Problemi nell’enclave spagnola: si sta avverando la profezia di Gheddafi?

Immagine correlataSegnalazione di R.G.

Giovedì più di 500 migranti africani hanno oltrepassato le barriere di separazione dell’enclave spagnola di Ceuta e si sono introdotti illegalmente in UE. Già nel 2011 quando sembrava che niente facesse presagire una crisi tanto grave, il leader libico Gheddafi quasi fu in grado di prevedere qualcosa di simile prima del suo assassinio.
Questo è riecheggiato nelle pagine dei giornali di tutto il mondo: di mattina presto la guardia civile spagnola e quella marocchina hanno tentato di impedire a centinaia di migranti con un temperamento aggressivo di oltrepassare il confine tra il Marocco e l’UE. Durante quello che sembra un attacco premeditato le forze dell’ordine sono state attaccate con lanciafiamme, escrementi e sostanze corrosive.
Le forze dell’ordine erano smarrite poiché, sebbene si fossero verificati attacchi a Ceuta anche in passato, i migranti non avevano mai avuto reazioni tanto violente. Nell’area circostante l’enclave spagnola aspettano la loro possibilità di entrare in Europa ancora decine di migliaia di poveri africani.

Sebbene il numero delle nuove richieste di asilo all’UE sia diminuito quest’anno, la crisi migratoria al momento sembra aver raggiunto il suo punto più alto. Centinaia di migranti hanno dimostrato di essere decisi ad entrare in UE e nessuno potrà fermarli.Spinti dalla disperazione e dalla fame sono pronti a mettere a repentaglio la loro stessa vita e la vita degli agenti di frontiera per entrare in Europa. Non accettano i “no”.
La violenza che impiegano contro la polizia è impressionante e dev’essere un segnale d’allarme per Bruxelles. Fino ad ora l’UE non ha risposto a questo incidente, ma, se a breve non sarà elaborato un concreto piano d’azione, vi è il rischio che la violenza e l’anarchia arrivino anche al cuore dell’Europa.
Ancor prima dell’inizio della guerra civile del 2011 il dittatore libico Gheddafi così ammoniva:

“Ascoltatemi bene. Se mi volete soffocare e destabilizzare, farete solo il gioco di Bin Laden e aiuterete i gruppi armati di rivoltosi. Succederà quanto segue. Verrete aggrediti da un’ondata migratoria proveniente dall’Africa che si riverserà in Europa dalla Libia. Qui non ci sarà più nessuno a fermarli”.

Al tempo Gheddafi probabilmente non avrebbe mai immaginato che solo 6 mesi dopo sarebbe stato ucciso dai rivoltosi per la strada dopo l’intervento della NATO. Ma col suo ammonimento Gheddafi aveva ragione sebbene questo non intende giustificare in alcun modo l’operato del despota libico.Fino al 2011 la Libia era il Paese africano più ricco e la meta agognata per le popolazioni eritree e nigeriane che facevano la fame.
Quanto alla popolazione la Libia rientrava fra i Paesi con più immigranti al mondo. Oggi la Libia è unо stato fallito nel quale vi è un doppio governo ma non vi è alcun ordine. Il fallimento di questo stato ha destabilizzato anche i Paesi vicini. Situazioni difficili si osservano praticamente dalla Nigeria alla Somalia. Durante la guerra civile la Francia e gli USA hanno attivamente rifornito di armi i ribelli libici che naturalmente dopo la fine della guerra non le hanno restituite. Le attrezzature militari degli arsenali di Gheddafi furono depredate. Così il Libia si venne a formare un vero e proprio “mercato delle armi”. L’organizzazione Humans Rights Watch ha così ammonito dopo la fine della guerra civile: “È la maggiore distribuzione di armi che abbiamo mai visto. Negli prossimi decenni sarà una minaccia per la regione”. Un simile sviluppo si poté osservare anche in seguito agli interventi americani in Iraq, Afghanistan e, prima dell’intervento russo, anche in Siria.

Oggi la maggior parte delle domande di asilo in Germania è presentata da profughi provenienti dai Paesi di cui sopra. Partono dall’Africa diretti in Europa soprattutto abitanti di Nigeria, Eritrea, Somalia e Chad. Più del 75% dei profughi che arrivano in Europa via mare partono dai porti libici.

