La Sovranità non si contratta

di Adriano Segatori
La sovranità non si contratta
Fonte: Italicum
La Sovranità – questa con la S maiuscola – è innanzitutto una concezione mentale, una attitudine psicologica, un vero e proprio stile spirituale.
Una caratteristica dell’uomo è di parlare di ciò che non c’è più, e la salute ne è l’esempio più eclatante. Quando le persone si trovano mica si riferiscono i dati della pressione buona o la regolarità delle evacuazioni, ma elencano magagne, fastidi e disturbi variegati. Lo stesso identico meccanismo è in atto per altre questioni che riguardano la vita personale e collettiva.
Si sproloquia di famiglia e di educazione da quando la famiglia è stata falcidiata dall’egoismo individualista e dall’esercizio dei più disparati diritti viziosi, e l’educazione è stata scomunicata dall’esaltazione della spontaneità e indipendenza incontrollata. Si obbliga a decine di autorizzazioni e si proibiscono le foto scolastiche in nome della privacy da quando sui social network ognuno posta le rivelazioni più oscene della sua vita corporea e psichica. Si straparla di libertà e di democrazia quando le case sono trasformate in fortini e la vita del cittadino è costretta tra telecamere, inferiate e porte blindate.
Insomma, il vuoto reale è sempre riempito da un surrogato immaginario: è la legge di natura. Continua a leggere

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Radical-chic e ignoranti-pop

di Marcello Veneziani

Lunedì scorso è morto in America Tom Wolfe e io vorrei dire qualcosa sui radical chic, di cui lui fu scopritore e brillante stroncatore. Li critico anch’io da quando li conobbi, lessi da ragazzo il libro di Wolfe contro di loro che aveva pubblicato Alfredo Cattabiani nel ’73 da Rusconi. Anzi, prima dei radical-chic conobbi il loro antenato, lo snob di cui sparlava Panfilo Gentile, notando che snob sta per sine nobilitate, finto nobile che si atteggia a tale. Oltre che supponenti, i radical chic e gli snob diventano detestabili quando si fanno intolleranti verso chi non appartiene alla loro razza.
Ma non mi piace per nulla neanche il loro rovescio, la rozza ignoranza pop. Quella di chi detesta ogni lettura e disprezza tutto ciò che odora d’arte, pensiero e cultura, quella di chi spara giudizi sprezzanti quanto dementi in rete senza capire, senza sapere; quella di chi odia il mondo ed erutta e scoreggia contro l’universo e ogni grandezza nel nome della libertà e dei diritti. Quella di chi soffre d’invidia egualitaria, vuol far patire chi sta meglio di loro e far loro confiscare quel che hanno meritato e conquistato. Insomma quelli che fanno valere la loro ignoranza enciclopedica come un diritto e una virtù. A volte è gente anche di destra, anche se di solito l’homunculus-tipo è al di sotto della destra e della sinistra. Non saprei dire quale sia peggio tra i radical-chic e i cafonal-pop. O meglio, saprei: i peggiori sono quelli che fanno ricadere sugli altri la loro spocchia o la loro ignoranza. Continua a leggere

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