Draghi: sulla fine del QE "non è detta l'ultima parola"

Mario DraghiSegnalazione di Wall Street Italia
di Alessandra Caparello
L’inflazione è sulla giusta via ma “c’è ancora bisogno di misure accomodanti significative”. Torna a parlare di Quantitative easing il numero uno della banca centrale europea Mario Draghi nel corso del suo intervento al Forum economico di Sintra in Portogallo dove partecipano anche i suoi colleghi della Fed e della Bank of Japan, rispettivamente  Jerome Powell e Haruhiko Kuroda.
Per Draghi non è detta l’ultima parola in merito alla fine del Qe.

“Nel 2017 la crescita dell’Eurozona è stata superiore a quanto ci eravamo aspettati: la crescita su base annuale registrata nel quarto trimestre è stata la più forte in una decade. Ma nel 2018 la crescita ha rallentato e, fino ad ora, è risultata inferiore alle nostre attese (…) Riguardo la politica monetaria della Bce, come indicato la scorsa settimana il progresso realizzato sino ad ora verso un aggiustamento sostenuto dell’inflazione è stato sostanziale.La fine prevista dai nostri acquisti netti di attività a dicembre di quest’anno è soggetta al fatto che i nuovi dati macro confermino l’outlook di medio termine dell’inflazione. Inoltre il programma di acquisto di attività può sempre essere utilizzato qualora dovessero manifestarsi fatti contingenti che al momento non vediamo”.

Draghi ha sottolineato come la fiducia del ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo di lungo periodo si sia molto rafforzato nel corso degli ultimi mesi, ma  l’incertezza permea l’outlook economico.

“Con le attese di inflazione a lungo termine ben ancorate, la forza di fondo dell’economia europea e il continuo ampio grado di accomodamento monetario consentono di poter essere fiduciosi in una convergenza dell’inflazione verso il nostro obiettivo e che questa convergenza possa essere mantenuta anche dopo una chiusura graduale del nostro programma di acquisti netti di attività”.

Perciò, dice Draghi, la “politica monetaria nell’Eurozona deve rimanere paziente, persistente e prudente”. Continua a leggere

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Donald Trump: The United States will not be a Migrant Camp — ‘Not on my watch’

Risultati immagini per no immigration in USASegnalazione Breitbart
by Charlie Spiering
President Donald Trump defended his tough enforcement of immigration laws on Monday, saying that he would not allow unchecked flows of illegal immigration into the country.
“The United States will not be a migrant camp and it will not be a refugee holding facility,” Trump said. “You look at what’s happening in Europe … we cannot allow that to happen to the United States. Not on my watch.”
The president urged Americans to read about the problems and crime in Europe after countries accepted mass groups of migrant populations.
“We need borders, we need security, we need safety,” Trump said.
He chastised Democrats for grandstanding on the issue of immigration instead of working with Republicans to fix the problems. Continua a leggere

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Italia laboratorio politico che smuove l'Europa

Risultati immagini per la fine della MerkelEurointelligence – La CDU/CSU è in aperta rivolta contro la Merkel

“Pensiamo davvero che i greci e gli italiani continueranno nella tradizione consolidata  di negoziare dei pessimi  accordi a loro sfavorevoli?”
Di Saint Simon – Giugno 16, 2018
In Germania tira aria di crisi di governo, a causa della contrapposizione tra il ministro dell’Interno Horst Seehofer, presidente del partito democratico-cattolico bavarese CSU, e la cancelliera Angela Merkel. Oggetto dello scontro è la politica sugli immigrati: Seehofer, in vista delle elezioni di ottobre in Baviera – confine meridionale della Germania su cui convergono le rotte mediterranee e quelle balcaniche – vorrebbe il totale respingimento alle frontiere dei rifugiati già registrati in altri paesi UE; la Merkel cerca un approccio più morbido per non esacerbare gli animi nei paesi europei sul confine esterno, ed ora si trova nella difficile posizione di dipendere da accordi bilaterali con gli italiani e con i greci per la sua sopravvivenza politica. Probabilmente cercherà di offrire in cambio larghe concessioni, ma in ogni caso non farebbe che rimandare la resa dei conti: l’immigrazione continua ad essere il potenziale deflagratore dei traballanti equilibri europei. Da Eurointelligence.
della Redazione, giovedì 14 giugno 2018. Continua a leggere

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Macerata, chiuse le indagini. I dubbi di Buffagni

Segnalazione di www.maurizioblondet.it 

Fatti di Macerata, chiuse le indagini. Chiuse davvero? Roberto Buffagni dubita.

Di Roberto Buffagni
La Procura di Macerata ha chiuso le indagini sull’omicidio di Pamela Mastropietro. Unico indagato, Innocent Oseghale, che dovrà rispondere di omicidio volontario, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere, con l’aggravante di aver ucciso Pamela durante uno stupro dopo averla drogata. Sulla violenza sessuale, c’è discordia con il GIP e il tribunale del Riesame, che ritengono non …
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L’austerità? Una sciocchezza, parola della BCE

di Roberto Pecchioli
L’austerità? Una sciocchezza, parola della BCE
Fonte: Ereticamente
Consultare i giornali stranieri allarga l’orizzonte. Lontani dal giornalismo di casa nostra, occupato a frugare nei curricula o alimentare le cacce al fascista -adesso tocca al ministro della famiglia Lorenzo Fontana – si riescono a leggere notizie interessanti a noi accuratamente celate. Un esempio è il rapporto della Banca Centrale Europea dal titolo “Sulle fonti dei cicli economici. Implicazioni per i modelli DSGE.” L’acronimo significa Equilibrio Generale delle Dinamiche Stocastiche. Nel gergo iniziatico degli economisti, stocastico sta per probabilistico, e parlare di scenari probabili è già un bel bagno di umiltà da parte degli spocchiosi maestrini degli istogrammi e dei modelli matematici. Gli economisti sono abilissimi a spiegare a posteriori come le cose non sono andate come avevano previsto. Il report della BCE segue una strada opposta, un lodevole esempio di realismo e ricerca concreta. Continua a leggere