La politica della cancelliera tedesca del “in qualche modo ce la faremo” ricorda l’impotenza dell’Impero romano poco prima della sua caduta. I romani non riuscirono a gestire la crisi migratoria quando i Goti erano alle porte e entrarono nell’Impero durante l’attacco degli Unni. Inizialmente i Goti furono accolti pacificamente, venne fornito loro del cibo, ma quando il flusso divenne troppo importante, i romani cominciarono una guerra per fermare i Goti.

Inoltre, le autorità romane corrotte tenevano per loro il cibo e, quando i Goti che abitavano a Roma si accorsero di questo trattamento ingiusto nei loro confronti, scoppiò un’insurrezione. Il celebre storico Alexandr Demandr ha elencato anche altre cause della caduta dell’Impero romano: “Decadenza, ingordigia, modo di pensare antiquato, immobilità e perdita della identità nazionale”. E oggi in Europa pare che molti cittadini dell’Unione ritengano che tutto sia a posto finché hanno un tetto sulla testa, possono andare a mangiare fuori e a farsi le vacanze. La caduta dell’Impero romano cominciò prima della crisi migratoria, dunque i parallelismi sono agghiaccianti. E la leggendaria citazione di Cicerone: “Quousque tandem abutere patientia nostra?” si rivela più attuale che mai se indirizzata alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al ministro degli Interni Horst Seehofer.

La politica di sicurezza della Merkel nei confronti dei migranti si distacca dalla politica del suo predecessore, l’ex cancelliere Willy Brandt: “Nella nostra società lavorano circa 2,5 milioni di persone che rappresentano altre nazioni. Siamo arrivati al punto di dover attentamente valutare dove si trovi il limite ultimo al di là del quale non possiamo più accogliere altre persone e la nostra responsabilità sociale finisce”.

Helmut Schmidt dieci anni dopo ammoniva:”Più di 4 milioni di stranieri sono il numero massimo per la società tedesca se non vogliamo avere seri problemi. Non saremo in grado di integrare più di 4,5 milioni di stranieri senza che si presentino conseguenze negative”. Oggi in Germania vivono 10,6 milioni di stranieri e non si parla più da tempo di confini sicuri. Horst Seehofer ha tentato insieme al cancelliere austriaco Sebastian Kurz e ai Paesi del gruppo di Visengrad di presentare un programma alternativo per la risoluzione della crisi migratoria. “I clandestini devono essere espulsi, la difesa dei confini va rafforzata. In Paesi terzi bisogna costruire centri di raccolta dei migranti a cui è stata rifiutata la domanda di asilo e l’agenzia Frontex deve essere convertita in una polizia frontaliera”.

Il punto principale di questo programma è la possibilità di presentare domanda di asilo nel Paese di origine. Dunque, dopo le insurrezioni di Ceuta sorge la domanda: cosa dovrebbero fare questi centri e come andrebbero difesi? La popolazione africana cresce molto velocemente ed entro il 2050 raddoppierà fino a raggiungere 2,5 miliardi. Il flusso di profughi spinti dalla fame, dai problemi economici, dalla corruzione e dalla mancanza di prospettive potrebbe aumentare. È molto probabile che i profughi non accettino il rifiuto della propria domanda di asilo e partano comunque per l’Europa.

In Siria vi è un barlume di speranza perché è lì che al momento si dirige buona parte dei profughi “europei”. Grazie al sostegno russo al presidente Bashar al-Assad è stato possibile scacciare in buona parte l’ISIS dalla Siria e interrompere la guerra civile. Dopo la visita della delegazione russa il presidente siriano ha confermato che a tutti i profughi “sarà garantito un rimpatrio sicuro”. Si sta già lavorando attivamente al rimpatrio dei profughi siriani dai Paesi vicini (Turchia, Libano e Giordania) affinché possano essere parte integrante della ripresa del Paese. Probabilmente in futuro sarà possibile dialogare con Assad per concludere accordi simile per il rimpatrio dei profughi.

