è disponibile il numero 100 (del giorno 18 febbraio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Soci e Sostenitori.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 100. I razionalisti e la vita di Gesù (Terza parte);
– Sant’Onesimo, Vescovo e Martire;
– Preghiera ai Santi Faustino e Giovita, Martiri;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Eraclio;
– Preghiera per il Mercoledì delle Ceneri;
– Rinnovo tessera e nuove iscrizioni anno 2018;
– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 125, 126 e 127;
– Preghiera ai Sette Santi Fondatori, Confessori;
– Sant’Alfonso: Il prezzo del tempo. Parte quinta;
– Leone XIII: Ogni forma politica è buona in se stessa;
– Teologia Politica 90. Il “democristiano” distoglie dalla giusta battaglia politica;
– Racconti miracolosi n° 48. Il Card. Guglielmo Massaia miracolato da San Giuseppe.
Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di san Giovanni di Dio.
Ossequi, Carlo Di Pietro.
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A cinque giorni dall’udienza del processo che lo vede imputato per diffamazione ai danni di un esponente dei Radicali, per averlo definito in un libro di sei anni fa come “servo sciocco”, il dott. Danilo Quinto arriva a Verona per presentare la sua ultima fatica: “Eurislam – l’ivasione dell’Europa ed il crollo dei valori occidentali” (Arkadia Edizioni). La sala è colma e alcuni sono costretti ad assistere in corridoio.
Il Circolo Christus Rex-Traditio ha organizzato l’evento in Via Albere 43 presso la sede del Gruppo Sportivi Veterani Veronesi di cui fa parte dall’Agosto del 2016. Il Presidente del G.S.V.V. Pierluigi Tisato ha fatto gli onori di casa, mentre i nostri militanti si sono adoperati affinché il pomeriggio uggioso e denso di iniziative nel veronese si svolgesse al meglio.
Simone Costa ha presentato e introdotto l’autore del libro, offrendo la solidarietà e la vicinanza, non solo in unione di preghiere, da parte di “Christus Rex” in vista del suddetto processo, all’amico e collaboratore di questo sito. “Chi è tra i principali responsabili della morte di centinaia di migliaia di bambini tramite l’aborto, viene, invece, esaltato come fosse un eroe…” (video della prima parte della presentazione e alcune foto possono essere consultate sulla pagina Facebook di Christus Rex :https://www.facebook.com/Traditio.Verona.it/ mentre chi fosse interessato all’acquisto del libro può scrivere a christusrex@libero.it ). Continua a leggere

Prosegue la Rubrica quindicinale in ESCLUSIVA per Agerecontra.it da parte di un famoso scrittore, che ama firmarsi “Longino” e che sa bene di cosa parla, in ogni suo pungente articolo d’attualità…
QUINTA COLONNA
di Longino
Gongola Emma Bonino in vista delle elezioni del 4 marzo. Nonostante le scomuniche che riceve quotidianamente dal Partito Radicale Transnazionale. Gli eredi di Pannella, infatti – titolari di quella Radio che riceve ogni anno dallo Stato 10 milioni di euro per la sua attività – non ci stanno al suo monopolio della storia radicale, affermano per ogni dove, sfrattandola anche dalla sede e protestando per essere stati cancellati dall’informazione radiotelevisiva, mentre lei impazza per le televisioni e sulla carta stampata. Dopo l’ottuagenaria Ornella Vanoni al Festival di Sanremo, persino il New York Times, con una corrispondenza da Roma, si è occupato di lei, sottolineando “la fede europeista e l’impegno per i diritti civili che ha caratterizzato l’intero percorso politico della ex commissaria europea ed ex ministro degli Esteri”. Il titolo dell’articolo pubblicato dal giornale americano – “Ha conquistato i cuori degli italiani. Ma può conquistare i loro voti?” – assomiglia molto all’abitudinaria dichiarazione della Bonino ogni volta che si avvicinano le elezioni: “Amatemi di meno. Votatemi di più”. Questa volta, ha rincarato la dose e si è rivolta a quei ragazzi italiani che per tutta la sua vita politica, propagandando l’aborto, ha cercato di non far nascere, dicendo loro: “Voi non siete stati bravi a nascere in Italia. Non siete talentuosi a vivere in una famiglia che vi compra i vestiti e vi manda a scuola. Avete avuto solo fortuna. Il minimo che possiate fare è assumervi qualche responsabilità, compresa quella di votare”. Continua a leggere
di Maurizio Blondet