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I 150 anni della basilica di Maria Ausiliatrice


Segnalazione del Centro Studi Federici

Esattamente centocinquanta anni fa
9 giugno 1868: solennissima consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice
 
I preparativi della festa 
A metà di marzo l’arcivescovo Riccardi fissò la consacrazione della chiesa per la prima quindicina di giugno. Tutto era ormai pronto: i due campanili della facciata sormontata da due arcangeli, la grande statua dorata sulla cupola già benedetta dall’arcivescovo, i cinque altari di marmo con i rispettivi quadri, fra cui quello meraviglioso di Maria Ausiliatrice con il bambino in braccio, circondata da angeli, apostoli, evangelisti, in un tripudio di luce e colori. 
Scattò allora un piano eccezionale per la preparazione. Anzitutto si trattava di trovare il vescovo consacrante; poi di contattare vari vescovi per le solenni celebrazioni della mattina e della sera di ogni giorno dell’ottavario; inoltre di diramare gli inviti personali a decine di insigni benefattori, sacerdoti e laici di tutta Italia, molti dei quali da degnamente ospitare in casa; infine di preparare centinaia di ragazzi sia a solennizzare con canti i pontificali e le cerimonie liturgiche, sia a partecipare ad accademie, giochi, sfilate, momenti di gioia ed allegria. 

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Che fare quando le ONG "di soccorso" uccidono di più?

di Maurizio Blondet

QUANDO LE ONG "DI SOCCORSO" UCCIDONO DI PIU', CHE FARE?

QUANDO LE ONG “DI SOCCORSO” UCCIDONO DI PIU’, CHE FARE?

In una sua recente ed accurata inchiesta, Franecsca Totolo ha fornito la dimostrazione che le  navi delle ONG (specie le più capienti), lungi dal “salvare vite,  ne promuovono  la morte.   L’articolo è da leggere. https://www.byoblu.com/2018/05/18/le-ong-salvano-vite-no-sono-la-causa-delle-tragedie-in-mare-di-francesca-totolo/ Ne riporto i passi cruciali: …. Già dal grafico pubblicato da Missing Migrants  , si può facilmente constatare che il numero delle morti è …
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Luigi Bisignani a IL TEMPO: Il piano segreto di Matteo

Risultati immagini per l'uomo che sussurrava ai potentiL’“uomo che sussurra ai potenti” esprime la sua opinione in una delle sue consuete lettere domenicali al direttore de Il Tempo, secondo giornale della Capitale. Il lettore si chiederà perché questi sporadici spazi a chi è sotto moltissimi punti di vista estremamente lontano dalle nostre posizioni. Ebbene, dopo averlo conosciuto, il motivo è presto detto: l’ “uomo che sussurra ai potenti” può dire cose, alle volte, più interessanti di altri. Senza offesa verso chi non sussurra niente a nessuno… anzi…(N.d.R.)
di Luigi Bisignani
Caro direttore, Matteo Salvini, come un leone nella savana, fiuta l’aria e prepara il prossimo attacco per conquistare sempre più territorio. Le prime mosse sono andate meglio del previsto e ora che ha posto al centro del dibattito europeo il fronte dell’immigrazione, tra l’altro ridicolizzando Macron e prendendosi il plauso della Merkel, può gestire “dall’alto” i rapporti con i suoi alleati, Forza Italia e Fratelli d’Italia, i quali per non essere annientati faranno di tutto per non metterselo contro. Il Movimento 5 Stelle, fiaccato per una serie di ragioni, prima fra tutte le lotte interne tra il gruppo Grillo-Di Battista-Fico e quello Di Maio-Bonafede-Casaleggio che lo dilaniano da quando hanno cominciato ad annusare il profumo del potere, perde sempre più consensi. Con una savana dal panorama così arido, il leone Salvini sta preparando in gran segreto il suo piano B: si prenderà, in un solo colpo, i delusi di Berlusconi, della Meloni ma soprattutto una parte di quell’elettorato grillino che non sopporta più quel giustizialismo sommario e ambientalismo di facciata che blocca investimenti e nuove infrastrutture. Continua a leggere

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Ecco a voi la finanza senza nemmeno più i finanzieri

Commento e segnalazione di Marco Milioni
Sembra un romanzo di fantascienza ambientato in un futuro distopico… o l’incarnazione di una entità disumana con tratti diabolici? (M.M.)
Alexandre Laumonier è un esperto di high frequency trading e intelligenze artificiali. È autore di 6|5, un libro che descrive storia e protagonisti di una vicenda che sembra narrata in un romanzo di Philip Dick. E che invece è terribilmente concreta, reale, specie visti gli esiti della crisi del 2008. E a raccontarla è Sniper, un algoritmo finanziario che in pochi nanosecondi può determinare successi e fallimenti di intere aziende
La crisi dei mercati finanziari raccontata da chi l’ha inventata. Che non è un broker e non è nemmeno un capitalista senza scrupoli. Anzi non è nemmeno un uomo: è solo un algoritmo. È l’idea che ha avuto Alexandre Laumonier, esperto di high frequency trading e intelligenze artificiali. Il suo blog Sniper in Mahwah è tra i siti di riferimento negli studi sui flussi economici attuali. Sarà per questo motivo che Leumonier ha scritto 6|5, la Rivolta delle macchine, appena tradotto in italiano da Linda Valle per la collana Not della casa editrice Nero. Continua a leggere

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