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FMI ammette: Grecia sacrificata per salvare l'Euro

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FMI AMMETTE: LA GRECIA è STATA SACRIFICATA PER SALVARE L’EURO

MB. Posto qui questo importantissimo articolo di Evans-Pritchard perché dimostra le conseguenze disumane della dittatura tecnocratica –  ossia della perdita di sovranità su economia e moneta .  Gli Stati hanno ceduto potere e sovranità alle tecnocrazie non elette (autoselezionatesi) , in base   alla mitica credenza che i politici sbagliano per ignoranza o perché sono corrotti mentre i tecnocrati sono “scientifici”, …
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Bergoglio abolisce la "pena di morte", contro tutta la Tradizione della Chiesa

Segnalazione Zenit 

CONTRO LA TRADIZIONE DELLA CHIESA, CONTRO I DOTTORI DELLA CHIESA, CONTRO LA CORRETTA INTERPRETAZIONE DEL COMANDAMENTO “NON AMMAZZARE”, CONTRO S. TOMMASO D’AQUINO, BERGOGLIO INVENTA UN’ALTRA AMENITA’ PER LA SUA CHIESA, SEMPRE PIU’ LONTANA DAI DIRITTI DI DIO E SEMPRE PIU’ VICINA AD UN ASSURDO ANTROPOCENTRISMO DAL SAPORE LIBERAL-MASSONICO (N.D.R.)

“La pena di morte è inammissibile”

Nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica (conciliare, n.d.r.) sulla pena di morte Rescriptum “ex Audentia SS.mi”

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Luoghi comuni, falsi, bufale

del Prof. Luciano Pranzetti
“Luoghi comuni, falsi, bufale”, edizione in proprio, 2018, pp. 155, si può richiedere all’autore: lucianopranzetti@alice.it
E’ sorprendente come in un piccolo libro possano trovarsi raccolti così tante osservazioni di carattere linguistico, letterario, storico e di costume.
E’ quello che si constata nel leggere l’ultimo lavoro che il Prof. Luciano Pranzetti ha dato alle stampe col titolo Luoghi comuni, Falsi, Bufale, in cui sono presentati in maniera magistrale considerazioni, commenti e documentate precisazioni che costituiscono altrettanti spunti per dare il via a riflessioni e ad approfondimenti che potrebbero di riempire interi volumi.
Il libro è presentato con una pregevole prefazione del Prof. Ferdinando Bianchi, che introduce il lettore alla prosa ricercata e caustica di Pranzetti, evidenziando che questi «con il suo spirito guascone, i formidabili cromatismi del suo esclusivo codice comunicativo, i paradigmi, i contrappunti, i simboli, le tautologie, il vigore del suo frasario, la seduzione – ad se ducere – e il fascino del suo singolare, antonomastico vocabolario, la esemplare efficacia e il rigore semantico del suo periodare, pagina dopo pagina demoliva, frantumava l’inconsulto e già poco solido edificio di una supponente, fiacca, spocchiosa, ripetitiva e talvolta acritica e conformistica comunicazione, i simulacri stolti di una convenzionale storiografia, l’implosione di un senso storico privo di vere fondamenta scientifiche, di una letteratura sovente incolta, persino insolente e povera, mercificata e gravida di balle mediatiche e di significati reconditi, estemporanei e sovente anche incomprensibili: anteprima di un suo nuovo profluvio di genialità. Gli appunti sono diventati volume…»
Da parte sua, l’Autore, nella sua nota introduttiva, delinea lo scopo a cui mira il suo relativamente piccolo – per quantità e non per qualità – componimento:

«Con questo lavoro di semplice svago, non accademico e certamente non nuovo nel suo genere letterario ma utile all’intelletto, intendiamo smentire e/o chiarire alcuni stereotipi e luoghi comuni, falsi integrali, bufale, comportamenti che, per essersi da tempo consolidati, tanto nel parlar quotidiano che negli templi della cultura – accademie, scuole, massmedia – come l’essenza della sapienza stessa, passano per inconcussa e conclamata verità.»
Il libro si legge tutto d’un fiato, e ne vale la pena: come si coglie dai seguenti esempii.
Di “luoghi comuni”

“Alpinista morto per colpa di una valanga – Perde la vita per colpa di un’onda anomala – ennesimo grave incidente sulla curva maledetta”, e via incolpando. E’ ormai, simile linguaggio, di frequenza quotidiana, praticato nei tg i cui cronisti, nel dare la notizia, poggiano anche tono e accento su “colpa”. Bischerrima operazione semantica che applica alle cose inanimate i criteri etici esclusivi  dell’uomo e pertinenti la sua condotta, la sua coscienza, la sua responsabilità.