Fonte: Maurizio Blondet
È una biografia scritta da Hubert Seipel, giornalista di lungo corso. È stato corrispondente dall’estero per Stern e Der Spiegel, prima di dedicarsi alla televisione.
È stata sua la prima intervista diffusa in tutto il mondo ad Edward Snowden.
Dopo avergli dedicato un documentario trasmesso da ARD, la più importante TV pubblica tedesca, Seipel ha intervistato diverse volte Putin.
Il libro è il frutto di anni di interviste, analisi, conversazioni, conoscenza.
In Italia è stato pubblicato da Piemme. Continua a leggere
di Alain de Benoist

Fonte: Il giornale del Ribelle
Contro che cosa ci si deve ribellare al giorno d’oggi? Di fronte all’ascesa del pensiero unico, di fronte al gonfiarsi di un’onda straordinaria di ciò che non esitiamo a chiamare il conformismo planetario, di fronte alle diverse patologie che affliggono le nostre società, di fronte alle varie minacce che su di esse gravano e che oscurano il loro avvenire, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Mi sembra tuttavia che la maggior parte di questi fenomeni ai quali tentiamo di opporci abbia una causa comune. Mi sembra cioè che questi fenomeni si rivelino come conseguenze di un’ideologia ben precisa, secolare e multiforme, che propongo di chiamare “l’ideologia dell’Identico”. L’ideologia dell’Identico è un’ideologia che si sviluppa a partire da ciò che c’è di comune in tutti gli uomini. Più precisamente, si sviluppa tenendo conto solamente di ciò che gli uomini hanno in comune ed interpretandolo come l’Identico, e ciò significa, in altre parole, che una tale ideologia non può che aspirare all’appiattimento. L’Ideologia dell’Identico fa spesso riferimento all’uguaglianza, ma ad un’uguaglianza puramente astratta: in assenza di un criterio preciso che permetta di determinarla concretamente, l’uguaglianza non è altro, infatti, che un diverso nome dell’Identico. L’ideologia dell’Identico considera dunque l’uguaglianza universale tra gli uomini come un’uguaglianza in sé, slegata da ogni elemento di concretezza che permetterebbe di accertarla. È un’ideologia allergica a tutto ciò che specifica e caratterizza la singolarità, che interpreta ogni distinzione come potenzialmente spregiativa, che considera le differenze contingenti, transitorie, inessenziali o secondarie. Il suo motore è l’idea di Unico, che è ciò che non sopporta l’Altro, e intende ridurre tutto all’unità: Dio unico, civiltà unica, pensiero unico. […] Continua a leggere

Domani, SABATO 17 FEBBRAIO ORE 17.30 in Via Albere 43 presentazione del libro “EURISLAM” con l’autore Danilo Quinto Continua a leggere
Noi del Circolo Christus Rex – Traditio, ringraziando dell’invito pervenuto anche dall’amico Andrea Giovanazzi, parteciperemo oggi, in quanto domani abbiamo da tempo fissato la presentazione libraria di “Eurislam” con l’autore Danilo Quinto, alle 17.30 in Via Albere 43 (come da locandina sul lato destro del sito)
di Toni Brandi
Il 16 e 17 febbraio avrà luogo il 1° Festival internazionale per la Vita presso il prestigioso Auditorium della Gran Guardia, P.zza Bra, di Verona. Un evento imperdibile nel panorama prolife italiano.
La partecipazione all’evento è completamente gratuita (incluso il buffet in omaggio).
Durante la prima “Giornata Culturale”, oggi venerdì 16 febbraio dalle ore 18.00 alle 22.30, interverranno medici, accademici e testimoni come: il dott. Antonio Oriente, il dott. Xavier Dor, il dott. Bernard Gappmaier, il prof. Giuseppe Noia e Gianna Jessen. Continua a leggere
di Sara Bianchi
Giovedì 31 Marzo la Corte di Appello di Bruxelles ha dato il via libera alla consegna di Salah Abdeslam (noto per gli attacchi terroristici di Parigi) alle autorità francesi. Il terrorista è stato infatti trattenuto, dopo la sua cattura, nella zona di massima sicurezza della prigione di Bruges e, a seguito degli attentati in Belgio, ha invocato il diritto al silenzio e tramite il suo avvocato ha chiesto di essere estradato in Francia.
Quando avverrà il trasporto ed il mezzo prescelto sono notizie che rimarranno segrete fino all’ultimo minuto per evitare tentativi di evasione o, peggio, un nuovo attacco terroristico.

