Governi e alta finanza: l'Italia non è sull'orlo del baratro

“Christus Rex” sostiene quanto trovate in questo articolo da diverso tempo. Su questo tema, le teorie del complotto, i catastrofismi apocalittici ed altro sono frutto di ignoranza, follia o mala fede. Anche nel nostro piccolo e variegato ambiente, ove spesso pare aver ragione chi la spara più grossa, anche se non è ragionevole né documentata. (n.d.r.)
Segnalazione del Centro Studi Federici
Attenzione, l'EUropa è obbligata ad istigare un golpe in Italia entro fine 2018

L’EU è in crisi esistenziale. Soprattutto a causa delle enormi bugie dette in passato con il fine non di aiutare i vari paesi ad uscire dalla crisi ma piuttosto di perpetrare il potere in mano all’asse franco tedesco, con lo scopo di creare un mostro sovranazionale – l’EU – in grado di sostituirsi a termine agli USA in EUropa, asservendosi agli interessi dell’asse dominante. Un piano che data dalla fuga dei nazisti in Sud America 75 anni fa; la rivincita, come se fosse stato rinviato a tempi più propizi.
Il problema reale è che l’austerità imposta ai periferici dal 2009 NON ha funzionato e non funziona, serve solo per drenare ricchezza dalla periferia al centro (gli USA ad esempio crescono del 4% facendo il perfetto contrario). Esempio da manuale la Grecia: lo stesso FMI ha riconosciuto che l’austerità ha fatto danni in Grecia, che “si sono sbagliati” a fare i conti, che il moltiplicatore fiscale è stato stimato male con il risultato di far crollare l’economia ellenica pur senza ridurre il debito (è passato dal 140% nel 2010 a circa il 175% attuale, senza prospettiva di ridurlo drasticamente per i prossimi 20 anni almeno). Continua a leggere
Spread, Monti confessa: "Soros mi chiamò nel 2011 suggerendomi la Troika"
di Adolfo Spezzaferro
La realtà supera sempre la fantasia. Mario Monti, il super tecnico nemico del popolo italiano che ha devastato la nostra economia già provata dalla crisi globale, proprio quando era premier era in contatto con George Soros, lo speculatore internazionale dietro le Ong e il business dell’immigrazione.
Lo spread era alle stelle, i mercati e la finanza internazionale avevano costretto Berlusconi alle dimissioni, Monti era subentrato per tartassare gli italiani e Soros lo chiamò. A confessarlo è lo stesso Monti, a Otto e Mezzo di Lilli Gruber su La7. “Soros mi chiamò suggerendomi di chiedere aiuto all’Europa – ha rivelato -, ma noi volevamo evitare di far entrare la Troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per la situazione italiana”.
Tutti si ricorderanno però che con la continua minaccia della Troika, Monti varò quell’austerity i cui effetti stiamo ancora scontando. Continua a leggere
Mattarella dovrebbe difenderci dalle offese europee

di FRANCESCO STORACE
Presidente, ci fai sentire italiani? Puoi far sentire la tua voce nei confronti di autentici mascalzoni che da Bruxelles ogni giorno si credono in diritto di poterci insolentire in malo modo?
Sta diventando davvero un problema ascoltare mattina, pomeriggio e sera dai tiggi’ la parola stonata del commissario europeo Moscovici: “Come gli ungheresi – e’ arrivato a dire costui in un intervento intervento ad una conferenza presso la sede di Parigi dell’Ocse – anche gli italiani hanno optato per un governo decisamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratorie e di bilancio, sta cercando di sbarazzarsi degli obblighi europei”.
Ma come si permette? Deve essere il governo a difendersi da questa cialtronata o ad avvertire finalmente la necessità di farlo sarà il capo dello Stato? Continua a leggere
Verona: "L'Islam alla conquista dell'Europa, nella storia e nell'attualità"

LA TRADIZIONE A VERONA PER COMMEMORARE LEPANTO
di Lucia Rezzonico
L'Italia bastonata dall'Europa incassa il sostegno di Trump
L’Ue attacca il governo gialloverde. Salvini: “Abbiamo il consenso del 60% degli italiani”. E Conte incassa il sostegno dell’ambasciatore Usa: “Le elezioni in Italia hanno dimostrato che il popolo ha parlato”
di Andrea Indini
L’Unione europea bastona duro, gli Stati Uniti replicano facendo scudo. Mentre il governo Conte è alle prese con una difficile manovra economica, che alzando l’asticella del rapporto deficit/Pil al 2,4% destabilizza i rapporti con Bruxelles, arriva un inaspettato sostegno da oltreoceano.
Partecipando a un forum organizzato dall’Ansa, l’ambasciatore americano a Roma Lewis Eisenberg ha fatto una dichiarazione tanto banale quanto invisa ai giorni nostri. “Al di là di come ognuno di noi la pensi – ha scandito – le ultime elezioni in Italia hanno dimostrato che il popolo ha parlato. Questa è la democrazia”. Una ovvietà che, però, certi commissari europei non tengono sempre a mente. Continua a leggere
L'internazionale populista di Bannon
di Antonio Terrenzio