Di “falsi”

“Ferdinando II di Borbone: Re Bomba – Vittorio Emanuele II di Savoia: Re Galantuomo”.
In Sicilia, […] sotto la regia dell’Inghilterra che vuole accaparrasi il monopolio dello zolfo isolano… gli insorti hanno occupato Palermo e Messina. Il re Ferdinando II ordina e dirige le operazioni di recupero […] la flotta, appoggiata da 4 compagnie di “pionieri” […] comincia a bombardare la postazione… fuori Messina, fornita di 12 cannoni [occupata la postazione] 6400 soldati si mettono in marcia verso Messina, occupano il porto scontrandosi con le truppe dei rivoltosi […] l’8 settembre la città è liberata.
Pertanto, niente bombardamenti e niente città devastata come i gazzettieri della propaganda liberale e inglese si affrettarono a pubblicizzare.
[…]
Di contro a un falso ‘Re Bomba’ … sta un altrettanto falso ‘Re Galantuomo’ – Vittorio Emanuele II – ma vero ‘bombarolo’ […] non ci attarderemo […] sulle stragi di GaetaCivitella del Tronto (ottobre 1860/marzo 1861), di Palermo (settembre 1866) […] [de] l’orrore di Pontelandolfo e di Calsaduni dati alle fiamme, [de] l’abiezione dei campi di prigionìa sabaudi quali San Maurizio e Savona, quale il forte di Fenestrelle (To), nella Val Chisone dove, […] migliaia di meridionali, soldati, civili e soldati pontifici trovarono la morte e la ‘damnatio memoriae’ – perdita dell’identità – dacché i loro cadaveri vennero sciolti nella calce viva.
[…] Ricordiamo, di passaggio, la strage, comandata dal ‘galantuomo’, di circa 80 torinesi, uccisi dall’esercito e dai carabinieri durante le giornate dei moti popolari – 21-22 settembre 1864…
[…] Non diremo a lungo dei sequestri di giovani donne a scopo di libidine che il ‘galantuomo’, assecondato da Cavour, affidava al commissario di Polizia, Filippo Curletti…
[…] Parleremo invece, come esempio paradigmatico di nuda verità, dei fattacci di Genova – aprile 1849 – e delle brigantesche e sporche gesta dei bersaglieri di Alfonso La Marmora (1804-1878) ivi commesse…

Di “Bufale”

Il pittore Picasso era un appassionato frequentatore di corride … il 16 maggio 1920… il toro colpì mortalmente … il torero ‘Joselito’ […] Picasso, sconvolto dalla tragica morte del giovane idolatrato toreador, ne celebrò la memoria allestendo, immediatamente, una tela [7,77 metri per 3,49] zeppa di figure sghembe, dure, spigolose e asimmetriche… Terminata, la intitolò ‘Enmuerte del torero Joselito’.
[…] Nel 1937 infuriava, in Spagna, la guerra civile e il governo anarco-social-comunista chiese a Picasso di avere una sua opera da collocare nel padiglione repubblicano dell’Esposizione Universale che si sarebbe tenuta a Parigi nel 1938.
Picasso ebbe una trovata eccezionalmente scaltra: tirò fuori dal magazzino la vecchia tela, vi apportò qualche lieve variante, cancellandone l’originario nome, per uno più adatto alla richiesta governativa. E fu ‘Guernica’ – nome della cittadina basca bombardata il 26 aprile 1937 dall’aviazione italo-tedesca – tela che fu venduta al governo per l’astronomica cifra di 300.000 pesetas, corrispondente, più o meno, a circa un milione e mezzo di euri.
[…] Cuore a sinistra, portafoglio a destra.
Ed ecco l’elenco degli argomenti trattati dall’Autore.

LUOGHI COMUNI

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I retroscena sulla presidenza Rai

Mentre Marcello Foa dichiara di rimanere in veste di “consigliere anziano”, il solito ben informato D’Agostino racconta alcuni retroscena interessanti, di cui in parte eravamo a conoscenza pure noi (n.d.r.):
L’OPA OSTILE DI SALVINI SU “FORZA ITALIA”: LE PORTE DELLA LEGA SONO APERTE PER GLI AMMINISTRATORI LOCALI CHE DECIDONO DI MOLLARE BERLUSCONI – IL CAV, CHE AVREBBE VOLUTO MEDIARE SU FOA, ERA CON LE SPALLE AL MURO: TAJANI HA MINACCIATO LE DIMISSIONI IN CASO DI RESA A SALVINI – E CON LUI, IN PRIMA FILA, CONTRO LA LEGA C’ERA GHEDINI – IL RISIKO DELLE NOMINE