La procedura riguardante la consegna di Salah alla Francia non può però essere inserita propriamente all’interno del processo di estradizione in quanto, dal 13 giugno 2002, con la decisione quadro 2002/584/GAI dell’Unione Europea, è stato creato, per rendere la cooperazione tra i paesi più agevole, lo strumento del mandato di arresto europeo cui l’Italia ha dato attuazione con l. n. 69/2005.
Il funzionamento del mandato può essere riassunto in questo modo: “Una persona che ha commesso un reato grave in un paese dell’Unione Europea (UE) ma che vive in un altro di essi può essere rinviata al primo paese per essere sottoposta a giudizio rapidamente e con pochi oneri amministrativi.” Continua a leggere
I pm indagano sui contatti tra i tre nigeriani fermati per la morte di Pamela a Macerata: tra i tre oltre 400 contatti in poche settimane
di Chiara Sarra
Chiamate e messaggi per un totale di oltre 400 contati in due mesi. Tanti sono i fili che collegano Innocent Oseghale, Desmond Lucky e Awelima Lucky, i tre nigeriani in carcere per la morte di Pamela Mastropietro a Macerata.
Come racconta il Corriere, soltanto il 30 gennaio – giorno del ritrovamento del corpo – tra Innocent e Desmond ci sono state ben diciassette chiamate. “Abbiamo parlato solo di scommesse, io non ci sono mai entrato nell’appartamento di via Spalato. Non ho ucciso Pamela, non l’ho neanche mai conosciuta”, avrebbe detto agli inquirenti il secondo fermato. Eppure proprio lui avrebbe portato a casa di Oseghale una delle due valigie in cui è stato nascosto il cadavere fatto a pezzi di Pamela. Il gip, oltre a spiegare che sia Desmond sia Lucky devono rimanere in carcere per il pericolo di fuga e per la gravità di quello di cui sono accusati, avrebbe anche sottolineato come ai fini della decisione siano state prese in considerazione le ragioni di ordine pubblico collegate alla vicenda. È rimasto invece zitto davanti al gip Awelima, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Continua a leggere
Dopo Oxfam anche Medici senza frontiere ammette: “Da noi 24 casi di abusi, 19 operatori già licenziati”
di Fausto Biloslavo
E adesso salta fuori che pure i duri e puri di Msf, i Medici senza frontiere, hanno le mele marce in casa, che si sono macchiati di molestie e abusi sessuali.
Solo lo scorso anno la potente Ong ha registrato 24 casi a luci rosse, in gran parte fra membri dello staff. Non è escluso, però, che riguardino pure personale locale assoldato in zona di guerra o emergenza. Non solo: Msf ammette che due casi coinvolgono direttamente le vittime «cioè pazienti o membri della comunità» dove intervengono i Medici senza frontiere. Non ha la schiena poi così dritta la grande Ong, che ci porta i migranti dei barconi in casa rifiutando di firmare il codice di condotta del Viminale e denuncia gli stupri nei centri di detenzione in Libia come se fosse colpa dell’Italia. Continua a leggere
Un think tank israeliano non ha escluso, da parte sua, una implicazione del movimento iracheno Al Nuyaba in quella che è stata definita una disputa tra Iran ed Hezbolah da una parte e Israele dall’altra. Al Nuyaba è una formazione che forma parte del “Hashid al Shaabi” il poderoso esercito sciita adeestrato dall’Iran, e possiede grandi capacità militari che ha utilizzato con efficacia contro il gruppo terrorista del Daesh.
Il Centro di informazioni sull’Intelligence israeliana ha pubblicato il 24 dicembre una informativa che descriveva i profondi vincoli tra l’ Al Nuyaba e Irán ed il movimento Hezbolá. “Al Nuyaba è un importante gruppo sciita che dispone di profonde radici nell’Iraq”, ha affermato l’informativa, che aggiunge che il movimento iracheno si incarica di garantire la sicurezza della frontiera siriano-irachena e la rotta Damasco-Baghdad.In caso di guerra di Israele contro il Libano, risulta probabile che queste milizie, assieme con quelle di altri paesi, viaggeranno nel sud del Libano e nel Golan siriano per combattere al fianco di Hezbollah contro Israele. Questo potrà garantire una corrente continua di combattenti su questo fronte.
In uno dei suoi recenti discorsi, il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasralá, ha voluto avvisare Israele contro qualsiasi avventurismo militare nel sud del Libano. “Se Israele attacca il Libano, si troverà di fronte ad un Esercito completo di combattenti della causa della Resistenza che faranno fronte comune contro Israele”, ha puntualizzato Sayyed Nasralá.
Forze d’Intervento Rapido