Fonte: Conflitti e strategie
In questi giorni Steve Bannon e’ sicuramente il personaggio che sta facendo parlare piu’ di se’ negli ambienti sovranisti
L’ex chief strategist di Trump e’ salito agli onori delle cronache per aver inaugurato “the Mouvement”, il movimento appunto, che dovrebbe essere collettore di tutti i partiti sovranisti d’Europa, da Marine Le Pen a all’FPO austriaco, da Victor Orban a Matteo Salvini.
L’idea del consigliere di Trump e’ quella di creare una sorta di fondazione in grado di sostenere finaziariamente tutti i partiti populisti d’Europa. L’obiettivo dichiarato dallo stesso fondatore e’ quello di creare una organizzazione in grado di far fronte all’Open Society di George Soros che ha nel tempo finanziato con 32 miliardi di dollari, Ong, associazioni che promuovono l’immigrazione, la liberta’ in temi bio/etici come aborto e eutanasia, lega LGBT ecc. La creazione di un movimento Anti-Davos, in grado di organizzare le forze identitarie di tutta l’Europa le elite’ cosmopolite e suoi valori progressisti.
Alle soglie delle elezioni europee del prossimo maggio, una “coalizione delle destre” concorrera’ per prendersi un terzo del parlamento europeo.
In campo quindi sembrano esserci due fazioni, una di stampo globalista, legata ai partiti di sinistra e alla finanza sorosiana; l’altra, un raggruppamento di tutti partiti nazionalisti d’Europa. Continua a leggere
"L'Europa vuole l'Italia in crisi a vita"
L’INTERVISTA A STEVE BANNON DE “IL TEMPO”
Parla Bannon, il guru di Trump: “La gente comune deve ribellarsi alle elite. Lega e 5 Stelle hanno idee molto innovative”
di Vincenzo Garzaroli
Tutti lo cercano, tutti lo vogliono vedere, ci vogliono parlare, una settimana in Italia e Steve Bannon ha lanciato in grande stile il suo progetto pan europeo “The Movement”, sede operativa a Bruxelles, considerata il centro di potere della tecnocrazia, insieme al leader del partito popolare belga, Mischael Modrikamen. Raccoglie le sigle populiste e sovraniste di tutta l’Europa. Ha incontrato per ultimo anche Luigi Di Maio, alleato e co-firmatario del contratto di governo con Matteo Salvini.
L’ex stratega di Donald Trump e guru del sovranismo internazionale, è stato ospite ad Atreju la festa dei fratelli d’Italia guidati da Giorgia Meloni. Oggi Bannon ha deciso di puntare l’episodio sue attività politiche anche in Italia, dove segue da vicino la scuola di formazione di Trisulti, in Ciociaria, l’istituto Dignitatis Humanae che si è aggiudicato per un canone di 100 mila euro la millenaria Certosa, garantendone la manutenzione e valorizzazione. L’associazione, costituita nel 2008 dall’inglese Benjamin Harnwell, intende formare leader conservatori e cattolici con un corso dedicato al Cardinal Martini e ispirato a quel cardinale Raymond Burke, firmatario dei “Dubia”, la lettera di critiche al Papa per le sue aperture in tema di divorzio, aborto e sostenitore di Monsignor Carlo Maria Viganò, che ha denunciato presunte coperture del Papa ai pedofili nella Chiesa.
Finora ha aderito ufficialmente soltanto FdI, mentre la Lega si è avvicinata all’iniziativa ma, per ora, in modo informale. Lo abbiamo incontrato a Roma, poche ore prima della sua partenza per gli Stati Uniti dove seguirà la campagna elettorale di alcuni candidati alle elezioni di metà mandato presidenziale, l’8 novembre, decisive per il futuro di Trump. Parte da Roma il suo progetto in vista delle elezioni Europee del prossimo anno, dalla Capitale del cristianesimo ribadisce il suo forte legame con il presidente degli Stati Uniti e come cattolico conferma il suo appoggio trasparente a chi nella Chiesa cattolica critica il pensiero politico ed economico di papa Bergoglio.