1 – BERLUSCONI TENTENNA, I SUOI SI RIBELLANO E TAJANI MINACCIA LE DIMISSIONI DA VICE

Amedeo la Mattina per “la Stampa”

salvini berlusconiSALVINI BERLUSCONI

Ora le porte della Lega si apriranno, anzi si spalancheranno per gli amministratori locali di Forza Italia. E secondo il Carroccio sono tanti coloro che bussano alla porta di Matteo Salvini, il «Capitano» che ha le vele politiche gonfie di buon vento elettorale. Mentre vedono quelle azzurre flosce, con l’ Ammiraglio dell’ ex nave azzurra in disarmo, svogliato, poco interessato alla battaglia navale d’opposizione nelle acque giallo-verde. Finora l’ accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini era di non farsi la guerra: nessuna apertura a parlamentari, a consiglieri regionali e comunali. Continua a leggere

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Sai qual è il problema dell'Africa?

Segnalazione di Redazione BastaBugie
di Costanza Miriano
L’incredibile racconto di un mio amico appena tornato da un lungo viaggio

(LETTURA AUTOMATICA)
Sai qual è il principale problema dell’Africa?
Il mio amico appena tornato da un lungo viaggio mi interroga, ma io sono preparata. Ho già pronta la lezione sullo sfruttamento delle risorse da parte dell’uomo bianco, la so, non l’ho capita bene ma la so dire. Ma prima che possa partire si risponde da solo. “E’ la stregoneria”.
E parte a raccontarmi una realtà incredibile, un mondo primitivo in cui se grandina forte e il raccolto è distrutto lo stregone sgozza un pollo, ne osserva il sangue e in base a quello decide quale donna andrà punita. Perché, si sa, è sempre colpa di una donna. Se c’è un uomo che odi con tutto il cuore, auguragli di rinascere donna in Africa, mi dice (non odio nessuno così tanto, e non credo nella reincarnazione, ma certo uno stage da donna africana per due mesi a qualcuno lo auspicherei, quasi quasi). La donna individuata come responsabile verrà cacciata dal villaggio, bandita, oppure a volte messa viva nell’acqua bollente o buttata nel fiume coi coccodrilli (se sopravvive era innocente). In certi casi, se la colpa della grandinata o di qualsiasi altro evento negativo verrà attribuita con certezza a lei – secondo una cultura per cui nulla succede per motivi naturali o spiegabili scientificamente – verrà uccisa e le verrà mangiato il cuore. Continua a leggere

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Putin: “Il cristianesimo è la radice dell’identità russa”


Peccato che si tratti di Ortodossia ovvero della Chiesa scismatica ed eretica ortodossa. Però il significato politico dell’affermazione è importante perché Putin lega al cristianesimo la radice dell’identità russa. Lo facessero anche in Italia…ovviamente non coi conciliari…(n.d.r.)
Segnalazione di G.B.
Il presidente della Russia indica la «cristianizzazione» come matrice identitaria del Paese, della sua forza e del suo protagonismo storico. Critiche e allarmi dai circoli che in passato sostenevano con slancio le «battaglie culturali» per riaffermare le radici dell’Occidente
di Gianni Valente per La Stampa
Domenica scorsa, nelle chiese della Russia, dell’Ucraina e di altri Paesi un tempo compresi nell’impero russo, tanti cristiani hanno celebrato la festa per i 1130 anni dal battesimo del principe Vladimir il Grande nelle acque del fiume Dnepr, rinnovando anch’essi le proprie promesse battesimali. Anche il presidente russo Vladimir Putin ha approfittato dell’anniversario di quell’evento storico – celebrato come l’inizio della conversione al cristianesimo degli slavi orientali – per ripetere con forza che proprio l a “cristianizzazione” del Gran Principe dell’antica Rus’ di Kiev e dei suoi sudditi rappresenta anche l’atto fondativo della «statualità russa», e la radice perenne che nutre l’identità del popolo russo e la sua missione storica nel mondo.
Putin – che dell’antico monarca battezzato a Cherson nel 988 porta anche il nome – ha riaffermato il legame a suo giudizio viscerale tra cristianesimo e identità russa intervenendo alla cerimonia svoltasi domenica a Mosca, alla presenza del patriarca Kirill, presso il monumento dedicato al principe Vladimir. Il discorso presidenziale, calibrato in ogni parola, ha riproposto ai massimi livelli la «cristianizzazione» come matrice identitaria della Russia, della sua forza e del suo protagonismo storico.   Continua a leggere