Nel frattempo, l’Iran e la Russia stanno costruendo e addestrando una “forza di dispiegamento rapido” d’elite basata sugli sciiti iracheni. Una delle sue funzioni sarà quella di espandere il fronte contro Israele sia in Siria che in Libano. Si prevede che il prossimo arrivo in Siria della forza sciita irachena possa essere utilizzato per staccare una sezione per il servizio sul confine israelo-libanese. Il mese scorso un capo della milizia sciita irachena si è recato in Libano per ispezionare le posizioni israeliane su quel confine.Il gruppo iracheno è composto da 5.000 combattenti sciiti, che stanno seguendo un corso speciale di addestramento in Siria. Sono stati scelti da due milizie sciite irachene ad alte prestazioni: uno è il Nujaba di Kaabil (movimento della parte di Dio), che è la versione irachena del libanese Hezbollah ed è diretto da Sheikh Akram al-Kaabi. Dispone di quattro sottounità, la Brigata “Ammar Ibn Yasir”, la Liwa al-Hamad — Lode Brigata, la Liwa al-Imam al Hassan al-Mujtaba — l’Imam Hssan il Prescelto e la Brigata di Liberazione del Golan. Le altre milizie sono le Forze di Abud al-Fadl al-Abbas.

La grande differenza tra questa forza d’élite irachena e le altre milizie sciite che il comando unito della Resistenza schiera in Siria è che questa sarà dotata di una forza aerea, secondo le fonti di intelligence di Israele. Gli ufficiali delle forze aeree russe e iraniane stanno allestendo un’unità di aviazione formata da elicotteri da combattimento, composta da mezzi di assalto russo Mil Mi-17 e cargo choppers, nonché da elicotteri da attacco Shaed 285 iraniani.La maggior parte della nuova forza dovrebbe essere pronta per iniziare a spostarsi verso ovest nel corso di aprile e attraversare la Siria del sud-est nelle regioni di Abu Kamal e Deir ez-Zour entro l’inizio di maggio al più tardi. Finora, le forze americane schierate nell’Iraq occidentale e nella Siria sud-orientale, al centro di Al Tanf, hanno usato l’aviazione aerea e il fuoco dell’artiglieria per controllare l’avanguardia che proviene dal confine siriano.
Inutile dire che questa nuova realtà cambia lo scenario strategico del Medio Oriente e suscita profonda preoccupazione nei comandi israeliani. I responsabili militari di Tel Aviv sono ormai al corrente che la situazione è radicalmente cambiata e alle forze israeliane non sarà più consentito di compiere incursioni nel territorio del Libano dove troveranno ad aspettale un fronte compatto di forze che ha già dimostrato la sua efficacia nella lotta contro i terroristi del Daesh (ISIS) ben armati ed equipaggiati grazie agli apporti forniti da Arabia Saudita e servizi di intelligence USA.L’Asse della Resistenza (Hezbollah-Siria-Iran) si è di fatto ulteriormente potenziato con l’apporto di queste forze sciite irachene che avranno il loro peso nell’equilibrio della regione.
Fonte: Controinformazione.info

Il capo della potente milizia irachena Harakat al-Nujaba si è impegnato a schierarsi con il suo alleato libanese, Hezbollah, se scoppierà una nuova guerra con Israele. Lo riporta il The Times of Israel. Il segretario generale del movimento, Akram al-Kaabi, ha visitato nel pomeriggio di ieri la tomba del massimo comandante di Hezbollah, Imad Mughniyeh, pseudonimo Haj Radwan, per commemorare i dieci anni dalla sua morte avvenuta a Damasco. La commemorazione arriva durante la peggiore crisi militare fra Siria e Israele ma anche in una fase di estrema tensione fra Israele e Libano, con Hezbollah e le forze armate israeliane pronte a scendere di nuovo in guerra. Ma è una visita che dimostra anche l’assoluta solidità dell’asse sciita che da Teheran arriva nel Mediterraneo e dove le forze alleate dell’Iran hanno rinsaldato un’alleanza politica e militare che ora li porta ade essere tutti uniti in un fronte comune. Lo ha confermato al-Kaabi, che, a margine della cerimonia a Beirut, ha dichiarato: “Noi della resistenza irachena staremo con Hezbollah, e staremo con Hezbollah in ogni attacco israeliano o azione contro di essa“, dice Kaabi. Continua a leggere