Cristiani massacrati, dov’è l’indignazione dell’Occidente?
Gli estremisti islamici hanno visto che l’Occidente non si è mobilitato per impedire loro di reprimere i cristiani, come se inconsciamente ci fosse una strana convergenza tra il nostro silenzio e il progetto di pulizia etnica dello Stato islamico, volto a cancellare i cristiani.“La libertà religiosa, il valore centrale della civiltà occidentale, viene distrutta in gran parte del mondo. Ma l’Occidente, negando miopicamente questa guerra religiosa, distoglie lo sguardo…”. – Melanie Phillips, giornalista britannica, The Times, 17 novembre 2014.
Il duca di Cambridge, il principe William, ha appena visitato i sopravvissuti musulmani dell’attacco alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Perché la stessa compassione non ha spinto la famiglia reale inglese a fermarsi nello Sri Lanka, la loro ex colonia, per incontrare i sopravvissuti cristiani, prima di tornare in Gran Bretagna?
L’appello lanciato dalle figlie di Asia Bibi per aiutare sua madre ha trovato un Occidente sordo. Il Regno Unito si è rifiutato di offrire asilo a questa famiglia cristiana pakistana perseguitata.
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fonte – https://www.imolaoggi.it/2019/05/13/cristiani-massacrati-dove-lindignazione-delloccidente/

Alla fine degli esercizi spirituali che si sono svolti in Vaticano, Bergoglio si è inginocchiato per baciare i piedi di Salva Kiir Mayardit, Presidente del Sud Sudan, e di altri leader dell’opposizione.
CITTÀ DEL VATICANO (
Fornivano tutto: istruzioni in arabo, accendini e fiammiferi. Uno scenario inquietnate quello scoperto dalla Procura di Torino dopo l’arresto di sei anarchici. Il gruppo finito in manette avrebbe guidato i migranti dei centri d’accoglienza nei loro piani di rivolta con fuoco e fiamme all’interno delle strutture. Tutto nasce, come riporta il Corriere, da quei sit in davanti ai Cie per mostrare solidarità ai migranti. E proprio lì avveniva lo scambio di dritte e di informazioni per dare il via ai roghi nei Cie. Le istruzioni venivano date anche con palline di carta che contenevano messaggi e contatti utili per mettere in atto il piano di rivolta. E da qui scatta l’accusa chiara dopo le indagini della Digos: associazione sovversiva “idonea a influire sulle politiche in materia di immigrazione” con attenati diversi portati avanti con plichi esplosivi e con sei ordigni. Inoltre i sei arrestati sono accusato di avre organizzato e pianificato episodi di danneggiamento.
ROMA, 4 FEB – “È necessario rivedere i contributi alle associazioni, come l’Anpi, che negano le stragi fatte dai comunisti nel dopoguerra”.