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Costanza Miriano a "Famiglia cristiana"

Segnalazione del Blog di Maurizio Blondet

COSTANZA MIRIANO A "FAMIGLIA CRISTIANA"

COSTANZA MIRIANO A “FAMIGLIA CRISTIANA”

di Costanza Miriano   L’ordine e l’intelligenza delle cose per fare la volontà di Dio SU 27 LUGLIO 2018 DA COSTANZA MIRIANO Trovo abbastanza insopportabile il tono che sui mezzi di comunicazione, soprattutto quelli cattolici, ha preso la discussione sul tema dell’immigrazione. Dico quelli cattolici perché a me di cosa pensano Soros e Repubblica e l’Espresso della “carità” importa pochissimo. Ma di come mettermi …
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Crisi finanziaria e crisi demografica

Risultati immagini per crisi demograficadi Andrea Cavalleri
L’ho accennato nel mio saggio sul liber-comun-ismo e devo questa spiegazione ai lettori.
La London school of economics ha prodotto una sorta di rudimentale teoria che scaricherebbe le colpe della crisi finanziaria dell’ultimo decennio sul calo della natalità.
Il ragionamento, molto semplice, suona così: meno nati significa che ci sono meno giovani a versare i contributi, mentre il numero dei pensionati non cala. Pertanto lo Stato deve svenarsi per pagare le pensioni e questo fatto accresce drammaticamente il debito pubblico e induce la crisi.
Questa spiegazione, suggestiva e a livello superficiale abbastanza attraente, è assolutamente sbagliata.
Per capirlo basta analizzare il meccanismo proposto nella sua interezza: se i giovani sono troppo pochi per pagare le pensioni agli anziani, significa che essi, pur lavorando come matti, non riescono a sostenere l’onere di mantenere gli impegni già assunti.
Quindi il sistema avrebbe la necessità di sfruttare al massimo il lavoro dei giovani nel tentativo di ripianare le uscite pensionistiche.
Al contrario noi osserviamo un sistema che, nei dati ufficiali ampiamente edulcorati, produce oltre il 30% di disoccupazione giovanile e che, in realtà, ne produce una percentuale prossima al 50%.
Quindi se il meccanismo economico in atto produce una forte disoccupazione giovanile non può essere, e non è, la mancanza di giovani a indurre la crisi, altrimenti tutti i giovani esistenti sarebbero occupati. Viceversa la sovrabbondanza di giovani rispetto ai posti di lavoro disponibili indica che, secondo il nostra sistema economico-finanziario, i giovani sono circa il doppio di quelli che dovrebbero essere. Continua a leggere

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Suona la sveglia per molti conciliari: basta 8×1000 a Bergoglio e linea sovranista!

Fedeli alla linea. Di Salvinidi Manuel Fondato
Viminale sommerso di messaggi di solidarietà. “Famiglia cristiana ti attacca? Infischiatene, noi credenti siamo dalla tua parte”
Una mano che si leva verso, il volto di uno sconcertato Matteo Salvini; sotto, il titolo: «Vade retro Salvini». La copertina di Famiglia Cristiana, com’era prevedibile ha scatenato numerose polemiche. «Niente di personale o ideologico. Si tratta di Vangelo» ha precisato il settimanale che, dopo l’ennesima tragedia di migranti morti in mare, ha fatto il punto sull’impegno della Chiesa italiana, «contro certi toni sprezzanti e non evangelici». «L’accostamento a Satana mi sembra di pessimo gusto. Io non pretendo di dare lezioni a nessuno, sono l’ultimo dei buoni cristiani, ma non penso di meritare tanto» la replica del Ministro degli Interni.
Ma il popolo cattolico da che parte si è schierato? A giudicare dalla mole di messaggi pervenuti direttamente a Salvini nettamente dalla sua parte. «Famiglia Cristiana oltraggia gravissimamente il Ministro degli Interni in carica. Famiglia Cristiana chieda pubblicamente scusa al Ministro degli Interni e agli Italiani e pubblichi in prima pagina il prete pedofilo di Calenzano…#castrazione #pretipedofili. Si emanino leggi pesantissime per i reati di Pedofilia» scrive Massimiliano. Continua a leggere

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